Ieri in scena l’inutilità del Centrodestra e la debolezza Centrosinistra. Vediamoci il 21 dicembre

28 novembre 2012 08:0525 commentiViews: 18

Ieri in Aula, il Presidente della Regione ha dato dei numeri e rappresentato una situazione assolutamente inattendibili ma riconoscibili solo da chi abbia studiato e abbia buona memoria.
È stata data la stima numero 4 delle maggiori entrate dovute all’accordo Soru del 2006 al netto dei nuovi costi: questa volta il Presidente le ha stimate in 1.650 milioni per il 2010. Nel giugno del 2007 erano state stimate in 1.100 milioni (PRS 2007-2009); poi in 1.839 milioni (DAPEF 2009); poi in 2.216 (proposta di Bilancio 2009 della Giunta Mannoni).
Se assumiamo un dato ufficiale e consolidato, cioè il consuntivo 2010, il differenziale positivo è di 1.046 milioni.
Poi il Presidente ha inaugurato la battaglia sul Patto di stabilità, una battaglia annunciata nel modo peggiore e cioè proponendo una legge regionale che programmi di violarlo, non per poi violarlo realmente, ma solo per accendere il conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale. Il caso vuole che già la sentenza 118/2012 preveda che i tetti di spesa siano adeguati alle nuove entrate. Il caso vuole che, a mio avviso, ma questa è un’illazione, quando a luglio il Ragioniere dello Stato ha negato l’adeguamento dei tetti, la Giunta abbia fatto scadere i termini del ricorso di fronte alla Corte e abbia così dovuto ripiegare sul Tar per un giudizio meno efficace e più a rischio. Il caso vuole che a partire dal 2010 la Giunta sia stata da me sollecitata  a rinegoziare il patto di stabilità, senza mai dare uno straccio di risposta scritta. Il caso vuole che io scrissi, da Presidente della Commissione bilancio e chiesi di non impegnare gli 800 milioni iscritti a Bilancio e non devoluti dal Governo, avvertendo che in caso contrario sarebbe cresciuta una montagna di residui che avrebbero bloccato la spesa. Cosa che è puntualmene avvenuta. Si aggiunga a tutto questo che: 1) è fallito il progetto Scuola Digitale (perché ci si è fatti incantare dalle chiacchiere di Biondi sui contenuti digitali disponibili in Consip ecc. ecc.); 2) è fermo il Patto di azione e coesione; 3) non sono state erogate le risorse per i Consorzi fidi e le banche hanno chiuso i rubinetti; 4) si è contratto il tetto dei pagamenti dell’Assessorato ai Lavori Pubblici per cui i Comuni sono esposti in modo rilevante con le imprese; 5) l’Inps non intende più dal 2012 procedere alle anticipazioni della Cigs e mancano da qui a fine anno almeno 70 milioni di euro solo per il welfare; 6) non ci si è accorti che tra costi standard e patto per la salute anche la sanità ha un suo Patto di stabilità e che se non ci muoviamo a realizzare la razionalizzazione, questa verà fatta dal Ministero (l’Assessore lo ha già fatto intendere, inascoltata); 7) non si vede neanche l’ombra della Continuità territoriale delle merci per la quale ottenemmo in Aula uno stanziamento di 6 milioni di euro.
In questo quadro il Presidente propone la farsa della legge regionale sul patto di stabilità nazionale (una buffonata che nessun funzionario regionale applicherà mai perché non vuole rovinarsi) e poi l’esercizio provvisorio come strumento di pressione sul governo nazionale. Si può ridere? Ma come si può pensare che il Governo Nazionale legga un esercizio provvisorio come strumento di pressione politica; semmai lo leggerà come sintomo di cattiva amministrazione. La Sardegna ha già le sentenze che le servono, deve solo fare la sua spending review e non la vuole fare perché è drammatico farlo, perché bisogna togliere soldi dalle spese correnti e spostarle su sviluppo e welfare. Ma anche perché è comodo non farlo: all’Insar, quando l’amministratore era Bista Zurru prendeva 50.000 euro l’anno (ho chiamato Zurru per averne conferma); ogni è l’avv. Antonello Melis e ne prende 120.000 (absit iniuria verbis, non conosco Melis). Invece si dice in Aula una cosa ridicola, e cioè che non si vuol fare il bilancio per non fare i tagli, ma non si dice che spendere solo i dodicesimi dell’anno precedente vuol dire affamare gravemente la Sardegna, cioè farle patire un taglio forte e lineare.
Dinanzi a questo sfascio di competenze e di follie, francamente i toni del Centrosinistra mi sono sembrati blandi e inadeguati. Mi sembra che a sinistra si sia stanchi.
Il Centrodestra non ha uno straccio di idea.
L’Udc ha ufficialmente comunicato all’Aula che tira a campare fino al 2015.
A questo punto, l’Unione intervista Doddore Meloni che fa l’appello all’unione degli indipendentisti per le politiche. Mettiamocelo in testa: ogni volta che parla Doddore Meloni, l’indipendentismo scivola nella percezione della gente nell’eversivismo e nel casinismo. La Consulta Rivoluzionaria, richiamando in vita le suggestioni terzo-mondiste della rivoluzione è approdata alla manifestazione deludente degli inizi di Novembre. L’indipendentismo o accetta il riformismo e la fatica della competenza o non passa nell’elettorato. A mio avviso, però, il nostro discorso sovranista deve fare un passo avanti e scegliere gli interlocutori per far fare un passo avanti alla Sardegna. Gli interlocutori a mio avviso sono al Centro e a Sinistra ma su temi che noi abbiamo sottratto all’egemonia della propaganda di  Destra e che sono nella pancia e nella testa della gente: prima di tutto fisco e libertà. Non è un segreto che io sono per  l’uscita dalla Giunta Cappellacci e la proposta di un’alleanza con Pd e forze moderate centriste e liberali per le elezioni politiche, fondata sui temi fiscali della Sardegna (che sono quelli che mi stanno a cuore). Io vedo intorno alla Giunta Cappellacci, e anche, a mio avviso, senza un’adeguata consapevolezza del Presidente di questo stato di cose, il formarsi di un ‘cerchio magico’ di magnaccioni che sta lucrando sulla decomposizione del sistema e questa è l’anima nera della Destra sarda, tanto quanto il burocratismo, il giustizialismo, il settarismo e il fiscalismo è l’anima nera della Sinistra.
Sempre più persone vengono a chiedermi di candidarmi alla Presidenza ma io più passano i giorni e più vedo l’incoscienza e l’impreparazione delle classi dirigenti sarde. Non si sta capendo la gravità della situazione e c’è il grande rischio che il prossimo Consiglio regionale sia uguale o peggiore di questo, che già non brilla proprio per nulla per competenza e efficienza. Non si sta capendo la grande opportunità di innovare il sistema politico sardo rompendo gli schemi ideologici del centrodestra e del Centrosinistra (che dolore che anche al mio paese, Macomer, in tanti non riescano a superare questi perimetri angusti e ottusi).
Per parlare di tutto questo, propongo di vederci a Macomer il 21 dicembre. La regione di Macomer è legata ai costi e al supporto tecnologico (è gratis, audio, video, riscaldamento garantiti ecc.).

