Il mio ultimo atto come presidente della Commissione Bilancio: una piccola operazione trasparenza

27 ottobre 2011 16:0712 commentiViews: 4

105Come ultimo atto della mia presidenza della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, ho inviato questa lettera alla Presidente Lombardo sull’impostazione della manovra finanziaria 2012.
Si tratta di un tentivo di far pervenire, attraverso la Presidenza del Consiglio, autorevoli pareri ai consiglieri regioanli sulle scelte contabili della Giunta, in modo che consapevolmente scelgano se continuare in una politica dello stanziamento che non ha tangibili coperture di cassa o se finalmente dare inizio a una politica di rigore, di riduzione vera della spesa corrente, di fisclaità di vantaggio, di sostegno all’impresa con fondi veri (non ibernati nelle banche o nelle pieghe del bilancio, di snellimento burocratico, di lavoro e di solidarietà.

Questo è il testo della lettera.

12 Commenti

  • Maralai, ma ci sei mai stato davvero nella campagna sarda? avvedutezza, lungimiranza, diversamente da Soru (una mania compulsiva in ogni argomento)…
    E ti meravigli che ti isolano a destra e a manca? Tu la chiami libertà, altri la chiamerebbero diversamente.

  • Marcello Simula

    Caro angelo,anch’io non trovo un nesso logico fra la tragedia delle Cinque Terre (posti meravigliosi che conosco benissimo),e le mie piccole aspirazioni-speranze-sogni da apprendista agricoltore fai da te.D’accordissimo sull’ambiente bene supremo,a patto che sia fruibile per me,per i miei figli,per tutti i nostri figli e nipoti e pronipoti.Questo evidentemente comporta il rispetto di ciò che ci circonda,ma non significa conservarlo sotto una campana di vetro,altrimenti viene meno la fruibilità.Esiste un giusto equilibrio,e tieni presente che è inevitabile che l’Uomo modifichi l’ambiente in cui vive,l’ha fatto da sempre,non possedendo ali,branchie,zampe,artigli,ma solo mani e cervello.La libertà inoltre non è liberismo.La libertà alla quale ho fatto riferimento non è certamente quella di costruirmi la casetta sul banasciuga di Berchida,Capo Comino, o dove ti pare.Mi riferivo solo alla possibilità,con mille metri di terreno in una zona coltivata ad orto da sempre,a memoria d’uomo,di farmi,oltre al deposito attrezzi,anche una stanzetta con lettino,caminetto,e magari,nonostante il mio amore per la natura,un bagnetto con servizi igienici moderni (e raccolta delle acque).Se,con questo,continuerai a considerarmi un potenziale distruttore di ambienti naturali,fai pure.A mia”discolpa” posso concludere informandoti che sono un boy scout da 40 anni,che pratico il trekking da 30 anni in tutto il nostro Supramonte,che lo conosco a menadito e che ogni volta (OGNI VOLTA) che ci vado,e cioè con cadenza settimanale,sono sempre armato di bustone nero che regolarmente riempio di:lattine,bottiglie,tappi,cartucce,pacchetti di sigarette,piatti,e porcate varie.I veri distruttori dell’ambiente sono ben altri che gli appassionati di frutta e verdura come me.Saluti e rifletti!!
    P.S.L’mmondezza che raccolgo non è roba mia,è la traccia che lasciano i maiali a due gambe.Io la porto in città e la divido nella differenziata.

  • Caro Angelo, cosa c’entra la tragedia ligure e l’incuria nella manutenzione dei canali con i ns pacati ragionamenti sulla razionale fruizione dell’agro? non mi dire che tu abiti sotto una colonia di fichi d’india, e vai a fare i tuoi bisogni sotto un arbusto di lillatro, utilizzando fogliame di asfodelo al posto dei rotoloni regina?
    mn

  • nanni e simula, come si dice da noi: a caddu curridore briglias curtzas.
    se non c’è tutta questa libertà che voi agognate è perchè la tutela dell’ambiente viene (giustamente) ritenuta un valore supremo e non può essere lasciata alla mercè del liberismo. un ambiente naturale, quando è modificato dall’uomo, lo è per sempre. lo è da parte di chi lo ha solo avuto in prestito per la durata di una vita. lo è, spesso, a discapito dell’uomo stesso.
    o forse il disastro delle “cinque terre” e tutti gli altri che annualmente si verificano non insegnano davvero niente?

