Ieri a Sassari un confronto serrato ma utile con i trasportatori e le partite Iva

20 maggio 2012 06:4210 commentiViews: 14

sl1001Ieri si è svolto a Sassari un convegno con diversi partecipanti, protagonisti i movimenti dei trasportatori e delle partite Iva. Molto utile, soprattuto nelle parti di analisi delle strategie difensive rispetto all’aggressione fiscale che la Sardegna sta subendo. Certo, anche qualche nota stonata, qualche intolleranza, ma sostanzialmente un clima di confronto: di questi tempi è stato un evento importante e costruttivo. Il tema politico è emerso con nettezza: tutti d’accordo a produrre un cambiamento profondo. Occorre però, per farlo, prepararsi alle elezioni politiche (perché, purtroppo, la battaglia fiscale si deve combattere politicamente in Sardegna ma praticamente nel Parlamento italiano). Ho fatto notare che se ci presentassimo (noi dell’area sovranista e del sistema delel piccole imprese) in tutte le liste e le sigle che pratichiamo e conosciamo, ragionevolmente non ne eleggeremmo neanche uno. Se invece, il 18% circa che oggi raggruppa questo circuito si presentasse unito, allora il gioco e il valore politico sarebbe diverso. Mi pare che anche i movimenti degli autotrasportatori e delle partite Iva abbiano colto l’importanza di elaborare una loro strategia elettorale. Tutto questo ovviamente al netto di quanti pensano invece a una strategia rivoluzionaria e eversiva che vedrebbe noi schierati dall’altra parte, dalla parte della legalità e della democrazia. Ma mi pare che si tratti di voci molto isolate e senza una struttura di pensiero adeguata all’ambizione rivoluzionaria. La rete di proposta di una alternativa di governo mi pare si stia sviluppando. Vedremo.

10 Commenti

  • Fulvio Perdighe

    Cosa vorrei…
    Vorrei che i partiti, e i suoi eletti, rincominciassero ad ascoltare le persone per la portata delle istanze e non per il bacino elettorale che le stesse coagulano.
    Vorrei che i partiti fossero alimentati dal “basso” e non controllati dall'”alto”.
    Vorrei una politica partecipata “giorno dopo giorno” e non uno show pre o post elettorale.
    Vorrei fare il mio lavoro senza sentire la necessità di fare politica attiva perche mi sento ascoltato e ben rappresentato.
    Vorrei uno scenario politico veramente democratico nel quale le regole interne dei partiti vengano rispettate e non riscritte o autoritariamente interpretate a convenienza.
    Vorrei un partito, il nostro, che esca dalle logiche e i meccanismi consolidati della peggior politica italica.
    Forse vorrei troppo, o forse voglio le stesse cose che vorrebbe quella enorme massa di dissenso verso i partiti che non và piu a votare o che vota per interesse specifico.
    Mi ripeto.
    Io credo che chi si sente ben rappresentato non ha la necessità di fare politica in prima persona.
    Perchè nascono i movimenti?
    Movimento Pastori, P.Iva e Autotrasportatori conoscono bene le problematiche di settore e hanno sentito la necessità di diventare soggetti attivi per l’incapacità di una classe sindacale e politica sorda, superficiale e autoconservativa.
    Certo è che se un partito come il nostro deve cercare forze nuove nei movimenti è arrivata l’ora di porsi qualche domanda.
    Siamo così poveri, al nostro interno, di donne e uomini capaci di ascoltare e tradurre in azioni politiche le istanze del mondo del lavoro, perchè di questo si tratta.
    Nelle riunioni che ho citato era palese la voglia di rompere con il “sistema” e quei movimenti resteranno in piedi solo se alimentati dalla protesta. I “capi”, quelli che non piacciono a nessuno, quando diverranno organici alla politica torneranno soli, ….fidati….
    Nel Sulcis il problema è già sorto in maniera palese e quando si arriverà al dunque delle candidature…beh…hai presente la neve al sole…
    Però il bicchiere è mezzo pieno.
    Il nostro partito ha tutto per vivere con profitto questa fase di crisi dei partiti italioti senza dover inseguire i capibanda di turno.
    Basta semplicemente riattivare il circuito interno del nostro partito, collegare occhi, orecchie e cuore.
    Fortza Paris

  • Nicola Satta

    E cosa vuole fare Fulvio…
    Da quello che ho sentito a Sassari, vorrebbe fare il rivoluzionario..
    Fare casino, diventare un capo branco come Floris per poi creare una lista alle Regionali e farsi eleggere…
    Tutto qui… O sbaglio?

