Il comunicato della paura non firmato dal Psd’az

8 aprile 2011 07:3418 commentiViews: 19

087Ieri è stato diffuso questo comunicato dalla Presidenza (cioè da Giorgio Greco, la valeriana dell’informazione in Sardegna; d’altra parte è l’ultimo discendente del Conte Zio, quello del “….lenire, sopire, dividere ecc. ecc.).

C’è chi ha paura di Roma. Io penso che un’unità quale quella raggiunta ieri sulla censura del ministro Tremonti sia un motivo di forza per una trattativa con Roma mai realmente operativa. Resta il fatto che l’unico evento storico di questa legislatura è questa censura.

COMUNICATO STAMPA

Il presidente della Regione e i rappresentanti dei partiti di maggioranza esprimono apprezzamento per l’approvazione da parte del Consiglio regionale dello schema delle norme di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna in materia di finanza regionale.

Confidano nella sensibilità del ministro dell’Economia e Finanze e di tutto il Governo per la rapida approvazione delle norme di attuazione. Il presidente della Regione e i partiti di maggioranza parimenti non condividono la censura espressa nei confronti del ministro dell’Economia e Finanze e confermano allo stesso piena fiducia. (Red)

18 Commenti

  • Al di là del comunicato “pro Tremonti” sostenuto purtroppo anche dai Riformatori, condivido Paolo la tua visione del nazionalismo civico (liberal-nazionalista), PURCHE’ non si voglia assoggettare, per contro, alcuni elementi identitari solo ad un etnonazionalismo romanticista che in Sardegna è ancora bello vivo. Perché nell’isola, per quanto minoritari, ci sono diversi orientamenti e sarebbe riduttivo porli in due semisfere (civica ed etnica) come suggerirebbero alcuni politologi.

    Altrimenti in questa realtà si rischia di abbassare l’attenzione su un tema come la lingua sarda (come ha fatto pure l’area “non-nazionalista” del ProgReS al periodo IRS e il PSD’AZ dell’ordinaria amministrazione). O di abbassare l’attenzione sul tema della necessità dello studio della storia territoriale da parte del popolo (il ché non implica l’uso politico della stessa ma la sua semplice divulgazione).

    Non leggere il ruolo della lingua alla Herder nel quadro culturale del proprio nazionalismo non significa che questa meriti minori attenzioni. Dove l’idioma esiste, va difeso.
    Il ProgReS “nazionalista” invece sulla storia si dimostra alquanto romanticista…presumo ovviamente per ragioni politico-propagandistiche.

    Ma a riprova che il nazionalismo politico Sardo nel suo complesso (e persino all’interno dei singoli movimenti) non ha ancora le idee completamente chiare sul ruolo culturale che intende ricoprire in questa società, né quindi che tipo di struttura della nazione intende portare avanti. Ma ci arriveremo.

  • Ho letto con interesse la sua risposta data nel post sopra. Devo dire che è convincente in molte delle sue parti. Una cosa non capisco. Come si fa ad affermare che lo schema culturale italiano strutturato su due poli sia falso ? Io non credo che si possa sostenere questo, anche perchè è necessario avere rispetto dei milioni di elettori che vi si ritrovano. Qualcosa per essere falsa non deve esistere, deve essere inventata, non deve essere rispondente alla realtà. Non è questo il caso. La realtà ci dice che il venire meno dei partiti storici (e in parte anche delle ideologie) ha determinato il nascere di questo bipolarismo che, se anche imperfetto, è però il sistema votato e per un certo senso voluto dagli Italiani (la stanchezza del consociativismo – la voglia di una svolta – tutto quanto successo dal 1992 in poi ha determinato questa scelta da parte degli elettori andati in massa a votare il referendum sul maggioritario). Penso che non bisognia fare l’errore, di molta sinistra massimalista, di affermare che le altri parti politiche sono false e quindi deligittimerle quali avversari polititci. Se non si è d’accordo con un sistema è giusto che si cerchi di modificarlo ma partendo comunque dall’idea che questo è allo stato il sistema e sino a prova contraraia esiste e tantissime persone vi si ritrovano.

  • Quando un servo sciocco è più realista del re. Ecco l’articolo del Giornale di Berlusconi contro il ministro Tremonti:

    http://www.ilgiornale.it/interni/la_scossa_ferrara_pdl_premier_caustico_quale_partito/11-04-2011/articolo-id=516573-page=0-comments=1

    P.S. Questa farsa diventa dramma quando il servo, di cui sopra, occupa incarichi di responsabilità in una Regione a Statuto Speciale come la Sardegna.

