Il comunicato congiunto del Psd’az, dell’Udc e dei Riformatori

9 settembre 2010 17:0614 commentiViews: 3

959Al termine dell’incontro con il presidente della Giunta, i gruppi consiliari del Psd’az, dell’Udc e dei Riformatori hanno emanato il seguente comunicato.

I sottoscritti gruppi consiliari

rilevano la grave situazione economica e sociale presente nell’Isola, in larga parte conseguente alla crisi economica mondiale e all’inadeguatezza dell’azione politica del precedente governo regionale di centrosinistra nel dare priorità alla crisi economica e sociale della Sardegna;

rilevano altresì come i primi diciotto mesi di attività della nuova maggioranza, costretta a gestire una situazione di emergenza quotidiana, non siano riusciti a trasferire ai sardi la sensazione di un deciso cambio di rotta nel governo dell’Isola, né a dare il segno del complessivo, forte progetto innovativo che è indispensabile per cambiare la prospettiva del nostro sviluppo futuro e per ridare speranza alla nostra società;

ribadiscono la propria convinzione che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della Sardegna, sia per l’esigenza di una rinnovata, forte coesione di maggioranza che risponda alla necessità di protezione delle fasce deboli della nostra società attraverso il rilancio di un nuovo e sostenibile progetto di sviluppo economico, sia attraverso l’unità di forze politiche e di popolo indispensabile per gestire il processo di riscrittura dello statuto e di duro confronto con lo Stato sulla proposta di federalismo fiscale, che rischia di punire le Regioni che non sapranno difendere il proprio diritto alla libertà, all’ autodeterminazione e allo sviluppo;

giudicano pertanto indispensabile che la maggioranza di governo regionale prenda atto della necessità di una più forte azione politica, da realizzarsi attraverso la puntuale definizione delle priorità legislative consiliari e di quelle dell’esecutivo, le quali devono costituire il rinnovato Patto di Governo con i sardi per i prossimi dodici mesi di legislatura;

giudicano la proposta recentemente presentata dal Pdl non coerente con questi obiettivi e di conseguenza non accettabile;

rilevano la necessità di individuare immediatamente nuove forme di coordinamento dell’attività legislativa consiliare e nuove articolazioni dell’esecutivo regionale che siano in grado di tradurre operativamente le urgenti azioni politiche indispensabili per dare coerenza e forza all’azione della maggioranza, fornendo risposte autorevoli e non più differibili ai gravissimi problemi sociali ed economici della Sardegna, che sono sotto gli occhi di tutti.

Gli organi dei rispettivi partiti sono convocati per assumere le opportune decisioni rispetto alle proposte e alle possibilità attualmente presenti nel dibattito politico.
Gruppo del Psd’az Gruppo dell’Udc Gruppo dei Riformatori

14 Commenti

  • Stefano De Candia

    Trovo poco realistico e sicuramente non pragmatico ragionare in politichese, e mi riferisco all’intervento di Gianuario…
    Le elezioni si vincono e si perdono per mille cause o meriti ma sicuramente non esistono ricette sicure e precise, nemmeno uno come Berlusconi le vince da solo ed ha tv, giornali, e soldi a palate eppure deve sottostare alle alleanze…
    Inoltre abbiamo appena straperso le elezioni amministrative, quelle più vicine ai cittadini…, dove avremmo dovuto dimostrare la nostra capacità di amministrare essendo in giunta quasi dovunque… ed invece abbio perso… come mai? forse perchè abbiamo barattato la vittoria con un’alleanza che serviva solo in sede regionale?… altro discorso sarebbe stato vincere ed allora avremmo fatto altri ragionamenti.
    Noi non governiamo nulla! mettiamocelo in testa!
    l’attuale maggioranza si regge anche senza di noi e questo è un fatto incontestabile.
    Abbiamo un solo assessore che per di più è quello ai lavori pubblici che in una materia come la Sassari Olbia avrebbe dovuto fare fuoco e fiamme ed invece mi sembra sia stato alcuanto tiepidino e con lui tutti i nostri consiglieri!
    Ci sarebbero alemo una decina di motivi per andare via da questa maggioranza e non da oggi a cominciare dallo schiaffo che Cappellacci ci rifilò proprio al nostro congresso nazionale dicendoci che per lui la riscrittura dello statuto era una cosa importante ma non urgente e comunque non si sarebbe fatta con l’assemblea costituente ma nelle segrete stanze del palazzo… già una dirigenza seria avrebbe dovuto pretendere il rispetto di un punto programmatico dell’accordo imprescindibile a detta di tutti ed invece zitti e mosca ed anzi abbiamo perso anche la maggior parte delle province e dei comuni per seguire il pdl di cui Cappellacci è espressione.
    Le cose caro Gianuario non si inventano e la mia memoria è ancora assai buona per ricordare tutti i passaggi di questa scandalosa vicenda e per vedere che ancora oggi il presidente è lo stesso di allora e il segretario pure… così come tanti altri!
    Quì si ragiona non solo per poltrone ma forse sono la discriminante prima altrimenti noi saremmo già dovuti essere fuori dalla maggioranza e con una chiara posizione, critica ovviamente, su moltissimi temi ed invece per puro opportunismo, che rivendichiamo ad ogni piè sospinto senza pudore alcuno, stiamo ancora spettando una sorta di elemosina… un assessore in più! come se un assessore in più possa cambiare le sorti di una giunta governata da un presidente totalmente inadeguato e comunque non libero nelle scelte.
    Il giorno che saremo in grado di dirci, almeno tra noi, che stiamo sbagliando e che abbiamo già perso troppo tempo a scusarci e giustificarci sarà il giorno della nostra rinascita, magari con volti nuovi veramente interessati al bene del partito e non solo alle poltrone ed agli incarichi per loro e per il loro amici, guarda caso sempre gli stessi!
    Il Fortza Paris ho smesso di usarlo da tanto in quanto da tempo nel partito questo appello cade nel vuoto, quì di paris non se nevede l’ombra… fortza pro domo sua sarebbe più giusto

