Ieri è iniziata una bella battaglia: la continuità territoriale delle merci

24 febbraio 2012 10:4315 commentiViews: 102

trenoCome spesso accade, le grandi battaglie, quelle che meritano di essere combattute, scoppiano piano piano, su temi apparentemente laterali. È accaduto che, mentre ci si avviava stancamente a concludere la Finanziaria, i sardisti, prima in modo sommesso (in Commissione bilancio), poi in modo evidente e contrapposto (in Aula), hanno posto ciò che attendevano di porre da tempo.
Infatti, come tutti sanno, la scelta – per me incomprensibile – di garantire la continuità territoriale aerea anche a chi risiede nella Penisola (unico caso in Europa), ne ha fatto raddoppiare i costi: da 20 milioni  a circa 47. I soldi per la copertura finanziaria sono stati trovati spostando le risorse per il Trasporto Pubblico Locale (circa 20 milioni di euro). In buona sostanza, per capirci, per far volare gli italiani (non svantaggiati dall’insularità) come i sardi (svantaggiati) abbiamo temporaneamente tolto i soldi per gli autobus dei ragazzi delle scuole, esattamente nel momento in cui le politiche del governo italiano stanno portando le scuole sarde a processi di accorpamento gestibili solo in un quadro trasportistico efficiente. Evidentemente bisognava rimettere le risorse a copertura del Trasporto Pubblico Locale. Risposta: non ci sono. Che facciamo? L’Assessore Solinas chiede che la Giunta faccia un emendamento e dica che i soldi per la continuità territoriale aerea vengano imputati a bilancio in modo da poter utilizzare le economie derivanti dalla gara anche per il Tpl. Un piccolo rimedio insufficiente, ma un inizio. L’emendamento della Giunta viene presentato.
Noi in Aula, però, poniamo il problema, altrettanto serio, della Continuità territoriale delle merci.
Per capirne la portata, faccio un esempio derivato dagli incontri che ho avuto ieri, a margine della Finanziaria. Ho incontrato i nuovi amministratori della FT Calze di Macomer, gli eredi del disastro del calzificio Queen. Gente che mi è sembrata seria nel volersi impegnare per tutelare i posti di lavoro residui e rilanciare la fabbrica. Verificheremo nel tempo e col tempo: le patenti di credibilità si conquistano sul campo. Tuttavia, questi imprenditori mi hanno posto il problema dell’incidenza del costo dei trasporti (e dell’energia, lo dico ai ruralisti che non spiegano mai come si intende continuare a produrre energia in Sardegna) sui prodotti a basso valore aggiunto. Bene, oggi, in virtù del caro-carburanti, il trasporto è una voce di costo che si avvicina al 20% del totale dei costi di produzione pe runità prodotta. Un’enormità.
Quale continuità territoriale delle merci abbiamo in mente? Christian Solinas lo va ripetendo da mesi: la stessa che applicano altre regioni. In sintesi: l’autotrasportatore fa il viaggio e poi esibisce le fatture che certificano il costo. Su quell’importo la Regione rimborsa il 30%, con massimali annui, monitoraggi dei prezzi e riferimenti ai prezzi tali da impedire la loro lievitazione in funzione dell’agevolazione. Insomma, non c’è niente da inventare. C’è da applicare e vigilare. Ma prima di tutto c’è da creare una dotazione finanziaria. Su questo punto la Giunta si è irrigidita e  ha detto no. Noi abbiamo costruito comunque un emendamento di 7 milioni di euro e lo difenderemo. Ma giacché non capiamo le ragioni della Giunta, ho cominciato ad intervenire su ogni emendamento e, sommando i miei interventi a quelli dei colleghi del centro-sinistra, siamo riusciti a rallentare l’iter dell’approvazione della Finanziaria. Sensibilmente. Su questo tema si dà battaglia ed è una bella battaglia perché è strategica per le piccole e le grandi imprese della Sardegna. Verso l’una di notte, Giacomo ha avvertito che, in assenza di risposte alle domande che io ponevo, non avremmo più garantito il numero legale. E così abbiamo fatto, determinando la conclusione dei lavori. Cautelativamente lunedì presenterò un migliaio di emendamenti al Bilancio. Mi auguro che sia possibile ritirarli tutti, ma non vedo da parte della Giunta un atteggiamento ragionevole e comprensivo dell’importanza di questa battaglia.
Ieri, infine, il Governo Monti ha varato il Dpcm sul tavolo tecnico per la Sardegna: un vero equivoco che rischia di diventare dannoso. Ne parliamo domani.

