Skip to content
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie policy
  • Login
Sardegna e Libertà

Sardegna e Libertà

  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Lavoro e impresa
  • Cronaca
  • Salute
  • Ambiente
  • Stato sardo
  • Toggle search form

Il bue dice cornuto all’asino

Posted on 17 Novembre 202517 Novembre 2025 By Paolo Maninchedda 23 commenti su Il bue dice cornuto all’asino

Questi i fatti.
Una signora ha ringraziato l’on. Desirè Manca, consigliera regionale e assessora del lavoro, per essere intervenuta sul Direttore Sanitario della Asl di Sassari, affinché la figlia avesse le cure odontoiatriche di cui necessitava.
Siccome viviamo in tempi nei quali o una cosa è pubblica o non è, il ringraziamento viene vergato su un post della pagina Facebook Segnala a Sassari.

La questione non avrebbe avuto alcun rilievo se la dirigente Asl competente avesse risposto che la procedura era corretta, che la prestazione non poteva avvenire con l’urgenza richiesta ecc. ecc. Invece no.
A sentire la mamma della paziente, è bastata una telefonata di Desi per indurre la dirigente a promettere che la questione si sarebbe risolta rapidamente. E allora la domanda sorge spontanea: perché la Asl non fa il suo dovere se non sollecitata da qualcuno? Oppure: perché la Asl fa il suo dovere e viene meno ai suoi doveri pur di soddisfare la richiesta di un consigliere regionale?

Desirè Manca sta rivendicando da giorni il suo diritto a far favori ai suoi elettori attuali e venturi. È una nobilitazione unilaterale di una pratica clientelare di antichissima memoria che presenta una sola novità: viene svolta a dispetto del buon gusto e della giustizia in pubblico. Mentre prima un consigliere regionale al massimo telefonava per informarsi su una situazione e per chiedere se poteva far qualcosa per risolverla, adesso la Manca ostenta il suo intervento risolutivo, il suo agire per il “suo” popolo “senza chiedere per chi vota”, in ragione di quali norme e di quali procedure lo sa solo lei,

Dinanzi a cotanto esibizionismo istituzionale, chi si è sentito provocato a una reazione indignata? Niente meno che l’on Maieli di Forza Italia, il quale si è chiesto se alla Asl di Sassari fosse stato istituito un nuovo servizio: il Cup Manca.

Per mettere il sale sulla coda a un personaggio cangiante e camaleontico come la Manca, per mettere in evidenza che il suo compito per legge non è “chiedere personalmente che le persone siano ascoltate di persona” (perché questo presuppone che ordinariamente non lo siano e allora il problema sarebbe realmente politico, da risolvere però nell’Aula del Consiglio, discutendo di procedure che vanno rispettate o riformate), non è rivolgersi al Direttore Sanitario, che è una figura di fiducia del Direttore Generale, ma proprio al Dg, unico soggetto di nomina politica cui un consigliere regionale potrebbe legittimamente rivolgersi anziché entrare a due piedi sui piedi dell’organizzazione della Asl, per pizzicare un personaggio politico di tal fatta, dicevo, bisogna avere un certo curriculum, essere cioè riconosciuti come costituiti da pasta diversa da quella del soggetto contestato. Maieli può vantare questa diversità? A me pare di no.

Di lui ho un nitido ricordo per aver io fatto inutilmente la cronistoria del concorso Laore che assorbì i dipendenti Aras.

Era il 2020: il 28 dicembre, giorno dedicato alla festa dei Santissimi Innocenti, i bambini trucidati da Erode, il Consiglio Regionale approvava la L.R. n.34/2020 “Modifiche all’articolo 1 della legge regionale n. 47 del 2018 in materia di assistenza tecnica agli imprenditori
zootecnici.” Attenzione! La modifica della norma non era per nulla neutra, era a dir poco luciferina, perché la selezione concorsuale passò da essere per soli titoli, come previsto dalle due leggi precedenti, a divenire per titoli e colloquio. Attenzione ancora: la norma si guardava bene dal dire quanto avrebbero pesato i titoli e quanto il colloquio.