  • Renato Orrù or Simonmossa

    Esiste una varia umanità di persone che ha forti difficoltà a camminare fuori dai binari per cui uno stà in un binario o nell’ altro, camminano (con scarso equilibrio) solo sulla barra del proprio binario, sembra che in lontanza possano avvicinarsi (confluenze parallele?) ma in realtà sanno che è un illusione ottica, ma non fa nulla: sono contenti di stare sempre alla stessa distanza: una vita inutilmente sprecata. Poi, km dopo km vedono che qualcuno saltella spedito lungo la ferrovia, nonostante la massicciata sconnessa, qualche tavolone scivoloso, gli scambi arruginiti.
    Si, sono un pò malconci, dopo 90 anni che ci provano e che gli è capitato di tutto, ma nonostante continuano ad esistere, fanno staffetta con i nuovi arrivati , a volte giovanissimi a volte un po brizzolati: INSISTONO PER LA LORO STRADA… SONO TENACI… HANNO IMPARATO DAI LORO AVI NELLE TRINCEE ITALIANE. E danno pure spazio ad ANNA, a MAURO e a tanti altri, gli spieghiamo i ns punti di vista e non ci offendiamo quando straripano… che forti questi sardisti, vuoi vedere che alla fine hanno ragione ?

  • Il PSD’Az è FEDELE ai suoi convincimenti ed a nient’altro.Non ha ammainato bandiera come tutti gli altri, è orgoglioso del proprio passato che non viene di certo intaccato da una lettura bizzarra di frammenti di azione politica. Usa il presente per spazzare via i riciclati di ogni dove che hanno offeso ed offendono il popolo Sardo.Si, se ne fotte di essere in maggioranza in presenza di accordi programmatici sottoscritti e non rispettati, non ama la posizione ad angolo retto. Andare via? E perchè no. Io credo che al momento è ancora necessario fare i guastatori, il futuro è in grembo a Giove.
    “Non sono comunista nè di centrosinistra”, e di destra o di centrodestra?Non sarà che avverte la spina nel fianco? Se così è il PSD’Az sta facendo appieno il suo dovere ed è ben lieto di conficcarla ancora di più. Ed allora felice di deluderla.

  • Paolo Maninchedda

    Chi ha beatificato Berlusconi? Noi certamente no. Trincas gli diede la bandiera, lo stesso gesto che i sardisti hanno fatto quando si allearono col Pci ai tempi di Melis. L’alleanza con Cappellacci è di tipo programmatico e non politico, come tutti sanno: per cui da sempre e da subito le distinzioni politiche sono state ben marcate. Tutta la Sardegna, per esempio, ha beneficiato del no insuperabile al nucleare inserito negli accordi. Tremonti è un ministro di Berlusconi, certo. E allora? O Lei propone il seguente sillogismo: siccome il Psd’az è alleato di Cappellacci e Cappellacci è membro del partito di Berlusconi, di conseguenza i sardisti sono nella maggioranza del Parlamento italiano e per coerenza dovrebbero sostenere Tremonti e Berlusconi e non criticarli come si meritano solennemente? Credo si possa rendere conto da solo di quanto sia forzato il suo ragionamento. Noi non abbiamo alcun obbligo né con Berlusconi né con Tremonti e con Cappellacci abbiamo una condivisione limitata al programma, cosa che ci consente di non sentire alcun vincolo, come dire, di schieramento. Altro sarebbe stato se l’alleanza fosse stata indipendentista, allora sì che avremmo avuto un vincolo di schieramento. Io guardavo un po’ più a sinistra? Mah, questa sua affermazione svela la vera differenza tra i nostri modi di ragionare: lei sta dentro lo schema culturale italiano, strutturato su due poli; io lo rifiuto, perché è falso. Io lavoro e sto dentro un perimetro culturale che ha l’ambizione di non essere riconducibile all’esperienza della destra e della sinistra italiana, il perimetro del federalismo politico, dell’indipendentismo fondato su basi culturali e non etniche, del liberalismo dei diritti della persona e dell’impresa, del solidarismo, dello sviluppo compatibile contro lo sviluppismo. Un po’ più articolato della politica dell’interrutore acceso-spento, sinistra-destra, non crede? Anche salvemini, che si sottrasse alle logiche della devozione partitica e di schieramento era mal sopportato dal conformismo italiano, ci pensi. Sanna è stato candidato con la Lega? Sì, e fu un errore. Ma vogliamo ricordare il veltroni che legittimò Berlusconi per legittimarsi presso l’elettorato moderato? Eppure, nonostante questo macroscopico errore politico, Lei non si sogna di ridurre al silenzio Walter. In politica si sbaglia. Io sono un praticante esplicito del partito di lotta e di governo, eprché è l’unico modo per rompere il bipolarismo sardo. Ma mi creda, evidentemente mi giudica a distanza, ma da molta distanza, se pensa che io abbia potere: non ne ho. Dimetterci dagli incarichi? Quali? Devo dimettermi da Presidente della terza Commissione? A lei pare un incarico di potere o di lavoro durissimo? Segua il mio consiglio: si dimetta lei dai luoghi comuni. Vedrà, scoprirà un mondo diverso da quello propinato ogni giorno dai media.

