Il grande furto dell’Agea a danno dei pastori

23 maggio 2012 06:4825 commentiViews: 956

sl0869Anche io ho le mie colpe. Pensate che quando Andrea Prato era Assessore all’Agricoltura, organizzai un convegno alla sua presenza, a Silanus. Non lo rifarei, per tante ragioni che adesso sarebbe lungo spiegare. In quella occasione, uno dei relatori,  mise in evidenza, e la sua relazione è agli atti, i rischi derivanti per i pastori sardi dall’applicazione ai loro campi, da parte dell’Agea, di codici di pascolamento non adatti alla specificità del territorio sardo.
I codici di pascolamento sono i codici di utilizzo del suolo dichiarati dall’allevatore al momento in cui presenta la domanda unica ( termine appena scaduto il 15 maggio). Tutti i nostri allevatori/ agricoltori, tramite i loro centri di assistenza agricola ( CAA) o in proprio, hanno presentano la domanda ad AGEA per i premi comunitari (domanda unica di pagamento).
Al momento della presentazione della domanda è obbligatorio dichiarare i fondi dell’azienda agricola. Si devono quindi dichiarare le singole particelle condotte e il titolo di conduzione per ciascuna di esse. Per ogni singola particella viene indicata sia la superficie catastale complessiva che la superficie utile ( SAU o Superficie Agricola Utile o Superficie Agricola Utilizzata ). E ora arrivano le cattive notizie.

La Sau viene ricavata dall’agricoltore in base alle indicazioni fornitegli dal CAA oppure in base a stime che lui stesso fa dei suoi fondi. In termini generali, si può dire  che egli elimina tutte quelle superfici che ritiene tare “quindi non pascolabili” e calcola cosi la SAU. Questa SAU viene calcolata pure dai tecnici dell’AGEA ( che di solito operano in questo campo tramite il SIN o sue consociate, il grande pozzo nero italico di cui ho già parlato in un altro post). Questi tecnici forniti di Ortofoto ( Foto Aeree) si piazzano a Roma o nei loro uffici periferici sui loro computer di ultima generazione e fanno la cosiddetta ‘Fotointerpretazione’ (se volete, mettete un’altra ‘t’ a ‘Foto’ e avete più chiaro il senso dell’operazione) delle particelle rilevate mediante le Ortofoto. Così facendo, seguendo scrupolosamente un manuale delle procedure, attribuiscono ai territori sardi la SAU, cioè stabiliscono a tavolino, su indicazioni di foto aree e con l’utilizzo di  appositi manuali gestionali, i codici di uso del suolo dei nostri territori.

In burocratese, i campi sono chiamati ‘prodotti’, per es.: prodotto 063 = Pascolo polifita ( tipo alpeggi ) con roccia affiorante al 20%; prodotto 654 = Pascolo con tara 50% ecc. ecc.
Si potrebbe continuare all’infinito, ma il dato importante è che non esiste un codice denominato: Pascolo tipo sardo. L’Unità d’Italia del Presidente Napolitano non arriva ai codici Agea. L’europeismo del Presidente Monti, omogeneizza i codici e anche la Sardegna, senza le Alpi, ha i pascoli alpini: per legge.
Successivamente, il funzionario Agea lega il piano colturale al tipo di allevamento, anche in questo caso seguendo un manuale gestionale che adesso non riassumo.

Dove sta il problema? Sta nella dimensione della tare previste dai codici, le quali decurtano la superficie su cui viene calcolato il Premio. È evidente che se la mia proprietà è di 100 ettari ed ha degli alberi, sotto i quali è possibile pascolare come accade da sempre in Sardegna, e invece il funzionario Agea attirbuisce ai miei terreni il codice, per esempio, Pascolo arborato tara al 50% (prodotto 054), il premio mi viene calcolato non su 100 ma su 50 ettari.
Nel convegno di Silanus si denunciò, appunto, l’assenza nelle procedure Agea di codici adeguati alla realtà sarda (per esempio: un terreno roccioso e cespugliato può legittimamente essere decurtato dalle rocce, ma non dai cespugli, visto che le capre in primavera e in estate si nutrono esattamente di quei cespugli).
Se si continua ad attribuire ai nostri territori codici che non stanno né in cielo né in terra, come quello, molto utilizzato, denominato Pascolo tipo Alpeggio, si arreca ai nostri allevatori/agricoltori un danno enorme. Vengono infatti decurtate le superfici utili per la richiesta dei premi comunitari; di conseguenza vengono decurtati gli importi dei premi; infine accade una cosa che viene nascosta da tutte le autorità competenti: il contrasto tra quanto dichiarato dall’allevatore/agricoltore e quanto ritenuto attribuibile dall’Agea colloca, come si dice in gergo, in anomalia le particelle e sposta l’erogazione del contributo se va bene di due anni.

Un piccolo allarme: uno dei codici più utilizzato da Agea è il ‘Prodotto 054 – Pascolo arborato tara al 50%. Esso viene applicato ai boschi sardi (penso ai territori di Orgosolo, Mamoiada, Aritzo ecc.). Chi ha proprietà in quelle aree ha contributi dimezzati, ne stia certo.
Perché me ne occupo?
Perchè diversi allevatori mi hanno segnalato che le maglie si sono strette. Hanno presentato le domande e cominciano a girare le prime voci. Ora, io a suo tempo dissi che la questione è da trattarsi tra l’Assessorato e l’Agea, non abbandonando gli allevatori alla via crucis dell’anomalia e alle persecuzioni di Agea. Non venni ascoltato. Ora, il fatto che anche la Coldiretti sia entrata nel Sin (cioè nel sistema che rileva i territori) obiettivamente indebolisce la capacità dell’organizzazione degli allevatori di essere controparte dell’Assessorato e dell’Agea. Diversamente, proprio i sindacati  avebbero dovuto promuovere una class action contro la slealtà delle burocrazie di Stato e la complicità delle burocrazie regionali (perché sia chiaro, anche Argea non dice che la sua attività è bloccata dal fatto che Agea non le consente di accedere autonomamente al sistema inforatico e non glielo permette per non cedere potere).
L’ultima notizia di subordinazione coloniale italica, pagata dai nostri allevatori: chi paga Agea per queste funzioni, per le quali è stata letteralmente cacciata da altre regioni? Ovviamente la Regione Sardegna, che, con un inchino e sempre in ginocchio ha individuato – nelal scorsa legislatura – nel proprio Piano di Sviluppo Rurale l’Agea come organismo pagatore nonostante, per legge, abbia istituito, con le stesse funzioni, l’Argea. Paghiamo due soggetti per fare la stessa cosa, ma in realtà la fa solo l’Agenzia di Stato Agea, quella che nei propri registri fa vivere le vacche circa un secolo.

25 Commenti

  • Giovanni Piras

    Mi inserisco sulla discussiopne di Ibba e Orefice, devoti l’uno e l’altro del politico di turno, addirittura del capellone ormai tosato.
    Responsabili delle lungaggini burocratiche di tutte le pratiche ARGEA, incapaci di dare risposte agli agricoltori, di contrastare e correggere tecnici con la t minuscola che fanno il bello e il cattivo tempo presso i servizi territoriali di periferia.
    Forza paris
    Giovanni Piras dott. agronomo

  • Il resoconto fatto dal Dott. Orefice è terrificante..
    Tutti Presi per i Fondelli da principianti allo sbaraglio…
    Oi oi… Povera agricoltura Sarda..
    é i costi sostenuti per tutta questa ginnastica?
    Chi li ha pagati?
    Ma ci rendiamo conto che fior fior di dirigenti non hanno combinato un emerito ??????? per anni..
    DOMANDA RESPINTA!!!

    Mi viene solo da dire:
    PER NON DIRE ALTRO.. MA SIAMO SU SCHERZI A PARTE??

    Ci vorrebbe una commissione di inchiesta..
    Ma di quelle serie Onorevole..