  • Io credo che le elezioni si vincono dimostrando ai cittadini che siamo in grado di amministrare bene nell’interesse della nostra terra. Abbiamo persone in grado di fare questo e non possiamo tirarci indietro senza provarci. Ha detto bene Paolo: non si può ragionare con la pancia e chi ha ascoltato il dibattito in consiglio nazionale sabato a Tramatza, ha avuto la conferma che non siamo un partito con obiettivi limitati alle “poltrone”. Per quanto riguarda l’azione di questo governo regionale, posto che la Giunta non si riunisce dal 6 Agosto scorso, il tempo degli esperimenti è finito. Fortza Paris

  • Mi sfuggono il senso e lo scopo di questo comunicato. Ho sempre presente il patto elettorale sottoscritto a gennaio 2009, ero presente alla sofferta assemblea che tenemmo a Birori, e con mio grande rammarico devo constatare che a quel patto è stata data nessuna concretezza. Non è il caso di dissociarci da questo inetto schieramento e di tornarcene tutti a casa?

  • Carissimo Paolo permettimi di divagare un pò sull’attuale situazione politica regionale attuale che poco diverge dalla situazione politica degli stati nazionali in genere.
    La grande recessione che ha colpito (sarebbe meglio dire che è stata causata) il mondo occidentale solo pochi anni fà, sta travolgendo tutti i sistemi politici a cominciare da quelli nazionali per continuare con quelli locali. Questa grandissima recessione (la madre di tutte le crisi) viste le soluzioni di vecchio stampo politico economico e monetario che sono state messe in campo per arginarla continuerà ad acuirsi per molti anni ancora, prima di trovare delle naturali situazioni di equilibrio, checchè ne dicano i nostri sapienti economisti e politicanti nazionali e internazionali e istituzioni monetarie in genere. Se non si adottano da subito decisioni drastiche con riforme di tipo innovativo e straordinario volte a modificare uno status quo ormai fallimentare e insostenibile i risultati da un punto di vista economico e sociale potrebbero essere veramente drammatici. E il nostro governatore regionale non mi sembra proprio in grado, per sua natura, di adottare scelte di tal tipo. E’ pertanto ora più che mai improrogabile una azione di svolta. E di questa svolta potrebbe, e a mio avviso dovrebbe, farsi forte portavoce il nostro partito. Io lo so che tu miri a scardinare i centralismi dei partiti nazionali e questa è cosa buona e giusta e so anche che questo obiettivo lo vuoi raggiungere attraverso l’azione di governo… Ma ormai stanno veramente maturando i tempi politici dettati da una situazione economica disastrosa che ci portino a delle scelte drastiche e forti. L’uscita dalla giunta (vedi il caso Fini a livello nazionale) è quantomeno opportuna per non continuare ad appoggiare un sistema di governo e un modo di operare ormai obsoleto e assolutamente sterile. Uscire subito (non un anno prima delle elezioni perchè questo non sarebbe capito dall’elettore) con appoggio esterno all’occorrenza della giunta e preparazione per tempo di future alleanze penso che sia doveroso e conveniente per il Psd’Az. I cittadini pensano che stiamo lottando per le poltrone? Non prendiamo nessuna poltrona cosi si convinceranno del contrario. Altrimenti si commetterebbero errori che il partito ha già commesso nel passato.
    Con rinnovata stima ti saluto

  • Non mi aspettavo dal documento chissà quali cose e neanche un atto di sfiducia sull’alleanza col PDL. Mi aspettavo, almeno almeno, un riferimento alla mozione sull’indipendenza e a un più organico progetto tra le sigle che rappresentano comunque quasi la metà dell’elettorato di maggioranza. Le tre Emme sono da smontare e insieme potete farlo.

