Il 25 marzo scorso, il membro del collegio sindacale di Abbanoa Francesco Salaris ha scritto una lettera di diverse pagine indirizzata al Consiglio di Amministrazione di Abbanoa, intitolata “Integrazioni al progetto di Bilancio 2025”. È l’ultimo atto di Salaris prima della “fortunata” e tempestiva sua nomina al Coran, con contestuali dimissioni dal Collegio sindacale di Abbanoa.
Tra le altre cose scriveva:
«Nel corso dell’esercizio 2025 sono stati effettuati investimenti in attività finanziarie per Euro 243.010.388, pari al 17% del totale attivo. Dalla documentazione emerge che tali investimenti sono stati affidati a un unico intermediario finanziario mediante analisi comparativa di sole due proposte di offerta, senza procedura di gara, con la sola verifica di legittimità da parte del settore procurement».
In poche parole il dott. Salaris denunciava che ben 243 milioni di euro sono stati affidati senza gara a una sola banca, la Credem, e che questo è avvenuto con la sola firma del dirigente del settore procurement, il quale però, guarda caso, è vacante, e quindi è da ritenersi che la firma sia del Direttore Generale.
Prima questione: la violazione del Codice dei contratti è un reato e qui la violazione è spaccata.
Si può procedere ad affidamenti diretti, con o senza preventivi presentati, solo sotto i 150.000 euro.
Violare il Codice dei contratti per somme la cui assegnazione prevede la gara configura il reato previsto dall’art. 353 Turbata libertà degli incanti .
Seconda questione: un magistrato che mi aveva in particolare odio mi ha costretto anche a studiare il reato di associazione a delinquere, il quale funziona così: se tre persone si accordano per commettere più reati, incorrono in quanto previsto dall’art. 416 del Codice penale.
Vediamo se la vicenda di Abbanoa è congruente con la previsione di legge.
È possibile che un solo dirigente di una società pubblica (come è Abbanoa) sposti, di sua esclusiva volontà, in solitudine e di nascosto, 240 milioni di euro da uno o più conti correnti (che io immagino fossero presso il Banco di Sardegna) verso un privilegiato operatore economico (in questo caso Banca Credem)?
No, non è possibile.
Abbanoa ha un Cda che non poteva non essere informato; ha una Commissione del Controllo analogo che doveva (non “poteva”, “doveva”) controllare, e ha appunto un Collegio Sindacale che doveva svolgere la sua funzione (e che l’ha svolta solo in parte col solo sindaco immediatamente promosso e rimosso).
A ciò si aggiunga la presidenza della Regione, che anziché chiedere conto, essendo azionista di maggioranza, di questa che è la più grossa operazione finanziaria della storia dell’Autonomia (si tratta, infatti, tradotta in lire, di una cosetta da oltre 480 miliardi di lire) si affretta a proporre il sindaco ficcanaso al nuovo ruolo di componente del placidissimo Coran.
Bel quadretto, non c’è che dire, ma è un quadro che in altri luoghi avrebbe potuto suggerire il fumus dell’art. 416 del Codice Penale?
In altri contesti, quali la giunta Soru o la Giunta Cappellacci o la Giunta Pigliaru o la Giunta Solinas sicuramente sì; con la Giunta Todde no, la giustizia è garantita per definizione e non per azione.
Terza questione: Un tempo il Consiglio regionale annoverava una congrua rappresentanza delle specie di cui si compone l’umanità sarda.
Si trovavano uomini liberi, imbelli fortunati, traditori seriali, adulatori di contraccambio, lecchini, rivoluzionari compressi, avventurieri, una costante e diffusa presenza di parassiti, finti buoni e finti cattivi, insomma, un po’ di tutto.
La varietà garantiva, alla fine, un po’ di qualità.
Oggi la razza prevalente è quella dei galleggiatori, dei relitti, dei negoziatori a oltranza.