  • Alfonso Orefice

    Mi inserisco nella discussione sull’organismo pagatore.
    Chi avesse voglia può leggere il sottostante resoconto dell’attività condotta da Argea Sardegna per la costituzione dell’Organismo Pagatore Regionale. L’Argea per il riconoscimento ha speso importanti risorse finanziarie, ha adottato in piena autonomia molti atti, ha intrattenuto autonome e strette relazioni con i vertici di Agea, ha presentato a firma di Prato una domanda che è stata respinta fra l’ilarità ( così mi hanno riferito)dei dirigenti del Ministero dell’agricoltura. La domanda di riconoscimento è stata addirittura indirizzata male e non corredata dalla robusta documentazione prevista. Sono state fatte conferenze stampa alle quali con Prato ha partecipato anche il dr. Ibba dando per compiuto un percorso che era appena all’inizio ed individuando la tempistica delle diverse fasi. E adesso sia il dr.Ibba che il dr.Prato pontificano sull’OPR (quest’ultimo su you tube si domanda che fine abbia fatto l’OPR da lui fortemente voluto!) Per non aver fatto mistero (non opposizione) del fatto che l’OPR non fosse, date le condizioni, una priorità regionale sono stato additato ( senza che sia stato mai fatto il mio nome) come un responsabile della sua mancata nascita. L’onorevole Maninchedda sa di cosa sto parlando. A quali condizioni mi riferisco? A quelle di un’Argea balbettante sulle cose più banali, intenta a scaricare sugli altri responsabilità proprie,lontana da un decente approccio manageriale ai problemi (molti) gestionali, ad un consiglio regionale che istituisce Argea e che per ben due volte ne snatura le funzioni affidando alla stessa tutti i compiti dei soppressi servizi ripartimentali dell’agricoltura e tutte le funzioni legate alla pesca. Insomma un quadro disarmante di semplicismo, approssimazione e piccinerie. Dal resoconto sottostante emerge la confusa attività posta in essere per il riconoscimento dell’OPR. Peccato che manchino i costi sopportati inutilmente vista la conclusione che adesso sia Ibba che Prato dimenticano o fingono di dimenticare mentendo sapendo di mentire.
    Eccovi il resoconto e, per chi volesse qualche documento, questo è il mio indirizzo di posta elettronica: orefice.alfonso@tiscali.it

    Resoconto dell’attività condotta per l’avvio della procedura di riconoscimento dell’Organismo Pagatore.
    Luglio 2007 – maggio 2012

    Cronologia Attività Atti
    LUGLIO 2007
    Istituzione Agenzia
    ARGEA SARDEGNA
    Approvazione Statuto
    E nomina direttore generale Dr. Gianni Ibba
    Nello statuto vengono affidati ad ARGEA anche le funzioni di organismo pagatore regionale, stabilendo che l’Agenzia debba provvedere all’ eserci-zio delle seguenti funzioni:
    • all’autorizzazione dei pagamenti;
    • all’esecuzione dei pagamenti;
    • alla contabilizzazione dei pagamenti;
    • ad assicurare il raccordo operativo con l’Amministrazione regionale, con l’Amministrazione statale, con l’Agenzia per le Erogazioni in A-gricoltura (AGEA) e con la Commissione Europea;
    • a garantire il raccordo con l’Amministrazione statale e con AGEA re-lativamente alle anticipazioni di cassa;
    A tal fine vengono previste 4 aree di coordinamento una delle quali nomina-ta Area di coordinamento erogazioni e dei controlli alla quale vengono attribuite le seguenti funzioni di: Organismo Pagatore; liquidazione e paga-mento delle domande di finanziamento, rapporti con AGEA e con istituti di credito; coordinamento del sistema informativo; audit interno ed esterno dell’Agenzia attraverso la verifica della legittimità delle procedure, della re-golarità delle spese, la chiara separazione delle funzioni gestionali da quelle di controllo, l’applicazione dei programmi di Controllo Interno di gestione relativi alla programmazione delle attività, il controllo sui requisiti degli enti delegati, nonché la certificazione nazionale e comunitaria dei sistemi e delle procedure; rendicontazione finanziaria delle misure di intervento;
    All.1
    Emerge precocemente la necessità di adeguare l’organizzazione derivante dalla L.R. 13/2006 alle disposizioni comunitarie in materia di organismi pagatori, in particolare, per prevedere la segregazione delle funzioni di auto-rizzazione, esecuzione e contabilizzazione dei pagamenti e dell’audit interno e il loro riferimento diretto all’organo di vertice dell’Agenzia, nonché per ri-modulare le ipotesi di governance della Regione sull’Organismo pagatore, del quale devono essere garantiti adeguati livelli di autonomia dall’esecutivo regionale nell’attuazione delle deleghe comunitarie.
    Si ipotizzata a tale proposito la via dell’intervento legislativo per adeguare la struttura di ARGEA alle disposizioni normative vigenti in materia di organismi pagatori . Tale modalità non risulta essere mai stata avviata.
    In tale periodo vengono visitati gli organismi pagatori di Veneto (AVEPA), Emilia-Romagna (AGREA) e Toscana (ARTEA). Delibera G.R. n. 25/35 del 3/7/2007 – Statuto dell’Agenzia Regionale sarda per la Gestione e l’Erogazione degli Aiuti in Agricoltura. Defi-nizione struttura organizzativa.

    NOV 2007 – GEN 2008
    Assegnazione personale alla Area Erogazioni e Controlli. L’Area, come previsto da statuto, assume anche la funzione di coordina-mento delle attività previste per il riconoscimento dell’Organismo Pagatore. La deliberazione della G.R. n 27/13 del 17.07.2007 prevede l’assegnazione all’Area E.e C. di n. 20 unità. Inizialmente vengono istituite due U.O. (Audit, Pagamento e Rapporti con Agea). Il personale viene assegnato in tempi di-versi, da gennaio 2008 a marzo 2010, pertanto l’organizzazione ha subito le seguenti modifiche:
    sede Oristano
    MANCA Rossana dal 19/11/2007 (coord. U.O. Audit)
    CADEDDU Elisabetta dal 08/01/2008 al 7/2008 trasferita Servizio T. Oristanese
    FADDA Nicolò dal 08/01/2008
    MELONI M. Carla dal 08/01/2008 al 30/04/2010 trasferita Ser-vizio T. Oristanese
    TATTI Gesuina dal 08/01/2008
    SANNA P. Mario dal 04/09/2008 (coord. U.O. Pagamento e Rapporti con Agea)
    MARTIS Teresa dal 11/09/2008
    CANNAS Marisa dal 01/03/2010
    MELIS Anna dal 01/03/2010
    MELONI Graziella dal 01/03/2010
    sede Cagliari
    FADDA Marco dal 19/11/2007 (coord. U.O. Pagamento e Rapporti con Agea)
    al 09/07/2008 (coord. U.O Pianificazione OPR presso Area LAP)
    ARESU Luciano dal 21/12/2007 al 25/09/2008 trasferito Area LAP
    CARTA Monica dal 21/12/2007 al 25/09/2008 trasferita Area LAP
    DERIU Francesco dal 21/12/2007 al 25/09/2008 trasferito Area LAP
    MARONGIU M. Silvio dal 21/12/2007 al 25/09/2008 trasferito Area LAP Det. n. 55 del 19.11.2007 – Conferimento in-carichi.
    Det. n. 74/2007 del 21.12.2007 – Assegnazio-ne personale ad Area Coordinamento.
    Det. n. 2/2008 del 08.01.2008 – Assegnazio-ne personale ad Area di Coordinamento Ero-gazione e Controlli.