Qui bisogna togliersi il cappello. Mai vista fare una porcata di questo tipo con questa leggiadra impudenza legislativa, tanto più che, per la cronaca, è utile ricordare che il Presidente della V Commissione Consiliare che esaminò e licenziò il disegno di legge, poi approvato, era proprio il nostro Dott. Piero Maieli, veterinario, il quale poi parteciperà al concorso per titoli e colloquio proprio, come è noto. Non abbiamo avuto, dunque, solo consiglieri regionali che hanno determinato con i propri emendamenti l’indice di edificabilità dei propri terreni, abbiamo avuto anche quelli che hanno determinato le modalità facilitate, rispetto alle condizioni precedenti, dei propri concorsi. Con una differenza: i primi sono andati in galera, i secondi no.

È più grave accozzare una ragazza che ha bisogno delle cure di un dentista e vantarsene pubblicamente o disegnare a piacimento le modalità del concorso cui si intende partecipare? Beh, diciamo così, che sono due azioni di impudenza ostentata che si danno la mano. Manca e Maieli non sono avversari, sono parenti.

Consiglio regionale, Politica, Sanità, Vetrina

Navigazione articoli

Previous Post: Chi sono i nazisti tra noi?
Next Post: Le statistiche che ci mandano in galera

Comments (23) on “Il bue dice cornuto all’asino”

  1. Francesca Maiorca ha detto:
    21 Novembre 2025 alle 10:41

    Gentile prof il mio disgusto è immenso verso il comportamento di questi due personaggi che pur di mettersi in evidenza farebbero di tutto e di più,uno peggio dell’altro,ma la governatrice e l’assessore contano qualcosa in questo circo Fagiolino? (Era un circo che girava la Sardegna negli anni 60) .Saluti

  2. Gaetano ha detto:
    18 Novembre 2025 alle 18:14

    Comunque è possibile che lo scontro tra Desire Manca e Piero Maieli non sia affatto uno scontro, ma una messa in scena perfetta. Una polemica costruita ad arte per generare attenzione, mobilitare le rispettive tifoserie e ottenere quel tipo di visibilità che, in politica, vale più di qualsiasi comunicato ufficiale.
    Funziona così:
    • Manca ostenta il suo “intervento risolutivo” in stile salvatrice del popolo.
    • Maieli finge di indignarsi, veste i panni del paladino contro gli abusi.
    • E nel frattempo entrambi ottengono un picco di esposizione, con i fan che si schierano e alimentano la narrativa.
    Il risultato? Una polarizzazione perfetta: ciascuno rafforza la propria identità politica, si compatta il proprio pubblico e si conquista spazio mediatico gratuito. In sostanza, una recita a due voci, dove lo scontro serve più ai protagonisti che ai cittadini.

  3. Marco Casu ha detto:
    18 Novembre 2025 alle 12:50

    Mi sa che ho toppato il senso dell’articolo.

    Ricordo diverso giorni fa di avere incrociato l’opera di Shakespeare, .. Romeo e Giulietta e li per li ho pensato: e’ possibile fare a meno , nell’opera, di Giulietta e lasciare Romeo o viceversa? Sarebbe un vero “guaio” perche’ la Finzione girerebbe su de stessa e , senza conflitto , imploderebbe.

    Eccoche’ possiamo pensare la Sardegna (la sua falsa conflittualita’) come un opera Mancata. Inoperosa.
    Spero di avere ridotto la distanza con il “bue che dice cornuto all’,asino”

  4. PAOLO ha detto:
    18 Novembre 2025 alle 12:43

    Rispondo al signor Sardinian Job.
    A mio avviso ha perfettamente ragione, perchè se le liste d’attesa son lunghe ai pazienti spettano 2 strade:
    1) rivolgersi ai privati (a volte, se sì è fortunati si va presso quelli convenzionati con le ASL, se sono stati fatti accordi con il SSN e se non sono esauristi i posti);
    2) o effettuare una visita intramoenia di una prestazione sanitaria erogata all’interno di una struttura ospedaliera da un medico dipendente del SSN, ma al di fuori del normale orario di lavoro e a pagamento.
    Non continuo …

