Stato sardo

Il folklore è il peggior nemico dell’indipendenza

Simbolo-Partito-dei-Sardi-40X40cm-TONDOdi Franciscu Sedda

Si chiede al Partito dei Sardi cosa intende fare davanti ad ipotesi di referendum d’indipendenza.

Nessuno più del nostro Partito vuole portare la Sardegna e i sardi ad esprimersi democraticamente sul proprio futuro di Stato indipendente d’Europa. Si può dire che tutto il nostro lavoro, anche quello più legato ai problemi quotidiani, è rivolto a creare le condizioni perché ogni sardo si senta pronto e desideroso di affermare la propria libertà.

Il punto dunque non è se si debba fare un referendum d’indipendenza. Il punto è quando. Ma soprattutto come arrivare a quel referendum con il consenso della società sarda e con la concreta possibilità di vincerlo.

Dunque, se le ipotesi di referendum di cui oggi si parla sono cosa seria siamo pronti a discuterne. Se si tratta di folklore non ci interessa. Perché il folklorismo indipendentista è il peggior nemico dell’indipendenza stessa, è ciò che rischia di far indietreggiare invece che avanzare il cammino di indipendenza nazionale dei sardi.

Non si capisce in tal senso perché guardare al Veneto. Davanti a decenni di splendidi esempi di azione popolare e istituzionale in Catalogna e in Scozia non si capisce perché dover prendere a modello il Veneto, perché mettersi sulla scia del Veneto.

Se di strumenti di autodeterminazione si deve parlare, riprendiamo allora dai migliori esempi europei. E ricordiamoci che se non si vuole usare l’idea del referendum in forma strumentale per puri consensi di parte o di partito bisogna che questa posizione maturi supportata da un ampio strato di società sarda, compresa quella parte non indipendentista che riconosce però la legittimità di un pronunciamento democratico dei sardi sulla materia cardine della vita associata: la libertà di decidere.

Questo risultato si ottiene soltanto aprendo la discussione oltre il mondo indipendentista, a tutte le componenti e le parti della nostra società. E lo si ottiene lavorando non solo sul livello popolare e simbolico ma anche e contemporaneamete sul livello dell’azione istituzionale, per esempio coinvolgendo tutto il Parlamento sardo a prendere posizione a favore di un momento costituente che porti al superamento del presente Statuto e alla ridefinizione di cosa i sardi vogliono essere davanti al mondo, oggi.

Il Partito dei Sardi ha troppo a cuore l’indipendenza per rischiare di bruciare il consenso che l’idea sta guadagnano presso i sardi sacrificandola per giochi di parte o progetti di corte vedute. Per cui davanti a una scelta così delicata bisogna sempre tenere a mente che o il referendum d’indipendenza sarà una cosa ben fatta o non ci aiuterà. E che l’indipendenza o sarà un bene di tutti gli uomini e le donne di Sardegna o non sarà. In attesa di confrontarci costruttivamente e pubblicamente sul tema noi del Partito dei Sardi continuiamo a costruire giorno per giorno lo Stato sardo.

Franciscu Sedda

Segretario Nazionale Partito dei Sardi