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I segreti di Stato

Posted on 25 Febbraio 202625 Febbraio 2026 By Paolo Maninchedda 7 commenti su I segreti di Stato

La cosa più amara è rimanere in vita fino a vedere i propri incubi rivelarsi realtà.
Cominciamo da una questione che per molti, tra cui le mie figlie, è semplicemente inesistente, perché accaduta prima che loro nascessero: l’omicidio dell’anarchico Pinelli, “caduto” dalla finestra del quarto paino dell’ufficio del commissario Calabresi nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969.
Calabresi non era nell’ufficio quando Pinelli “cadde”, ma nessuno ci credette. Lotta Continua guidò la campagna d’odio contro Calabresi e alla fine Calabresi fu ucciso. L’unico che ha pagato per l’omicidio è Adriano Sofri, il capo di Lotta Continua, un uomo come pochi che, pur essendosi dichiarato sempre innocente, si è sbucciato la pena, ha rischiato di morire in carcere per una malattia, ha chiesto scusa per l’odio (ed è uno dei pochi il cui pentimento ha quella profondità che lo rende credibile). Quelli come me, non arruolati nelle tifoserie estremistiche italiane (esattamente quelle che anche oggi distruggono le radici liberali e libertarie del nostro ordinamento con la loro cieca militanza), aveva voluto credere, con mille dubbi, alla versione della Polizia, perché se la Polizia picchia e uccide, lo Stato non esiste.

Invece la Polizia picchiò.
Soprattutto con la sentenza del 2017 sulla strage di Bologna, è emerso chiaramente che a inquinare le indagini a Milano, dopo la bomba e la strage alla Banca dell’Agricoltura del 12 dicembre 1969, collocata lì dai militanti dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo di Padova (la polizia seppe da subito che le due borse usate per l’esplosivo erano state acquistate a Padova) guidata da Franco Freda e Giovanni Ventura, era stata una squadra dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero degli Interni (il cui archivio, giacente sotto un porticato di una palazzaccio romano di periferia, è stato fortunosamente recuperato, ma, guarda un po’, con due fascicoli mancanti) guidata dal braccio destro del capo dell’Ufficio, il prefetto gastronomo D’Amato, Silvano Russomanno. Certamente nella stanza da cui cadde Pinelli non c’era Calabresi, ma c’è un’alta probabilità che ci fossero i questurini romani, incaricati di costruire la fallimentare pista anarchica e di coprire la pista neofascista.

Sul ruolo della P2 nella strage di Bologna c’è poco da dubitare e la cosa rende acqua fresca la commissione d’inchiesta Anselmi sulla loggia deviata. Non si tratta più di discettare di una loggia che voleva fungere da deep state dello Stato. No, adesso si deve parlare di un luogo che ha ordinato una strage (e anche il libro di Gotor sull’omicidio Mattarella, per quanto meno fortunato e intelligente di quello su Moro, invita a fare qualche riflessione, perché l’esecutore materiale dell’omicidio Mattarella, indicato dalla moglie del presidente ucciso, ma assolto dal tribunale, è lo stesso Giusva Fioravanti che ha eseguito la strage di Bologna).
Il clamoroso ritrovamento del “biglietto Bologna”, conservato ripiegato nel portafoglio di Gelli, è inequivocabile: Gelli disponeva di una quantità di denaro consistente (18 milioni di dollari, inequivocabilmente di origine americana) e ne versò una parte consistente a un personaggio indicato come Zaf nel biglietto e identificato dai legali e dagli investigatori delle vittime della strage proprio nel prefetto D’Amato. Il denaro servì a depistare e il depistaggio funzionò.
Il tema è, però, per me che consideravo dei complottisti quelli che tra il 1978 e il 1989 parlavano delle trame per destabilizzare l’Italia, ammettere che la loro fantasia era notevolmente inferiore alla realtà. C’è un filo rosso che lega l’omicidio Moro, la strage di Bologna, l’omicidio Mattarella e poi, nel 1992 gli omicidi Falcone e Borsellino e questo filo denuncia tutta la debolezza della democrazia italiana, sempre minacciata, come ai tempi che favorirono l’ascesa del fascismo, dalle logiche degli estremismi e dei lobbismi.