25 Commenti

  • Eo venzo!
    Salude e libertade

  • Poichè è “scomparsa” la risposta che ebbi modo di dare circa la mia presenza alla riunione (oggi confermata per il 22 p.v. a Macomer) colgo l’occasione per ribadirla. Per quanto ovvio è legata ad una tua precisazione (da me non condivisa) circa la “tipologia” della stessa per cui “ritieni necessario” dare “altri luoghi di discussione a tutti i partiti”, per cui”anche loro” (i partiti) sono stati invitati a partecipare alla riunione.Ho paura(spero di sbagliarmi),c onoscendo “certi rappresentanti politici” che la riunione sarà “egemonizzata” dagli stessi e “non ci sarà spazio” per tanti come me che “rappresentano solo se stessi”. Ribadisco pertanto la mia assenza per la quale ,sono certo, non piangerà nessuno ed auspico che comunque vada a buon fine quel “nuovo progetto politico” a cui, grazie a te, mi sono virtualmente iscritto. Rimane ferma la fiducia che nutro, anche senza conoscerti personalmente, nei tuoi confronti per il lavoro immane che ti attende e sono certo che, in futuro, si presenteranno altre occasioni per dare il mio “modesto contributo”.
    Fortza paris

  • E’ il 22 mattina, ore 10, a Macomer, Caserme Mura. Non è a inviti ma devo sapere chi viene perché mi devo organizzare. Non sarà presente la stampa.

  • non si è capito bene la natura di questa riunione. è aperta a tutti? dove si farà? è a inviti?

  • Se posso essere utile
    Sono a disposizione in qualsiasi momento.

  • Attilio Pinna

    Presente!!!

  • se ti serve una mano per l’organizzazione del 21, sai come trovarmi

  • Gian Piero Zolo

    Giusi, concordo.

