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I verbali non letti dall’Unione Europea

Posted on 3 Gennaio 20263 Gennaio 2026 By Paolo Maninchedda 11 commenti su I verbali non letti dall’Unione Europea

La questione Abbanoa è tra le più rilevanti di questa legislatura. La scelta politica della società e della Giunta (come vedremo) di decapitalizzare la società si rivelerà esiziale e io voglio tenere il punto su questo argomento, in modo che, quando gli eventi confermeranno ciò che sto dicendo sia possibile individuare chi ha precise e indiscutibili responsabilità in questa azione infausta (come gli eventi stanno confermando che Olbia continua ad allagarsi pericolosamente ogni volta che piove e che c’è solo da pregare che non accada nulla di irreparabile negli anni di elaborazione e di realizzazione del nuovo progetto di difesa idraulica. Attualmente Olbia è difesa dalle preci di tutti noi, ma riconosco che Nizzi sta diventando più civile e meno rozzo nel confronto politico. Vuoi per gli anni che passano, vuoi per l’ambizione di divenire Presidente della Regione, comunque sa discutere in modo più civile di prima. Ho apprezzato che nella sua conferenza stampa di fine d’anno non mi abbia attaccato, almeno con le parole, i gesti dicevano altro, ma non mi turbano manco un poco) .

La lettura attenta dei verbali della Commissione del Controllo Analogo di Abbanoa e di quelli del Comitato Istituzionale d’Ambito dell’Egas sono molto utili a comprendere la complessa azione amministrativa portata avanti, invece, per rendere molto opache le responsabilità dei singoli e scaricarle o sui Comuni o su procedure così farraginose da non essere semplice per alcuno capire chi fa che cosa.
Ma forse un giudice, servendosi di intelligenti (ne esistono?) polizie giudiziarie, potrebbe fare chiarezza.

Bisogna tenere a mente le date.
La Giunta Todde si insedia il 9 aprile 2024.
Il 29 luglio 2024 l’ing Caschili, in quanto delegato dalla presidente Todde, partecipa al Comitato Istituzionale d’ambito e lamenta l’avvenuto insediamento della Commissione del Controllo Analogo in assenza della rappresentante della Regione. Il Presidente di Egas risponde esibendo il parere dell’Avvocatura dello Stato che dichiara legittimo l’insediamento. Il verbale dell’8 agosto (di cui abbiamo parlato ieri) parla della riunione di insediamento come avvenuta. Eppure i casi sono due: o non è stato fatto il verbale o lo stesso verbale non mi è stato consegnato. Fatto è che, come se niente fosse, la storia ricomincia l’8 agosto, perché? Perché nel frattempo la precedente presidente eletta è decaduta perché è caduta l’amministrazione comunale di Nuoro. Quindi, la prima riunione, quella su cui si è espressa l’Avvocatura, è divenuta una riunione fantasma, sostituita dalla successiva (quella firmata con divertentissimi fusi orari diversi). Teniamo a mente questo disordine e questa superficialità, perché ci guiderà (ed è tipicamente grillina).

Il 20 marzo 2025 la società Abbanoa comunica all’Egas (ente su cui incombe la responsabilità di bandire la gara internazionale per il Servizio Idrico Integrato della Sardegna per la quale si è impegnata la Regione con l’Unione Europea) “una nota legale nella quale, dopo aver descritto il contesto di riferimento ed il quadro normativo vigente, viene prospettata la scelta della restituzione da parte della Società, previo ordine della Regione, dell’aiuto percepito oltre agli interessi e, per l’effetto, del ripristino della durata della concessione in house fino al 31 dicembre 2028 e, previa verifica della sussistenza dei presupposti previsti dalla vigente regolazione, l’estensione della Convenzione oltre il termine del 2028 nei limiti di durata trentennale massima complessiva dell’affidamento”.

Fissiamo un punto: la restituzione dell’aiuto di Stato della Regione, cioè la riduzione del capitale, è una scelta che la società vorrebbe realizzare su ordine della Regione.
Il 21 marzo 2025 la Regione, attraverso il suo Servizio Rapporti Istituzionali della Direzione Generale della Presidenza, risponde (nota prot. 4628 appunto del 21 marzo 2025) all’Egas che la aveva sollecitata a riprendere i contatti con la Commissione Europea argomentando che “che la richiesta di riavvio dei contatti con la Commissione Europea, oltre che intempestiva, avrebbe avuto con ogni probabilità esito negativo, con il rischio di non poter impugnare la lettera di rigetto, pregiudicando una eventuale difesa in corte, riservandosi di formulare ulteriori considerazioni con riferimento alla misura di cui alla Decisione (2013) 4986 sopra citata, anche ad esito delle valutazioni in corso in seno agli organi competenti della Regione e agli indirizzi che saranno espressi dagli stessi”.
Quindi la Regione, che aveva interloquito con la Commissione nel 2023 per provare a riportare la scadenza dell’house providing al 2028, non riuscendovi, dinanzi a Egas che sollecita a riprendere i contatti con la Commissione essendo pronti i documenti per indire la gara, risponde che è meglio non ‘svegliare in can che dorme’ e annuncia non ben precisate valutazioni. La successione temporale di Abbanoa che comunica la scelta di voler evitare la gara su ordine della Regione e la Regione che frena Egas nei rapporti con la Commissione e dichiara di aver in seno ‘valutazioni’ da fare non è evidentemente un fatto casuale né banale, posto che la Regione sta agendo in modo non perfettamente aderente al principio della leale collaborazione tra pubbliche amministrazioni (non è leale tenere altre istituzioni coinvoltissime nel processo in essere all’oscuro delle proprie decisioni).

