Talvolta, dagli atti amministrativi e giudiziari emergono scampoli di vita sarda che meriterebbero un racconto letterario piuttosto che giornalistico, cioè uno di quei testi che danno profondità psicologica alle comparse, che restituiscono vivacità alle scene. Non so se riuscirò a farlo, perché la mia intenzione è opposta, cioè trasmettere esattamente la gravità della realtà che è quella dei sindaci padroni dei paesi, dei sindaci volgari, di quelli senza alcuna grande visione ma con una demoniaca capacità di intercettare ogni volontà popolare e di soddisfarla pur di mantenere il proprio ruolo; sono interessato a disprezzare il sindaco prinzipale.
Inizio della storia La vicenda narrata è quella di un comune gallurese, per la quale la Corte dei Conti della Sardegna ha invitato il sindaco e alcuni dirigenti amministrativi a controdedurre rispetto alla propria intenzione di recuperare circa 180mila euro corrisposti a un dirigente del settore urbanistica assunto illegittimamente.
I nomi saranno di fantasia, gli atti no.
Secondo la ricostruzione della Corte, la storia inizia a luglio del 2019, con una delibera della Giunta Comunale presieduta dal sindaco Barra che modificava la dotazione organica del personale, prevedendo l’assunzione per un anno di un istruttore direttivo tecnico per sopperire le esigenze straordinarie di supporto del settore Urbanistica.
Il 3 dicembre 2020, il responsabile del Settore Urbanistica del Comune, che chiameremo Andereddu, indice la selezione ai sensi dell’art. 110 del testo Unico degli Enti Locali.
Qui entriamo subito nel clima delle piccole monarchie di alcuni sindaci sardi.
La Corte dei Conti segnala che addirittura nel bando si precisava che l’individuazione del soggetto cui conferire l’incarico sarebbe stata l’esito di una “valutazione di carattere discrezionale (…) del tutto fiduciaria (…) ancorché (…) mediante giudizio comparativo tra curricula diversi” ma precisando che la valutazione non sarebbe stata “caratterizzata da valutazione comparativa dei candidati, finalizzata alla formazione di una graduatoria di merito, bensì solo al riscontro delle necessarie competenze ed esperienze dei candidati stessi“.
Ma il bello viene dopo.
Ovviamente il bando prevedeva che i candidati non avessero riportato condanne ostative al conferimento dell’incarico.
Fatto è che il 17 marzo del 2021 una commissione, tutta interna al Comune, composta dal Segretario comunale, dal già citato Andereddu e dal responsabile del settore finanziario, che chiameremo Euro, compila una short list dei partecipanti alla selezione da sottoporre al sindaco per le successive determinazioni.
E cosa fa il sindaco Barra?
Il sindaco sceglie un signore, che chiameremo Wolf, un non sardo, un esponente della Magna Grecia, che, pur essendosi dichiarato immacolato rispetto a qualsiasi provvedimento giudiziario, risultava invece essere stato destinatario non solo di un decreto penale di condanna (cosa lieve, ma formalmente significativa) ma anche di un provvedimento restrittivo (arresti domicilairi) e di un provvedimento di sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio di Responsabile di Area Tecnica di due Comuni della Magna Grecia.
Ovviamente la Corte dei Conti obietta che Wolf non poteva non sapere di essere stato destinatario di questi provvedimenti che avrebbero dovuto impedirgli di partecipare alla selezione.
Ovviamente la stessa Corte dei Conti non può pronunciarsi sul fatto che della fedina penale di Wolf fosse anche informato il sindaco Barra, ma è evidente che la Corte sospetti che lo fosse, perché Barra sceglie Wolf discrezionalmente, cioè contra legem, dice la Corte, non svolgendo “né una previa verifica delle professionalità interne né una procedura selettiva“. Un po’ strano scegliere tra tanti, senza confronto, proprio quello che è stato destinatario di provvedimenti giudiziari così impattanti. I consiglieri di minoranza del Comune cominciano a protestare e inziano le indagini, ma niente ferma Barra, Worlf, Andereddu ecc.
Condono, condono, condono Ma perché, si chiede la Corte, Barra voleva Wolf, e Andereddu e Euro gli permettono di reclutarlo?
Sul punto la Corte è incredibilmente chiara.