  • mauro cini sanna

    Beh, il ragionamento di Maninchedda mi pare ometta degli elementi basilari. Mi risulta che i sardisti abbiano beatificato Berlusconi ad Abbasanta quanche anno fa. E mi pare che Tremonti sia una ministro di Berlusconi. Mi risulta pure che il dott. Giacomo Sanna si fosse candidato in un collegio Continentale con la Lega. Mi risulta che i sardisti governino con il centrodestra. E poi, Maninchedda, lei prima non guardava un po piu’ a sinistra? Troppo facile fare il governo di lotta e di potere. Dimettetevi da tutti gli incarichi e sarete più credibili. (Non sono comunista ne di centrosinistra)
    MCS

  • Vogliamo parlare di cose concrete? A che punto è il famoso ricorso per conflitto di attribuzioni per tutelare di fronte alla Consulta le legittime entrate della Sardegna?

  • Giancarlo Mameli

    Caros Cumpantzos

    Tottu su patire e sos tribulos ki semus provande e sa bisura, ki sos Militantes de su PSd’Az, sunis zente de passione politica.

    Como bisonzara ae biede, si su tempus ki semus passende in custa “maggioranza”, est un’esperientzia ona pro su partidu.

    1)Siamo riusciti per la prima volta nella storia del Consiglio Regionale Sardo a porre in discussione la dichiarazione di Autodeterminazione del Popolo Sardo.

    2)Riusciamo ad arginare la deriva filo-liberista di questa maggioranza, attraverso la sapiente regia politica e tecnica dell’On Paolo Maninchedda, denunciando in anticipo le false poste in bilancio.

    3)Abbiamo la possibilità d’arginare il grave tentativo di monopolio su mare e cielo che si sta tentando sui trasporti della Sardegna.

    4)Noi non facciamo opposizione interna.Noi facciamo i Sardisti, sempre! sia in maggioranza che in minoranza.

    5)Per avere una possibilità di scelta, occorre confrontare almeno due diverse opzioni, qual’è la seconda? quale progetto politico alternativo abbiamo in questo momento? in politica bisogna prima redare un’alternativa, ancorchè distruggere un progetto seppur con difetti di progettazione!
    La nostra azione non è vana,ci assumiamo la responsabilità di governare, per poter preparare una classe dirigente in grado di incidere maggiormente nelle prossime legislature. Certo, opporsi e basta è molto più movimentista, ma molto meno statista. ma noi…. vogliamo imparare ad autogovernarci.
    Fortza Paris

  • marco m. c.

    Ricordiamo che abbiamo un Assessore in Giunta.
    Una Giunta della quale contestiamo l’operato del Presidente.
    Siamo nella maggioranza ma sembriamo all’opposizione.
    Questo talvolta viene percepito come una schizofrenia.
    Su Cagliari appoggiamo un candidato Sindaco al quale non frega un accidenti delle istanze indipendentiste ma beghiamo invece sul candidato di Olbia.
    Non capisco più niente.
    Ma tant’è: faccio parte della base (sono un semplice tesserato) e la base (bovina) giammai viene consultata per le decisioni regionali, provinciali, comunali.
    Mah..

  • Condivido e sottoscrivo il commento di Tonino Bussu che riporto nelle frasi più significative: “La posizione e le scelte del Consiglio Regionale, che stavolta ha agito proprio da Parlamento sardo, sono molto più avanzate rispetto a quelle dei partiti e della presidenza, che dimostano invece di essere proni al governante di turno qualunque siano le decisioni o intendimenti di quest’ultimo.
    Un tempo si chiamava servilismo e dae sos teracos non nos podimus isetare chi traten che meres, meres de sa Sardigna”.
    Credo che ci siano tutti gli estremi per sollevare il conflitto di interessi tra il Presidente della Giunta e l’intero Consiglio Regionale Sardo.
    Da consigliere regionale avrei chiesto le dimissioni del Presidente Cappellacci.