    FEB 2008 – MAG 2008
    Definizione compiti U.O. Area Erogazioni e Controlli.
    La Direzione Generale, pur ritenendo necessario dotare l’intera Agenzia delle stesse metodologie e prassi, sopratutto in merito ai controlli, previste per l’Organismo Pagatore, decide di affidare distinte competenze alle U.O. dell’Area Erogazioni.
    In particolare, al settore Audit con sede ad Oristano viene affidato il compi-to di focalizzare l’attenzione sulle attività di Audit relative alle procedure non interessate all’Organismo Pagatore; Al settore Pagamenti con sede a Cagliari viene affidato il compito di studiare e attuare le attività relative al riconoscimento dell’Organismo Pagatore. Nota D.G. 04.02.2008 – Attribuzione incarico all’Area di Coordinamento Erogazioni e Aiuti e Controlli ricognizione dei procedimenti in cari-co all’Agenzia.
    Nota D.G. 14.05.2008 – Nomina responsabile dell’attività di Controllo Interno dell’Organismo Pagatore Regionale e responsabile attività di Controllo Interno della parte dell’Agenzia non interessata dall’Organismo Pagatore
    MAR 2008
    Attività di formazione presso OPR Emilia Romagna (AGREA). Vengono previste 2 giornate di approfondimento svolte presso l’agenzia AGREA dell’Emilia-Romagna. Ai funzionari partecipanti è stata illustrata l’organizzazione dell’O.P., in particolare la metodologia adottata per gli in-terventi di audit. (partecipanti: E. Cadeddu, M. Carta, F. Deriu, M. Fadda, R. Manca, C. Meloni).
    APR 2008 – MAG 2008
    Indizione procedura e aggiudi-cazione per affidamento assi-stenza attivazione Servizio Controllo Interno Argea.
    Al fine di acquisire le metodologie e gli strumenti necessari alle attività di controllo previste dal Reg. Ce 885/2006, viene previsto l’affidamento della assistenza, consulenza e formazione per l’attivazione del servizio di Control-lo interno. La gara di appalto viene aggiudicata all’impresa Ernst & Young Financial per svolgere le seguenti attività:
    • assistenza per la redazione del manuale di Controllo Interno,
    • attività di formazione in aula,
    • analisi dei rischi e i controlli dei processi operativi e di supporto dell’A-genzia,
    • assistenza per la predisposizione di un piano di audit e per le attività di intervento di audit,
    • aggiornamento del Manuale e l’analisi dei rischi. Det n. 1750 del 17.04.2008 – Indizione Pro-cedura Aperta per affidamento servizio con-trollo interno Agenzia Argea Sardegna.
    Det. n. 3035 del 23.05.2008 – Aggiudicazione gara appalto del 07/05/2008 per affidamento servizio controllo interno Agenzia Argea Sar-degna
    MAG 2008
    Definizione sede amministrativa OPR con ubicazione a Cagliari
    Per le esigenze derivanti dalla definizione degli assetti logistici in funzione del suo riconoscimento, la sede amministrativa del costituendo Organismo Pagatore viene trasferita a Cagliari. Det. n. 2924 del 20.05.2008 – Definizione sede costituendo OPR Argea Sardegna.
    MAG 2008 – LUG 2008
    Redazione bozza manuale pro-cedure, controlli e sanzioni. Il manuale precisa le condizioni, le modalità e le responsabilità per la ge-stione delle procedure, dei controlli e delle sanzioni relative all’applicazione delle misure previste dal PSR 2007-2013.

    Attività formazione per prepa-razione ad attività controllo in-terno. L’attività di formazione coinvolge parte del personale dell’Area Erogazioni e Controlli e altro personale in rappresentanza dei Servizi Territoriali
    Redazione bozza manuale Controllo Interno. E’ lo strumento operativo del Controllo Interno dell’Agenzia Argea necessa-rio per la verifica che le procedure adottate dall’Organismo Pagatore siano adeguate per garantire la conformità con la normativa comunitaria e che la contabilità sia accurata, completa e tempestiva.
    Predisposizione bozze docu-menti di lavoro. Vengono predisposti diversi documenti di lavoro relativi a ipotesi di organizzazione dell’Argea Sardegna Organismo Pagatore e Argea Sardegna parte non OPR, e al Sistema Informativo dell’Agenzia adeguato all’esigenze di riconoscimento quale Organismo pagatore.
    LUG 2008
    Modifica struttura organizzativa ARGEA. Le competenze relative alla pianificazione dell’Organismo pagatore vengo-no attribuite all’Area di Coordinamento degli Affari, Legali, Amministrativi e del Personale istituendo un’apposita Unità Organizzativa alla quale viene assegnato il personale della sede di Cagliari dell’Area Erogazione e Control-li. Det 4023 del 09.07.2008 – Struttura organiz-zativa dell’agenzia. Istituzione U.O. “Pianifica-zione Organismo Pagatore Regionale” presso Area coordinamento Affari legali, Amministrativi e personale
    OTT 2008
    Adozione piano Formazione e costituzione gruppo di lavoro
    Il Reg Ce 885/2006, relativo al riconoscimento degli organismi pagatori dei conti FEAGA e FEASR, prevede una formazione adeguata del personale, a tutti i livelli, finalizzata allo sviluppo delle competenze necessarie per un corretto esercizio delle competenze dell’Organismo. Il piano della formazio-ne comprende la rilevazione dei fabbisogni e la definizione degli obiettivi formativi e la relativa copertura finanziaria; il piano comprende anche la par-te dell’Agenzia non direttamente interessata all’attività proprie dell’Organi-smo Pagatore. Viene previsto l’affidamento al Formez delle attività di “Con-sulenza e assistenza formativa per progettazione esecutiva, coordinamento e valutazione”, “Sviluppo della funzione interna di formazione”, “Elaborazio-ne della carta dei servizi della Formazione”
    Det. n. 5645 del 15.10.2008

    DIC 2008
    Attribuzione U.O. Pianificazione OPR competenze Sistema informativo. Con determinazione DG 7327 del 23/12/2008 vengono attribuite all’Unità organizzativa Pianificazione OPR le competenze in materia di sistema in-formativo dell’Agenzia. Det. n. 7327 del 23/12/2008.