“In secondo luogo, va osservato come l’attribuzione degli incarichi a Wolf possa correlarsi ad altri e distinti interessi, come emerge dalle seguenti circostanze. In data 6 agosto 2021 Wolf, in qualità di responsabile del Settore Urbanistica, segnalava alla Tenenza della Guardia di Finanza del Comune di aver sollevato la geometra Fastidia dall’incarico prima di responsabile del procedimento per la tutela del paesaggio e poi di istruttore tecnico presso l’Ufficio Urbanistica, in ragione di presunte irregolarità nella nomina della geometra [ma la nomina risaliva a qualcosa come dieci anni prima], nell’attività amministrativa (mancanza di istruttorie ec.) e nell’esecuzione della prestazione lavorativa della dipendente (fruizione di permessi studio all’interno della sede comunale, utilizzo di corrente elettrica e del PC in tale arco di tempo, con conseguente peculato d’uso)”.
Ovviamente la geometra Fastidia non sta al gioco al massacro che vuole dipingerla come il funzionario inadempiente e ladro di Pc e di corrente elettrica e quindi, a sua volta, presenta denuncia presso la Procura della Repubblica “in ragione del parere di inammissibilità da lei emanato su una pratica, poi sospesa, di condono edilizio dell’abitazione del Sindaco (intestata alla compagna Nonso Chisia) in località Lu Meu. Fastidia riferiva che Barra, appena insediatosi, le chiedeva l’evasione della sua pratica e, similmente, Wolf, all’indomani della sua nomina, le rivolgeva specifica richiesta di ‘riprendere in mano le pratiche di condono edilizio per definirle’; (…) riferiva inoltre di altre pressioni subite dal sindaco Barra e della sua ingerenza nell’attività amministrativa dell’Ente per interessi di natura personale”.
Finale Come è andata a finire?
Barra ha tentato di reclutare a tempo indeterminato Wolf con un concorso, ma gli è andata male per l’opposizione di un componente della Commissione. Wolf è andato via e si è dovuto rimangiare tutto ciò che aveva detto e scritto contro la povera Fastidia, perché si è accertato che era lui a concedergli i permessi studio per l’utilizzo anche del Pc e poi a revocarglieli a sua insaputa.
Non sappiamo come sono andate a finire le pratiche di condono edilizio, ma sappiamo che di tutta questa vicenda si è occupato un Gip, il quale, sentite un po’, ha archiviato tutto “in considerazione dell’insussistenza, oltre ogni ragionevole dubbio, del dolo penalistico richiesto dai capi di accusa formulati, pur essendo ravvisabili irregolarità amministrative nella gestione di alcune pratiche edilizie ed eventuali “profili di irregolarità amministrativa o contabile” oltre che dichiarazioni in parte mendaci di Wolf”.
C’è da chiedersi che cosa serva per il dolo se non serve il reclutamento illegittimo di un condannato che mente e che viene orientato, una volta reclutato, a seguire pratiche di diretto interesse di un amministratore pubblico e che per questa ragione perseguita una funzionaria fedele che non voleva cedere alle insistenze dell’amministratore.
C’è da chiedersi come facciano i sardi a fidarsi della Giustizia (e infatti non ce ne fidiamo neanche un po’), ma soprattutto come facciano a eleggere personaggi come Barra, ad amare questi padroni che niente hanno a che fare con lo Stato di diritto, a privilegiare questi furbi mediatori di interessi privati, a premiare questi prinzipales che si cercano i dirigenti compiacenti per rimanere con le mani pulite dell’indirizzo politico e far fare il lavoro sporco agli esecutivi reclutati allo scopo.
Il problema non è la loro ambizione, ma la bestialità servile di chi li elegge.

L’abuso d’ufficio non è più reato, la corte dei conti non potrà più condannare nessuno e se lo farà le sanzioni saranno ridicole, la maggior parte delle norme che disciplinano il pubblico impiego sono scritte all’italiana, dove nero in realtà vuol dire grigio e talvolta bianco, il mancato rispetto delle regole non ha mai sanzioni, e le poche che ci sono sono talmente banali che non incentivano la buona condotta. Ormai viviamo in un sistema dove prevale il furbo e il disonesto. Destra o sinistra non fa differenza.
In effetti si, ci sarebbe tanto da scrivere sulli paesi, fantastici, simili a quello di topolinia. sul fatto che a topolinia si abusi della sanatoria degli abusi di alcuni Topolini. Sul fatto che a topolinia con il noleggio della licenza di un taxi è consentito realizzare una fabbrica di auto.su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico. A topolinia è persino consentito intervenire quotidianamente in area demaniale per rattoppare la fogna della fabbrica di auto.
