Il testo del disegno di legge sul personale della Regione licenziato dalla Commissione per l’Aula

12 marzo 2010 06:546 commentiViews: 13

019Ecco il testo del disegno di legge sul personale licenziato dalla Commissione autonomia e sul quale ieri la Commissione bilancio ha espresso il parere finanziario.
In Aula, in occasione del dibattito sulla 162, l’on. Uras ha definito il testo con parole molto dure, parlando di interi articoli ad personam.
Sottoponiamo il testo ad un esame dal basso, democratico, ma educato. Chiunque capisca della materia è invitato a scrivere.

6 Commenti

  • Premetto che anch’io non ho capito una emerita cippa di quanto è scritto. Tuttavia, una cosa l’ho inquadrata: come al solito, coloro che lavorano in Regione sono “figli di un Dio maggiore” rispetto ai comuni mortali che, magari, vivono nel precariato per anni e anni. Faccio un esempio: i numerosi lavoratori del settore bibliotecario degli EE.LL. Tranne rari casi, la maggior parte dei bibliotecari sono precari. Mi chiedo, e le chiedo, caro onorevole Maninchedda, come mai la Regione non abbia mai messo mano alla situazione delle Biblioteche in Sardegna. Eppure, è proprio alla Regione che spetta, visto che lo Stato ha delegato all’Ente intermedio. La Regione concede fondi ( grazie a Dio, aumentati negli ultimi anni, in quanto prima erano cifre vergognose ) solo ed esclusivamente per l’acquisto di materiale librario, cancelleria etc. E gli stipendi dei bibliotecari ? Quelli, naturalmente, a carico degli stessi Enti che, dovendoli togliere da bilanci abbastanza poverelli, preferiscono spesso destinare i soldi ad altre opere, a loro parere, piu’ popolari ( una strada rurale, ad esempio ). Naturalmente, l’idea dell’inserimento in dotazione organica del bibliotecario, e quindi della sua stabilizzazione, non viene presa neanche in considerazione. Il patto di stabilità, concetto astruso, ma minaccioso, incombe !!!! Le evito la tiritera sull’importanza di un servizio quale una biblioteca in centri molto piccoli e distanti da città di un centro rilievo. Credo non ci sia il bisogno, con una persona competente come lei. Tuttavia, un esempio lo voglio proporre. Ogni anno, come “compitino” per l’estate, molti insegnanti di lettere delle superiori “consigliano” ai propri alunni la lettura di libri e romanzi che, ritengono propredeutici per i programmi che si dovranno svolgere l’anno seguente. Spesso si tratta di decine di libri che, molte famiglie con un solo stipendio, hanno difficoltà ad acquistare. Ebbene, per tante di quelle famiglie, la biblioteca è l’unica soluzione. Le chiedo, ma non sarebbe il caso che, finalmente, la Regione si impegnasse seriamente anche per questo settore ? Sono solamente i precari regionali che hanno questo diritto? E gli altri? Persone che si trovano, a 50 anni e con una laurea in tasca, ad attendere, di anno in anno, che il proprio contratto venga rinnovato ? Mi scuso per la foga, ma il contenuto dell’articolo ( non le sue parole, ovviamente ), mi hanno profondamente irritato. La prego di farsi portavoce anche delle rivendicazioni di un sostanzioso gruppo di persone che, all’orizzonte, non vedono certo sorrisi. Distinti saluti, Maria

  • Non ho trovato nulla (forse ho letto troppo velocemente o non sono andato a leggere i riferimenti ad altra legge) circa la responsabilità dei dirigenti.
    Ancora una volta la Comunità Europea ci accusa di non spendere i soldi che abbiamo nelle casse (come evidenziato dall’On. Paolo nell’articolo Dirigenti stuggia soldi e sottolineato nel mio commento) e nulla è scritto per quanto riguarda l’attività dei dirigenti a cui viene affidata una misura: la loro posizione è quella di fare un bando (non entriamo nel merito per carità di patria, ma non mancherà occasione) ed aspettare che qualcuno OSI presentare domanda, per poi fargli passare le pene dell’inferno in documentazione e permessi e visti.
    Secondo me è proprio l’approccio alla spesa che è sbagliato-
    A sostegno della mia tesi mi permetto di strumentalizzare l’ultimo decreto dell’Assessore dei LLPP n.18/08.03.2010 relativo alla presentazione da parte degli Enti locali delle istanze di finanziamento delle opere concernenti la
    realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture di loro interesse, per il quale è stato dato avviso pubblico (nel sito della regione) nel quale è prescritto che “Le richieste di finanziamento devono pervenire all’Assessorato dei Lavori Pubblici … entro il termine perentorio di 20 giorni dalla data di
    pubblicazione sul sito internet della Regione del presente Avviso.”
    Ora mi chiedo: e se non pervengono domande sufficienti a fronte del finanziamento? Ma sopratutto mi chiedo: ma non è interesse dell’Assessorato che queste somme vadano spese, ed in tempi rapidi? Non era il caso di convocare o informare in qualche modo i beneficiari? NO, il dirigente resta in vigile attesa che arrivino le domande, pronto ad escludere quelle che dovessere pervenire enro il termine PERENTORIO.
    Scusate se mi sono dilungato, ma è proprio questo atteggiamento che ho sempre criticato, quello di stare in attesa pronto a colpire ed escludere il malcapitato che ha dimenticato di allegare un documento.
    Forse si dovrebbe forse legare il cosidetto salario di rendimento al raggiungimento degli obiettivi prefissati, vedi spendere per tempo le risorse assegnate insieme alla misura di cui il dirigente è nominato responsabile.