  • Stefano De Candia

    Alcune considerazioni per Paolo in primis e per tutti in secundis…
    La risposta da chiarezze che il comunicato non dava e allora rinnovo l’impegno ad essere chiari perchè quello che hai detto nella risposta è cosa ben più comprensibile, quanto per me non totalmente accettabile, di quanto sottoscritto anche dal mio partito.
    Inoltre sottolineare che il governo attuale è non idoneo e non lo è nemmeno mai stato lo trovo davvero un autogol se non fà il paio con una chiara presa di posizione fatta di programmi con tempistiche annesse.
    Circa le elezioni noto che adesso ci preoccupiamo di perderle mentre nelle amministrative sembravamo fieri di aver guadagnato un punto in più pur perdendo la guerra…
    Allora seguiamo una volta per tutte una strada e non cambiamola 100 volte prima di arrivare alla meta… andiamo ad elezioni se necessario, io ho suggerito di far continuare la legislatura al solo pdl e di valutarlo con serietà e senza sconti ad esempio, ma non perdiamo di vista le nostre peculiarità e le nostre battaglie.
    Magari si scopre che si può fare un terzo polo davvero con chi ci stà… se guardo la situaizone attuale di sicuro non è il pd che mi spaventa e in fondo non mi spaventa proprio nessuno! a perdere ci siamo abituati e siamo anche abituati a provarci lo stesso e la smania di rimanere in sella senza combinare nulla di buono per il solo fatto di esserci penso che sia perfino controproducente perchè per ora la gente ci considera parte integrante della giunta che anche noi consideriamo inidonea e che mai lo è stata…
    Le elezioni si vincono tornando in mezzo alla gente a fare politica e non facendo i vertici di maggioranza per prendere un assessore che non dà alcuna, lo ripeto per chiarezza, nessuna!, garanzia di cambiare la mediocrità della giunta e questo lo sanno tutti.
    Un assessore non decide nulla e sotto la tirannide di Soru abbiamo visto cosa può succedere agli assessori che non seguono le indicazinoi… ritiro delle deleghe!
    Allora io dico oggi prendiamo posizione netta e non subordiniamola all’ottenimento di un assessore, qualsiasi sia il prescelto del partito…, ma subordiniamo la nostra permanenza all’ottenimento di provvedimenti in date certe altrimenti ciao e ognuno a domo sua…
    Penso che questo sarebbe molto più comprensibile e meritorio.
    Circa la lotta per primeggiare tra i partiti indipendentisti io mi preoccupo poco del folklore e molto di più dei contenuti… IRS si sta radicando nel territorio noi no!
    A Sassari, ma anche a Cagliari le cose non sono molto migliori, viviamo l’assurdo di non avere da 12 anni circa un segretario cittadino eletto ma solo i soliti commissari emanazione diretta di chi governa il partito a livello generale… chi se ne frega della lotta per primeggiare sull’indipendentismo! strutturiamoci bene per fare ciò che sappiamo di deve fare a cominciare dai vertici!
    Io non voglio perdere almeno quanto non lo vuoi tu Paolo e non sarà certo la solita melina opportunistica a farci arrivare puntuali e col bioglietto alla’appuntamento con la storia.

  • Stampa 10 settembre 2010
    L’ Unione Sarda: Latte, tavolo senza risposte – La Nuova Sardegna: Via al confronto, Prato insoddisfatto ..