Il 1 aprile 2025 il presidente di Abbanoa è audito dalla Commissione del controllo analogo.
Questo verbale mi è stato per il momento rifiutato per opposizione dei controinteressati, che devo dedurre essere Abbanoa, posto che nessun componente della Commissione si è evidentemente opposto al mio accesso agli atti (altrimenti non avrei ricevuto i verbali).
Ora, se ho dedotto bene, io mi chiedo come faccia il presidente Sardu da un lato a prospettare una compagnia pubblica che statalizza ogni sua attività in nome di un frainteso concetto di ‘pubblico’, che si decapitalizza pur di non fare una gara europea sempre in nome del frainteso controllo pubblico, e dall’altro a opporsi a che un cittadino capisca che cosa lui ha fatto e perché lo ha fatto. Non lo capisco e lo trovo latamente ingiusto: un pubblico amministratore vive in un palazzo di vetro, non dovrebbe occultare alcun atto. Posto poi che le cose sono già avvenute, e dunque non vi è rischio alla loro realizzazione dalla pubblicità degli atti, perché opporsi? Cosa c’è di così compromettente nell’audizione del 1 aprile 2025? Certo, forse, non lo saprò mai io, ma sono sicuro che lo stesso diniego non potrà essere opposto alla Commissione Europea.

Non posso affermare con certezza che la Commissione del Controllo Analogo, che ha rilevanti responsabilità di controllo, abbia preso in esame il progetto di decapitalizzazione di Abbanoa, perché oltre al verbale del 1 aprile mi è stato precluso anche quello del 10 ottobre.
In ogni caso, il problema si pone, perché la Commissione non poteva non analizzare il piano di decapitalizzazione per evitare la gara e avrebbe anche dovuto riferirne ai soci, proprio perché il suo compito è vigilare sugli atti strategici, come ha sempre ricordato nelle riunioni la rappresentante della Regione senza mai richiamare, però, a meno che non l’abbia fatto nei due verbali che mi sono stati preclusi, il principale atto strategico assunto da Abbanoa in questo biennio. Ci sono precise responsabilità cui far fronte quando si fa parte di un organo di controllo e, tra queste, la principale è esercitare effettivamente il controllo.

Il 3 novembre 2025  il Comitato Istituzionale d’Ambito dà il via libera alla decapitalizzazione, ma lo fa con una formula condizionata: “dando mandato agli [uffici] di chiedere alla Regione di esprimersi in merito alla restituzione dell’aiuto e, in caso positivo, che la stessa adotti i provvedimenti di competenza, e avvii le necessarie interlocuzioni con la CE sulla perseguibilità dell’operazione di restituzione dell’aiuto e, per l’effetto, del ripristino della durata della concessione in house fino al 31 dicembre 2028”.
Il problema è che la Regione era presente all’assunzione di questo atto nella persona dell’ing. Caschili, Capo di Gabinetto della Presidenza, il quale interviene per emendare il verbale della seduta, ma non dice nulla sulle intenzioni della Regione. Cioè si è di fronte a un delegato della Regione che vota per chiedere alla Regione, di cui lui è delegato, di esprimersi rispetto al progetto di decapitalizzazione. Ma questa modalità equivoca, da parte della Regione, di partecipare all’Egas, cioè all’ente che avrebbe dovuto bandire la gara e che aveva i documenti già predisposti per poterlo fare, rivela comunque una cosa grave: la Regione ha partecipato all’Ente che doveva bandire la gara senza predisporre alcun atto istruttorio. Non c’è un sol atto in Regione che abbia istruito la pratica, per cui Caschili ha votato senza alcun iter amministrativo che accompagnasse l’espressione del suo voto. È una bella responsabilità personale.

Poi però c’è un mirabolante colpo di scena.