    DIC 2008 – FEB 2009
    Sistema informativo. Procedure affidamento progettazione e accompagnamento a conformi-tà ISO. Il piano di lavoro prevede la definizione dello standard, delle caratteristiche e delle modalità di implementazione della fase di avvio del Sistema Informativo di Argea Organismo pagatore regionale. Le attività previste sono le seguenti:
    • progettazione esecutiva del sistema informativo;
    • progettazione esecutiva per l’adeguamento dei locali da adibire a sala CED conformemente alle prescrizioni della norma ISO/IEC 27002;
    • interventi di adeguamento dei locali da adibire a sala CED conforme-mente alle prescrizioni della norma ISO/IEC 27002;
    • pianificazione e direzioni lavori di implementazione del sistema informa-tivo, conformità del sistema informativo alla norma ISO/IEC 27002;
    • acquisizione hardware e software CED, installazione e configurazione. Det n. 7327 del 23.12.2008;
    Det. n. 283 del 29.01.2009 – Procedura ne-goziata per l’affidamento del servizio di pro-gettazione del sistema informativo dell’Agen-zia Argea Sardegna. Nomina commissione di Gara;
    Det. n. 316 del 03.02.2009 – Procedura ne-goziata per l’affidamento del servizio di pro-gettazione del progettazione per la ristruttura-zione del locali CED dell’Agenzia Argea Sar-degna. Nomina commissione di Gara.
    Det. n. 317 del 03.02.2009 – Procedura ne-goziata per l’accompagnamento alla conformità del sistema informativo dell’Agenzia Argea Sardegna alla normativa di sicurezza ISO. Nomina commissione di Gara.
    APR 2009
    Sistema informativo. Aggiudicazione definitiva all’impresa Ernst & Young della procedura nego-ziata per l’affidamento del servizio per l’accompagnamento alla conformità del sistema informativo dell’Agenzia Argea Sardegna alla normativa di sicu-rezza ISO.
    Non ci risultano documenti relativi all’avvenuto espletamento degli incarichi banditi. Det. n. 1131 del 02.04.2009
    GIU 2009 – SET 2009
    Redazione documento proget-tuale Sistema informativo Argea Sardegna (SIAS) in colla-borazione con Sardegna.it Nel mese di giugno 2009 viene rilasciato un documento progettuale, basato sull’ipotesi di acquisire il sistema dell’OPR Avepa della Regione Veneto. Il documento è articolato in tre parti:
    • Indicazioni progettuali infrastruttura di rete (Giu 2009)
    • Analisi dei requisiti e dei vincoli della piattaforma AVEPA (Giu 2009)
    • Analisi e progettazione di massima del sistema informativo di supporto alle attività di Argea OPR (Nov 2009)
    GIU 2009
    Cessazione incarico coordi-namento UO Pianificazione OPR, presso Area LAP Con la determinazione 3671/2009 che prorogava gli incarichi di coordina-mento delle Unità organizzative dell’Agenzia, veniva espressamente escluso il rinnovo dell’incarico relativo all’U.O. Pianificazione OPR, che ad oggi è scoperta.
    In tale periodo alcuni funzionari dell’Unità organizzativa (M. Carta, L. Aresu, S. Marongiu, sono trasferiti ad altro incarico e al cessato coordinatore Mar-co Fadda è stato attribuito un periodo di aspettativa pluriennale) al settore è invece afferito altro personale fra cui I. Marcello e gli informatici G. Fenza, F. Serra, G. Picciau e ulteriore personale informatico proveniente da E-saf/Abbanoa. Det. n. 3671 del 29.06.2009.
    AGO 2009
    Nomina Commissario straordi-nario Agenzia
    Dr. Agr. Gianni Ibba Decreto Presidente della Regione n. 52 del 12/8/2009.
    LUG 2010
    Approvazione nuovo statuto dell’Agenzia Argea Sardegna
    Lo statuto approvato dalla Giunta regionale nel mese di luglio 2010, per quanto attiene alle funzioni di Organismo pagatore, in estrema sintesi, reca le seguenti previsoni significative:
    • Attribuzione all’Area Istruttorie delle funzioni di autorizzazione dei pa-gamenti e coordinamento delle relative funzioni gestionali dei Servizi territoriali;
    • Attribuzione all’Area Erogazioni delle funzioni di esecuzione dei paga-menti;
    • Attribuzione all’Area legale e amministrativa delle funzioni di contabiliz-zazione dei pagamenti;
    • Costituzione del Servizio tecnico presso l’Area legale ma funzionalmen-te dipendente dalla Direzione generale, con competenze in materia di Sistemi informativi e di controllo interno;
    • Attribuzione all’Area erogazioni delle funzioni di Audit interno ed ester-no.
    • Attribuzione all’Area Ispettiva delle competenze in materia di “controlli di primo e secondo livello su aiuti comunitari, nazionali e regionali”.
    Si evince, in prima lettura una possibile sovrapposizione dell’attività di con-trollo interno attribuita all’Area legale e di quella di Audit attribuita all’Area erogazioni, nonché un possibile rilievo relativo alla necessità che tali funzio-ni siano riferite direttamente alla Direzione generale.
    Si segnala inoltre la necessità di precisare le funzioni di controllo attribuite all’Area ispettiva. Per il resto si rileva la compresenza di funzioni OP e non OP in tutte le strutture dell’Agenzia e l’avvenuta segregazione delle principali funzioni OP, secondo i criteri di riconoscimento. Permane infine, a tale proposito, la collocazione del Servizio tecnico all’interno dell’Area legale e amministrativa, pur con previsione di dipendenza funzionale dalla Direzione generale, che può essere oggetto di rilievo stante la raccomandazione di autonomia delle funzioni ad esso attribuite.
    A questo proposito, e a proposito della collocazione delle funzioni di Audit, si ritiene che, allo stato, da parte dell’Assessorato regionale del Personale vi siano ostacoli all’approvazione di strutture non dirigenziali in diretta dipendenza dalla Direzione generale, in base all’interpretazione della LR 31/1998.
    LUG 2010
    Presentazione istanza di rico-noscimento OPR
    07.07.2010 Con nota del 07.07.2010, prot. 1694/GAB viene inviata all’On. Giancarlo Galan, Ministro delle politiche Agricole, in luogo dell’ufficio competente, i-stanza di riconoscimento dell’organismo pagatore regionale ARGEA SAR-DEGNA
    LUG 2010
    12 luglio 2010
    conferenza stampa 29 LUGLIO Il 12 luglio 2010 L’on. Prato tiene una conferenza stampa nella quale rende noto il riconoscimento dell’Organismo pagatore della regione Sar-degna, precisando che l’avvio delle attività dell’OPR sarebbe avvenuta ri-spettando le seguenti tappe;
    – 31 luglio 2010 stipula della convenzione con AGEA Coordinamento per la realizzazione del sistema informativo OPR;
    – 15 settembre 2010 rilascio del parere di conformità da parte del Mini-stero competente;
    – 30 settembre 2010 attivazione della convenzione con l’istituto tesorie-re;
    – 16 ottobre 2010 avvio dell’attività dell’OPR concidente con l’esercizio finanziario 2010/20111.

    29 LUGLIO 2010
    Nomina direttore generale
    di ARGEA Il 29/07/2010 con decreto della Giunta Regionale n. 86 viene nominato Direttore Generale dell’Agenzia dr. Agr. Marcello Onorato
    LUG 2010
    L’on. Prato convoca il direttore generale di Argea affinché relazioni sullo stato di attuazione dell’organismo pagatore.
    LUGLIO Il direttore Generale di argea, , relaziona quanto segue all’on prato:, la Direzione generale delle Politiche Comunitarie e internazionali di mercato, individuata dal D.M. 17giugno 2007 come autorità competente all’adozione dei provvedimenti di rilascio e ritiro del riconoscimento degli Organismi Pagatori, con nota del 21.07.2010, prot 0007077, risponde all’istanza di riconoscimento presentata precisando che, sempre lo stesso D.M., definisce la documentazione che deve essere allegata all’istanza e nel contempo offre la sua più ampia forma di collaborazione per consentire all’ARGEA di ottenere il riconoscimento. Pare utile allegare la nota in questione affinché anche l’onorevole Assessore ne possa prendere visione.
    Da colloqui telefonici intercorsi tra lo scrivente e la dott.ssa Wanda Cozzi, dirigente del Servizio deputato alle istruttorie di riconoscimento dell’OPR, servizio denominato “Fondi Agricoli e Comunitari – Riconoscimento Orga-nismi Pagatori “, si è appreso che vista la carenza documentale dell’istanza presentata non è ipotizzabile un riconoscimento e conseguen-te avvio dell’attività dell’OPR regionale se non per l’esercizio finanziario 211/212. A breve verrà esaminata la documentazione allegata all’istanza per verificare se e quanto sia necessario fare per portare a conclusione l’iter già avviato.

    Settembre 2010 Da un immediato e successivo approfondimento della questione emerge quanto segue:
    a) La documentazione allegata all’istanza di riconoscimento è quasi del tutto carente. All. 3
    b) L’attuale organizzazione di argea così come prevista in statuto non risponde alle previsioni normative in materia di organismo pagatore. Vedi allegati 2
    c) La costituzione dell’organismo pagatore richiederebbe un grande dispendio di risorse finanziarie e non in tutte le regioni dove è stato costituito ha dato buoni risultati. Vedi allegato 4
    20.07.2011
    Delibera giunta regionale 31/46 Con tale delibera la Giunta, in attesa che si istituisca l’OPR ,sulla cui costi-tuzione è necessaria una attenta riflessione visto i costi per l’attuazione e i non sempre fruttuosi risultati ottenuti in alcune regioni,da impulso ad Ar-gea affinchè stipuli con AGEA una convenzione diretta alla creazione di uno o più sportelli di servizio al pubblico AGEA presso le proprie strutture territoriali , fornendo le risorse professionali, strumentali e logistiche ne-cessarie e costituendo sinergie con la propria organizzazione finalizzata alla gestione dei rapporti con il pubblico (URP).

    Agosto – dicembre 2011
    • Incontri con la regione friuli Venezia Giulia dove già sono ope-rativi degli sportelli simili a quelli previsti dalla delibera di Giunta
    • Vari incontri con i vertici AGEA per definire la convenzione ed il percorso formativo da effettuare per l’attivazione degli sportelli.
    Gennaio aprile 2011 • Studio convenzione, in fase di definizione, che prevede l’apertura di 8 sportelli ubicati nei vari servizi territoriali di ARGEA che svolgeranno una serie di attività di competenza di AGEA qua-le organismo Pagatore.
    • Formazione degli operatori URP ( fron-office )che opereranno in collaborazione con gli operatori di back-office (ultimata)
    • Individuazione e predisposizione uffici (ultimata)
    • Predisposizione software per la gestione degli interventi (da ul-timare)
    • Formazione degli operatori di back-office ( da ultimare)
    • Firma convenzione (da perfezionare)
    Apertura sportelli

  • Carlo De Nurra

    3.COMPETENZE
    Il GAL è responsabile della predisposizione e pubblicazione
    dei Bandi di partecipazione, delle attività di ricezione, presa in carico, protocollazione, controllo amministrativo ed istruttoria delle domande di aiuto, della redazione ed approvazione delle graduatorie e della
    concessione dei finanziamenti.
    L’Organismo Pagatore AGEA è responsabile delle attività di gestione delle domande di pagamento presentate
    a valere sulle misure a bando GAL.
    La società Agecontrol S.p.A. – Agenzia pubblica per i controlli in agricoltura è affidataria, in qualità di società
    “in house” di AGEA, delle attività di ricezione, presa in carico, protocollazione, controllo amministrativo ed istruttoria delle domande di pagamento, dell’invio ad AGEA degli elenchi delle domande istruite e liquidabili da autorizzare al pagamento.