15 Commenti

  • Ciao Paolo, se mi dai una risposta a questo te ne sarei grato: http://giuliucrechi.progeturepublica.net/ e visto che ci siamo ci fai sapere anche perchè, in nome della trasparenza degli atti istituzionali, non avete ancora reso pubblico il bilancio della Saremar dell’anno scorso? Ti ringrazio
    Giuliu

  • Le accise rientrano (o dovrebbero) tra le nostre entrate per i nove decimi. Il motivo provate a chiedervelo con questo: se questa classe politica assiste inerme al fatto che la Saras non vende direttamente ma tramite l’ALCOLA e stranamente esiste un altro deposito fiscale carburanti in neppure 100 km dalla seconda raffineria del Mediterraneo .. a cosa servono se non SOLO a fatturare? e cosa produce un giro del genere se non per giustificare un aumento del costo dei carburanti? ad ogni passaggio aumenta di circa 5 cent a lt. Pensate che un’azienda media agropastorale consuma circa 30 mila lt di carburante agricolo … l’informazione va data, spiegata e, sopratutto, capita, altro che 5 cent a lt sul latte. Chiedetevi per quale motivo economico in una terra priva di quella materia prima, le prime tre società di capitali per fatturato in Sardegna sono società riconducibili al petrolio …

    P.S.
    Paolo, a pag 22 del tuo libro nella tabella “sanità” c’è un grosso errore, riporti quella cifra come entrata, non come spesa ;)

  • … incidentalmente, devo aggiungere una considerazione sulla questione della continuità aerea: a me non pare, di per sè, una bestemmia l’idea della tariffa unica per residenti e non residenti. Si tratterebbe di un’evoluzione del tradizionale concetto di continuità territoriale, da intendere non solo come espressione ed attuazione del diritto costituzionale alla mobilità dei residenti svantaggiati dall’insularità (o dalla perifericità: ce l’hanno anche gli abitanti di Crotone, di Albenga e di Cuneo), ma anche come fattore di crescita economica di una regione in ritardo di sviluppo a causa della sua posizione geografica e della povertà di collegamenti (le nostre imprese turistiche partono svantaggiate, per i costi del trasporto, rispetto ai competitori continentali).
    Detto questo è evidente che lo svantaggio non deve essere compensato con i soldi di chi è svantaggiato! Per il principio di coesione dovrebbe essere lo stato a farsi carico degli oneri relativi: insieme alle competenze non dovevano essere attribuite alla regione anche le risorse?

