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Il diritto alle ortiche

Posted on 12 Marzo 202612 Marzo 2026 By Paolo Maninchedda 11 commenti su Il diritto alle ortiche

La Todde ha diffuso questo video di sostegno al No.
Non mi interessa commentare la modalità della confezione.
Diciamo pure che gli estremisti del No e del Sì sono i migliori alleati degli avversari contro cui vorrebbero combattere.
Io, che odio gli estremismi, rivedo l’Italia nella morsa delle polarizzazioni semplificate che sono nemiche di ogni ragione.
Pazienza, il problema non è evidentemente la mia solitudine morale, il problema è l’ipocrisia politica (per quella fisiologica umana ho molta più tolleranza).

Voglio porre una questione: la presidente così appassionatamente per il No, è altrettanto appassionata del rispetto della legge?
La domanda è lecita posto che, dinanzi a una sentenza della Corte Costituzionale sulla sanità sarda, ella mette in atto tutta una serie di operazioni che non sembrano orientate a rispettarla, giungendo a generare una marea di contenziosi amministrativi.
La presidente che nel video ostenta i discorsi parlamentari di Emilio Lussu è la stessa che non nomina i sardi che hanno i titoli per i posti messi a concorso e invece nomina dirigenti peninsulari licenziati da altre amministrazioni pubbliche e che omettono di dichiarare di essere stati licenziati (e un altro ne sta arrivando, con il sigillo, se non con la nomina presidenziale, alla Segreteria dell’Autorità Portuale).
C’è qualcosa di peloso a lusingare i magistrati e a bordeggiare col diritto; sembra intravedersi l’auspicio di ingraziarsi i controllori per non essere troppo controllati.

La cosa è un po’ più grave se si considera che la presidente è anche a processo per il suo rendiconto elettorale e che, al di là di come si pronuncerà la Corte d’Appello, già ora sta dentro un perimetro che a chiunque avrebbe suggerito un pizzico in più, solo un pizzico, di prudenza e umiltà.

Ricordiamo i fatti: la sentenza della Corte Costituzionale 149 del 2025 ha dichiarato inammissibile il ricorso della Regione contro la sentenza di primo grado del Tribunale: nessuna affermazione contenuta in questa decisione, secondo la Corte, crea conflitto di attribuzioni con le prerogative della Regione, ed in particolare del Consiglio regionale, (che ancora si è guarda bene dal pronunciarsi sulla posizione di consigliera regionale della presidente in carica).
La sentenza del Tribunale, quella che, dunque, per la Corte costituzionale va benissimo, contiene già la riqualificazione della condotta contestata alla Todde, cioè aver depositato un rendiconto che non è né suo, né del Movimento 5 Stelle, né di un altro candidato.
Mica poco.
Negli Usa sarebbe già stato motivo di dimissioni spontanee; qui in Sardegna è motivo di prediche “pelose” contro la separazione delle carriere.

L’altra sentenza della Corte Costituzionale, la 148 del 2025, ha sì censurato il provvedimento del Collegio di Garanzia, ma pur sempre seguendo pedissequamente il capo 9 della sentenza del Tribunale: certo non a caso (in piena coerenza con la sentenza 149) i giudici costituzionali fanno espressamente salvo il potere-dovere del giudice ordinario (cioè quello che oggi è chiamato a decidere sull’opposizione all’ordinanza-ingiunzione del Collegio di Garanzia in grado di appello) di riqualificare i fatti, cioè la condotta di Todde. Ma si tratta di quegli stessi fatti già riqualificati dal Tribunale, la cui sentenza per l’appunto va benissimo perché conflitti non ne crea neanche per sogno.
Per salvarsi, la Todde deve auspiscare che i giudici dell’appello annullino d’ufficio il provvedimento del Tribunale, cestinando il duplice avallo che esso ha ricevuto dalla Consulta.
Tutto è possibile in Italia, certo, e noi ce lo aspettiamo, ma il pudore, in un quadro così giuridicamente denso, non dovrebbe guidare il comportamento di ogni istituzione?

Diritto, Politica, Vetrina

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Comments (11) on “Il diritto alle ortiche”

  1. Alessio ha detto:
    13 Marzo 2026 alle 20:37

    E chi crede di essere la signora? Salvini al Papetee??

  2. Rosa ha detto:
    13 Marzo 2026 alle 00:12

    Marco Casu dice bene sul “totale divorzio tra Parole e cose”. E’ la stessa che con grande orgoglio dice di essere la Prima Presidente Donna, che ci riempie di belle parole l’8 Marzo e che nei fatti ha un ufficio consulenti di soli uomini (meno una). Forse definirsi Prima Donna e basta sarebbe più corretto.