    6.PROCEDIMENTO DELLE DOMANDE DI AIUTO E PAGAMENTO
    6.1 La domanda di aiuto
    Omissis
    I soggetti interessati (imprenditori agricoli, enti pubblici
    o loro associazioni, soggetti privati) devono presentare
    la domanda di aiuto ai GAL a seguito della pubblicazione
    dei bandi e nei tempi previsti dagli stessi.
    La domanda di aiuto, previa costituzione/aggiornamento
    del fascicolo aziendale, deve essere compilata e trasmessa per via telematica utilizzando il Sistema Informativo
    Agricolo Nazionale (SIAN).
    Omissis
    6.2 La domanda di pagamento (anticipazione, SAL e saldo finale)
    Omissis
    A seguito dell’approvazione della domanda d’aiutod’aiuto
    e della concessione del finanziamento, i beneficiari possono presentare ad AGEA/Agecontrol le domande di pagamento dell’anticipazione e quelle per il rimborso delle spese sostenute (SAL e saldo finale).

    Questo è uno stralcio del BURAS del 6 Febbraio 2012.

    Non è che ci si è svegliati in ritardo??

    E ora mi sa che cè poco da discutere. caro Onorevole I buoi sono andati..

  • Secondo quanto risulta a Italia Oggi ” pag 21, breve, del 26 Maggio”
    in settimana la Guardia di Finanza ha fatto un ispezione presso gli uffici ell’AGEA. La GDF avrebbe requisito documenti relativi alle forniture Oracle al SIN, al rapporto tra AGEA e il SIN e il socio privato Almaviva RTI. ( quelli dei codici dei nostri pascoli)
    La Guardia di finanza agirebbe per abuso d’ufficio contro ignoti.
    Cè chi , ben informato, parla di un buco nei conti di 17 Milioni di euro.

    Non è che la GDF… Legge pure Sardegna e Liberta??

  • Claudio Bardi

    Grazie al Dott: Gianni Ibba per averci indicato una strada.
    La strada maestra è quella dell’organismo Pagatore Regionale

    Onorevole, a parte tutti i casini legati alle province ecc ecc.

    Mi pare che grazie a lei questo Blog, finalmente è riuscito a fare luce la ove da anni si preferisce tirare giù le serrande.

    Se si vuole rispettare la scadenza del 15 Ottobre 2012 mi sa che Bisognav partire da IERI..

    Le Faccio Una proposta, IN MODO SCHERZOSO…

    Lei che sa difendersi bene, dia una scrollatta a Cherchi che si svegli, lui e il suo staff.

  • Mi inserisco nel dibattito su due aspetti:
    1) alla fine degli anno ’90, ai fini dell’attuazione del Reg. n. 2078/92 si discusse molto sulla classificazione delle superfici forestali e/o dei pascoli arborati. l’ e/o è importante perchè, sussistendo misure di sostegno sia per le superfici agricole che per le superfici forestali era necessario individuare parametri certi per la definizione di una categoria di coltura e di un’altra. l’AIMA (predecessore di AGEA) stabilì che, in ogni caso, la tara doveva essere calcolata tenendo conto della proiezione della chioma. La giunta regionale, successivamente, stabilì che un pascolo arborato poteva essere considerato “superficie agricola” se la superficie coperta da essenze arboree, compresa la proiezione della chioma, non fosse superiore al 40% dell’intera superficie. Mah… un mezzo pasticcio. Anche allora si chiese una normativa apposita di livello regionale che dirimesse quest’annosa questione. Sicuramente, in qualche meandro del Consiglio e/o della quinta Commissione giace un disegno di legge sulla definizione di pascolo arborato e pascolo cespugliato. Partecipai io stesso a scriverlo nel 1997 (Assessore Paba). L’approvazione di una normativa in merito è particolarmente urgente poichè, alla luce della proposta di riforma della PAC e dello Sviluppo Rurale, il problema si riproporrà. Infatti, tra le misure previste nella programmazione 2014/2020 sono previste misure per il mantenimento dei pascoli naturali, per l’agricoltura biologica e per la manutenzione di superfici forestali. Se non definiamo autonomamente cosa intendiamo per pascolo arborato e pascolo cespugliato in Sardegna, provvederà AGEA con i suoi codici “nazionali” poco coerenti con la nostra realtà. e qui mi ricollego al secondo punto:
    2) La vicenda dell’istituzione dell’Organismo Pagatore Regionale e del riconoscimento di ARGEA Sardegna per quel ruolo ha, finora, registrato più oppositori che sostenitori (io sto da questa parte).
    Nella scorsa legislatura si approvò la l.r. n. 13/2006 (istituzione delle Agenzie agricole) che, tra l’altro, affidò ad ARGEA Sardegna il ruolo di Organismo Pagatore degli aiuti comunitari in campo agricolo per la Regione Sardegna.
    Per legge, l’Organismo Pagatore viene “riconosciuto” dal Ministero delle Politiche Agricole su domanda dell’Assessore regionale dell’Agricoltura. Nella scorsa legislatura non venne presentata alcuna domanda poichè parte influente dell’apparato burocratico di allora riteneva che ARGEA fosse ancora troppo “giovane” (l’avvio della sua attività risale ad agosto del 2007) per poter assumere con la dovuta efficienza il nuovo incarico.
    Nell’attuale legislatura la motivazione ufficiale è cambiata: l’Organismo Pagatore costa troppo. Non condividevo l’analisi di allora e non condivido le motivazioni di oggi.
    ARGEA ha ed aveva già da allora le professionalità sufficienti per cosituire un buon Organismo Pagatore. Ho ricoperto ruoli importanti in quell’Agenzia e posso parlare con cognizione di causa. Non è neanche vero che costi troppo dal momento che non aumentano costi del personale (già presente in organico), non bisogna dotarsi di un nuovo sistema informativo (c’è già il SIAR) e i controlli possono essere effettuati dai dipendenti di ARGEA (peraltro già formati in materia). L’unico costo aggiuntivo (peraltro a mio avviso compensato per i minori costi legati ai controlli) è rappresentato dagli oneri per le convenzioni con i CAA ( peraltro, ricordo che all’inizio del 2010 AGEA Coordinamento si offrì di farsi carico di questi costi). Insomma, a mio avviso, è solo un problema di assunzione di responsabilità decisionali. Il problema è che, per poter essere operativo nell’anno successivo, l’O.P.R. deve essere riconosciuto entro il 15 ottobre dell’anno di riferimento. Insomma, anche il 2012 mi pare già andato… potremmo puntare al 2013 anche in vista della nuovo periodo di programmazione. Non possiamo continuare con questa dicotomia operativa (o AGEA o ARGEA) con un programma che, solo nelle sue fasi operative coinvolge AGEA, ARGEA, SIN, AGECONTROL e i CAA. Io propendo per un’autonomia regionale anche su questa materia. Ti ringrazio per lo spazio concessomi.

  • gian piero zolo

    Caro Paolo… sbaglia molto di più chi persevera nei propri errori e chi non riconosce come tali i propri. Ma allora non sbagliasti da solo ma in buona fede sbagliammo in tanti e oggi, lo riconosciamo, non organizzeremo più un incontro con un Assessore che in quell’occasione per le sue esternazioni stupì forse più noi che gli imbufaliti ( a ragione) allevatori del mio paese e non. Il ricordo delle esternazioni sul Kibbutz israeliano e sulle ippovie modello litfiba (litoranea figuruia -barcheula)o le funeree celebrazioni sul pastore che è un morto che cammina non le scorderò mai. Ma quegli errori non sono attribuibili a te o a chi quel giorno con te organizzò quell’evento, benchè anche a livello locale a qualcuno così sia piaciuto fare. Non era un convegno ma un incontro dibattito con l’allora assessore di turno e del tutto che fu detto rimane l’ottima,precisa e puntuale relazione del Dott. Mario Uras. Paolo, probabilmente si sbaglierà ancora, ma , se lo si farà ancora con lo stesso spirito e con la stessa buona fede, benché per noi sia estremamente serio e pesante sbagliare sulla pelle degli altri,sapremo ancora una volta ammettere gli errori commessi e prenderci le nostre responsabilità.Io mi prendo le mie.