  • Sono assolutamente d’accordo con Nino.

    prima di tutto occorre diffondere nei cittadini tutti la conoscenza, che diventa consapevolezza e poi coscienza.

    questi passaggi sono OBBLIGATI se si vuole avere seguito.

  • Il cittadino, vittima, è ormai convinto che la propria sopravvivenza è legata al suo aguzzino (PD-PDL-UDC-etc.etc.). Si chiama sindrome di Stoccolma. Bisogna far comprendere alle vittime che l’aguzzino è aguzzino e non il loro salvatore. Se si ha la capacità e la credibilità di attuare tale programma i numeri aumentano e soffia il vento. Con il vento in poppa, non prima, si può dialogare anche con gli aguzzini perchè capiranno che le vittime non sono più direttamente dipendenti da loro. Ed è tutta un’altra musica.

  • C’è da dire che lo schema destra e sinistra non lo ha certo rotto solo il PSd’Az. O ci dimentichiamo che in Parlamento vige l’alleanza PDL e PD, che sostengono lo stesso governo e votano compatti allo stesso modo da quasi un anno?
    E poi che dire di Bersani che cerca l’alleanza con l’UDC? e i personaggi dell’Api? che cosa avranno detto i puristi del centro sinistra quando si sono trovati a scrutinare alle primarie con i seguaci di Roberto Cappelli?
    Vorrei capire, sempre dai puristi, se i sardisti sono ancora degli appestati oppure è stato definitivamente archiviato l’atteggiaemento da tifo calcistico che ha caratterizzato i retiterati attacchi nei confronti di chi ha avuto l’unica colpa di sentirsi appartenente a un partito che ha più di novant’anni piuttosto che a una definizione vuota inventata qualche anno fa.

  • Per Giusi Boeddu:
    Le intuizioni delle donne sono molto più vicine alla verità di quanto lo possano essere le certezze degli uomini.
    R.Kipling

  • No, Davide, non un’alleanza ‘italiana’ ma un’alleanza con chi vota ‘italiano’ e dati i nostri numeri mi pare indipensabile dover convincere altri rispetto a un discorso sovranista. Io dico ‘per carità’ ad ogni discorso di pretesa autosufficienza.

  • Giusi Boeddu

    Mi scuso per il ritardo dell’intervento. Concordo sul luogo e la data.
    In merito alle altre questioni come ad esempio le alleanze, credo che vadano collocate in una quadro più complesso, quello che Paolo propone ormai da tempo, come la rottura di schematismi cristallizzati destra/sinistra. A maggior ragione quando i tempi neccessitano di strategie volte a trovare strade percorribili ma che producano effetti sulla situazione complessa nella quale viviamo. Non si può incidere in nessuna situazione se si sta alla finestra e non si ha il potere di scelta. Si rischia davvero di mettere in campo risorse che poi non sono finalizzate al cambiamento. E se questo c’è nelle nostre teste, allora credo che si debbano prendere decisioni che forse non piacciono perchè viste in un quadro riduttivo che fa riferimento più alla pancia che alla testa. Un’ultima cosa. Vorrei sottolineare che ho PIENA FIDUCIA, in ciò che Palo propone. E non lo dico per fare la “splendida”, ma perchè la fiducia , soprattutto in questo momento, ha un valore non solo etico ma anche economico nella misura in cui genera forza, sostiene l’impegno, produce visioni possibili in chi la riceve. Chi si spende, chi si espone, non può avere il fardello di giustificare anche i pensieri. La fiducia rappresenta la benzina che serve per andare avanti ed affrontare le questioni con coraggio e risolutezza. La fiducia di cui parlo non è un supino rimettersi alla volontà dell’altro, o l’accettazione passiva di tutto ciò che viene proposto, ma è un riconoscimento autentico dell’altro, anche nella possibilità dell’errore.Il 21 Dicembre ci sarò.

  • Un’alleanza con il Pd (italiano) e forze moderate centriste (italiane) e liberali (italiane). Per carità…

  • 21.12. A Macomer: ci saremo, sara’ la volta buona? Sarebbe l’ora!

  • Un’alleanza con Pd ?

    Se lo conosci lo eviti!