  • Marcello Simula, altro che su mille metri! non vogliono neppure sui diecimila nonostante la legge. ostacolano persino su una ristrutturazione o su una riconversione da stalla ad agriturismo, da pecora a persona, poichè ti scoraggiano con procedure farraginose che ti tengono sulla corda per anni. sino a stancarti e non fare nulla, non creare lavoro e lasciarti con la tentazione di fare, ovviamente sbagliando, abusivamente.
    saluti
    mn

  • Marcello Simula

    Alcuni giorni fa, conversando con amici sardisti, lanciai per scherzo l’idea di intraprendere una Campagna per per vivere la campagna. Ora constato con piacere che non sono il solo ad avere questo desiderio. Qualcuno può spiegarmi che male c’è se,pagando le tasse ,le opere di urbanizzazione etc.etc., sui miei mille metri di terreno ci faccio una casetta abitabile? Un orto, un passatempo, un pozzo, una veranda,un caminetto? Devo continuare a respirare cemento o, abitando la campagna, la rendo anche più bella, più vivibile, più sicura? Faccio del male a qualcuno? Ledo gli interessi di qualcuno? Se così fosse, lavorerò perchè sia io a decidere e stabilire che è quel “qualcuno” che crea disturbo a me, impedendomi di avere uno sfogo sano, salutare, ed infine utile a tutti!

    P.S.Oltretutto, così facendo, i Comuni farebbero cassa, vendendo reliquati e terreni inutilizzati, e far cassa di questi tempi non è poco. Oppure i Comuni aspettino le sovvenzioni dagli ipocriti “verdi-ambientalisti”. Campa cavallo…!

  • Grazie, caro Gil, grazie anche a te Angelo, e con una precisazione; io non ho parenti o potenti legati alle speculazioni edilizie, ne alla vendita di cemento e laterizi, ne tantomeno compari votati alla devastazione della ns impareggiabile Isola. ho la fortuna (più che altro un “gravame”) di pensare liberamente (difatti spesso mi sento “isolato” da manca e da destra)e di essere uno scrupoloso osservatore di ciò che accade intorno a noi. poi ho il culto delle cose belle ed aggraziate. vedo delle storture, dei veri crimini ambientali approvati dalla P.A. con tanto di timbri ingegneristici (e progetti milionari al seguito). adoro la campagna, mi piace il lavoro dei campi e non mi stupisco, diversamente da Soru, che l’agro sardo sia reso meno agro e un pò più “aromatizzato” dei sapori dell’avvedutezza e della lungimiranza; lungimiranza anche in termini di viabilità, di edilizia campestre e di imprenditoria diffusa. Viva la ricchezza per la ns gente! nel mio piccolo modo di pensare cerco di fare esplodere l’ipocrisia che governa o che finora ha governato gli interventi sul territorio, per cui i ricoveri attrezzi hanno dignità giuridica ma se al posto della motozappa e del motocoltivatore ci metti tua suocera per curare tuo figlio che hai fatto entrare il giorno prima, ti saltano addosso con i ferri di campagna. Il Piano Casa che non è Piano Cemento rimuove queste assurdità, rompe l’ipocrisia anche politica e non solo ideologica e trasferisce all’attenzione della norma, quindi dello Stato, la persona. è una norma di civiltà che da modo anche al “pastore”(allevatore), al contadino, all’imprenditore agricolo e alle loro famiglie di raggiungere la propria tanca agevolmente, senza per forza sfasciarsi l’automobile, perchè i difensori delle strade dissestate, impraticabili in nome di un malinteso senso di difesa dell’ambiente, il Popolo Sardo (mica addormentato!) li ha mandati all’opposizione. con la speranze anche che vi restino a lungo. poi la norma in questione da modo anche di aggraziare l’edilizia rurale (e non soltanto quella “civile”), di rendere bello e comodo il brutto, di creare le condizioni del turismo rurale che il mondo delle campagne ha drammaticamente, urgentemente, disperatamente bisogno. mentre la sinistra continua a combatterlo in nume di un antiberlusconismo perfino inquietante! difatti, se il cittadino lombardo o il turista straniero vuole godersi le ferie a contatto con la natura selvaggia, non più nei ns splendidi litorali (quelli della mia cittadina sono tra i più belli del pianeta) ma nelle benedette zone interne della Sardegna, e però potersi addormentare sotto l’alito fresco dei climatizzatori, o farsi qualche nuotata entro piscine sotto l’olivastro o il corbezzolo anche ai margini di una sali della mungitura di pecore selezionate, perchè impedirne questa desiderata fruizione? perchè impedire di fare girare questa nuova economia che avanza, ma che la politica ostacola perchè dominata dall’ipocrisia “verdista” che l’attrezzo si, la motozappa si, la persona no in termini di diritti e di dignità normative? perchè scandalizzarsi di sostenere che la viabilità campestre dev’essere agile e agevole alla pari di coloro che si recano al lavoro presso gli uffici? che male hanno fatto i ns contadini, i ns allevatori (e le loro famiglie) per essere perseguitati da questa “maledizione ambientalista”, per cui le strade dissestate sanno di ecologia mentre quelle agevoli (vedasi la via Roma di Cagliari per raggiungere il consiglio regionale) sanno di devastazione ambientale? ecco perchè il Psd’Az non deve avere nessun timore di solidificare la maggioranza che governa la ns Terra, di stringere un patto di ferro e non di ferula con Cappellacci, perchè agire su queste tematiche con fierezza vuol dire smarcarsi da un modo di fare politica arcaico che, ahimè ha tenuto prigioniera per troppo tempo la Sardegna. quindi anche la ns economia.
    mario nanni (scusatemi, ragazzi, il tema mi appassiona)