  • Caludio Bardi

    Se vi va di capire meglio di chi si parla, che cosa sono e cosa fanno, vi riporto il copia incolla della Seduta di Martedì 15 maggio 2012

    XVI LEGISLATURA
    Allegato B

    ATTI DI INDIRIZZO

     I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, per sapere – premesso che:
       l’AGEA svolge la propria attività istituzionale nel settore dell’agricoltura italiana principalmente attraverso il finanziamento della politica agricola comunitaria che si concretizza nell’erogazione di aiuti diretti agli agricoltori e di contributi per lo sviluppo rurale; per tale attività distribuisce annualmente oltre quattro miliardi di euro;
       l’Agenzia svolge i controlli sulla legittimità delle erogazioni secondo le leggi e i regolamenti comunitari;
       nel mese di giugno dell’anno 2011 l’Agenzia è stata commissariata per gravi inadempienze del presidente dottor Dario Fruscio;
       il commissario straordinario, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 giugno 2011, ha rilevato evidenti disfunzioni nella gestione amministrativa e una scarsa affidabilità del sistema dei controlli sulle erogazioni, settore molto delicato per l’incombente pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata;
       tali carenze sono state tempestivamente segnalate al ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con la relazione del commissario straordinario del 23 novembre 2011;
       il dottor Fruscio ha presentato ricorso avverso il decreto di commissariamento e con sentenza del TAR del Lazio del 9 gennaio 2012 ne ha ottenuto l’annullamento;
       il Ministro interpellato prima ancora di ricevere la nota n. 34573 P del 27 gennaio 2012 dell’Avvocatura di Stato con il parere (positivo) circa la eventuale impugnazione della sentenza de qua, pervenuta al Ministero citato il 1o febbraio 2012, nonostante la gravità della situazione rappresentatagli dal Commissario straordinario nella menzionata relazione, in data 29 gennaio 2012 ha dichiarato agli organi di stampa che avrebbe proposto alla Presidenza del Consiglio di non presentare appello avverso la predetta sentenza del TAR del Lazio, augurando buon lavoro e il massimo impegno al dottor Fruscio nella gestione dell’Agea;
       il dottor Fruscio si è reinsediato nella carica di Presidente in data 6 febbraio 2012 prima della notifica formale della sentenza del TAR, avvenuta solo il giorno 9 dello stesso mese e senza che il commissario, abbia mai ricevuto alcuna determinazione formale del Ministro, per cui non risulterebbe che sia stato redatto alcun documento ufficiale attestante il passaggio della titolarità della carica;
       allo stato degli atti non risultano chiari i motivi per i quali il Ministro interrogato abbia inteso non dover approfondire la fondatezza delle numerose irregolarità rilevate dal commissario già nella sua prima relazione;
       l’attività di controllo sull’erogazioni comunitarie sono state numerose volte oggetto di censure da parte della Commissione europea rivolte all’indirizzo dell’AGEA nell’anno 2011;
       ulteriori e più allarmanti ombre sulla affidabilità e sulla trasparenza di tale attività di controllo provengono da due indagini svolte in Calabria e in Lombardia, delle quali la prima riguarda 40 soggetti, titolari di aziende zootecniche, alcuni dei quali con cognomi di noti personaggi della criminalità organizzata, tratti in arresto a seguito di una operazione condotta dal Nucleo Antifrodi carabinieri di Salerno in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice indagini preliminari presso il tribunale di Reggio Calabria per reati connessi alla indebita percezione di contributi comunitari mediante false attestazioni e certificazioni di possesso di bovini/ovini; la seconda, condotta dalla direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Milano (operazione Infiniti) nei confronti di una organizzazione della ’ndrangheta facente capo a Giulio Lampada, nella quale sarebbe stato coinvolto, almeno da quanto riportato da notizie di stampa, anche un membro del consiglio regionale della Calabria, coniuge di una dirigente di AGECONTROL, società partecipata da Agea operante nel settore dei controlli sulle erogazioni;
       al fine di fare piena luce sotto ogni aspetto dell’attività svolta da AGEA e società partecipate risulta che il Commissario straordinario avesse deliberato, tra l’altro, la costituzione in AGEA di un organismo di auditing interno per il controllo di legittimità delle procedure dell’Agenzia, nonché l’istituzione di un gruppo di lavoro, formato da personalità del mondo accademico e da esperti professionisti, per una due diligence review del sistema informativo agricolo nazionale (SIN) e per realizzare un più efficiente e trasparente sistema informatico, avendo rilevato disfunzioni gestionali, costi di gestione fuori controllo e controlli eseguiti in maniera discutibile in materia di erogazione dei contributi comunitari;
       tali iniziative, assunte per conferire trasparenza e correttezza nella gestione del denaro pubblico, risulta siano state immediatamente e a giudizio degli interpellanti immotivatamente annullate dal presidente Fruscio, non appena riassunta la presidenza di AGEA;
       in data 4 aprile il consiglio di amministrazione AGEA avrebbe deliberato la revoca dei consiglieri designati nel periodo di commissariamento, basando tale delibera su fatti e comportamenti, a parere degli interpellanti, palesemente non corrispondenti alla realtà o inconsistenti per procedere alla nomina di nuovi consiglieri SIN (dopo sette mesi dalla nomina dei precedenti). In tale delibera si dichiara l’unanimità del Consiglio di amministrazione, mentre, in realtà, due consiglieri avrebbero invece lasciato il consiglio;
       il dottor Fruscio, inoltre, con lettera inviata per conoscenza anche al SIN, avrebbe avvallato e tenacemente difeso l’esistenza e la validità del contratto sottoscritto nel 2006 che riconosce al signor Paolo Gulinelli ex direttore Generale di SIN uno stipendio di 330.000 euro e ben 144 mensilità di indennità in caso di risoluzione del rapporto di lavoro;
       tale contratto era stato sottoscritto con insolita urgenza, nonostante il palese conflitto di interessi, fra il presidente pro-tempore di AGEA e della controllata SIN, e il signor Gulinelli, responsabile dell’ufficio monocratico di AGEA, designato anche quale direttore generale della controllata SIN. Sei giorni dopo la firma il presidente lasciò la carica di presidente di SIN, ma la circostanza più sorprendente è che l’esecuzione del contratto, nonostante l’inusitata fretta della stipula, iniziò ben tre anni dopo;
       la rinnovata direzione di SIN, a seguito di un audit interno eseguito dalla società KPMG, aveva contestato al Gulinelli numerosi episodi di irregolare gestione con possibili significativi risvolti di danno erariale;
       a seguito di tale contestazione e delle giustificazioni avanzate dal signor Gulinelli la stessa direzione aveva espresso i propri orientamenti anche sulla scorta della valutazione conforme di un noto studio giuslavoristico, in merito alla risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa che avrebbe fatto decadere il contratto di assunzione con clausole-capestro del citato Gulinelli;
       il dottor Fruscio, che a quanto consta agli interpellanti non ha mai voluto incontrare i vertici di SIN, pur presenti nello stesso edificio, ha inviato alla società una lettera volta a evitare l’adozione del provvedimento di risoluzione contrattuale;
       in occasione dei consigli di amministrazione del 29 marzo e del 4 aprile 2012, la dirigenza di SIN non avrebbe potuto procedere al licenziamento in virtù di pressioni esercitate su un consigliere;
       per eliminare il rischio che ciò potesse accadere successivamente il dottor Fruscio ha proceduto a revocare i consiglieri di SIN di parte pubblica, evidentemente ritenendo di evitare il licenziamento del Gulinelli per giusta causa al fine di consentirgli di riprendere la sua posizione di direttore generale in SIN nonostante le criticità gestionali addebitabili al suo operato;
       il dottor Fruscio ha richiamato a collaborare nel consiglio di amministrazione di SIN il dottor Carbone, già consigliere di SIN all’epoca della sua presidenza di AGEA, e il dottor Migliorini, suo diretto collaboratore in epoca ante commissariamento, nel frattempo andato in pensione;
       a quest’ultimo ha inoltre conferito un incarico di consulenza retribuito (delibera n. 59) che evidenzia una apparente incompatibilità con la carica di consigliere SIN. È esplicativa ad avviso degli interpellanti la circostanza che proprio la nomina del predetto a direttore generale di AGEA, su proposta del Fruscio, era stata respinta in ripetute riunioni del Consiglio di Amministrazione pro-tempore ed era stata una delle cause del commissariamento dell’Agenzia;
       a fronte di questa gestione della «cosa pubblica» ad avviso degli interpellanti del tutto discutibile da parte del presidente Dario Fruscio, che con sue inusitate iniziative e con i suoi sistemi «disinvolti» non sembra dimostrare la necessaria affidabilità e un adeguato senso di responsabilità istituzionale per poter svolgere il delicato incarico di presidente di AGEA, corrisponde un silenzio, preoccupante quanto incomprensibile, del Ministro interpellato –:
       quali provvedimenti il Governo abbia adottato o intenda adottare sulla base della relazione conclusiva che risulta essere stata inviata alla Presidenza del Consiglio in data 2 marzo 2012 dal commissario straordinario e a seguito delle iniziative ad avviso degli interpellanti sconcertanti assunte dal dottor Fruscio appena dopo il suo insediamento, e se non ritenga necessario quantomeno approfondire e riscontrare la legittimità dell’operato degli attuali vertici di Agea e delle società controllate.
    (2-01495) «Di Pietro, Di Giuseppe, Cimadoro, Piffari, Messina, Rota, Donadi».

