Il diritto di esserci

27 febbraio 2014 18:361 commentoViews: 308

Drapeaux des Etats membre de l'Union européenne à 28 pays et drapeau européen (au 1er juillet 2013)di Franciscu Sedda

Per il Partito dei Sardi è necessario che la Sardegna abbia una sua rappresentanza nell’Unione Europea. Perché oggigiorno molti dei fondamentali provvedimenti giuridici ed economico-sociali che riguardano le nostre vite vengono decisi dall’Unione Europea. Perchè vogliamo metterci come popolo e come governo sardo nella condizione di controllare e gestire al meglio i processi e le decisioni che riguardano la nostra terra. Perché vogliamo fin d’ora essere sempre più presenti e protagonisti nello scenario internazionale. Perché vogliamo iniziare da subito a fare politica estera, allenandoci alla futura condizione di Stato d’Europa. Perché vogliamo adoperarci a crescere, trasformando e migliorando noi stessi tanto quanto l’Europa, in un dialogo e confronto continuo.

Nelle condizioni date il primo e più veloce modo per ottenere una rappresentanza certa nell’UE è scorporare la Sardegna dall’assurdo e iniquo collegio elettorale con la Sicilia, che soverchiandoci demograficamente ci impedisce di eleggere se non per grazia ricevuta.

La Sardegna, facendo collegio a sé, come sarebbe lecito per diritto e per natura, otterrebbe con certezza almeno 2 rappresentanti.

Questa possibilità passa per il Parlamento italiano e per il nuovo governo Renzi.

Per questo il Partito dei Sardi si adopererà a tutti i livelli per fare pressione affinché venga varata una legge apposita.

In tal senso il Partito dei Sardi ha già preso contatto con quelle forze e quei deputati sardi sensibili al tema affinché si realizzi un impegno straordinario e unitario di tutti i deputati sardi presenti al Parlamento italiano in direzione dell’approvazione della legge di scorporo.

Il Partito dei Sardi confida inoltre nella forza e nell’autorevolezza del nascente governo sardo guidato dal Presidente Francesco Pigliaru, perché non appena insediato si attivi per ottenere un risultato politico in passato troppe volte mancato e un atto di giustizia che ci consenta di avere una  rappresentanza certa in Europa.

Il tempo che ci separa dalle elezioni europee non è molto ma è ancora sufficiente per far valere i nostri diritti di sardi ed europei. Se vogliamo far sentire la voce del nostro popolo in Europa dobbiamo parlare e agire adesso.

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1 Commento

  • Pier Paolo Demuru

    Caro Segretario, sottoscrivo e condivido. Precisando che, diversamente, per votare e contribuire ad eleggere degli emeriti sconosciuti, a noi del partito dei Sardi, il giorno delle votazioni per le Europee, “si pigada sa grillitte acuta”, e non si va a votare! un saluto.

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