    Notte

  • Caro Paolo, condivido certamente le ragioni della battaglia, ma sono piuttosto perplesso sullo strumento. Non conosco le norme delle altre regioni (anzi, se qualcuno me le potesse indicare…), ma immagino che, per essere compatibile con la disciplina degli aiuti di stato, l’eventuale contributo non possa superare il de minimis, ecc. ecc. Il problema è che la misura andrebbe coordinata con le nuove – e discusse – norme inderogabili in materia di determinazione dei corrispettivi dell’autotrasporto (i cosiddetti costi minimi di sicurezza), che sarebbero però falsati dall’eventuale concessioni di contributi, con verosimile distorsione della concorrenza. Vero è anche che quelle stesse norme, che dovrebbero garantire agli autotrasportatori la copertura dei costi minimi di esercizio, non contemplano allo stato l’ipotesi della tratta marittima (come invece facevano le vituperate tariffe a forcella), diventando così pressochè inutili per i vettori che devono imbarcare i loro mezzi per raggiungere la penisola.
    Capisco che ripugni l’idea di dare i soldi agli armatori, ma rimango dell’opinione che sarebbe meno complicato riflettere sulla creazione di un sistema di oneri di servizio pubblico sulle tratte interessate, con tariffe agevolate per chi trasporta i nostri prodotti fuori dall’isola, nel pieno rispetto della libera concorrenza.
    La battaglia in ogni caso sarà lunga anche perchè gli industriali osteggiano da sempre qualunque soluzione, peraltro inattuabile, che non contempli aiuti diretti alle imprese di produzione o di trasformazione del prodotto da esportare (tanto poi, il prezzo del trasporto, lo fanno loro, non gli autotrasportatori!). Fammi sapere se sto sbagliando…
    Buon lavoro!

  • Perchè molte imprese industriali operanti nella Sardegna Centrale – Otanna e Tossilo – hanno chiuso i battenti e licenziato centinaia di lavoratori e lavoratrici? Soprattutto nel settore tessile? E’ molto semplice: non sono più competitive nel mercato italiano e mondiale. Perchè hanno maggiori costi su alcuni servizi essenziali che determinano l’economicità dell’impresa: trasporti e quindi continuità territoriale per le merci, energia, acqua industriale, credito, burocrazia ecc. Perchè le nostre aree industriali siano attrattive bisogna abbattere il costo di questi servizi. Ma questo non è un problema di oggi. Esiste da decenni
    Finalmente Paolo Manichedda e altri Consiglieri regionali chiedono con forza che almeno il problema dei trasporti e della continuità territoriale delle merci venga in parte risolto utilizzando una minima porzione delle risorse del bilancio regionale. E bene fanno a condizionare il proseguo della discussione sulla finanziaria su un punto che è strategico per la sopravvivenza delle piccole e medie imprese della Sardegna. Ma, Paolo Maninchedda, la battaglia deve continuare sugli altri problemi, politica del credito, costi dell’energia, semplificazione della pubblica amministrazione, dotazione di servizi funzionali, ecc. Perchè alla soluzione di questi problemi è strettamente legato il futuro della nostra Isola. E della Sardegna centrale in particolare. Su questa battaglia troverai sicuramente il consenso e il sostegno delle popolazioni di queste aree che vivono le criticità di una crisi economica mai vista per la sua gravità.