  5. Api ha detto:
    18 Novembre 2025 alle 12:21

    C’è una nuova epidemia in corso…sempre più asini volano

  6. Ginick ha detto:
    18 Novembre 2025 alle 12:03

    Egr. Prof,
    ma perchè tutte le colpe di questa via agevolata all’assistenza sanitaria vanno solo al consigliere regionale ,in questo caso l’ass. Desiré Manca? Ma non c’è istigazione a delinquere anche nel gesto del DS che si è rivolto. al Direttore della Struttura, il quale a sua volta avrà chiesto alla sua equipe di risolvere il caso in modo illegale,operando un intervento medico non dovuto per il mancato rispetto delle norme che regolano la gestione delle liste d’attesa predisposte dal Cup? Ma non c’è istigazione a delinquere anche da parte della persona che ha richiesto l’intervento del “sicario” politico promotore di questa catena di atti irregolari con la complicità totale morale e materiale di colui che ha fruito immeritatamente e consapevolmente di questa prestazione anticipata irregolarmente da tutta una catena di nefandezze comportamentali?
    Come sarebbe stato vantaggioso per l’immagine personale del politico che l ‘ usufruttuario avesse ottenuto l’ urgente assistenza medica , grazie ad un contributo monetario e/o interessando della cosa un suo amico medico privato per ina prestazione a tariffa ridotta o gratuita e non grazie ad una serie di porcherie di cui, alla fin fine, lo stesso beneficiario è stato complice?
    Sul caso Maieli, poi, le complicità sono infinite visto che tutto è stato fatto col beneplacito della. Intera maggioranza di governo e del complice silenzio di buona parte della minoranza di allora!!
    Cordialità

  7. Mimmia 'e Zappone ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 21:11

    Caro Professore,
    che triste e avvilente spettacolo!
    Certo non si può buttare la croce addosso alla madre della ragazza bisognosa di cure: ha diritto a tutta la comprensione possibile.
    Il problema vero è la figura della Assessora Manca, che interpreta il suo ruolo di amministratore pubblico non per contribuire a risolvere il problema generale delle liste d’attesa (proposte di legge, delibere, finanziamenti, etc), ma per dare risposte a chi si appella direttamente a lei: in questo modo svilendo l’istituzione e accrescendo il proprio “popolo”.
    Niente di nuovo, dato che già nell’antica Roma si faceva politica attraverso i clientes (coloro che si rivolgevano al potente di turno per ottenere benefici) cioè attraverso il clientelismo, che assicurava voti e sostegno al dispensatore di favorire.
    Insomma, niente di nuovo, ma solo tristemente ripetitivo.
    A questo penoso quadretto della politica regionale, bisogna anche aggiungere l’indignazione del Consigliere Maieli: un capolavoro di ipocrisia e invidia malcelata.
    Ipocrisia perché, come ha già ricordato lei, ha contribuito in modo attivo a modificare la legge, grazie alla quale ha potuto partecipare (e vincere) al concorso LAORE (e non solo lui, ma anche il fratello agronomo) per poi non lavorare neanche un giorno, occupando però il posto per anni, prima di vincere anche il concorso alla ASL, allora governata da un DG espresso dalla sua stessa parte politica.
    Ma è l’invidia, il sentimento che maggiormente traspare dal suo intervento.
    È evidente che soffre di non poter essere lui a soddisfare i potenziali clientes, come faceva quando, allora in versione sardista-leghista, presiedeva la Commissione agricoltura e riceveva, in quel di Ploaghe, innumerevoli aspiranti dipendenti di agenzie agricole.
    Bei tempi!
    Tant’è che è stato anche rieletto, sempre in quota sardista, per poi trasmigrare in Forza Italia, folgorato dal carisma politico di Tajani… (lo so, questa è troppo grossa…) e così può continuare ad occupare un posto pubblico da veterinario, senza aver lavorato neanche un giorno: ahhhh, che bello fare politica così!
    Ribadisco che stiamo assistendo ad un triste, squallido spettacolo.

  8. Tatanu ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 19:50

    Bartolazzi? Sarà in malattia a curarsi l’attacco di bile, dopo che la collega assessoriale ha avuto questa bella pensata di fargli fare la figura del mandrone (e ci voleva molto a risolvere il problema delle liste d’attesa, bastavano un paio di telefonate, no?). Il tutto mentre lui stava pensando ad una brillante alternativa all’azoto liquido. Troppo scorretta, ecco. Oh Desirè, non si fanno queste cose, accipicchia.