  • maledetta burocrazia, autoreferenziale, che studia sistemi per rendere sempre più difficili le cose così da perpetuare la propria esistenza e dimostrare la sua ineluttabilità, oltre che giustificare la propria inefficienza e la propria inefficacia, per non parlare di economicità.

    dove sono finite le tre E della pubblica amministrazione, efficienza, efficacia ed economicità?

    tutte parole al vento, e sapete quale è il problema? lo scrivevo vent’anni fa, quando il programma era di SBUROCRATIZZARE la regione.

    il problema é che nessuno presenta i conti, e nessuno li chiede.

    il governo ha sbandierato ai quattro venti:
    «Alle aziende 20-30 miliardi»

    facile a dirsi.
    bisogna fare i conti con la burocrazia.
    secondo me forse qualche impresa riuscirà a vedere qualcosa con grande fatica, la maggior parte non vedrà nulla ed i soldi rimarranno nelle banche.
    ancora promesse che rimarranno tali.

    dobbiamo svegliarci, e pretendere ciò che ci spetta.

    mi auguro che l’azione intrapresa dal presidente cappellacci non si fermi al primo ostacolo, e che vada avanti con la stessa tenacia che sta mettendo il presidente deriu ad opporsi al risultato dei referendum, con la differenza che l’uno difende la propria poltrona, mentre il presidente cappellacci difende gli interessi della sardegna davanti alla prepotenza e l’arroganza dello stato.

    forse il momento è giunto, speriamo bene e FORZA PARIS

  • Caludio Bardi

    Onorevole, solo per confermarle che ha ragione.

    I cosidetti prodotti, poco hanno a che fare con fatto che la regione stabilisca con suoi decreti definizioni di aree Boscate ecc..
    Mi permetta! Tutte cose Inesatte.
    http://www.agea.gov.it/portal/pls/portal/docs/1/3092175.PDF
    Dia il Blogger Ciusa uno sguardo alla circolare e poi se vuole approfondiamo su codici, prodotti, macro usi ecc ecc.
    Tutte cose decise dall’area coordinamento attivvità istruttorie di AGEA, sentiti ” I PARERI” delle singole regione e seguendo i dettami dei regolamenti.
    Nulla hanno a che fare con leggi regionali ecc.
    Se permette, con molta umilta’ e spirito costruttivo la strada provo ad indicarla o proporla io.
    Solo un azione energica della Giunta Regionale e del suo assessore su AGEA e una assidua presenza nelle conferenze stato regioni che di questi temi si occupano e decidono, può modificare le cose.
    E solo la mobilitazione, ferma e determinata, degli allevatori e delle associazioni di categoria, tutti assieme, possono svegliare dal torpore quest’assessore.

    Se lei poi ci aiuta, tanto meglio

    Grazie

  • francesco ciusa

    Ha ragione Onorevole, ho sbagliato nello scrivere “modifica” ma intendevo una nuova leggina regionale.
    Almeno la legge 353/2000 stabilisce che “le regioni a statuto speciale provvedono alla finalità di cui alla presente legge secondo quanto previsto dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione”.
    Il decreto legislativo 227/2001, art.2, comma 2 e segg. prevede che entro 12 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo le Regioni stabiliscono per il territorio di loro competenza la definizione di bosco, foresta etc.-
    La Regione Sardegna purtroppo non ha legiferato.
    Se il Consiglio Regionale accoglie una leggina di questo genere è chiaro che la Giunta Regionale si dovrà adeguare oppure…….vada a casa !!

  • Egregio Ciusa, forse le sfugge che il Consiglio regionale non può modificare i decreti legislativi. Appunto per questo occorre una forte iniziativa non del Consiglio ma della Giunta che agisca sul Governo nazionale, che agisca nella Conferenza Stato-Regioni. Il Consiglio, in materia, ha le armi spuntate. Anche Lei sappia che io non ho mai detto che le tare le decidono le imprese afgricole; anzi, ho denunciato il contrario.

  • francesco ciusa

    Caro Onorevole, prendo spunto da ciò che ha scritto “Impavido” e lo condivido pienamente.-
    Perché Lei non si impegna in Commissione ed in Consiglio Regionale affinchè venga modificata la normativa nazionale 353 del 2000 ed il decreto legislativo 227/2001, relativamente alle aree boscate, modificando per legge regionale i termini di “bosco e foresta”.-
    Onorevole, escludendo dalla definizione di “bosco e foresta” i pascoli arborati, i pascoli cespugliati, la macchia mediterranea e tutte le superfici regolarmente pascolative seppur con presenza di alberi di alto fusto e/o cespugli di macchia mediterranea, che sono praticamente buona parte di tutto il territorio della nostra Sardegna, a questo punto non verrebbero più perpretati “furti” da parte di Agea e nessuno avrà la possibilità di ridurre i terreni e premi nelle domande PAC e PSR dei produttori agricoli sardi.-
    In ogni caso sappia che le così dette “tare” non le decidono le Imprese Agricole, i centri di Assistenza Agricola (CAA) o le Organizzazioni Professionali Agricole, ma sono dettate dalle normative comunitarie e Leggi dello Stato (condivise dalla nostra Regione Sardegna),con Regolamenti, Leggi Nazionali, Decreti Ministeriali, Regionali nonché da circolari Ministeriali e Assessoriali.-
    Basterebbe un articolo con solo due commi e i “furti” come da Lei definiti cesserebbero immediatamente .-
    Saluti

  • La capacità espansiva di una proposta politica si costruisce stando vicino ai bisogni dei cittadini. Maninchedda lo fa andando a frugare anche nelle particelle catastali. Ci dice anche un’altra cosa. Il casino AGEA-ARGEA nasce nella scorsa legislatura. Ringraziamo quindi Soru, l’indomito difensore della Sardegna, Dadea che si risveglia, Gianvalerio Sanna che è sempre li e cogita per il futuro.Suo!

  • Gentile Impavido, Le chiedo scusa. E’ stata una giornata impegnativa e posso aver frainteso. Mi scusi ancora.

  • Gentile Tiana, Uras era il relatore a Silanus, visibile a tutti e non nascosto, ma io so studiare e scrivere in italiano, mi creda.

  • claudio tiana

    Onorevole, avrebbe fatto meglio a far firmare l’articolo al tecnico-esperto Uras !!

  • Caro Onorevole,
    il mio non voleva essere un intervento contro di Lei. Forse ho usato toni troppo accomodanti. Ne terrò conto per le prossime volte. Eviterò di complimentarmi con lei per il lavoro che svolge.
    A presto.

