Ieri a Macomer un bagno di folla per Sardex. L’obiettivo: consumatori locali per produttori locali

1 giugno 2012 06:188 commentiViews: 38

sl0897Era da molto tempo che non vedevo a Macomer tanta gente.
Secondo l’Agenzia regionale per il Lavoro Macomer ha il più alto coefficiente della Sardegna nel riassorbimento degli espulsi dal sistema produttivo: 1 su 2 ritrova lavoro nel territorio. È il segno di un tessuto produttivo ancora vivo su cui si sta lavorando. Ieri, di fronte ai responsabili di Sardex, con una platea tanto numerosa da stare fuori dalla sala e da costringere molti a uscire per il caldo,  è emerso un concetto molto importante: attualmente il consumatore locale spende nel suo paese ma compra dal mondo, trasferendo risorse verso produttori, mediatori e commercianti non locali. Questo è il cuore del problema. Il ceto medio non ha capacità imprenditoriali, ma mantiene capacità di acquisto. Se si organizza questa capacità di acquisto, che solo a Macomer supera i 15 milioni di euro l’anno solo sugli alimentari, e si arrivasse a lasciare nelle tasche dei produttori locali almeno il 50% di questa domanda, buona parte del micro sistema produttivo ne avrebbe un grande giovamento e riuscirebbe anche a produrre lavoro. In questa rete, la moneta complementare (ieri i responsabili di Sardex hanno annunciato che da settembre sarà possibile fare entrare nel circuito anche i consumatori, che avranno gratuitamente la carta Sardex) è di grande aiuto, perché consentendo lo scambio di beni e servizi tra aziende, ne agevola il reciproco finanziamento senza interessi. Questo è il modo di rispondere alla crisi: costruendo modelli di coesione e di sviluppo sulla base degli stessi volumi finanziari circolanti.

8 Commenti

  • Tomaso Canu

    Io ho partecipato all’incontro fatto a Macomer dove ho potuto capire la bontà di SARDEX.
    Non sono un imprenditore e pertanto non posso inserirmi da consumatore ancora nel sistema, ma ho apprezzato la bella ed approfondita illustrazione fatta da parte degli esperti, ai quali va il mio plauso ed un ringraziamento per il lavoro che stanno portando avanti per valorizzare le nostre risorse e le nostre produzioni.
    Trovo molto interessante però, che SARDEX possa essere utilizzata anche nel mio lavoro (sindacalista Cisl), il quale può essere uno strumento di contrattazione di secondo livello fra gli imprenditori e i propri lavoratori. Può essere questo un elemento stimolante per le parti, soprattutto in questa fase di grave crisi che sta attanagliando le nostre aziende, le quali però devono, anche in questa fase, stimolare sempre di più la loro competitività valorizzando la produzione, sia nella resa che nella qualità.
    Ecco per questo motivo ritengo che SARDEX possa essere lo strumento più idoneo per far ripartire la nostra economia.

  • Bobore Bussa

    Domenico se sei interessato alla questione banca etica sarda, stiamo lavorando anche ad un progetto su questo settore. Contattami quando vuoi: bobore.bussa@gmail.com

  • Domenico Mura

    Sardex è un’operazione monetaria/economica che nasce da una idea rivoluzionaria, come di una rivoluzione culturale ococrre alla nostra isola. Senza questa rivoluzione culturale sul modo di acquistare/pagare/produrre/consumare non si và da nessuna parte, ovvero si resta attacati al carrozzone/sistema Italia, cosa di cui dovremmo fare a meno. Sardex,come altre monete complementari,se sapute ben gestire, può essere un modo per lasciare (gran)parte della ricchezza sul territorio.Un altro modo è quello di incentivare, preferire i prodotti sardi, quasi fino a sponsorizzare l’autarchia. Paolo fà notare i 15 milioni dell’alimentare di Macomer, io chiedo (il tempo a disposizione mi ha impedito di articolare meglio la mia domanda) e l’80% dell’agroalimentare? Aggredire e ridurre queste importazioni significa creare richezza e posti di lavoro in Sardegna, e tanti. A cosa serve fare turismo se devo vendere prodotti nazionali? A cosa serve bere orgogliasamente la birra con i 4mori, se gli utili e quindi la ricchezza,finiscono all’Unilever, quindi in Olanda? Anche la costituzione di una banca etica, sul territorio può aiutare tanto. Ma per fare questo (e molto altro) occorre che noi cambiamo modo di pensare e la Regione quello di amministrare e programmare(caso mai lo abbia mai fatto!!)

  • Ossigeno per un economia asfittica. Come restituire forza e mercato alle nostre produzioni. Ottimo!

  • Complimenti davvero a tutti i giovani di Sardex. Io da imprenditrice ho deciso che aderirò e ieri mi sono convinta che come sardi se ci unissimo davvero potremmo progettare un futuro migliore per tutti.
    Grazie a Paolo di averceli fatti conoscere.

  • Enrico Cadeddu

    Complimenti davvero ai responsabili di Sardex per l’idea,sempre ad essi e ai loro broker per la chiarezza nell’esporre il funzionamento del circuito commerciale e a te che hai reso possibile la presentazione a Macomer.

  • Già se ne parlò: filiera corta.
    Proficuamente la filiera corta deve contemplare la produzione di energia da rinnovabili (NON IL GRANDE IMBROGLIO DELLE BIOMASSE) come la fertilizzazione agricola da compost locale e produzione di bulbi e talee nostrani.
    Filiera corta anche in termini di capitale umano: troppi lavoratori, capi e capetti italiani negli enti pubblici.
    Sardex estremamente interessante.

  • Mario Pudhu

    Pro su chi bi cumprendho deo est una cosa istravanada, bella e bona. Tocat de li dare totu sa fortza.
    Sardos de Sardigna, ànimu! Fortza paris!

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