I giudici: Maninchedda difende Tuvixeddu (anche contro l’attuale maggioranza)

10 febbraio 2010 06:2020 commentiViews: 40

birdIeri alle ore 16, sempre di fronte a testimoni, ho acquisito la sentenza di archiviazione nel procedimento contro Soru, Cualbu e più. L’ho letta avidamente e oggi la faccio scannerizzare. Mi chiedevo in questi giorni perché il giudice avesse messo le intercettazioni che mi riguardano nel fascicolo. Adesso l’ho capito. Il giudice le ha messe perché afferma che la mia posizione, cioè di una persona non certo prossima al governo regionale precedente né certo sospettabile di essere ostile a Cualbu, conferma la scelta della precedente Giunta di difendere il colle oltre il livello di tutela dell’Accordo di programma del 2000. Il giudice fa questo ragionamento: “Chi sostiene che Soru ha operato su Tuvixeddu animato da ostilità personale a Cualbu, dovrebbe spiegare perché Maninchedda, che non è ostile a Cualbu, propone l’allargamento  del parco e l’acquisto dell’area”.
In sostanza, il giudice ha ascoltato le intercettazioni nel senso contrario a quello che l’Unione e certo estremismo di sinistra (ma questi non sanno neanche che cosa sia la sinistra ma sapranno in queste ore quanto è fastidiosa e preoccupante una causa per danni e per diffamazione)  hanno utilizzato: cioè, il giudice lascia le mie intercettazioni nel fascicolo perché, dalla sua ricostruzione dei fatti la mia posizione confermerebbe la bontà delle scelte fatte dalla precedente Giunta! Io vengo utilizzato a supporto della tesi che vuole che Soru abbia agito per tutela dell’interesse pubblico e non per risentimenti contro Cualbu.
Ecco il testo: pagina 16: “E che l’Accordo di Programma del 2000 fosse effettivamente da ritenere inadeguato alla effetiva tutela sotto il profilo paesaggistico ambientale delle aree di Tuvixeddu, e non il capricccio o l’ostilità personale della vecchia Amministrazione Regionale e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e della direzione Regionale del Ministero per i beni Culturali, e del Comune di Cagliari, lo dimostra altresì la volontà recentemente dimostrata dal Presidente della Commissione Consiliare al Bilancio della nuova Amministrazione regionale Paolo Maninchedda – persona certamente non ostile, come si ricava dalle indagini svolte, al Cualbu – di acquisire al patrimonio regionale le aree di Tuvixeddu allargando i confini del parco previsti dal preccedente Accordo di Programma (cfr.  il quotidiano L’Unione sarda del 16.4.2009)”.
Quindi, il giudice mi cita come una persona per bene. I sinistri-sinistrini e l’Unione, invece, usano le intercettazioni per infangarmi.
Subito dopo, il giudice, che, secondo me ha una conoscenza dello scontro in atto a Cagliari più profonda di quello che emerge dagli atti, esprime un giudizio che sembra un vaticinio: dice che la mia posizione è tanto più significativa perché sembra difendere il colle dalla stessa maggioranza attuale che governa la Regione. Vaticinio che si è concretizzato nel linciaggio dell’Unione. Ecco il testo: “La circostanza appare particolarmente significativa della obiettiva necessità di rafforzare la salvaguardia delle aree se si considerano i buoni rapporti tra Cualbu e diversi esponenti dell’attuale maggioranza politica della regione, emersi nel corso delle indagini”. C’è poi una conseguenza indiretta di queste parole. Proporre di comprare Tuvixeddu non è proporre di fare un favore. In ultima analisi il giudice lascia le mie intercettazioni per marcare il punto dell’esistenza anche oggi, non solo ieri, di una proposta ragionevole di tutela. Leggete ora che cosa dice Andrea Pubusa al termine della sua disanima dello status quaestionis del contenzioso legale. Sto tardando a formalizzare alla Presidenza della Regione e alla Corte dei Conti la mia proposta su Tuvixeddu, perché impegnato a difendermi, non ho avuto il tempo di scrivere nelle forme adeguate. Provvederò oggi.
Suggerisco anche la lettura della sentenza ai dirigenti dell’Amministrazione regionale. Il giudice difende l’operato di alcuni funzionari bravi (il quale operato, dice il giudice, “ha doverosamente prevalso”) che hanno preteso l’applicazione della legge nell’affidamento degli incarichi.

20 Commenti

  • Efis Pilleri

    Lascia di stucco il fatto che Soru non esiti ad usare gli stessi metodi de L’UNIONE SARDA pur di fare la guerra a Maninchedda. Paolo, affutirindi, vuol dire che sei diventato troppo forte.