  • Egregio Impavido, capisco che si stupisca per la competenza, ma cerco solo di informarmi. Su Agecontrol non abbia dubbi: sono quello che ha impedito, minacciando un esposto alla Corte dei Conti, che la Regione desse loro dei locali in comodato d’uso. Adesso ci stanno riprovando e vorrà dire che rifaremo la trafila degli esposti. Sulle scatole cinesi del Sin, vedi l’intervento di Michele. Quanto all’ironia del suo intervento, non era all’altezza dell’ambizione: tono troppo stizzito.

  • Basta fare qualche visura camerale delle varie società partecipate da SIN e magari si scopre che le stesse nei loro pacchetti azionari o Soci hanno parteciazioni altre società.
    Provate e ne scoprirete delle belle.
    (Agriconsulting S.p.A., Agrifuturo , Almaviva S.p.A., Auselda AED Group, Cooprogetti, IBM Italia S.p.A., Telespazio (a seguito di fusione per incorporazione di ISAF srl, Sofiter S.p.A.).

    Il vero problema non sono le società ma sono il flusso di denari che le stesse prelevano dal sistema agricolo generale.

    Si pensi che AGEA a fronte di pagamenti annuali in tutta Italia per 6 miliardi di euro, costa alla colettività 200 milioni.. ( ma vi rendete conto!!!)

    Sin e le sue partecipate per fare i controlli pare assorbano 85 milioni di euro l’anno
    Agecontrol pare assorba 25 Milioni di euro l’anno

    Questi signori, siano essi della galassia SIN o di altre partecipate di AGEA stipulano per conto loro accordi con le Regioni.

    Impadivo parla di GAL… ebbene si Caro Ipavido! Pare che Agecontrol abbia in carico i controlli per i prossimi 5 anni sui Gal.

    E sai d dove arrivano i soldi?
    Naturalmente dal PSL ( Piano di sviluppo locale) al quale AGEA attingerà stornando le somme impiegate per i controlli, somme che servono a pagare Agecontrol e SIN..

    E i nostri Territori rimangono ” FOTTO INTERPRETATI ”

    E NOI ???? FO……..I

    Grazie Onrevole per aver sollevato il problema.
    Grazie ma credo che sia cosa difficile da risolvere se i Sardi non si mettono tutti assieme e rivendicano con forza e determinazione diritti e rispetto.

  • Caro Onorevole,
    in primo luogo i miei complimenti per la sua infinita cultura in merito anche a vicende molto tecniche che non avrei mai pensato lei potesse conoscere e visto che è così ben informato perchè non si fa promotore di un provvedimento per fare in modo che questi benedetti pascoli vengano riconosciuti in toto? Infatti, dalla sua esaustiva relazione, solo Lei in Consiglio regionale potrebbe fare quello che evidentemente in molti non sono capaci di fare. Anzi, Le chiederi un intervento anche sui GAL e sulle agenzie legate all’Agea come Agecontrol che non si capisce bene cosa facciano e quale utilità abbiano per la società.
    Inoltre, Onorevole, per curiosità sono andato sul sito internet della Società Sin per capire di chi era rispetto a quanto indicato non ho trovato notizie come da lei riportato: La SIN è partecipata al 51 % dall’ AGEA, Agenzia per le Erogazioni in agricoltura, e al 49 % dai soci privati (Agriconsulting S.p.A., Agrifuturo , Almaviva S.p.A., Auselda AED Group, Cooprogetti, IBM Italia S.p.A., Telespazio (a seguito di fusione per incorporazione di ISAF srl, Sofiter S.p.A.). Seguendola nei suoi interventi so per certezza che quello che scrive corrisponde sempre a realtà e quindi Le chiedo di chiarire quanto riportato.
    Onorevole, sono certo che grazie a persone come Lei la Sardegna potrà ritrovare un nuovo futuro.

  • Enrico Cadeddu

    Per non parlare delle disfunzioni derivanti dai disallineamenti catastali dovuti ai più svariati motivi e che determinano il blocco di una pratica. In sostanza può avvenire che un frazionamento fatto magari qualche anno fa non risulti nè a catasto nè sul sistema di agea. Che un mappale, per variazioni d’ufficio, abbia preso un altro numero senza che l’interessato lo sappia al momento della domanda. Vi sia stato un esproprio non accatastato uno spostamento di mappali nelle mappe per errori fatti dal catasto all’atto della presentazione del frazionamento. I casi sono tanti hanno in comune il fatto che nella sostanza il richiedente, che è effettivamente proprietario di immobili adibiti ad uso agricolo, si veda la domanda bloccata per i più svariati motivi.Vai poi a spiegare che la colpa è del catasto. Non sentono.

  • Buongiorno Onorevole Maninchedda, le scrivo innanzitutto per complimentarmi con lei per la chiarezza dell’intervento ma pure per farle in modo benevolo un appunto.
    Lei ha ragione da vendere, pure lei sbaglia!, se solo il Partito Sardo d’Azione, di cui lei è degno rappresentante, avesse nominato quel relatore del convegno di Silanus all’assessorato all’Agricoltura della Regione Sardegna, mi creda! Sono convinto che tante cose oggi Sarebberò diverse.
    (Altro che Lavori Pubblici o Trasporti o ASL) Col… Relatore all’Agricoltura, il partito Sardo sarebbe stato il partito dei Sardi orgogliosi del loro territorio e difesi nei loro interessi agricoli e ambientali.
    Mi scuso per l’appunto ma dovevo farlo perche o sentivo dentro.
    Io sono un dipendente Regionale, sono uno di quelli che lavora nelle famose agenzie agricole uno di quelli che lavorano le pratiche che poi, “come dice chiaramente lei” mi vengono bloccate. Sono pure un Sardo, orgoglioso di essere sardo e figlio di Allevatore.
    Mi creda! Non è per accreditarmi, tant’è vero che metterò uno pseudonimo per ovvi motivi. Mai visto in 25 anni di assistenza tecnica uno più capace, umano e determinato, mi ha insegnato, a me che da 25 anni sono qui, la tracciabilità di un istruttoria e di un controllo.
    Il complimento principale è a lei che come spesso accade ha centrato, ben consigliato ed istruito, ha colto i pieno il vero problema. Oggi noi rischiamo che interi territori da sempre dichiarati in modo vengano, ma stà già succedendo, “Fotto interpretati” e i nostri allevatori si trovano “FOTTO” decurtati di ettari utili per la domanda unica e per le domande PRS “ che dovremo gestire noi ma che di fatto gestisce AGEA in quanto non siamo stati capaci di creare un organismo regionale Pagatore.
    In poche parole, già arrivano poche risorse e con questi artifizi ce ne danno ancora meno, senza contare domande che al terminale AGEA risultano pagate e soldi nei conti dei nostri allevatori non ce ne stanno.
    Sarebbe troppo lunga da continuare a descrivere, serve solo per incazzarsi ancora di più.
    Il nostro allevatore oggi si trova prigioniero della burocrazia più bieca! Di certo le associazioni, a parte il fumo negli occhi dei mercatini zonali ecc, poco fanno per aiutarli ad uscire da questo circolo vizioso, loro tutti gli anni sanno fare bene in copia e incolla dall’anno precedente e come va va! Poi le anomalie le gestiamo dicono.. Mah!!!
    Onorevole, mi creda, lei che è ben consigliato e che si occupa di questi temi, faccia in modo che le vicende Sarde siano gestite in Sardegna. Faccia lei in modo che l’organismo pagatore sia Sardo e che lo stesso gestisca i controlli senza delegarli ad altri. Dalla mia parte ci metto tutto il mio impegno, ma se poi vengo bloccato da un sistema che risiede a Roma che faccio io povero cristo istruttore al di la di segnalare!
    Agli allevatori consiglierei di fare più casino possibile per tutelare i loro interessi, se quei titoli che avete sudato vanno via, nessuno ve li restituirà, bisogna presidiare i luoghi di decisione e far cambiare quei maledetti codici.
    Saluti a grazie

  • Ultimo boscaiolo

    Ho sottolineato troppe volte e in tutte le sedi possibili che il bosco privato è ,in tutte le parti del mondo, una risorsa mentre qui è un handicap perchè a fare le politiche forestali sono chiamati funzionari che confondono la foresta con Central Park o a voler essere ottimisti con Monte Urpinu le conseguenze non possono essere che queste: foresta morta, campagna vuota ambiente degradato. Con avvenuta rassegnazione saluti

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