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Il cavallo di Troia e il Pd

Posted on 14 Aprile 202614 Aprile 2026 By Chiara Maestrale 12 commenti su Il cavallo di Troia e il Pd

Inizia oggi la sua collaborazione Chiara Maestrale, pseudonimo di un alto dirigente Pd, che si esprime qui perché in casa non può farlo.

L’idea di fondo era semplice: consolidare il cosiddetto “campo largo” attraverso concessioni tattiche, anche dolorose, per costruire un’alleanza stabile e, soprattutto, per legittimare una futura leadership nazionale.
In questo schema si inserisce la scelta di Elly Schlein di lasciare spazio al Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, in regioni evidentemente considerate svendibili come Sardegna e Campania. Una mossa letta da molti come un investimento: sacrificare oggi per incassare domani, cioè garantirsi la candidatura a premier della coalizione.
Ma la politica, si sa, raramente premia i calcoli lineari. E quella che poteva sembrare una scelta lungimirante si sta rivelando sempre più come un’illusione. Il presupposto implicito che Conte avrebbe riconosciuto la centralità del Partito Democratico, una volta rafforzata l’alleanza, si è dimostrato fragile, se non del tutto infondato.

C’è poi un elemento che rende questa dinamica ancora più evidente: la parabola recente del Movimento 5 Stelle. Quando il PD ha deciso di “caricare” Conte nel progetto del campo largo, il M5S usciva da una fase di profonda crisi, attestandosi nei sondaggi intorno al 12%, lontanissimo dai fasti del passato e in evidente difficoltà di identità e consenso. In quel contesto, l’apertura di Schlein ha rappresentato di fatto una boccata d’ossigeno politica: ha restituito centralità a Conte, lo ha rimesso al centro del gioco e gli ha consentito di ricostruire una credibilità come interlocutore nazionale.

In altre parole, Conte è politicamente “resuscitato” anche grazie a quella scelta. Ma proprio questa operazione sta producendo oggi un effetto boomerang. Perché il leader del M5S non solo non si è limitato a un ruolo di alleato, ma ha utilizzato quello spazio per rilanciarsi come possibile guida dell’intera coalizione.
E qui si innesta una novità che complica ulteriormente il quadro: a contendersi la leadership del campo largo non c’è più solo Conte. Per Elly Schlein si apre un fronte interno ancora più insidioso, con l’emergere di figure alternative come la sindaca di Genova Silvia Salis che, innanzitutto con la spinta di Matteo Renzi (ragion per cui, comunque, partirebbe azzoppata), sembra sempre più lusingata dalle sirene che la indicano come vera alternativa a Giorgia Meloni. Il risultato è una frammentazione della competizione che indebolisce ulteriormente la posizione della segretaria dem.

A questo punto, lo slogan “non ci hanno visto arrivare” assume un sapore beffardo: perché se c’è qualcuno che non ha visto arrivare nulla, è proprio Schlein, prima la rimonta silenziosa di Conte, ora l’ombra crescente di Salis. Così, lo slogan identitario è diventato la fotografia impietosa di una leadership che subisce le mosse altrui invece di anticiparle.
Il dato politico è ormai sotto gli occhi di tutti: diversi sondaggi sulle eventuali primarie di coalizione indicano Conte come favorito proprio su Schlein. Un ribaltamento che, fino a pochi mesi fa, sarebbe apparso improbabile (e se partecipasse anche Salis, secondo me, la vittoria di Conte sarebbe ancora più netta e la sconfitta di Schlein ancora più pesante) che fa emergere una contraddizione tutta interna al PD.

Se infatti le primarie rappresentano storicamente uno degli ultimi tratti identitari forti del PD – uno strumento di legittimazione dal basso, un simbolo di apertura e partecipazione – oggi rischiano di trasformarsi in una trappola mortale per la sua stessa leadership. Perché accettarle fino in fondo potrebbe significare consegnare a Conte la candidatura a premier.
Si profila, così, uno scenario paradossale: per mantenere una chance di guidare il campo largo, Schlein potrebbe trovarsi costretta a mettere in discussione proprio quell’ultimo baluardo identitario del PD – le primarie – dopo aver già archiviato o ridimensionato molte altre componenti della tradizione democratica.

Il risultato complessivo è un rovesciamento degli equilibri: chi ha più voti si trova a inseguire, mentre chi ne ha meno detta le condizioni. E la “cessione” della Sardegna (della Campania poco m’importa) assume un significato diverso: per Schlein, non più una mossa strategica, ma una concessione che ha rafforzato l’interlocutore senza ottenere in cambio alcuna garanzia politica; per la Sardegna, 5 anni di governo inconcludente e dannoso, capace solo di creare crescita economica per i propri fedelissimi senza mestiere.