Inevitabilmente, la politica ha cessato di essere l’attività principale ed è stata sostituita da pratiche di sopravvivenza.
Oggi la militanza è soprattutto complicità, è stare insieme appassionatamente affidando alle tante narrazioni possibili la sofisticazione e la manipolazione della realtà.
Un consigliere regionale che si rispetti da giorni avrebbe preteso gli atti di questa squallida vicenda, invece no.
Questo è il Consiglio regionale che fa la legge campata per aria del salario minimo, ma non impedisce che un suo membro raddoppi il suo stipendio da onorevole facendo il gettonista per la Asl.
È un Consiglio ingroppante, un po’ mettinculo (attenzione all’accento, noi cerchiamo di avere un certo stile), non ha tempo per occuparsi del viaggio di 240 milioni di euro. Però, oggi, quel viaggio non è più una fantasia di chi scrive: c’è un atto e c’è un’azione, non ci si può più girare dall’altra parte.

E non disturbate i consiglieri dell’opposizione per queste fesserie, fate la cortesia, l’aperitivo in via Roma…è sacro!
Certo Roberta, ma per le società finanziarie! Abbanoa non è una finanziaria e ha affidato 240 milioni di euro a una banca per fare business. Il fatto che il dubbio sia venuto anche ai dirigenti è confermato dalla richiesta dei due preventivi, nonché dal fatto che non sono io ad aver affermato che serviva una gara, ma il membro del collegio sindacale. Non ti sfugga, poi, Anna Maria, che l’art.56, lettera “i” precisa che i “servizi esclusi” debbono essere erogati “da banche centrali e operazioni concluse con il Fondo europeo di stabilità finanziaria e il meccanismo europeo di stabilità”. Credem non è una banca centrale né l’operazione è finalizzata al mantenimento del meccanismo di stabilità finanziaria.
Professore, occhio ai suoi consulenti: (1) il riferimento al limite di 150.000 euro per gli affidamenti diretti riguarda i lavori pubblici non i servizi, che hanno un limite di 140.000 euro; (2) i servizi finanziari “relativi all’emissione, all’acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari come riportati nell’allegato I al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” sono ESCLUSI dal codice dei contratti (vedi D.Lgs 36/2023 art. 56 c. 1 lett. “i”). Prima di emettere sentenze su ipotetici reati sarebbe meglio approfondire.
«I soldi, la prova, il reato»… eh, ma sa fotografia ite sunt, babbuini? Monincas/martinicas in colletto e cravatta? Ajó, in Sardigna ischimus prus de canis ch’ imbàuant e procus chi pascint e no est mancu chistione ne de rajolu de sos canes e ne de apesta “suina” africana e fossis no est mancu chistione de una Magistratura che gira la faccia ma de magistrados chi, ca b’at magistrados e magistrados, girano la faccia, si ndhe zughent e no lis mancat àteru, ca sunt miserigordiosos e ndhe tenent piedade e miserigórdia.
Egregio, dall’ analisi dei flussi nel recente referendum e’ emerso che la Sardegna è tra le regioni che si sono schierate al fianco della lobby delle toghe.
Mi viene in mente quel ritornello sulla reclame della Philips di Carosello 🎶 se io do una cosa a te poi tu dai una cosa a me 🎶.
Saluti.
E la magistratura che fa?
Se arriva una denuncia o notizia di reato non puo’ girare la faccia
Situazione inverosimile, tutti i consiglieri che guardano da un altra parte? neanche una richiesta di accesso agli atti? vederci chiaro e approfondire la notizia, pensando che anche il professore abbia preso una cantonata, da consigliere avrei cercato di vederci qualcosa, studiare la situazione, un opposizione che avrebbe potuto cavalcare non l’onda ma la marea…
Con i 5 Stelle è arrivata la politica come ologramma e la poltrone personale come unico vero obbiettivo. La politica senza ideali e quindi senza idee …