  • E invece tu, Fulvio, che cosa vorresti fare? Io voglio far sì che le novità sociali si traducano in novità istituzionali, con nuovi eletti, nuovi rappresentanti, nuove forze. Tu che cosa vuoi?

  • Fulvio Perdighe

    Mi sorprende l’evoluzione del popolo delle partite iva. Come il MPS, da “contro tutti” a “vediamo chi ci piglia”. Ero presente alle prime riunioni a S.G.Suergiu nelle quali veniva acclamata la necessità di rompere con partiti, sindacati ed ass. di categoria. Cosa è cambiato?
    Perchè la voce di Autotrasportatori e P.Iva ci suona più melodiosa di quella del MPS? Alla fine rientriamo tutti all’ovile?

  • Stefano Fara

    http://www.sardegnademocratica.it/istituzioni/sulla-continuita-territoriale-la-regione-non-ha-chiesto-alcuna-proroga-1.27114
    Uscendo fuori tema: che sta succedendo per la continuità territoriale? Cosa sta facendo per evitare la fine della stessa il nostro assessore Solinas?

  • Mario Pudhu

    No apo a èssere deo a preigare sa disunione de sos Sardos, ca de totu àteru tenimus bisonzu. Ma fintzas a candho sa prospetiva de sos Sardos est su Parlamentu italianu fintzas sos menzus preigadores de unidade ant a èssere solu faghidores de disunione. Matemàtica, pro chie bi pessat comente si tocat. Pro fàghere àteros bucos in s’abba. Manu in ogros posta desesi pro abbaidare in s’iscuru prus niedhu. Si est pro augurare, àuguro chi no su 18% de sos Sardos si presentet unidu, ma su 100% (bi at a mancare a donzi modu su votighedhu meu, unu solu, mi l’àuguro pro su bene de sa Sardigna e no pro su torracontighedhu de segamigasu meu). Totugantos sos Sardos a una boghe. Totugantos in su matessi partidu. Miràculu. Solu miràculu. E Zesugristu za lu podet fàghere! Ma nois semus (antzis, “bois sezis”, chie punnat a su Parlamentu italianu) solu sighindhe sa política de s’irresponsabbilidade, sa política de sa manu in ogros, sa política de su prànghere, cussa chi depet fàghere chie nos càtigat. Tiaimus nessi comintzare a cumprèndhere cale e cantu depet èssere su fàghere de chie zughet “le mani in pasta” in s’ingranazu de sa dipendhéntzia e cale e cantu su de chie est o ndhe cheret èssere fora. A cufúndhere sas duas cosas no est irballu chentza efetu. Bona fortuna! De séculos addainanti nostru za bi ndhe at medas.

  • Giovanni Piras

    Il movimento degli autotrasportatori ha davvero ragione da vendere e pertanto a protestare, sono giuste le loro rivendicazioni, condivisibili, perche toccano tutto il popolo sardo, da sempre vessato e preso in giro per la continuità territoriale, anche quella interna alla Sardegna, attenzione però a non confondere il movimento con i volta gabbana, personaggi squalificanti in ogni dove e anche pericolosi. Chi ha orecchie da intendere avrà capito. Non facciamoci illusioni: mariane cambia pilu ma non sas trassas. Credo che Nino sia d’accordo. Forza paris

  • Andrea, facciamo il consuntivo anche di 15 anni di isolamento politico del Psd’az? Come fai a non capire che per la prima volta i sardisti hanno la possibilità di vedere gli altri che scelgono loro e non loro costretti a optare per uno dei due partiti italiani?

  • Prima di fare nuove alleanze bisogna urgentemente fare un consuntivo relativo all’attuazione del programma di governo sottoscritto con Cappellacci

  • La percezione che si ricava da questi incontri è che le clientele si stiano sfaldando. La politica (con la “p” minuscola) non dispone più di risorse finanziarie da elargire ai capi bastone che, abituati a vivere di imprenditoria apparente, non sopportano la chiusura del rubinetto che pone fine ad un accanimento terapeutico da contributi. E i partecipanti/attori a questi convegni sono sempre gli stessi che si spostano da tutte le parti della Sardegna per mettere sotto accusa quella politica fino ad ieri a loro vicina. Ho qualche dubbio che apprezzino una proposta politica diversa, indirizzata a difendere gli interessi generali. Chi in questi incontri non ha voce è la stragrande maggioranza dei cittadini che rispetta le regole in silenzio e con dignità. Credo valga la pena investire su questi per disegnare un futuro nuovo.

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