Altra perla di topolinia è la concessione per le aree parcheggio. Che prevede 420 posti auto ma in realtà sono 500. Senza adeguamento del canone..
Tutta topolinia è impegnata a difendere gli abusi . Di pochi..
Grazie Professore per l’interessamento al nostro piccolo Comune ,Piccolo ma con grandi “ interessi” .
La sconcertante storia amministrativa / giudiziaria del paesello della Gallura mi sembra la sceneggiatura, con finale tragicomico , di una telenovelas brasiliana prodotta a Bollywood,
Titolo ,PALAO MERAVIGLIAO
Invece è proprio un sindaco della destra più cristallina, quella prepotente e arrogante.
E chi ha voluto, e chi ha creato questi sindaci re che fanno e disfano? E chi ha creato i presidenti di regione imperatori?
l’insussistenza di dolo penalistico di dichiarazioni in parte mendaci è da manuale del diritto, neanche i Gip di Topolinia arriverebbe a tanto
I Sindaci Barras sono eletti dalla maggioranza dei votanti, spesso nelle accozzaglie chiamate “liste civiche” (termine servile e anestetico). Malgrado non sia la maggioranza in s.s., costoro sono comunque espressione di chi li elegge.
I Barras ancor prima di insediarsi, sono li a dirci immediatamente che saranno i Sindaci di tutti, per tranquillizzarci tutti con l’oppio scaduto della retorica politica buonista.
Non ci ho mai creduto alle loro dichiarazioni. E rarissimo che un sindaco Barra si sia davvero distinto nell’ aver fatto gli interessi collettivi e non solo quelli dei valvassini locali. Ho visto quasi sempre solo dei meri esecutori- spesso ultra mediocri- di richieste da parte dei vari portatori di interessi economici di quel territorio o al massimo di visioni retrodatate che non sanno traguardare alcuno scampolo di sviluppo futuro per quella comunità. Tanto più se quella comunità risulta impostata su monocoltura economica.
In Gallura, ossia la “location” dei fatti che ci vengono oggi raccontati, la situazione è poi davvero imbarazzante quanto a miseria culturale e assenza di prospettiva, E a ben osservare confligge con tutte le narrazioni manieristiche e semplicistiche con cui vengono interpretati e travisati i soliti comodi dati statistici. Tanto più se i dati sono ESTIVI, cioè suggestionati dalle varie estati smeralde, turchesi, rotonde, rosa o vermentine.
il fatto grave è che se il popolo sa queste cose continua a votare il Sindaco e i consiglieri, il Gip e PM hanno archiviato il tutto forse non è un sindaco di centro destra,
Oltre alla “bestialità servile di chi li elegge” c’è il problema, non secondario, che un Gip possa archiviare e un P.M. possa chiedere di archiviare, per fatti come sopra descritti.
L’umanità. Il problema siamo noi. Noi che non sappiamo piu come si esercitano i nostri diritti. Noi benpensanti e benestanti che vediamo, critichiamo e a volte spettegoliamo, ma la gran parte delle volte lasciamo fare. Altre fuggiamo pur di non allordarci. Cambiamo paese, cambiamo partito, cambiamo anche le nostre convinzioni pur di non vederci accanto a certe persone. Ma restiamo noi il problema. Il nostro egoismo, il desiderio di tutelare noi stessi e la nostra salute mentale prima, fisica e familiare poi, sono il motore si questo lassez faire. Mi sto autoaccusando, tristemente, lo ammetto. Ma questo mio atteggiamento ha reso tutto fattibile. Di Sindaci Barra ce ne sono davvero tanti tanti, non tutti ovviamente, potrei scatenare l’ira manco fossi Saviano. Nei paeselli di montagna ancor di piu. Chiudo con una considerazione che esula l’autocritica e rimanda al sistema qualche responsabilità: la mancanza di politica, di scuola, di partito o di socialità, fa si che siano queste giuntarelle comunali le scuole politiche e, ahimè, amministrative per i futuri “politicanti”. Questa esperienza sarà la loro forza politica.
Realtà sconcertanti per chi le ha vissute, difficili da comprendere per gli “esterni”!
Ci sarebbe ancora molto da inserire…….
Spero vivamente che gli episodi mancanti , ben noti a coloro che sono tenuti a far rispettare le leggi, vengano letti nelle sedi opportune.