  3. Mike ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 20:55

    Ho visto la intemerata alias video; è la solita solfa prodotta da soggetti in cerca d’autore. Fino a tre secondi fa’ (in termine geopolitico) erano disposti a immolarsi per la separazione delle carriere! Improvvisamente, folgorati sulla via dellinconcludenza, si comportano come quel tale che pur di fare dispetto alla moglie intenta una causa di separazione dai propri innocenti zebedei. Non bastasse il fatto che la miracolata dal voto disgiunto avrebbe ben altre cose da fare, piuttosto che dedicarsi ad argomenti di distrazione di massa; è più importante il referendum o la soluzione del disastro imperante della sanità? Un’ultima cosa (riguardo alla sanità) l’ex governatore della Campania non ha mai nominato un assessore alla sanità (l’ha sempre tenuta ad interim); il nuovo assessore della Campania idem come sopra; la nostra ibidem come sopra. Che ci sia qualche virus 🦠🦠🦠🦟?

  4. Ariovisto ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 20:47

    Vale, per tutto, aldilà della mancata rendicontazione e delle successive dichiarazioni della presidente al collegio di garanzia e alle tv (tutto ed il contrario) l’affermazione della Corte riguardo a 16 pagamenti pay pal ricevuti dal comitato pro Todde. Eccola:”ambigua sorte”. Immagini, Professò, che lei ricevesse 16 pagamenti pay pal e subissero la stessa ambigua sorte ( traduzione: non ve n’è traccia): la finanza “sottu gasa”!

  5. Giovanna ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 19:44

    La penso come il simpatico Renato Orru, Nostra Signora de sa Solidae l’azzudete ca este depressa meda e non pacu, amen.

  6. Renato Orrù ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 09:05

    … eppure a ME, anche dopo averla ascoltata ad Oristano alla presentazione dell’Atto Sanitario, mi pare abbastanza depressa politicamente… non credo che durerà. Se da un Lato ci penserà il Tribunale a togliere le castagne bruciate dal fuoco al PD e quindi fine del problema (anche per Ella… e magari gli va pure bene – ndR ) dall’altro Lato sa perfettamente che il PD non è disposto a farsi trascinare nel baratro ulteriormente (pena la disarticolazione a lungo termine )… con il rischio/speranza che non superino lo sbarramento del 5% come karma vuole. Quando rinominarla Nostra Signora di La Solitudine fu giusto presagio… i suoi concittadini capiranno…

  7. G.F ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 08:10

    Non c’est galu issitu su chervu in s’iscala!

  8. Marco Casu ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 07:46

    Non c è niente di Politico nel fenomeno rappresentato nella vignetta.

    C’è totale “divorzio” tra Parole e cose e questo rientra perfettamente nel perimetro del chiacchiericcio 5 stelle che, detto tra persone che conservano un briciolo di leggerezza, non è neppure una Tassonomia di Potere ma un ricettacolo di piccole furbizie condominiali.

    È tutto ma proprio tutto così Banale. Non merita nessuna COLPA!

  9. paolo ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 07:13

    Buongiorno professore, io credo che la presidente abbia solo un pensiero in testa, avere potere. Perchè in uno stato di democratico avrebbe dovuto dimettersi, non passare la palla ai giudici sperando che non so quale Dio l’assolva da non aver rendicontato le spese elettorali. Anche all’interno della sua stessa maggioranza ha dei grandi mal di pancia, dalla gestione dei DG ASL, alle nomine dei famosi DG del continente, al referendum, alla rendicontazione, ecc. ecc.. Una cosa è certa, sia i consiglieri di maggioranza che di opposizione non hanno nessun interesse di scollarsi dalla poltrona, e a prescindere da come sarà la sentenza ormai hanno perso la propria faccia, quindi continueranno su questa loro avventura infischiandosene di qualsiasi legge o norme fatta per i comuni mortali

  10. Mario Pudhu ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 07:11

    … custa est dae sa nàschida «Presidente NO».

  11. A ha detto:
    12 Marzo 2026 alle 07:05

    Pudore? Quando, dove? Ma va là ormai la Todde ha abbondantemente dimostrato di non averne alcuno in decine di occasioni.
    Anche il suo presidente non è da meno anche lui era favorevole alla separazione delle carriere e ora si rimangia tutto., la faccia come il (automissis)

    https://www.facebook.com/share/v/1FYpy345Ce/

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