    Andare a Roma al ministero dell’agricoltura ad elemosinare soluzioni per il comparto Pastorale ha messo a nudo, per chi non l’avesse ancora capito, la pochezza della classe dirigente del comparto, in primis dell’assessore “Agricoltura,spettacolo e comunicazione”…
    Per il tipo di organizzazione interna dello stato Italiano, a seguito delle modifiche del Titolo V della Legge Costituzionale, la Regione ha la competenza esclusiva sulle questioni dell’agricoltura.
    E’ qui in Sardegna che si deve predisporre un progetto politico (dopo viene la parte tecnica) per il futuro della pastorizia Sarda. Per questi motivi l’Assessorato che più di tutti necessità di una guida politica è quello dell’agricoltura, come hanno capito bene i gruppi Consigliari della maggioranza, PDL compreso. Ma tant’è……si parla tanto di autonomia….e autogoverno…

  • Così come ha fatto stanotte lo scaltro Bossi con Berlusconi, è indispensabile che il PSdAz in questo momento non strappi il rapporto con lo stanco Pdl.
    Personalmente avrei evitato l’accenno al precedente governo in quanto controproducente in termini di consenso.
    Opportuno rivendicare, strategicamente da dentro, un maggior ruolo decisionale senza fare i saltafossi voltagabbana in attesa di un consolidamento della posizione e dello scenario italiano.
    Forse dovremmo dare maggiore – coinvolgendo la popolazione – alla nostra “esistenza in vita” politica con manifestazioni aperte a tutti (convegni).

  • Così come un medico (la maggioranza visto ciò che ci riversa addosso la cronaca) si adopera secondo scienza e coscienza per riportare il paziente in buona salute (prima di convincersi che sta praticando solo accanimento terapeutico), anche la politica deve esaminare ogni possibilità per porre in essere una operatività nell’interesse di chi governa ma soprattutto di chi è governato. Se poi, nonostante tutto, arriva il momento dell’accanimento “politico” si rovescia il tavolo e si ritorna dagli elettori, ciascuno con il proprio progetto e con i problemi irrisolti, che saranno oggetto di valutazione da parte dei cittadini. Non dimentichiamolo. Non è però questo un giuochino che si può praticare a cuor leggero per le conseguenze che è facile immaginare.
    Quanto alle “poltrone” (non ho una accezione negativa) dico che servono per l’esercizio del potere inteso come espressione dell’operare, del produrre risultati, effetti a vantaggio della collettività.
    Pro como bi keret conca e no bentre.

  • Devo concordare con il comunicato e con la replica dell’Onorevole Maninchedda.
    In primo luogo perchè il clamoroso fallimento di questi primi mesi della Giunta necessita di un cambiamento che deve, necessariamente, essere radicale. Non può pensarsi di andare avanti lasciando anche solo parte di chi non ha risposto alle attese degli elettori. Elettori anche sardisti che, anche da quanto scritto sopra, sono profondamente delusi e amareggiati da quanto sta accadendo.
    Le alternative possibili sono solo due. La prima lasciare tutto nelle mani degli altri, i numeri consentirebbero al Governatore di avere una maggioranza indipendentemente dall’appoggio sardista. Questa soluzione determinerebbe negli elettori il convincimento, fondato anche su quanto avvenuto in passato, che quello Sardista rientra tra i partiti cd di lotta ma non di governo. E allora mi chiedo come sarebbe possibile costruire una alternativa senza dimostrare di sapere governare?
    La seconda alternativa è quella di determinare, ma sarebbe necessario il coinvolgimento dei partiti minori, una crisi con tutte le conseguenze possibili. La prima conseguenza sarebbe la perdita delle future elezioni. Non dobbiamo mai dimenticare che a differenza di quanto avveniva in passato oggi gli elettori bocciano sonoramente coloro che, chiamati a governare, non vi riescono per beghe e dissensi interni. Le esperienze dei governi Prodi insegnano molto in tal senso.
    Tutte e due le alternative sarebbero in ogni caso deleterie per le sorti del partito.
    In secondo luogo che, finito il tempo delle rivoluzioni, la maniera migliore per costruire una alternativa è quella di costruirla da dentro le istituzioni. Avendo conoscenza di come si governa, di come si muove la macchina amministrativa di quali siano i problemi reali e concreti da affrontare e risolvere. Avendo, senza vergogna di dirlo, la possibilità di farsi vedere, farsi conoscere con gli strumenti che la democrazia ci mette a disposizione. La gente oggi vota, e voterà sempre di più, chi dimostra di fare e sapere fare. L’unica maniera per dimostrarlo e mettersi alla prova dentro le istituzioni.
    Anche per questo non ritengo che le richieste di maggiore rappresentanza siano fuori luogo. Chi ritiene di sapere fare meglio deve, per il bene di tutti, cimentarsi nella prova. L’attuale giunta ha fallito ed è necessario un forte, fortissimo cambiamento. Se poi aggiungiamo il risultato elettorale delle ultime amministrative non può che ritenersi che il peso politico del PDL sia enormemente maggiore rispetto al dovuto. Otto assessori, Presidente della Giunta e Presidente del Consiglio, per poi determinare lo sfacelo che è sotto gli occhi di tutti, mi sembrano un po troppi.
    Quindi bene il documento e bene le rivendicazioni. Chi non ha saputo fare vada a casa e venga sostituito poi alla fine si tireranno le somme. Saluti.