  9. Guido Trogu ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 17:41

    Ma il grande Bertolazzi dov’è?non si accorge del casino che sta’ combinando?la sanità sarda è una barzelletta,io da manovale muratore saprei organizzarla molto meglio a 950€ di stipendio al mese

  10. Sardinian Job ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 17:32

    Come insegnano al catechismo “a pensar male si fa peccato ma spesso si azzecca”.

    Proviamo a far peccato.

    A chi giovano le lunghe liste d’attesa nelle prestazioni sanitarie pubbliche?

    Ma ovvio! A coloro che erogano le medesime prestazioni nel privato!

    E tra i privati che erogano tali prestazioni, vi sono anche soggetti che  utilizzano le strutture pubbliche?

    Ma ovvio!

    Domanda finale: per il business di costoro, è più o meno conveniente il protrarsi dell’ attesa nelle erogazioni delle prestazioni pubbliche?

    Ai peccatori la risposta!

  11. Antonio ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 15:11

    ” Desirè Manca sta rivendicando da giorni il suo diritto a far favori ai suoi elettori attuali e venturi ” più o meno per le stesse cose in altre Regioni è intervenuta la Magistratura qui tutto bene nulla da dire, a parte che per curare la raccomandata hanno fatto saltare un altra visita

  12. Carla ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 13:24

    La vera gravità non è solo nei servizi che non funzionano, ma nel fatto che i cittadini siano costretti a chiedere favori personali proprio a chi dovrebbe garantirli per diritto. Quando lo Stato ti obbliga a bussare alla porta del ‘patrono’ invece che a quella dell’istituzione, non sei più un civis: diventi un cliens.
    E questo è il segnale più chiaro di una democrazia che si sta piegando al clientelismo.
    Quindi paradossalmente quanto meno i servizi funzionano tanto più si ha bisogno del politico che così accumula sempre più consenso. È pazzesco

  13. Francesco porcu ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 11:58

    La verità è molto più semplice e molto illuminante perché l’assessora non ha fatto altro che quello che si chiamava nella vecchia dx “ambulatorio elettorale” ovvero c procurarsi i voti per mantenere la poltrona che garantisce un ottimo stipendio anche agli scappati di casa….l assessora non è quelli che diceva Beppe e non aprirà nessuna istituzione come una scatoletta di tonno sta facendo quello che facevano i vecchi politicanti né più nemmeno nessuna novità se non la rinnovata vergogna di avere anche questi personaggi

  14. Maria MA ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 11:35

    Sono cose che vanno avanti da tempo e ci si chiede: ma se un politico (consigliere o assessore che sia) viene contattato (pratica molto discutibile ma sembra parte della storia italiana) per aiutare un cittadino che ha urgenza di fare una visita medica ma la prenotazione è nei mesi/anni futuri e il politico contatta l’ambulatorio/reparto e ottiene un appuntamento a brevissimo termine, perché il politico (soprattutto se è interessatissimo a risolvere i problemi della sanità) non informa direttamente la stampa? Come dire: “mi è stato segnalato questo caso, ho telefonato e ho avuto subito l’appuntamento, solo perché sono io. Qui c’è un problema e tutti dobbiamo saperlo e lavoreremo per risolverlo”.
    Invece no, basta la gloria popolare. Questa non è politica, è demagogia.

  15. Stefano Locci ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 11:10

    Egregio, come ben sa, il pesce puzza sempre dalla testa. Stiamo assistendo (e non da ora ma da decenni) a recite da avanspettacolo. Solo un popolo smidollato e con scarsa dignità come quello sardo può continuare a sopportare tutto ciò. Amen. Saluti.

  16. Tappododici ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 10:10

    La faccia di omissis nell’ostentare, oltre agli omissis, una pratica vergognosamente ereditata dalla peggior diccì degli anni sessanta, è pari solo al vergognoso silenzio dei suoi colleghi, alla difesa ad oltranza dei suoi clientes e dei suoi per niente turbati alleati.
    Nel suo “ambulatorio” c’è sempre la fila, forse ancor più gonfia, delle fila davanti alle ASCOT che ormai proliferano nelle nostre città prive di medici di base.
    Ma “così fan tutti” e gli alleati non provano neppure un briciolo di vergogna.

