Il salotto dei panciapiena e il razzismo dei panciavuota

11 novembre 2013 07:415 commentiViews: 1029

umanitàLeggete qua: le frasi del razzismo e le risposte. Me lo hanno dato sabato sera in via Manno a Cagliari mentre, passeggiando con mia moglie, mangiavo una pizzetta. Una mini comunità di Hare Krisna cantava festosamente per strada, invitando i passanti a liberarsi da ogni desiderio.
La povertà genera il razzismo. Nel popolo abbandonato a se stesso, cioè impedito a diventare nazione, senza scuola (in Sardegna si promuove per mantenere aperte le scuole e poi si applica il numero chiuso italiano alle università), senza cultura, senza dialettica, senza educazione critica, riemergono impulsi primordiali (come quelli descritti da Milo Manara nell’immagine).
Nel frattempo accade che i candidati alla presidenza della Regione non riescano neanche lontanamente a parlare dei temi dell’economia reale, non riescano a unire il tema dei poteri col tema delle risorse, non parlino – perché non ne sanno parlare – della crisi educativa, non riescano a scalfire neanche di un grammo il potere delle banche, non riescano a dire come intendano produrre ricchezza e lavoro, come intendano dire una volta tanto un ‘sì’ e non sempre e solo ‘no’, come intendano fare politica estera (di cui la Sardegna ha tanto bisogno). La campagna elettorale più drammatica della storia si sta trasformando in una campagna estetizzante all’americana, fatta di strategie comunicative, di suggestioni, di ammiccamenti e di sottovuoto spinto sul piano strategico. Mentre sarebbe dovuta essere la campagna elettorale della crisi, con protagonisti i disoccupati, i giovani e le imprese, si è trasformata nella campagna elettorale degli spin doctors, degli eventi performativi, degli imbrogli emotivi.
Reagiamo.
Combattiamo il degrado della realtà manipolata da incapaci.
Leggiamo di più; leggiamo libri; facciamoci domande. Non accettiamo il giornalismo che detta il gioco. Accettiamo il giornalismo onesto che racconta le cose.
Diventiamo più esigenti.
Selezioniamo molto.
Mettiamoci tutti insieme senza ossessioni di leadership.
Non basta allontanare dalla politica i consiglieri regionali che hanno speculato sull’assegno dei fuorisede. Non basta. Bisogna eleggere consiglieri regionali capaci, non persone di spettacolo o esperti del piccolo favore. Perché sono proprio gli incompetenti che legittimano l’emergere dei sentimenti peggiori che l’umanità conosca. Non basta cambiare il ceto politico. Bisogna cambiare la testa degli insegnanti, degli impiegati, degli artigiani, dei professionisti, delel persone. Bisogna pensare in modo esigente a diventare un popolo esigente con se stesso. Perdiamo le giustificazioni autonomiste che danno sempre la colpa agli altri. Facciamoci Stato, facciamoci liberi e grandi.

5 Commenti

  • Gianni Benevole

    Potere e risorse? Risorse e welfare? Fisco e poteri? Il discorso è complesso e molto vasto, difficilmente riconducibile a sintesi, specie se lo si vuole trasporre e affrontare secondo una prospettiva non avulsa dalla realtà, ma ad essa strettamente attinente. Richiede un’analisi penetrante e settoriale che, ad ogni livello e in concreto, non può comunque prescindere dalla necessità di una netta assunzione di responsabilità, da parte di tutti i singoli attori. Vediamo, in piccolo, alcuni esempi, senza alcuna pretesa di esaustività, visto che la disamina di certe tematiche non puó esaurirsi in poche righe e in esempi scarni:
    1) Lavoro, ammortizzatori sociali e politiche di sostegno al reddito. Cittadini, sindacati, aziende destinatarie delle risorse, confindustria, banche, dovrebbero fare un serissimo esame di coscienza. Soldi e risorse pubbliche a pioggia, ormai quasi impossibile da quantificare, elargite senza regole e senza controllo, mal gestite e sperperate. I sindacati continuano a piangere lacrime da coccodrillo in merito all’esaurimento dei fondi per la cassa integrazione, dopo che per anni anni hanno avallato e continuano tutt’ora ad avallare i crimini delle multinazionali (affossando invece le piccole e medie imprese che con fatica sopravvivono nel nostro territorio), sottoscrivendo, in modo indiscriminato e spesso compiacente, procedure di mobilità, Cigs e contratti di solidarietà. La politica e gli enti istituzionali preposti non esercitano alcuna forma di controllo al riguardo, sebbene siano investite di tali fondamentali prerogative. Pratiche ormai diffuse e consolidate sulle quali, viste le carenze di sistema e il cattivo uso dei soldi pubblici, la magistratura dovrebbe puntare i riflettori, possibilmente in modo deciso e risoluto;
    2) Leggevo qualche giorno fa un’interessante e condivisibile denuncia (ma di tante altre altre si potrebbe discutere) di Ottavio Sanna, presidente Acli, orientata su due fronti, riguardante l’una il bando in consiglio regionale per l’assunzione di 16 nuovi funzionari, dirigenti referendari (800 mila euro) e l’altra il mancato utilizzo, da parte dell’assessorato alla programmazione, delle risorse destinate a welfare, disabilità e povertà, altre sarebbero le priorità, ad oggi non chiarite. Siamo qua in attesa di conoscerle;
    3) la questione fisco e poteri non potrà mai essere affrontata in termini esaustivi e costruttivi sino a quando non verrà arrestata l’emorragia, da troppo tempo in atto, nella gestione delle risorse pubbliche, in ogni settore, da quello politico e istituzionale, a quello della pubblica amministrazione. “Questione morale e codice etico”, è questa l’unica soluzione, che deve investire tutti, cittadini, aziende, sindacati ed enti di varia natura, politici e amministratori pubblici. Diversamente ogni sforzo rimarrà vano.