È qui che prende forma la metafora del “cavallo di Troia”: Conte, entrato nell’alleanza come partner necessario per allargare il perimetro, si è rivelato un elemento capace di ridefinire gli equilibri interni a proprio vantaggio. La lezione, ancora una volta, è che in politica non basta includere per guidare: bisogna anche saper mantenere il controllo della direzione. Perché ciò che si concede per convenienza, spesso diventa la base del potere altrui.
Non ci resta che aspettare al varco Silvio Lai.

Partiti, Vetrina

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Comments (12) on “Il cavallo di Troia e il Pd”

  1. Gioele ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 18:57

    Non bisogna entrare in politica per fare giochetti e giravolte: meglio coerenza, lavoro costante, amici intelligenti non adulanti. E, più di tutto, sapere cosa fare in questi tempi che sono una sfida per persone solide e lucide. Cosa fare non per attaccare gli altri, ma per fare proposte basate sulla realtà. Tutto il resto ci fa perdere tempo mentre i fatti richiedono decisioni rapide. Dove sono i programmi? I gruppi di lavoro sui problemi concreti? Stiamo correndo verso la fine, così.

  2. Ginick ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 18:01

    Egr. Prof.
    la necessità di uscire dall’ alveo protettivo della propria casa e della propria famiglia per esporre liberamente il proprio pensiero, la dice lunga sulla democratica gestione di un partito politico che auspicava nel sostantivo “governo del popolo” di scordare l’ anima del suo passato negativo e sconfitto concetto di “comunismo” e che lascia supporre che non si sia ancora del tutto spento il detto “chi non la pensa come me. è contro di me ”
    Nel leggere la nota dell’alto dirigente PD, si trovano considerazioni finora sentite nei cenacoli dell’opposizione, ma il fatto che giungano dal
    seno dello stesso partito le rende del tutto nuove ed anche innovative, che rivelano il malumore che serpeggia silente nel mondo dem sia nei rapporti con i 5S che fra gli stessi “alti” dirigenti per l’incapacità gestionale degli indirizzi politici finora dimostrata all’interno della sx, benché partito in netta prevalenza % .sugli altri alleati.
    Questo mi porta ad una conclusione: la sx non è ancora pronta per governare finché non riuscirà ad esprimere un leader che sappia raccogliere la fiducia degli elettori per guidarli senza profondi scossoni nei cinque anni di una legislatura .
    Cordialmente.

  3. Paolo ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 16:53

    Egregio Stefano Locci condivido in tutto il suo articolo, aggiungo solo che i sardi oltre ad avere memoria corta non riescono a ragionare con la propria testa. Il campo largo funziona solo quando ad avere la meglio sono i 5stelle, nel momento debbano favorire altri partiti, ne abbiamo avuto esempi clamorosi anche in Sardegna i 5stelle si uniscono e creano malumori. Basti osservare la sanità, è vero stata abbandonata da circa 30 anni, ma in uno stato abbandono totale come questa legislatura mai vista, e la presidente tiene ad interim l’assessorato alla sanità, quando Lei stessa in un convegno ad Olbia ha precisamente detto “con Bartolazzi abbiamo sbagliato era un tecnico”, e qua dico abbiamo? a me sembra proprio hai perché tutte le decisioni sono unilaterali. Taccio potrei rischiare querele.

  4. Stefano Locci ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 14:29

    Carissima, provo a sintetizzare.
    La Schlein è stata letteralmente inventata dal trasformista campione di ambizione Giuseppi Conte (che già nel 2013 si propose all’allora PdC Renzi per il tramite dei buoni servigi di M.Elena Boschi, sua allieva). Alle primarie Conte inviò le sue truppe cammellate a votare per Elly pur di evitare che il più intelligente (!!!) Bonaccini potesse vincere le primarie. Conte da allora sta seguendo un canovaccio che lo riporterebbe a Palazzo Chigi e che porterebbe noi al disastro (pochi ricordano che nel gennaio del 2020, dopo la vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna il PD decise di far fuori Conte da PdC ma il “caso” volle che la pandemia salvo’ costui che per 15 giorni andava su tutte le tv a rassicurare quanto il suo governo fosse pronto ad affrontare l’emergenza. I risultati li conosciamo bene). La Sardegna prima e la Campania poi, sono stati il terreno sul quale misurare la dabbenaggine del PD in crisi di astinenza da potere (osservare Dario Franceschini, please, per capirne le convulsioni). Risultato: questi cialtroni del camposanto sono improvvisamente in possesso di tutte le ricette per curare il Paese che hanno largamente contribuito a portare sull’orlo della bancarotta (ricordo la sudditanza verso la catastrofica politica di austerity della Merkel che ci ha in ultimo regalato un tal Mario Monti). Ma gli italiani (ed i Sardi con loro) hanno la memoria corta.
    Per questo ritengo meritino di essere presi per il cu**. Saluti.