  • Articoli ad personam? ecco un esempio

    Art. 11
    Norme varie
    6. Nel comma 4 dell’articolo 30 della
    legge regionale 8 agosto 2006, n. 13 (Riforma
    degli enti agricoli e riordino delle funzioni in agricoltura.
    Istituzione delle Agenzie AGRIS
    Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna)
    sono soppresse le parole “; per il direttore
    generale dell’Agenzia AGRIS Sardegna è richiesto
    il possesso di un’alta qualificazione scientifica
    e professionale nelle materie di competenza
    dell’Agenzia”.
    Evidentemente il prescelto per l’incarico, in ossequio alla lottizzazione, sarà totalmente sprovvisto dei requisiti, cosa grave in un ente che dovrebbe occuparsi di alta ricerca applicata nel campo agricolo, ed allora tanto vale cambiare la legge.
    Dato che ci siamo eleggiamo pure un bidello preside di Facoltà.
    Il merito come sempre va farsi f…re.

  • Antonio Piras

    Bravo Nino;molto pertinente il richiamo all’Ulisse dantesco “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”; allora, in materia la virtute passa in massima parte per l’art. 97 della Costituzione, che vuole che per l’accesso alla P.A. la regola sia il pubblico concorso (sono ammesse ovviamente eccezioni, ma non scelte ibride), in modo che il criterio di selezione sia aperto a tutti (anche ai non accozzati, ma e in particolare ai più preparati ed ai più capaci).
    Per quanto riguarda la conoscenza, invece, il testo sembra ignorare il problema del rientro in Regione dei tanti dipendenti regionali dell’ex-ESAF (vincitori appunto di concorso pubblico) attualmente ancora in servizio presso il gestore del Servizio Idrico Integrato della Sardegna; come noto, si tratta di personale regionale qualificato, trasferito in base ad una legge regionale (n°10/2005, che ha subito una perdita dei diritti acquisiti in un modo che ha pochi confronti nell’intero panorama della P.A. italiana.
    La semplice citazione della l.10/2005 all’inizio del testo gira attorno al problema, anzichè affrontarlo.
    Per quanto riguarda invece l’azione del Gruppo Consiliare Sardista, invece, bravi; mi sembra che il voto finora non possa che essere altissimo sia per le proposte di legge che per le interrogazioni; e sia ancora per le proteste, quando qualcosa non và; sta dimostrando di avere uno spessore culturale ed una preparazione veramente all’altezza del compito.

  • Premetto la difficoltà nella lettura causa i continui richiami ad altre norme che costringono il lettore a un improbo lavoro nella ricerca delle stesse.
    Se per caso un lettore riuscisse nell’intento, dovrebbe essere immediatamente assunto dalla RAS per manifesta capacità e probabilmente avrebbe diritto al subentro nel posto occupato da coloro che hanno materialmente redatto il testo.
    Alla faccia del burocratese… Complimenti!
    Pur convinto di essere un autentico profano in merito mi permetto di esporre alcune osservazioni:

    Art. 1 bis- modifica a)- Nuove attribuzioni al Direttore Generale lla Presidenza quale Segretario Generale coordinatore dei Direttori Generali della Presidenza e degli Assessorati.

