Abbiamo ricevuto una lettera di diffida da parte del Comune di Nuoro che ci invita a eliminare o oscurare i dati personali relativi all’articolo sulla piscina di Farcana e ci chiede quale fondamento giuridico abbia la nostra azione.
Noi abbiamo fatto una scelta: oscuriamo i dati personali per errore pubblicati, perché è giusto, ma abbiamo dato mandato ai nostri legali di esplorare le strade per un’azione contro il Comune di Nuoro e la sua interpretazione delle norme sulla legittimità della pubblicazione degli atti pubblici. Forse il comune ignora che: questo è un organo di informazione registrato presso il Tribunale di Cagliari; io sono un giornalista pubblicista regolarmente iscritto all’Ordine; il diritto di cronaca è costituzionalmente garantito; noi ci siamo sempre attenuti al documento dell’11 giugno 2004 del Garante della Privacy che ha in qualche modo disciplinato la materia d’intesa con l’ordine dei Giornalisti. Ne riparleremo qui e, possibilmente, nelle sedi opportune.
Resta un dato politico: l’amministrazione dei Cinquestelle, non appena si accende la luce su una loro attività di governo, non obietta il merito della contestazione, ma contesta la possibilità che i cittadini, tutti i cittadini, possano rendersi conto della qualità dell’attività amministrativa. È grave da parte del partito cresciuto a suon di “Vergogna!”. È una scelta editoriale di questo giornale non riassumere gli atti, ma renderli integralmente disponibili, quando sono di rilevanza pubblica, ai lettori. Non la cambiamo certo perché ci si chiede quale sia il nostro interesse, posto che esso è la verità, la trasparenza dell’attività di governo, il diritto all’informazione.
Si pensa forse di inibire in qualche modo il diritto di cronaca o di ridurre la nostra attenzione verso un’amministrazione che politicamente sospettiamo di clientelismo e di incompetenza gravi e certificati? Se così fosse, significherebbe difettare di conoscenza del sottoscritto e di adeguata percezione dei tempi.
Il problema è poi acuito dall’articolo pubblicato ieri da Fabio Ledda sull’Unione Sarda, significativamente intitolato: “Farcana: il giallo sulle carte”.
Il giornalista scrive testualmente che “mentre la piscina sull’Ortobene viaggia a gonfie vele, con decine e decine di nuoresi che salgono a passare una giornata diversa, spuntano le carte che raccontano un prima e un dopo nell’affidamento quinquennale. Il punto è semplice, almeno in apparenza: prima c’è l’affidamento, con la scelta di uno dei due operatori sulla base di un’offerta ritenuta più conveniente. Poi arriva il documento che mette nero su bianco la comparazione tra le due proposte e certifica il vantaggio di una rispetto all’altra. Quel documento, senza protocollo, ha la data dell’11 giugno. E l’affidamento era stato comunicato tre giorni prima”.
Si tratta di fatti di una gravità estrema che solo in un paese quale è l’Italia e in un villaggio amministrato con la prepotenza di pochi e l’indifferenza di chi dovrebbe vigilare. quale è Nuoro, può accadere.
Adesso l’opposizione in Consiglio comunale è di fronte alla possibilità di pubblicare i due atti che attestano le due date in modo che i cittadini di Nuoro possano verificare come si possa fare una comparazione che però si conclude con l’assegnazione dei beni e dei servizi a uno dei due concorrenti prima che la comparazione sia fatta e con il vincitore che dichiara di accettare solo se il comune ci mette dei soldi che nel bando non erano previsti.
Un’Amministrazione con il giusto senso del diritto, piuttosto che scrivere ai giornalisti per chiedere loro perché si interessano di atti pubblici fino a pubblicarli, dovrebbe interrogarsi sulla propria aderenza ai principi essenziali del diritto. Comunque, hic manebimus optime e… viva Totò!

È vergognoso che la piscina a Farcana sia stata abbandonata a sé stessa. In un luogo meta di tanti nuoresi e non solo .: ne godiamo tutti salendo all ‘ Ortobene e respirando a pieni polmoni ,,nel sentiero a piedi ,,il fascino del suo bosco ..Salendo più sù fino a toccare i piedi della Maestosa statua del Redentore .,Ultimamente però,la brutta sorpresa che toglie il fiato: davvero! Una ” scatola” maleodorante situata ai piede della gradinata troneggia sui quaranta gradi del sole cocente..Ma .. il sindaco ha per caso cinque stalle ? È salito al Monte per verificare la ” stalla ” e ciò che produce ?
Quelli che avrebbero dovuto cambiare l’Italia e la sua politica, e si l’hanno cambiata in peggio, che schiaffo
Dove sono finiti tutti i loro buoni propositi?
Si devono vergognare .
I signori che sventolano sempre la bandiera della democrazia e della libertà, ora sono passati alle minacce, quindi la parola d’ordine è
O SEI CON ME, O SEI CONTRO DI ME🤔
Il dio denaro li ha stregati, anche loro sono diventati affaristi e corruttibili, che brutta fine e che figura di cacca.
Chissà cosa si inventeranno come slogan alle prossime elezioni.
Grazie professore per le verità che ci racconta con i suoi articoli, la gente ha bisogno oggi più che mai di trasparenza.
Libertade sempere, oje e cada die.
Perchè tutto questo? Perchè accorgendosi della “cagata” amministrativa fatta, affidando unilateralmente a “Caio” la gestione della piscina, successivamente alla delibera della giunta, hanno cercato di sanare, senza la data, il procedimento a posteriori, facendo apparire un confronto di offerte con quella di “Sempronio”, ma non lo hanno potuto protocollare perchè nel registro sarebbe apparso “il falso”.
ma non era il movimento della trasparenza e il popolo doveva sapere tutto della pubblica amministrazione essendo soldi pubblici , mi sa che ha ragione Grillo dovevano cambiare la politica invece la politica ha cambiato LORO la marmellata piace a tutti, prof hanno ritentato di approvare l’aumento del 10% ai dipendenti meno male che FdI si è accorto dell’imbroglio e l’hanno ritirato questo per dire come sono fatti parlano bene razzolano male
Un solo interesse:
“Il bene pubblico”
Onestà
Ora vergognatevi voi
Trovo deplorevole il comportamento del Comune di Nuoro, si tratta di tacitare organi di informazione indipendenti, mostrando la fragile faglia fra DIRE &FARE, le basi democratiche non prevedono forse che il giornalismo debba porre domande? O l’esclusiva è del buon Ranucci che può avviare inchieste solo a destra?
Mi duole scrivere certe cose, ma la realtà è questa “zustissia benzat, ma in domo non tochet”
… “commento”? Tio nàrrere chi bastat Totò.
Mancari, in su famosu paragone de sos Sardos (ma ancora che ndh’at?) chi nachi sos carabbineris chi permitiant si contaiant a paris, paret berus chi b’at magistrados chi los ant superados e in su paragone famosu contant de prus.
Beh, custu, si no est progressu, si narat sviluppo, che a su chi faghent sas maladias e in sa Inciviltade a Irvilupu Illimitadu Insostenìbbile est “in lìnia”.
De su restu, sinono, ite gherra est?
Evidentemente i “5STALLE” non hanno saputo aprire le scatolette di tonno e si infastidiscono si ci riescono altri ( ad aprire le loro)