Infine c’è D’Alema. Io ammiro l’intelligenza in ogni sua forma, mi parla di Dio.
Ma l’intelligenza vanitosa mi gira i coglioni.
Ieri Baffetto è andato dal prono Augias (quello che ha scritto insieme a Pesce un libro ignobile su Gesù, un libro che ritorna ai peggiori ideologemi dell’esegesi liberale, sconfitta da Schweitzer) e candidamente ha ammesso che sì, la Dc prendeva i soldi dagli Usa e il Pci dall’Unione Sovietica (e già assimilare i due Paesi è un abominio, perché negli Usa i Gulag non c’erano e un presidente come Nixon è caduto per un’inchiesta giornalistica, cosa impossibile in Urss), ma i comunisti non caddero nell’errore morale della corruzione personale, mentre gli altri sì.
Beh, e dove cazzo sono i soldi della “corruzione personale” di Craxi?
E dove sarebbero i soldi della “corruzione personale” di Forlani e Citaristi?
Io noto che i forchettoni democristiani e i corruttissimi socialisti (memorabile il titolo di Cuore fatto da Michele Serra: “Scatta l’ora legale, PSI nel panico”) sono tutti morti con fortune pari alle entrate garantite dagli emolumenti parlamentari; la stessa cosa non riesco a dirla di alcuni leader rossi. Anzi no, mi viene da dirla spontaneamente di Veltroni, che è vivo.
Giustamente oggi Paolo Guzzanti ricorda che il patto politico tra il Pci e la Dc fu che la Dc faceva entrare in Italia i dollari sovietici, cambiati in valuta corrente dallo Ior, e il Pci consentiva alla Dc – finiti i finanziamenti americani – le tangenti di Stato cui, progressivamente, vollero però partecipare anche le aziende del mondo comunista (ricordiamo Greganti?). Lo scontro politico per il potere, che ha bisogno di soldi (e i vitalizi erano una forma nobilissima per finanziare la politica senza corromperla), richiedeva che se il partito di opposizione finanziava la sua propaganda per conquistare il governo del Paese con i soldi sporchi di sangue e di libertà dell’Unione Sovietica, gli altri compensassero con i soldi unti di corruzione delle tangenti. A questo ha condotto l’Italia la logica degli estremismi.
Questa spocchia della superiorità morale comunista è una cosa cui non ho mai creduto, ma vederla riproposta con tanta leggerezza è una cosa grave e insopportabile che altera la storia, la verità e uccide anche la speranza.

Politica, Vetrina

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Comments (7) on “I segreti di Stato”

  1. Jaia ha detto:
    25 Febbraio 2026 alle 16:14

    Grazie professore, per averci ricordato quelle terribili pagine di stragi di Stato,
    quei terribili e corrotti personaggi che hanno collaborato per i depistaggi, assolvendo i colpevoli e condannando gli innocenti.
    Ho vissuto quegli anni su in continente e anche se governava la DC, il PCI ci andava a braccetto.
    Male unu…. peius s’ateru .

  2. Antonio ha detto:
    25 Febbraio 2026 alle 14:52

    prof certe verità non le sapremo mai, fanno ridere quando ogni anno vanno in televisione per dire che c’è bisogno di verità loro la sanno ma non la dicono meglio il segreto di Stato

  3. Stefano Locci ha detto:
    25 Febbraio 2026 alle 10:00

    Egregio, è di tutta evidenza che non è sufficiente aver libertà di parola per poter asserire che l’Italia sia un paese democratico.
    Troppe trame oscure, troppi misteri irrisolti, troppi casi insoluti. È il destino di questo sciagurato Paese. Saluti.

  4. Alessandro ha detto:
    25 Febbraio 2026 alle 09:50

    Segnalo un interessante Libro che sto terminando di leggere: “La diplomazia oscura” di Gianluca Falagna (ricercatore e consulente c/o il Museo della Stasi).

  5. Stefano ha detto:
    25 Febbraio 2026 alle 09:10

    Egregio Professore, mi permetterebbe di darLe il benvenuto tra coloro i quali non si fidano, a priori, talvolta seguendo il proprio istinto, tal’altra per intuizione o per deduzione, dello stato ladro, assassino, tassassino e menzognero?

  6. Giuseppe Losito ha detto:
    25 Febbraio 2026 alle 09:08

    Le verità scomode non si possono divulgare. Purtroppo chi governa e comanda fa le leggi! 😭

  7. A ha detto:
    25 Febbraio 2026 alle 08:01

    I vitalizi ci sono eccome; si sono trasformati in consulenze, direttorati, capi di gabinetto, nomine in società pubbliche di sottogoverno etc… L’importante è bogare i €10.000 mensili.

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