  • Michele Pinna

    La situazione descritta da Paolo, che non è lontana dalla realtà, è a dir poco tragica. Tragica nel senso dell’inevitabilità di un disastro, o di una catastrofe, dinanzi al quale tutti citroviamo lucidamente impotenti. La vera tragedia risiede proprio in questo: nella lucidità dell’inevitabile e nell’impotenza ad intervenire. La tragedia porta con sè una dimensione estetica, ed anche una sua etica.
    Con la tragedia siamo nel mondo dell’arte, dell’ineffabile, siamo dentro un’aura di malinconica decadenza. Il tempo della tragedia viene dopo il tempo della politica. La politica è morta perchè noi l’abbiammo uccisa, perchè noi l’abbiamo scacciata dalle nostre coscienze, perchè noi figli della storia non abbiamo creduto nella storia, non abbiamo creduto nell’uomo e ci siamo rifugiati nel mondo degli idoli e dei fettici. Uscire, entrare, allearsi,con chi per cosa?: “fisco e libertà”. Mi dice un viandante inseguito dalla sua ombra. Ed il coro degli uomini e delle donne piangenti mentre si battono con i pugni il petto implora tra lacrime e singhiozzi:”ridateci la nostra anima, ridateci le nostre parole, ridateci le nostre ali, e noi voleremo di nuovo alti nel cielo”.
    E noi voleremo alti nel cielo se solo saremo in grado di ritrovare il sentiero per riprenderci la nostra anima che abbiamo datto in cambio di buone parole e di facili illusioni allettati dalle lampade di Aladino ed oggi, come ci dicono, dagli emiri del Qatar. Il 21 a Macomer ore?… locale? … va bene caldo, va bene luce, ma a papai?…

  • Renato Orrù orsimonmossa

    Io sono di Oristano… e a Macomer di venerdì 21… (è gratis, audio, video, riscaldamento garantiti ecc.) a queste condizioni e in queste condizioni economiche, mi sembra il posto più bello del mondo … resta il problema dell’ orario … giornata intera ? … solo pomeriggio ?

  • Macomer il 21 dicembre ,va bene anche per chi viene da Olbia come me.Vorrei conoscere l’indirizzo del locale predisposto per l’incontro e l’orario, grazie.Fortza paris.