  • Fulvio Perdighe

    Certo che se i coraggiosi sardisti alla prima occasione utile diventan rossi… (intuisco x anna).
    Vorrei porre due domande al Nostro Paolo.
    Ma i consiglieri eletti sono parte dei partiti o viaggiano soli (vista la contraddizione tra censura e comunicato stampa)?
    Il comunicato parla dei partiti di maggioranza.
    Cappellacci è diventato la badante del PSd’Az o abbiamo ancora un pò di nerbo per alzare seriamente la voce?
    O siamo passati all’opposizione?
    Fortza Paris

  • Giovanni Piras

    Oggi l’appendice di repubblica in Sardegna, La nuova nuova sardegna, pubblica in prima pagina la censura del Consiglio Regionale su Tremonti, poi alla pagine sette del quotidiano, che prima si chiamava La Nuova Sirdegna (in omaggio al compianto bandito Rovelli) espone le foto di alcuni dei padroni del Consiglio Regionale, sono contento che la tua Paolo non sia stata pubblicata, ti fa onore,cosi almeno ti distinguono.
    Bravo Pasquino ma io propporrei al posto della vasellina, ozzu porchinu, ollu ‘e procu, strutto insomma.
    O sardisti o servi.

  • Efis Pilleri

    Come diceva mia nonna: “prus s’incruaus e prus su culu amostraus”…

  • Ricordo al Psd’Az che fa ancora parte di questa maggioranza, che dal momento che la sostiene, ha responsabilità identica a quella dei suoi alleati. Troppo facile mugugnare, per poi nei fatti tenere in vita il governo più autonomista che l’isola abbia mai conosciuto.
    Perchè il Psd’Az continua a parlare di indipendenza, se a malapena riusciamo ad esercitare la nostra autonomica? La Sardegna in fondo è governata da gente che è paralizzata dalla PAURA e non sa che pesci prendere; il popolo ha più coraggio dei conigli che siedono nei banchi di via roma

  • Sto Giorgio Greco, “giornalista” e come dice Maninchedda anche primario di anestesia, fa quasi tenerezza. Immaginatelo, mentre è intento a dare le ultime “scrollatine”, interrompere l’ adempimento perchè quella diavoleria di cellulare se ne fotte della privacy ed al padrone non può opporre neanche il bisogno fisiologico.Che fa? Si fionda sulla tastiera del pc, realizza che “tiene famiglia”, e fa il furbo. Nondimeno il padrone,che ha anche lui un dante causa, raggiunto a sua volta dalla diavoleria elettronica in posizione contratta in piccolo spazio, non può esimersi dall’interrompere anzitempo ponendo in essere analogo comportamento da Furbo (con la F maiuscola per una questione di gerarchia).
    Ecco la Sardegna è in balia di questa catena che ha pervaso ogni dove.Questo è il dramma e rompere la catena sarà impresa non facile come testimonia la giornata di ieri. UNA CRISPA E UNA LENA!

  • Tonino Bussu

    La censura al ministro Tremonti era il primo passo per una trattativa paritaria, attenta, puntuale e libera tra il Consiglio Regionale e il Governo.
    La comunicazione della presidenza, censurando la censura, segna una forte e grave divergenza tra la presidenza stessa e i partiti che appoggiano la Giunta (tranne il Partito Sardo) da una parte e il Consiglio Regionale dall’altra.
    La posizione e le scelte del Consiglio Regionale, che stavolta ha agito proprio da Parlamento sardo, sono molto più avanzate rispetto a quelle dei partiti e della presidenza, che dimostano invece di essere proni al governante di turno qualunque siano le decisioni o intendimenti di quest’ultimo.
    Un tempo si chiamava servilismo e dae sos teracos non nos podimus isetare chi traten che meres, meres de sa Sardigna.
    Tonino Bussu

  • Confidiamo nella sensibilità, confermiamo la piena fiducia, procuriamo noi autarchicamente la vasellina, ce la spalmiamo autonomamente, ci incliniamo superbamente e ci facciamo appoggiare delicatamente. Ma volendo potremmo anche concedervi una certa foga.

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