Il 12 dicembre 2026  la presidente della Regione Alessandra Todde partecipa di persona all’Assemblea dei Soci di Abbanoa.
All’ordine del giorno il percorso di decapitalizzazione di Abbanoa che a quella data:
– non è stato disposto da alcun atto della Regione;
– non è stato sottoposto al vaglio della Commissione per il Controllo Analogo;
– è stato contestato formalmente da  uno dei membri del Collegio Sindacale;
– è corroborato solo da una delibera di Egas che è subordinata a una decisione della Regione che non è stata presa.

Anche in questo caso la domanda è lecita: in ragione di quale istruttoria la presidente della Regione ha espresso il suo parere favorevole? Nessuna, lo ha fatto in ragione del suo ruolo, ma senza adeguata motivazione amministrativa. Ed ecco che si cerca di correre ai ripari in modo a dir poco rocambolesco: nelle stesse ore nelle quali la Presidente della Regione partecipa all’assemblea di Abbanoa, arriva un parere legale di un avvocato esterno all’avvocatura regionale (non trovo la delibera di Giunta che lo incarica, per cui immagino che anche questo costo, insieme al parere Cerulli Irelli sui manager della sanità, vada a confluire nei debiti fuori bilancio che poi il Consiglio sarà chiamato a sanare, oplà!) che si spertica nel sostenere che il presidente della Regione non si trova in conflitto di interessi nel votare il piano di decapitalizzazione (secondo il mio modestissimo avviso il quesito è stato posto all’avvocato in modo precipitoso e tale da comprometterne la reale efficacia).
Ma la vicenda non si chiude qui.
Lo stesso giorno dell’assemblea dei soci di Abbanoa, la Giunta regionale adotta questa delibera che dà mandato “alla Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto Idrografico, di relazionare, sulla scorta di un parere legale da acquisirsi nell’ambito del servizio di supporto giuridico già attivato, in merito alla verifica della percorribilità e sostenibilità della proposta di restituzione dell’aiuto di Stato come rappresentata dal Comitato Istituzionale d’Ambito”.
Questa è furbizia grossolana: la Regione, al cui parere l’Egas aveva subordinato la propria delibera di assenso al percorso scelto da Abbanoa e da questa sostenuto a patto che la Regione fosse d’accordo e glielo ordinasse, dopo che la Presidente è già andata in Assemblea e ha approvato il piano suddetto, cioè la decapitalizzazione, affida alla Direzione del Distretto Idrografico la valutazione, a posteriori, dell’operazione. E quale è il Direttore generale di qualsivoglia struttura regionale, ma a maggior ragione un direttore generale che sta direttamente sotto la Presidenza, che ha la forza di smentire il suo presidente dopo che questi ha già scelto e si è già esposto? Nessuno, anzi è ragionevole pensare che prima sia stato sentito, per le vie brevi, il polso del Dg in questione, e poi gli sia stato conferito l’incarico. Ma in tutto questo tragicomico inghippo, la regia regionale non sfugge a nessuno e anzi la paradossale conclusione (fare a cose fatte ciò che doveva essere fatto prima) svela il mandante di un pasticcio colossale che vale diverse centinaia di milioni di euro, migliaia di posti di lavoro e un servizio essenziale per la comunità sarda.

 

 

 

Abbanoa, Politica, Vetrina

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Comments (11) on “I verbali non letti dall’Unione Europea”

  1. Tatanu ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 12:09

    Nella decapitalizzazione di Abbanoa è in corso una lizza (di potere).
    Se dunque osserviamo le cose al netto della lizza, risulta:
    decapitalizzazione – lizza = decapitazione.

    Mi scusi Professore, non ho resistito alla battutaccia…

  2. Paolo Maninchedda ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 15:49

    Ex Kgb, già il nome scelto rivela un’intrinseca imbecillità, ma la sua vocazione a fare di tutta un’erba un fascio qui non trova spazio. Proprio no, la decapitalizzazione porterà Abbanoa a riprecipitare nella condizione fallimentare nella quale versava prima della capitalizzazione, quando il populismo a buon mercato, di cui lei è degnissimo interprete monoculare, l’aveva condannata ad essere l’unica società italiana nata dalla legge Galli ma non capitalizzata. Pubblico e privato? Guardi un po’, la più grande società di servizi e energia italiana è Acea, per caso 51% pubblica e 49% privata. E io ricordo bene quando gli stipendi e le tredicesime arrivavano in ritardo, perché fu con la Giunta Pigliaru e con me e con la capitalizzazione, che io fortemente volli, che i conti tornarono ad essere positivi. Si informi, non viva solo delle sue convinzioni coriacee e acritiche. In ogni caso, se vorrà ancora commentare, nome e cognome veri.