    Da cittadino mi chiedo :”È mai possibile che simili figure Dirigenziali abbiano bisogno di essere coordinate da altra e nuova figura”? Non dovrebbero invero lavorare all’unisono e di concerto per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla politica? Il loro status è già comprensivo di responsabilità di alto grado e tale da non dover essere coordinati da alcuno. Cosi facendo si da la stura a comportamenti tipici dei burocrati che sono e restano maestri nello scarica barile. Di fatto succederà che i coordinati (complice la sicura invidia nei confronti del coordinatore e l’accidia che pervade gran parte dei dipendenti pubblici ) attenderanno di essere coordinati e nel mentre avranno l’occasione di poter stare fermi e immobili in dolce attesa ……

    Modifica b) Trattamento economico maggiorato al coordinatore Segretario Generale alla Presidenza aumentato di non meno del 40% rispetto allo stipendio dei Direttori Generali.

    La dicitura “ non meno del 40% “ non esclude, anzi in teoria lo prevede, un ipotetico raddoppio dello stipendio… Ma di questo passo dove si va a parare?
    Da cittadino pretendo che in un simile caso, il vincitore di questo 13 al totocalcio debba impegnare totalmente il proprio tempo a favore della RAS. Vi pare possibile che un semplice coordinamento di figure di alto livello possa impegnare una persona al punto da dover essere strapagata? Bastava semplicemente attribuire tale funzione al Direttore Generale alla Presidenza con un aumento di stipendio commisurato all’impegno svolto. D’altronde tale suppletivo carico di lavoro può benissimo essere valutato con criteri obiettivi (ore di lavoro prestate oltre a quelle previste e già abbondantemente remunerate ). Questo “regime forfettario“, applicato al caso in esame, mal si concilia con la crisi in atto e con la normale decenza.

    Mi riservo, compatibilmente con il tempo necessario all’esame del testo ostico e difficoltoso, di inviare ulteriori considerazioni…

  • Premetto che non “capisco della materia”, sono uno dei tanti “dal basso”.
    Nel leggere l’ultima riga (chiunque…) mi sono venute in mente le colonne d’Ercole e l’ammirazione, mai venuta meno, per l’Ulisse Dantesco “considerate la vostra semenza:fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Ed allora mi sono avventurato a spiccare il “folle volo” consapevole della catastrofe cui sarei andato incontro. Qualcosa però non sfugge anche agli occhi di un “quisque de populo”. La relazione della Giunta già da subito mette i piedi sul piatto: “con l’art. 2 commi x y, si autorizza l’incremento della dotazione organica con contratti di lavoro flessibile; con i commi a b c .., ulteriore incremento, questo straordinario, della dotazione organica per lo svolgimento di attività pluriennali….”. Né nell’uno, né nell’altro caso si indica lo strumento attraverso il quale si attua l’incremento della dotazione organica. Qualcosa si evince leggendo il comma 6 che “detta norme per la copertura dei posti vacanti e dovrà avvenire con pubblici concorsi, nell’ambito dei quali (ecco la chiave di lettura)dovranno essere inserite le procedure volte a stabilizzare i lavoratori assunti con contratti di lavoro flessibile etc. etc….”.
    Oso ancora sfidare le colonne d’Ercole e mi addentro nell’articolato.
    Sostituisce l’art. tal dei tali della legge n… del……,sostituire la parola….inserita al comma… dell’art….. della legge… e via enumerando. Così ” n’apparve una montagna, bruna per la distanza…noi ci rallegrammo, e tosto tornò il pianto,che de la nova terra un turbo nacque…………tre volte il fè girar con tutte l’acque…. a la quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù…in fin che ‘l mar fu sovra noi rinchiuso”.
    Mi domando: chi può capire e che cosa in un mare così opaco e gelatinoso. Neanche chi per mestiere sta immerso giorno e notte nella materia ne esce indenne, figuriamoci chi sta in basso.Il legislatore, per evitare che venga fottuto dai dirigenti, deve tenere sempre presente, imponendola ai dirigenti, la regoletta sella semplificazione tanto utile nello svolgimento delle frazioni.E poi non dimenticarsi che i concorsi pubblici non possono comprendere procedure ALTRE per tenere in piedi la teoria del bisogno sospeso.
    Concludo annotando che Dante dopo Ulisse, nell’ottava bolgia, incontra Guido da Montefeltro “uom d’arme” le cui opere” non furon leonine, ma di volpe”.
    Paolo, fai una croce sul quel disegno di legge e rispediscilo al mittente. In altre forze politiche alligna la regola dell’ambiguità, della doppiezza,della continua contraddizione.

    Fuori tema: complimenti al Gruppo Sardista in Consiglio Regionale per la dura presa di posizione sul trasferimento all’ANAS della costruzione della ormai tristemente famosa SASSARI-OLBIA. La retromarcia Istituzionale è già cominciata. Solo la libertà del PSD’AZ ha potuto aprire gli occhi. PDL coricato sui desiderata del “capo”, PD flebile ed attendista. Cento di queste iniziative per costruire una indipendenza vera.

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