  5. angelo ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 13:42

    trovo interessante la lettura della situazione del campo progressista data da Chiara;
    quello che trovo fastidioso è l’atteggiamento di sarcasmo e quasi di velenosa intolleranza da parte di alcuni che commentano,
    Mi ricordano tanto la supponenza e il manicheismo di quelle formazioni politiche estremiste che “o con noi o traditore!”, proclamato in assemblee popolari che contavano cinquanta partecipanti (setto/otto per la questura)

  6. Alessandro ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 10:16

    Agli onesti intellettualmente tutto ciò è noto da molto tempo, lo abbiamo già detto, almeno da quando con le truppe camellate ai gazebo Schlein batté Bonacini (non certo per volontà degli iscritti al PD).
    Dubito che il conte del grillo sarebbe riuscito in questo suo intento machiavellico con Bonacini.
    Ne vedremo delle belle.

  7. Pulce con la tosse ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 09:18

    La personalità di Conte, emersa con la massima chiarezza subito dopo la sua cooptazione a premier, avrebbe dovuto indicare che il soggetto non poteva essere sottovalutato. Adora il potere e dopo averlo assaggiato, poiché se n’è sentito degnissimo, lo rivuole a tutti i costi (Dio ci scampi da un bis di questo piccolo Mussolini). Ma la liceale Schlein, anche lei come la Salis, più influencer che politica, non lo ha capito.
    Il problema vero però sono i burattinai che non potendo più ambire personalmente a certi ruoli, manovrano da dietro le quinte e per scopi puramente elettorali creano front-men o front-women che poi disgraziatamente ci credono (credono di avere i numeri).

    Chiara, vedi cosa succede a non parlare? Penso al referendum bruciato per l’insipienza di questo Pd

  8. Renato Orrù ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 09:10

    …. ma non le pare cara sig.ra Maestrale di avere una visione un po troppo ottimistica? 1) le prossime Politiche Sarde il PD le perde per colpa del Campo Largo che si stringe e non basteranno i voti del Psdaz per compensare i voti disgiunti che non arriveranno più (chiedere a Silvio Lai come stanno andando le colazioni ) …. 2) c’è un sacco di gente in Sardegna che vuole restituire il famoso “cretini ” al simpatico Licheri ….. 3) NS Sennora de Sa Solitudine vuole ricandidarrsi per rompere la tradizionale Alternanza (mica per proseguie il fantastico lavoro )… un suicidio .
    4) Ci sarebbe una certa quota del PD Riformista Local che non vede bene il ritorno di Giuseppi (sa,quello alleato di Salvini, amighixeddos anti ucraini e poco federalisti europei) capaci di restituire un bel piatto freddo facendo desistenza dul CDX sacrificando la Sardegna (cit.) … che tanto già si rieleggono comunque in opposizione (dove si sta comunque bene ) …
    E sempre ammesso che il prossimo Congresso del PD non ghigliotttini la Elly Sclhein (ma davvero il PD la candiderebbe a Premier in Continente ? ) .
    Benvenuta in quesfo spazio di libertà … chiunque essa/esso sia .

  9. Medardo ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 08:34

    Stiamo parlando dello stesso PD che le primarie non le ha volute in Sardegna? Hanno insaponato la corda che ora li impiccherà

  10. Paolo ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 08:11

    Egr. professore, la leadership la Schlein la ha persa da molto, in particolare quando ha ceduto alle richieste dei 5stelle. Ora Conte ne esce rafforzato, è il rischio che diventi ancora più forte perchè il problema principale della Schlein sono i mal di pancia interni del PD stesso. Oltre ai mal di pancia del PD si aggiunge Matteo Renzi che cerca di coinvolgere l’area riformista a favore della Salis, e come suo solito cerca di fare casino in maniera tale da far sollevare il suo scarso 2% di voti, cercando di attrarre elettori dalla sua parte. Da tener presente che nelle scorse primarie che avevano visto la Schlein vincere avevano votato molti non iscritti al PD. Una situazione che potrebbe indebolire il PD e favorire i 5Stelle. Il famoso campo largo funziona solo quando può rafforzare i 5Stelle, vedi la situazione in Sardegna.

  11. Carlo Fiecaro ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 07:45

    Non so perché ma ho la sensazione che l’Alta Dirigente faccia parte dell’ auto-appellata “Sinistra Riformista”: minoranza che tratteggia l’attuale Segretaria nei termini di “sinistra radicale” (Lenin a confronto un moderato) e che nonostante la continua esposizione dei propri Leaders alternativi (Pina Picerno & co) al momento di votare (vedi il recente referendum) mobilità a mala pena lo strettissimo parentado. Non ho mai capito, pur non essendo elettore del PD, da dove provenga e come si sostanzia questa continua spocchia da fine analisti, di chi ha capito come gira il mondo ma purtroppo il miserevole volgo non coglie, non capisce…

  12. Marco Casu ha detto:
    14 Aprile 2026 alle 06:53

    Maestra’ e noi che non ci eravamo accorti di niente di tutto ciò.

    Ma va?

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