  • Alessandro Gervasi

    La decisione diffusa dall’On. Maninchedda di presentare un migliaio di emendamenti in relazione agli ostacoli predisposti contro la continuità territoriale delle merci , offre la possibilità di fare alcune considerazioni. In primo luogo va stigmatizzata la follia politica di estendere i benefici della continuità territoriale aerea e non anche ai cittadini italiani, non solo per gli stratosferici aumenti di oneri che questa disgraziata decisione provocherà , ma soprattutto perché , ancora una volta, questo tipo di offerta andrà a favorire i soliti avvantaggiati ( gli italiani) a danno degli svantaggiati storici ( i sardi) . In secondo luogo, mi sento di affermare che l’orientamento dell’attuale Giunta di non incidere sui maggiori costi di trasporto delle merci , si contraddica con il desiderio più volte manifestato da Cappellacci, di salvare il tessuto industriale della Sardegna. Va benissimo , quindi, l’atteggiamento manifestato dall’On. Maninchedda ! Supportandolo con una campagna di informazione che evidenzi quanto sia scellerato sottovalutare il problema della continuità territoriale delle merci . In tal senso vale la pena di rammentare che questo argomento, soprattutto in tempi di crisi, è stato più volte affrontato . Anche se i risultati sono stati sempre insufficienti e mai interpretati all’interno di uno scenario più articolato. Tale tema in tutti questi anni è stato certamente oggetto di grandi studi e, talvolta, motivo di enfatiche discussioni pubbliche . Ma la triste realtà è che tutto ciò che si voleva fare è rimasto lettera morta . Lasciando serpeggiare il dubbio che la sopravvivenza politica di questo o quel personaggio ha avuto la meglio sulla urgenza di definire la soluzione della continuità territoriale. Beffardamente – almeno per noi sardisti – è invece intervenuta la mano lunga dello stato italiano che ,con grande enfasi, ha risposto alla criticità della situazione industriale della Sardegna ( e non solo) imponendo , attraverso la legge 887 del 1984 e la legge 64 del 1986, un intervento per l’abbattimento dei costi del trasporto merci . Poi più nulla ! Sono convinto , per chiudere, che qualsiasi intervento sulla continuità territoriale delle merci si debba inserire per forza in più ampio scenario , che è quello della mobilità sia delle persone che delle merci. Rispolverando tutti quei temi che i sardisti hanno sempre posto al tavolo della discussione e che i nostri “alleati” si sono sempre affrettati a liquidare colpevolmente. E’ bene ricordarne qualcuno :
    1. Affermare il diritto della Sardegna ad avere un sistema ferroviario moderno ed efficiente, integrato con la rete ferroviaria italiana ed europea.
    2. Pretendere il riavvio del servizio di traghettamento ferroviario, secondo le tecnologie più moderne ( container, casse mobili , camion o rimorchio al seguito, e quant’altro)
    3. Deliberare normative a favore dell’autotrasporto privato, con particolare attenzione alla formulazione di incentivi per il passaggio dei carichi pesanti dalla gomma alla ferrovia.
    4. Riformulazione della politica dei Raccordi con le Zone industriali o con individuati Centri Merci per qualificare la rete di scambio.
    5. Riduzione dei costi relativi alla tratta marittima per la mobilità su gomma ,favorendo ulteriormente i progetti di integrazione dei diversi vettori.
    6. Definizione di un Piano della Portualità che comprenda il passaggio integrale di tutte le competenze alla Regione Sardegna.
    7. Moratoria alla Stato italiano per il riallineamento degli investimenti negati, compresa la viabilità stradale interna.
    8. Pretendere l’insediamento/mantenimento in loco delle attività di costruzione e manutenzione delle unità di trasporto , collegate ai diversi sistemi di trasporto .
    9. Liberare il Porto di Cagliari dal sistema colonialistico del Transhipment .
    in modo tale che i nostri rappresentanti sardisti sappiano che non sono soli e siamo pronti a sostenerli in qualsiasi momento.
    Saluti a tutti da Alessandro Gervasi .

  • Caro Compatriota Paolo,
    io, come ben tu sai capisco poco, ma stavolta non ci sto capendo proprio niente!!
    Sono “Mezzacapa”!!
    Pertanto ti rispondo con Totò.
    “A Milano c’è la nebbia non si vede….
    Ma se Milano i milanesi, quando c’è la nebbia non vedono, come si fa a vedere che c’è la nebbia ,a Milano”
    .. .Evitando le mie solite scorribande malvessatorie che non ci portano,come al solito, niente, mi affido con benevolenza al link

    http://www.youtube.com/watch?v=F2V0av8ypY4

    Copia e incolla ed un abbraccio
    Luciano

  • Per Kircheddu: il gruppo è raccordato con Christian. Il problema è che la Giunta non è raccordata col Consiglio e spesso con la Sardegna. Speriamo di indurli, col dialogo, a fare la continuità delle merci: darebeb un senso alal legislatura.

  • Per Federico: tutto accade perché, in una coalizione, si media. Noi avevamo la posizione nota, il Pdl ne aveva un’altra. La mediazione è stata finanziarle entrambe. Dovevamo rompere comunque?