  • Bene professò, sa presse la lassamus a kie no at prozettu. Poded istare fintzas sa kistione de sas poltronas, (vio ki a sos atteros propriu iskifu non lis faked), ma nois depimus sighire in su prozettu nostru e kusta lezisladura est sa menzus ocasione ki nos podiad capitare (non solu po meritu nostru, ma po curpa de sos atteros). Sos sardos semper de prus si suni abizande ki sos partidos italianos in Sardinna sun uguales… arga de muntonarzu. Salude e libertade

  • Paolo Maninchedda

    Per Enea e Stefano. Può anche darsi che il comunicato sia in politichese, ma dice sull’attuale situazione più di quanto dica l’opposizione: 1) che il tirare a campare amministrativo, il vivere alla giornata di emergenze è finito e respinto; 2) dice che i firmatari si impegnano a costruire in Aula un percorso legislativo in grado di mettere in sicurezza le istituzioni e la società, che vuol dire che si stanno gettando le premesse per gestire insieme la sessione sulle riforme (indipendenza e altro); 3) che si vogliono aggredire i problemi veri con un governo capace di farlo (con la conseguenza che quello attuale non lo è, né nella struttura, né nella composizione. Se poi tutto questo diviene invisibile per la fretta di mandare tutto all’aria senza alcuna alternativa, col Pd in preda a estremismi fischiaioli e a schizofrenie malsane (prima ci ha impedito di convocare gli stati generali sulle entrate, adesso ci chiede di farlo, come a dire che le cose si fanno o non si fanno se a guidarle ci sono loro), col fronte indipendentista impegnato in una competizione assolutamente inutile per l’egemonia del tema, beh, se si ha la fretta di chi fa tutto facile ci si accomodi a perdere gli appuntamenti con la storia e anche le prossime elezioni.

  • Stefano De Candia

    E’ fantasticoleggere un comunicato scritto in un così perfetto stile politichese…
    Sarebbe bastato scrivere non accettiamo la proposta delgovernatore, oppure troviamo irricevibile la soluzione proposta dal governatore e quindi ci riserviamo di assumere le decisioni che riterremo più opportune vista l’attuale situaizone politica…
    Davvero la gente poi non capisce!
    Ormai si pensa, purtroppo credo anche a ragione ahimè, che il tavolo sia saltato per questione di poltrone e la cosa mi intristisce perchè una è qualla che reclamiamo noi!
    E la cosa che mi intristisce di più è che se le cose dovessero cambiare di quì a qualche giorno/settimana noi torneremo a sostenere una giunta che per nostra stessa ammissione, facciamoci anche un’esame su come si fà percepire il dissenso all’esterno…, è stata ed è assolutamente inadeguata…
    A questo punto uno potrebbe chiedere ma se il capo rimane lo stesso e con lui parte dei vecchi cosa potranno cambiare 2 o 3 assessori politici in più?
    Domanda assolutamente pertinente e soprattutto che ha la risposta insita nella domanda essendo una domanda retorica…
    Non può cambiare nulla o quasi e allora facciamo i coerenti e mettiamoci in una posizione coerente, uscita dalla giunta e vatazione di atti solo se ci convincono, e massima rigidità nel controllo dell’operato della giunta.
    Il pdl vuole tutta la torta?
    lasciamogliela e controlliamo e denunciamo… vediamo chi avrà ragione alla fine, vediamo se saranno in grado di arrivare alla fine del mandato…
    Dimostrate a chi vi ha votato, cioè ai sardisti, e poi al popolo sardo tutto che noi sardisti ci comportiamo in modo diverso dagli altri, che non siamo interessati alle poltrone, anzi le restituiamo e pretendiamo che chi è preposto al governo governi senza più scuse e senza più scusanti non facendo mancare mai il controllo stretto e continuo…
    Come al solito rimarrò deluso ma ho la speranza che i nostri consiglieri almeno stavolta dimostrino di essere non solo indipendentisti ma indipendenti nelle decisioni e si facciano da parte così che anche altri seguano e questa oscena legislatura finisca presto o continui senza la nostra colpevole collaborazione.

  • Per me questo documento non dice niente. “Necessità di una più forte azione politica”. Quale azione politica? Un rimpasto in giunta con più eletti? Si può sapere qual’è il progetto?

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