Breve riepilogo: i procuratori della Repubblica hanno deciso, in Sardegna, di mettersi in ferie rispetto alle malefatte dei colletti bianchi. Loro si giustificano, con chi ha la disgrazia di frequentarli, dicendo che il legislatore ormai ha eliminato i reati per i quali più frequentemente gli amministratori venivano indagati, in testa l’abuso di ufficio. Inoltre, il costume ignobile di commettere reati “coperti” da leggi regionali (pensiamo alle mancette alle associazioni degli amici ecc.) avrebbe tagliato le gambe a ogni istanza di giustizia.
La giustizia amministrativa ha comunicato, con una serie di sentenze, che non vuole essere più disturbata per questioni riguardanti la meritocrazia. Contenti loro, che evidentemente hanno altro di cui occuparsi e di molto impellente, contenti tutti.
In questo quadro di rarefazione della giustizia giusta, gli unici che in silenzio stanno facendo giustizia sono i giudici del lavoro, ai quali si sono rivolti due dirigenti, marginalizzati dalla Giunta Todde, per favorire altri candidati graditi al nuovo corso grillino.
I malavventurati, cui sono stati preferiti i fortunati, sono stati confinati talvolta a non far niente, talaltra a far meno di quello che sanno fare.
I due non si sono arresi.
Uno ha fatto ricorso perché non selezionato per una direzione generale che è stata poi affidata a un altro che non aveva i titoli per condurla. Il giudice del lavoro ha “cancarato” la Regione, condannandola, tra le altre cose, a pagare le spese, a prepararsi a pagare i danni e inevitabilmente a trovare il modo di dare soddisfazione al vincitore con ruoli adeguati ai suoi titoli.
Il secondo ha fatto ricorso perché privato della direzione di un servizio e messo in punizione a dirigere un servizio vuoto, privo persino del computer. In questo caso, la sentenza è ancor più sapida perché ridicolizza gli alibi esibiti dalla Regione per giustificare il proprio operato (che a me, da una lettura veloce della sentenza – che ho potuto solo scorgere, perché notificata in Regione il 30 dicembre e accuratamente “silenziata” dalla Spectre grillina – sembra essere stato ispirato più da risentimento e da stizza verso la persona che da ragionamento e diritto).
Il dato finale è che i giudici del lavoro stanno facendo ciò che i fratelli maggiori del diritto penale e del diritto amministrativo hanno deciso di non fare per scelta o per pigrizia.
Poco o molto che sia, è di fronte ai giudici del lavoro che finirà anche lo sfascio della sanità, come pure dinanzi al giudice del lavoro si sta svolgendo la lotta contro le prepotenze dei gruppi della grande distribuzione a danno dei nuovi schiavi. La politica? Inconsapevolmente latitante.

Davanti ai giudici i mille soprusi nelle aziende pubbliche e private. Dovrebbero andare. Ma chi può oramai fidarsi? I tentacoli del potere arrivano ovunque. Persino un prete, chiamato in aiuto, come persona di Chiesa, può immediatamente avvertire i potenti che hai capito e ti prepari a far ricorso. Il potere dei politici ha mille complici.
non sono esperto ma credo che l’ultima riforma sulla Corte dei Conti ai giudici un pò ha tagliato le gambe
Parlo esattamente della cricca giallo verde e del suo entourage costituito da personaggi che vantano titoli e meriti che,non essendo mai stati verificati e valutati da nessuno,assumono proporzioni inaudite che scandalizzano chi conosce veramente i fatti.Parlo di autentiche “filiere” di potere costruite pezzo per pezzo formando una sequela di soggetti,tutti con qualcosa da di inconfessabile da nascondere con cura, pertanto disposti a commettere qualsiasi nefandezza pur di mantenere la posizione raggiunta.Ma io sono convinto del fatto che Dio esiste,ma anche che,nonostante tutto,ci sia anche un giudice a Berlino.
Concordo con fabio: “chi subisce sopprusi (so di cosa parlo), sopratutto da parte di gruppi di potere di un certo tipo (si parla della mai sopita alleanza giallo-verde?) – comunque- oggi rinuncia a ricorrere per evitare danni anche economici (non potendosseli permettere a differenza dei politicanti).
Non sono d’accordo con il Prof. la politica? CONSAPEVOLMENTE latitante.
il fatto che i giudici del lavoro stiano cominciando a lavorare usando il diritto come guida è una notizia sorprendente.Normalmente se non entri in una aula di quella sezione del tribunale accompagnato da un avvocato rigorosamente scelto tra una elite di toghe di sinistra,esci sconfitto anche se il tuo diritto è esclatante.Solo per quanto riguarda le mie esperienze personali,potrei scrivere un libro.Non è detto che questo non avvenga.Chi subisce soprusi,sopratutto da parte di gruppi di potere di un certo tipo,oggi rinuncia a ricorrere per evitare danni anche economici.
C’è ancora un barlume di speranza che ci sia qualche magistrato che abbia davvero la volontà di fare giustizia, tenete duro!