  17. Alessandro ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 09:41

    Correva l’inverno del 2023: “adesso arrivano (noi) i bravi!” (omissis omissisi).
    Sto ancora aspettando che arrivino.

  18. Luigi ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 08:31

    liste lunghe se non ti appoggi a nessuno.
    però se arrivano i giornali o la TV o la Sig.ra Manca il posto miracolosamente si trova , e possibile che non ci sia ancora in Italia un magistrato che provi ad indagare su questa schifezza.

  19. Antonio ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 08:31

    Aiutoooo……..

  20. A ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 08:01

    RombodiDesi avrebbe fatto più bella figura a mettersi le mani in tasca e pagare direttamente un dentista chiedendo di far passare tutto nell’anonimato più assoluto, ma forse è troppo impegnata con dimostrazioni pubbliche di danza o nell’esibizione del suo strabordante OMISSIS
    Che figura DI OMISSIS

  21. Mm ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 08:00

    Non trovano posto i malati oncologici con il sistema CUP. È una vergogna

  22. Mario Pudhu ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 07:36

    Pregunta generale (ca origrudos e corrudos bi dh’at de cada zenia): Ma sos àinos ant a iscurtare, nessi ca zughent debberone origras longas?
    O est che a zùghere corros che a sos boes etotu?
    Si no càmbiant zenia zoológica semus sempre a origras surdas o, prus ‘civili’, a orecchi da mercante pro no intèndhere!

  23. Marco Casu ha detto:
    17 Novembre 2025 alle 07:34

    Concorrere a fare saltare la fila di prenotazione di un CUP, costituisce REATO?

    A parte la volgarita’ disinibita e le chiacchere intorno a essa e’ possibile scrivere di danno nei confronti di coloro in lista che precedevano la “miracolata” ?

    Chi tutela i diritti di CHI?

    P.s.: questa condotta fa ribrezzo anche ai cinici piu’ incalliti che non disdegnano rotolarsi nei loro stessi escrementi quando fanno apologia dei proprio comportamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

A Natale aggiungi un posto a tavola

Cagliari, 27-30 aprile 2025

Racconta una storia sarda

Racconta una storia sarda

Vent’anni di Sardegna e Libertà, Nuoro, 21 luglio, ore 18:30

Racconta una storia sarda

Ultimi commenti

  • P.A. su Chi ha piacere, aiuti
  • Tatanu su I vaccini fanno bene
  • Antonio su Secondo tragico Bartolazzi
  • Sandro su Secondo tragico Bartolazzi
  • Stefano Locci su Secondo tragico Bartolazzi
  • Alessandro su Secondo tragico Bartolazzi
  • Medardo di Terralba su Secondo tragico Bartolazzi
  • Paolo Maninchedda su Secondo tragico Bartolazzi
  • Stefano Locci su I vaccini fanno bene
  • Antonio su Secondo tragico Bartolazzi
  • Carlo Doria su Secondo tragico Bartolazzi
  • PAOLO su Secondo tragico Bartolazzi
  • Antonietta su I vaccini fanno bene
  • Francesco Porcu su I vaccini fanno bene
  • Paolo Maninchedda su La crisi politica della Giunta Todde

Nuove province per nuovi disoccupati eccellenti

Nuove province per nuovi disoccupati

Sardegna e Libertà si ispira culturalmente ai valori di libertà, giustizia, sostenibilità, solidarietà e non violenza, così come essi sono maturati nella migliore tradizione politica europea.

Sardegna e Libertà – Quotidiano indipendente di informazione online

Registrato il 7 novembre 2011 presso il Tribunale di Cagliari. Num. R.G. 2320/2011 – Num. Reg Stampa 8
Direttore responsabile Paolo Maninchedda

Copyright © 2022 || Sardegna e Libertà ||

Powered by PressBook Blog WordPress theme

AUTORIZZAZIONE ALL'USO DEI COOKIE. La legislazione europea in materia di privacy e protezione dei dati personali richiede il tuo consenso per l'uso dei cookie. Acconsenti? Per ulteriori informazioni visualizza la Cookie Policy.