  • Su «21 dicembre», «Macomer», «fisco e libertà». Si est a cussiderare s’apretu, no su 21/12/2012 (o s’8 ca est s’Immaculada, comente at propostu calicunu), ma nessi unu séculu innanti cheriat fatu a pònnere carchi passu abbia a sa libbertade de sos Sardos. In s’àteru “post” apo faedhadu de primas dies de zennarzu solu ca, o est una cosa organizada comente si tocat, o sinono est azummai solu a pistare abba, e unu mese de tempus mi paret chi siat netzessàriu pro la preparare. E pro su logu (ispantu chi calicunu no at propostu mancari su corru de sa furca) est solu chistione, no de piàghere a calicunu, calesisiat su motivu, ma chi andhet menzus pro totugantos pro su tantu chi donzunu si depet mòere.
    S’argumentu «fisco e libertà» za andhat bene, fintzas si est gai genéricu chi prus de gai no si podet, e tocat a tènnere un’idea pretzisa e cuncreta de ite s’unu e de ite s’àtera. Fintzas si s’argumentu assolutamente netzessàriu pro s’atóbiu ipotizadu no est cussu, ca sinono si podet fàghere una lista chilométrica de bisonzos unu prus grave de s’àteru.
    Ite contu tocat a fàghere? A pàrrere meu unu contu chi perunu ‘políticu’ tiat nàrrere, e lu naro deo chi políticu no so.
    Si una cosa creo irballada est de pessare chi carchi “unione” de idea indipendhentista/sovranista resessat a sas eletziones de su 2014 a essire magioràntzia.
    Sos Sardos sunt sempre abbaidendhe a fora, sunt sintonizados cun totu su chi est de fora, bi at una mancàntzia de fidúcia in nois etotu chi faghet solu paura, semus zente a rodas irgónfias e tio pòdere sighire unu bellu pagu pro nàrrere chi sa magioràntzia de sos Sardos, fintzas si nos ndhe ant a sighire a fàghere peus de sas chi amus connotu, at a sighire menzus a iscúdere sa conca a totu sos muros italianos, ma forassiat a imbrocare s’istrada de sa libbertade/responsabbilidade, ca est meda prus fàtzile sa política de su buratinismu/dipendhéntzia. Sa política de s’indipendhéntzia est sa prus difítzile, corazosa, ischida, cumpetente, onesta, e digna de isperàntzia, chi bi potat èssere e in falada si andhat solu a s’iferru. Solu unu miràculu ndhe tiat ischidare sos Sardos pro chircare de nos fàghere meres in domo nostra. Pro como, pro totu su chi est su bisonzu nostru de èssere zente (chi cheret nàrrere umanos, suzetos de libbertade e responsabbilidade, e duncas cheret nàrrere a ischire e a fàghere) fintzas sos laureados, sardos ma essidos de un’iscola italiana assurda e infame, sunt laureados a ignorantes. Solu unu miràculu tiat cambiare in tempus de una paja de annos un’idea maca dominante, e timo chi de sas ideas e cumportamentos de sa dipendhéntzia ndhe apemus dannu a tempos longos fintzas ponindhe de èssere indipendhentes de oe.
    Podimus pessare de pònnere carchi passu abbia a sa sovranidade/indipendhéntzia in sa craresa intantu ponindhe paris totu s’indipendhentismu possíbbile pro resessire a tènnere sa fortza de cunditzionare in manera frimma e segura calesisiat magioràntzia essat de sas eletziones, chi no potat èssere magioràntzia chentza custa unione sovranista indipendhentista, e no pro sos chentu e unu bisonzu e males chi semus dae sempre pranghindhe, ma pro una paja de cosas de realizare chentza farta e tempus istabbilidu (e si no est craru ite cheret nàrrere “paja” naro menzus duas o tres), chi siant assumancu una (cale?) chi NO DIPENDHAT SI NO DAE SA RAS pro ndhe bogare donzi e calesisiat iscusa de malu pagadore chi podet bènnere dae Roma; e un’àtera chi depet èssere ammalaoza totu sa chistione de sas intradas, cun sa disponibbilidade solu a tènnere no prus de un’annu de passéntzia: sinono est chistione chi depimus fàghere disubbidiéntzia civile ca no podimus prus baliare s’infàmia de totu sos guvernos italianos. Pro sa dipendhéntzia cun s’Itàlia si depent isputanare sos aprofitadores sardos de sos partidos italianos, si gai cherent (ca za podent a comintzare a èssere líbberos e responsabbiles issos puru!), chi si cumprendhat proite e comente e pro curpa de chie zughimus sa fune betada a bula de sos Sardos e a su corru de sa furca chi nos impicat.
    Partidu Sardu e grupos indipendhentistas la depent agabbare de fàghere una política chentza seriedade, chentza credibbilidade, cun sos ogros unu furriadu a manca e s’àteru a destra, ma ifatu de sos partidos italianos, pratigamente lassendhe totu su logu chi cherent a sos partidos de sa dipendhéntzia, e agatare unu mínimu comunu denominatore chi nos ponzat seriamente paris a fàghere una fortza de cambiamentu in su sensu chi bisonzat a sa Sardigna. E si no est craru a chie apartenzo deo, iscant totugantos chi no apartenzo a peruna “sigla”. Si sos Sardos ndhe amus a fàghere, apo a èssere in cussa de s’unidade pro sa libbertade/responsabbilidade de sos Sardos e s’indipendhéntzia de sa Sardigna.
    In Macumere (o calesisiat àteru logu e data), si no est pro comintzare una cosa goi, deo poto assigurare de NO bi èssere (sa cosa de fàghere pro sa dignidade e bisonzu de sos Sardos pesso de la fàghere su matessi). Nade chi Mario Pudhu no serbit a una cibudha: m’istat bene, custu l’atzeto. Ma de sighire a pistare abba nono.

  • OK Macomer 21 Dicembre…

  • Tonino: certo che vorrei fare ciò che dici, ma tu, se si dovesse fare, quanto sei disposto a concorrervi? Tonì, è una vita che volete che faccia l’eroe senza macchia e senza paura. Poi io esco in campo, lavoro, preparo, mi giro e mi trovo con gente con mille ‘se’ e mille ‘ma’. Oggi ci siamo davvero? Bene, avremo la nostra occasione.

  • SONO D’ACCORDO SU QUASI TUTTO. UN PUNTO MI SEMBRA CONTRADDITTORIO, OLTRE CHE LA DESTRA CRITICHI PESANTEMENTE LA CLASSE DIRIGENTE DELLA SINISTRA PERò PROPONI DI FARE UN’ALLEANZA COL PD. NON SAREBBE MEGLIO CHE FACESSI UNA LISTA RIFORMISTA DELLA SARDEGNA (CHIAMALA COME VUOI)CAPEGGIATA DA TE? TENTI DI UNIRE LE FORZE SANE DEL CENTRO MODERATO SARDO. PER FARE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE NE AVRESTI TUTTE LE CAPACITà E COMPETENZE.

  • Oggi sui giornali ( il psdaz non è intervenuto su dibattito)
    Ma scusi a che gioco si sta giocando? se gioco si puo chiamare

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