  • Soe de accordu cun M. Nanni, non ca m’agradat de prus su centro destra, dia narrer sas matessi cosas si su Psdaz esseret paris in unu governo di centro sinistra, unu o s’ateru uguales sun… Il Psd’Az dev’essere visto come uno dei pilastri portanti della politica del governo della Sardegna, … e nel ruolo politico di Paolo Maninchedda deve rientrare quello particolarmente impegnativo di adoperarsi a riunire in un unico movimento tutte le forze sardiste, indipendentiste, identitarie etc etc, ma con una mentalità di governo e non con una manifesta propensione, che sarebbe devastante per il Psd’Az, di abbandonare il Palazzo e passare alla ricerca di ipotetiche speranze politiche, ad una piazza poco interessata al vacuo, al birambai (utile nei dopo cena) politico ma molto alla concretezza e all’azione di fatti concreti, per superare schemi da vicinato e superare con impeto le barriere del Tirreno….E ite menzus de goi! Salude e libertade

  • Ha ragione mario nanni.
    Non titubante il psdaz, ma fiero e grintoso alleato del presidente cappellacci e come lui deciso e incrollabile.
    quel miglior viatico per superare con impeto le barriere del tirreno?

    piuttosto, la legge sul gol mi pare un pò troppo di parte. lei è amico di cellino?
    se vediamo che la legge va bene, una volta superato il tirreno, la proponiamo al miglior premier che l’italia abbia mai avuto, così se il milan si ritrova con gli attaccanti in crisi perchè zompano troppo, saprà farne buon uso.

  • Paolo Maninchedda ha fatto bene a svincolarsi dagli impegni di una commissione consigliare per riprendere finalmente un ruolo propriamente politico di difesa dell’alleanza in giunta, di sostegno aperto all’attuazione del programma elettorale che ha fatto vincere le elezioni, di chiaro (e non con le “coliche” come certe dichiarazioni di alcuni esponenti del partito sardo, quali Sanna), leale e sincero sostegno del presidente della Giunta Regionale (non scherzo) sulle iniziative di importanza strategica dell’Isola, quali i trasporti, le inadempiute continuità territoriali, la fiscalità, il Piano Casa (parlare anche con la militanza sardista cosa pensa dell’ottusaggine nell’affrontare le tematiche edilizie dei rispettivi comuni e quanti progetti attendono di essere licenziati dagli uffici tecnici ideologizzati ai vincoli assoluti), la legge sul gol e su quelle iniziative di sviluppo e di benessere per la Sardegna. Ha fatto bene a lasciare impegni di “piccola” portata in consiglio regionale, ma ha fatto male ad incrinare i rapporti con Cappellacci perchè la Sardegna ha bisogno di un Psd’Az non titubante, non equivocante, non ammiccante ad una sinistra stra punita dai sardi e che non porterebbe alcun vantaggio ai sardisti. Il Psd’Az dev’essere visto come uno dei pilastri portanti della politica del governo della Sardegna, in un concorso positivo con il Pdl, e nel ruolo politico di Paolo Maninchedda deve rientrare quello particolarmente impegnativo di adoperarsi a riunire in un unico movimento tutte le forze sardiste, indipendentiste, identitarie etc etc, ma con una mentalità di governo e non con una manifesta propensione, che sarebbe devastante per il Psd’Az, di abbandonare il Palazzo e passare alla ricerca di ipotetiche speranze politiche, ad una piazza poco interessata al vacuo, al birambai (utile nei dopo cena) politico ma molto alla concretezza e all’azione di fatti concreti, per superare schemi da vicinato e superare con impeto le barriere del Tirreno.
    mario nanni

  • Lascia la guida della commissione bilancio dopo un costante e duro lavoro. Nonostante ciò, purtroppo, in questa regione fiacca, svogliata e assonnata, continuano a tenere il timone personaggi poco credibili che cercano di ricostruirsi la verginità perduta elevandosi a paladini della sovranità subita (non agita)

  • Angelo Piras

    Paolo, personalmente son contento che tu abbia chiuso con la commissione bilancio.
    Spesso avevo la sensazione che tu eri un predicatore nel deserto, perchè le questioni economico – finanziaria sono roba per pochi e anche perchè gli “amici” consiglieri di maggioranza stavano individuando te come il cristo da crocifiggere sulla croce della loro irresponsabilità progettuale e della loro incapacità di controllo delle risorse pubbliche.
    Vediamo se hanno un uomo capace di sostituirti con l’autorevolezza che hai dimostrato nel gestire le politiche relative al bilancio regionale.

    Se non stiamo attenti ci crolla il mondo addosso, non abbiamo tempo per mediare con chi usa la politica per fini esclusivamente clientelari e sporcaccioni. Il futuro dei nostri figli merita più attenzione.

    Paolo a te oggi e non domani chiediamo un ruolo di politico a 360 gradi per guidare il movimento indipendentista dei sardi.

    Per concludere, cosa ti aspetti dal Presidente del Consiglio?

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