Il problema non si chiama ‘primarie’ ma ‘peculato’

12 novembre 2013 08:209 commentiViews: 16

proveQuest’estate siamo andati al tavolo delle forze del Centrosinistra, prima che si svolgessero le primarie.
Siamo state una tra le poche forze politiche che hanno predisposto un documento politico-programamtico e lo abbiamo consegnato agli altri partiti.
Non abbiamo mai messo veti contro nessuno; mai detto una parola contro nessuno; mai partecipato a cene contro nessuno.
Abbiamo pubblicato un libro dove non è possibile trovare neanche un accenno negativo a persone o cose: un libro di speranza e di futuro.
Abbiamo elaborato un codice etico esigente, ma predisposto prima che la magistratura sviluppasse l’indagine sui fondi dei gruppi e colpisse anche esponenti del Centrosinistra.
Le primarie del Pd si sono svolte senza che alcun candidato fosse coinvolto nell’indagine.
Dopo le primarie, la candidata vincitrice è stata raggiunta da un avviso di garanzia.
Oggi, con una violenza inaudita ci dice: “O accettate l’esito delle nostre primarie o fuori”. Fuori da che cosa? Noi abbiamo una casa nostra, quanto grande non si sa, ma la possediamo ed è certamente in ordine. Non ci mette fuori nessuno da niente. Faremo strada con chi trova un accordo con noi sulle nostre idee e con chi è normalmente in ordine per fare una serena campagna elettorale.
Noi abbiamo detto e lo ripetiamo che chi è impegnato in vicende giudiziarie per noi non può essere candidato. Non è una questione democratica (la vittoria alle primarie del maggior partito della coalizione), è una questione morale e politica.
I cittadini si chiedono non solo se un consigliere regionale abbia o non abbia commesso il reato di peculato, cosa che accerta la magistratura, ma perché un consigliere regionale ben pagato facesse transitare sui suoi conti, in modo costante nella periodizzazione e nell’importo, somme provenienti da fondi pubblici. Doveva pagare fatture per beni e servizi erogati al Gruppo? E perché le fatture non venivano presentate al Gruppo? Non si dica che era un costume generalizzato, come afferma, dicendo una colossale bugia, l’on. Petrini. Sono diversi i consiglieri regionali che non hanno messo in atto questa pratica. La gente si chiede perché un consigliere regionale che fa base a Cagliari si tenga la residenza oltre i 35 chilometri da Cagliari per intascare altri 1000 euro.  Si chiede perché, volendo costruire una Sardegna nuova con un patto tra persone serie, un cittadino normale debba essere costretto a fare un patto con i sospettati di un reato contro la Pubblica Amministrazione.
Noi ci chiediamo perché ci si vorrebbe costringere a fare una campagna elettorale su questi temi, piuttosto che su quelli della libertà, della sovranità e dello sviluppo.
A queste domande non si risponde con le primarie. La democrazia non è un lavacro, è solo un metodo.

9 Commenti

  • In questo contesto il Partito dei Sardi è indubbiamente una delle poche opzioni serie per le prossime regionali. Chi è indagato, anche se innocente, dovrebbe avere la sensibilità di farsi da parte senza ambire alla poltrona. Avrà tempo di dimostrare se la Magistratura si è indirizzata nel posto sbagliato. I Sardi hanno bisogno di candidati senza ombre, e forse questo il PD non lo vuole comprendere.

  • Ma io mi chiedo perché cavolo queste persone non vengono messe fuori, non pensano altro… rubare rubare solo questo prendono un casino di soldi e non si vergognano ma come fanno, io sono otto mesi senza lavoro come tantissimi in Sardegna e loro fanno i loro comodi dopo che noi gli abbiamo votati per rubare non per dare un po’ di sollievo a questa nostra Sardegna che ha bisogno di LAVOROOOOOOOOO

  • Dico una cosa che farà inc..e qualcuno ma che circola in tutte le discussioni a mezza voce: il vero e unico candidato alla regione del centro sinistra più i sovranisti veri potrebbe essere solo Renato Soru.

  • Natalino Melis

    Le primarie del PD hanno espresso una candidata alla presidenza della regione che non è riuscita a farsi eleggere a sindaco di Sorgono,mica di New York…bocciata dai suoi concittadini e abilitata a rappresentare il centrosinistra alle elezioni,dimenticavo la signora in questione ha due legislature o per i candidati presidenti cè la deroga….adesso pure gravata da un avviso di garanzia….coerenza vuole che…….

  • Mi son tornate le parole…grazie!

  • La parola finale del titolo riassume tutto. Peculato, peculato, peculato…
    Un reato e basta! Lo dico a tutti quelli con cui commento queste notizie: sei uno dei pochi, visto quello che si legge sulla stampa, che non ha niente a che fare con queste vicende.
    Visto il clima generale, è impegnativo argomentare e “difendere” chi si è comportato in maniera corretta e limpida.
    Buon lavoro!

  • EC, tutte fesserie.

  • Paolo scusami, ma dopo aver letto questo articolo http://www.sardiniapost.it/politica/maxi-sanatoria/ sono rimasto senza parole.Sai niente al riguardo?

  • Domenico Mura

    E invece c’è chi si ostina a voler fare politica (sarebbe meglio dire occupare la poltrona) convinto che gli avvisi di garanzia facciano curriculum. Per fare politica, come per la moglie di Cesare non basta essere onesti e immacolati ma bisogna anche apparire tali.

Invia un commento