  • Claudia Atzeni

    Il desiderare è sicuramente una componente del”esistenza se non la più importante, hai ragione non ci sono esaustive proposte o disegni, ma vedi anche se ci fossero quanti di noi elettori sarebbero in grado di coglierle e di capirle? Ecco perchè nel mio modo di vivere, da donna semplice, non cerco solo risposte, le domande che mi poni io stessa non saprei porle ad un candidato,anche perchè spesso sono solo i fatti degenerati che mi fanno porre delle domande, che mi portano all’indignazione. Prima avevo tante certezze, adesso guardo solo i fatti e ti dico anch’io cose banali, poco progettuali forse, ma semplici. Michela Murgia ha parlato in modo convincente ma non è stata esaustiva, il Psd’az ha recitato la solita chimera e poi …. mi piacerebbe sentire pochezze come quelle che spesso ha detto Grillo, senza la sua foga e la sua arroganza magari. Pensioni che non possano superare la soglia della decenza, facilità di accesso al credito per le piccole imprese o per coloro che intendessero valorizzare siti e strutture ecocompatibili finalizzate al turismo, all’agriturismo,al biologico, spazio alle energie rinnovabili, alternative. Se esistesse un reddito di cittadinanza non ci sarebbe neanche l’incubo della chiusura di questi giganti che ci prendono per il collo e non solo … Una curiosità: liberarsi dai propri desideri può voler dire anche non dipendere più da essi, ovvero non possederne più, io invece preferirei che si intendesse possederne sempre, non essere mai paghi.

  • Nell’azienda in cui lavoro io esiste un gruppetto di individui senza la minima preparazione professionale ma dedita a mettere la polvere sotto il tappeto e a comandare.
    Non esiste piano industriale, non esiste economia di scala o programmazione: esiste solo clientelismo e autoreferenzialità.
    Faccio di tutto, faccio i salti mortali per avere informazioni ma – come dice Max Weber – “Ogni burocrazia si adopera per rafforzare la superiorità della sua posizione mantenendo segrete le sue informazioni e le sue intenzioni”.
    Informazione e confronto: ricetta esplosiva e produttiva.

  • Claudia, prova a elencarmi le due proposte in campo sul rapporto tra poteri e risorse? O tra fisco e poteri? O tra risorse e welfare? Se ci sono e sono credibili, sono prontissimo a una pubblica retractatio. Io non sono Hare Krisna perché giudico il desiderare una componente positiva dell’esistenza.

  • Claudia Atzeni

    La maggior parte dei concetti li ho letti su “Sardegna e Libertà” più volte, e li condivido, ma quando l’Hare Krisna generalizza e dice che tutti i candidati sono impreparati rispetto alle esigenze e alle emergenze della nostra terra, credo che pecchi di presunzione e scivoli nella demagogia, anche lui o loro che siano. Tutti i candidati, dubito che siano stati “ascoltati” da lui/loro tutti …. forse nemmeno sentiti. Mi fa pensare molto di più Manara.

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