  • Forse il nostro Assessore ai Trasporti dovrebbe raccordarsi meglio con il Gruppo Consiliare. Mi sembra un Ragazzo di buona volontà, che andrebbe meglio supportato. Sempre che Lui acconsenta. Ma non possiamo permetterci di sbagliare sui nostri temi.
    PS il dato di incidenza del costo del trasporto sulle merci (quasi 20%)è allucinante, un freno potentissimo alla nostra produzione interna. E’ una battaglia che va combattuta con determinazione.

  • giovanni piras

    Il partito sardo non deve mediare per altri interessi che non siano quelli della Sardegna e neanche quelli di certi personaggi, che pur di rimanere in sella non esitano ad umiliare quelli che sono i fondamenti del sardismo. Bravo Nino ma non essere indulgente con questi figuri.
    Forza paris e coraggio
    Giovanni Piras sardista da sempre ti abbraccia, questo per ricordare un incontro a bosa col compianto Antonio Simon Mossa, (1965-1966) Ma tu lo ricordi sicuramente, o non eri presente?

  • Come è possibile che la scelta di aumentare i fondi per la continuità territoriale a favore dei non sardi sia aumentata proprio mentre il nostro assessore Cristian Solinas è al timone dei trasporti?
    Per me è ancor più incomprensibile questo onorevole! Mi chiedo allora: cosa continuiamo a rimanere in questo governo regionale se non siamo in grado di influire sulle scelte nemmeno dall’interno? Non Le pare che stiamo oltrepassando ogni limite alla decenza? Spero pubblichiate l’osservazione

  • E questo per accontentare l’assessore al turismo ed il suo conflitto di interessi. Va bene così, bisogna imprimere una accelerazione che non dia tregua a chi vuol tenere prigioniero il popolo Sardo. Il PSD’AZ non media con altri interessi che non siano quelli della Sardegna. E deve farlo stando dentro perchè così toglie il sonno a destra e costringe ad inseguire a sinistra. E deve anche circumnavigare la Sardegna con un progetto politico-istituzionale e politico-economico. Partenza: da Bosa! Con la speranza di incontrare Michela Murgia per mettere a confronto le tavole sinottiche del Partito Sardo D’Azione con le sue.

  • Io rimango allibito, scusa Paolo ma non capisco proprio. Solinas è del tuo stesso partito. Vorrei sapere quale motivazione ha un finanziamento, a prescindere che sia per soli sardi o per tutti, di 47 milioni/anno ( fino a poco fa erano 57) per garantire la continuità territoriale aerea. Dai dati sappiamo che il costo tutto compreso ( anche la percentuale dell’8% di profitto e dell’ammortamento/leasing/biglietto) è meno di 7 mila €/ora. Se facciamo due conti capisci bene che con 47 milioni ci viaggiamo gratis. Se facciamo pagare 43€ per CA/Rm ce li compriamo gli arei. Se facciamo pagare un biglietto quei 47 milioni potranno essere investiti nei trasporti interni, che, come dici, ne hanno bisogno, i sardi.Vorrei proprio capire, se solo esistesse una logica in tutto questo. Poi vorrei sapere per quale motivo dovremo aspettare la fine e approvazione della finanziaria per sapere l’esatto contenuto per cui siete ancora a questo punto, e noi, che siamo gli interessati, non ne sappiamo nulla.

  • O Paolo, mi spieghi perchè Meridiana, in continuità territoriale, vende i collegamenti Sardegna-continente al doppio dei prezzi in offerta sul Catania continente? (media 80 Euro contro media 40 euro). Ti dico io il perchè: perchè sul Catania continente c’è la concorrenza mentre sul Sardegna continente c’è il cartello Meridiana-Alitalia. La volete smettere di dare i soldi alle compagnie invece di organizzarvi e rimborsare direttamente gli utenti? Basterebbero due persone per gestire il servizio.

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