  3. KGB ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 15:22

    Io chiederei gli atti, di tutti, anche delle nomine dal 2006 ad oggi .. vediamo quanti si possono alzare in piedi e parlare dopo 3giunte di cdx e 2 neanche e mezzo di csx….la decapitalizzazione a torto o a ragione permetterà ad Abbanoa di rimanere almeno come è oggi .. andando in gara il servizio significava che la gestione della risorsa ( cioè quello che oggi fa Abbanoa ) sarebbe andata a chi vinceva questo bando .. forse italiano , forse spagnolo , forse nord europeo o forse indiano o cinese .. di questo si parla.. quindi con tutte le ragioni e le opinioni, era meglio andare in gara ? Non lo so.. sono opinioni.. pero’ non stiamo a dire o parlare di partenariato misto 51% pubblico 49% privato , perché lo sanno anche i pali della luce che in quell’ambito non si fanno utili ..ma non scordiamo gli anni in cui i lavoratori percepivano la retribuzione in ritardo e la tredicesima in 5 rate.. e’ tralasciamo la querelle di quegli anni tra egas ed Abbanoa .. morale zero in questo senso

  4. Antonio ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 13:59

    il bello che il diniego degli atti viene da quel partito che della trasparenza ha fatto la sua fortuna voglio vedere come se la caveranno quando le bollette aumenteranno per recuperare i soldi che vogliono restituire come si difenderanno c’è ancora qualcuno che da le colpe a quelli di prima

  5. Ex ESAF ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 13:32

    Vorrei sapere cosa comporta la decapitalizzazione di Abbanoa.
    Può favorire una scalata da parte di terzi soggetti nei confronti della Società?
    Può venire cancellata dalla Corte dei conti?
    Può essere oggetto di contenzioso con la RAS stessa?
    Può essere bloccata dalla UE?

  6. Giovanni ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 13:25

    “E quale è il Direttore generale di qualsivoglia struttura regionale, ma a maggior ragione un direttore generale che sta direttamente sotto la Presidenza, che ha la forza di smentire il suo presidente dopo che questi ha già scelto e si è già esposto? Nessuno”,
    Ovvio. E tanto meno questo ultimo (come gli ultimi due-tre in senso cronologico).
    Ma poi perché mai e a che titolo l’Agenzia del Distretto Idrografico dovrebbe pronunciarsi su di una procedura amministrativa [ai sensi della LR. 19/2006, l’ADIS ha compiti di segreteria tecnico-operativa, supporto logistico e progettuale, e applicazione della normativa comunitaria (Direttiva 2000/60/CE) per la gestione delle acque, la protezione degli ecosistemi, la mitigazione dei rischi (inondazioni, siccità) e la garanzia di un uso sostenibile delle risorse idriche], oltretutto ex post (cioè a babbu mortu) e considerando una vocazione atavica di tale istituzione alla lentezza bradipesca….. A meno che, date le difficoltà oggettive, non decida di avvalersi dell’ennesimo Accordo di collaborazione” fra enti con qualche ossequioso dipartimento universitario.

  7. Idda ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 09:35

    E dopo la sua decapitalizzazione, Abbanoa, sarà in grado di risarcire i contribuenti, come deciso dall’ultima sentenza del TAR?
    Avrà denaro sufficiente?

  8. Paolo ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 08:51

    Nel momento in cui ci si oppone a pubblicizzare gli atti, o meglio a mostrare gli atti a coloro che ne richiedono visione perchè parte in causa, di sicuro qualcosa non quadra.

  9. Mario Pudhu ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 08:24

    … at a èssere TOTU un’órdine/cumandhu a INTELLIGENZA ARTIFICIALE de una màchina chi zughet memória ma NO ZUGHET CUSSÉNTZIA, ne CORO e ne IDEALE, e però ideas… e benemindhe! E no faghet diferéntzia mancu si semus in Sardigna o in su corru (a./c. custa peràula su “correttore” mi l’at cambiada a “corruzione” e l’apo chitzidu deo) corru mannu de sa furca! Tantu… tra èssere zente cun zente o impicados o fatos impicare a carchi furca ite càmbiat? Sempre a mòrrere etotu tocat!

  10. A ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 08:20

    Cosa ci si poteva aspettare da un partito che ha trovato i suoi candidati online, che doveva “aprire il parlamento come una scatoletta” che invece se l’è mangiata tonno compreso?
    Chi pagherà tutti questi danni economici, i sardi?

  11. Sardinian Job ha detto:
    3 Gennaio 2026 alle 07:49

    Egregio Professore.

    Con quale (obbligatoria) motivazione (dei contro interessati?) è stato opposto diniego alla Sua istanza di accesso agli atti (di atti pubblici)?

    Motivazione dei contro interessati che, evidentemente, è stata accettata e fatta propria dalla Amministrazione che detiene gli atti e che, nostro malgrado, si è (per adesso) sottratta all’obbligo di trasparenza!

    Tanto basta per avere certezza che, sotto le ceneri, il fuoco brucia ancora.

    Ne leggeremo delle belle!

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