  • Virgilio Piras

    Caro Franco, concordo con Te; sai la mia esperienza di vita mi porta a fare ragionamenti semplici. Ti posso garantire che lor signori so di che pasta sono combinati!
    Lor signori li si sconfigge con la semplicità, loro sulle cose complicate ci nuotano alla grande, anzi si rinvigoriscono ancora di più, al popolo il POPOLO DELLA BUONA FEDE E DEI PRINCIPI MORALI SANI non accetta e non vuole cose oscure vuole il fare delle cose chiare e limpide – Paolo Maninchedda ritengo che stia facendo un buon lavoro ed appunto è un lavoro semplice, chiaro, limpido e onesto da tutti punti di vista!
    Questa è la forza che nessuno può fermare o quanto meno inquinare: sarà il caso che il PARTITO SARDO si dia una sveglia, il congresso è stato fatto, sono stati eletti tutti gli organismi della dirigenza, è TEMPO CHE SI PASSI AL LAVORARE CON LA GENTE (vedi sopra) E PER LA GENTE – È tempo che il Partito Sardo coinvolga i territori e non si aspetti le campagne elettorali che sono pure importanti, ma se non si creano le condizioni per il consenso allora sarà solo ed esclusivamente campagna elettorale che sortirà nessuno effetto cioè il Partito Sardo rimarrà sempre un partito minoritario.
    Bisogna lavorare bene e in fretta.
    saludi

  • dal sito di Chicco Porcu:
    Chicco Porcu
    porcu@chiccoporcu.it » Giovedì 11 Febbraio 2010, 12:24:35

    Questo è uno dei tanti articoli pubblicati su Tuvixeddu (vedi rassegna stampa). Altri ne saranno pubblicati nei prossimi giorni insieme ad un mio commento. Dopo questo mio commento blocchiamo i commenti lasciando l’articolo nella rassegna stampa.
    Non voglio mettere in discussione le buone intenzioni di Paolo Maninchedda. Ma è stato sbagliato formulare una proposta da 120 milioni di Euro di acquisto del Colle e poi intrattenere rapporti di amicizia con lo stesso Cualbu tenendolo costantemente informato della proposta. Comunque il vero tema è che il Comune di Cagliari e l’amministrazione regionale attuale sembrano essere sempre di più in balia degli interessi particolari, a cominciare da quelli immobiliari, piuttosto che capaci di governarli. Per Cagliari il problema è annoso. Per la Regione è l’effetto delle cambiali elettorali che l’attuale Giunta non può fare a meno di saldare.

  • Mi associo a Franco.
    Peraltro i cagliaritani non amano diversi siti di Cagliari semplicemente perchè non li conoscono.
    E non li conoscono perchè tali siti non sono mai stati fruibili.

  • Caro virgilio fosse così semplice.
    Si fa campagna elettorale, si crea consenso, si ottiene il voto, si governa.
    Qui non è così, sono altre le forze che veicolano le decisioni dei cagliaritani, e non credo neanche così palesi.

  • Paolo

    leggo le invettive contro di te sui vari siti, perlopiù riferibili a Sardegna Democratica.
    Avendo seguito nel dettaglio il modo in cui ti sei mosso e le argomentazioni sviluppate in questi anni, sento l’esigenza, per quel che può servire, di rendere pubblica la mia vicinanza.

  • È nell’aria il ritorno del vento e i muretti a secco diventano postazioni ambitissime dall’onorata società.
    “Custa, populos, est s’ora……….” O SARDISTI O SERVI! Il fortunato slogan mai passato di moda.

  • Virgilio Piras

    Tuvixeddu: migliaia e migliaia di persone ogni giorno vanno a visitarlo!? Ma…
    Perché non si chiede a cagliaritani cosa vogliono che sia fatto a Tuvixeddu!: La maggioranza dei cagliaritani hanno già deciso nel momento in cui hanno eletto per la seconda volta il sindaco che li governa attualmente.
    Tutti possiamo esprimere le nostre idee! Sostituirsi alla maggioranza democraticamente eletta è da ritenersi un esercizio politico anti democratico!

  • Grande Paoletto.
    Non avevo nessun dubbio, come non credo ne avesse chiunque ti conosce ed è ben al corrente della tua integrità morale, politica e professionale.
    Giustizia (almeno stavolta) è fatta!
    Alfio

  • da La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2010
    Il Genio del Colle si vendica. (Giorgio Todde)

    Che i sardi non amino la Sardegna è evidente. Basta guardare la Sardegna. Allo stesso modo i cagliaritani non amano Cagliari. Però i luoghi, alle volte, si vendicano di chi non li ama e li viola perfino. Tuvixeddu, come tutti i camposanti, rappresenta uno spaccato perfetto della società dei vivi. E la società di noi cagliaritani viventi, di cui resterà memoria in un altro camposanto, è compiutamente raccontata da Tuvixeddu. Basta un’occhiata curiosa alle vicende del colle e all’avvilente periferia intorno per capire cosa è accaduto. Non c’è necessità di intercettazioni o di racconti dei giornali. È sufficiente guardare la trasformazione dei luoghi per comprendere che quando nel governo di una città si perde la possibilità di distinguere tra chi amministra e chi imprende allora non c’è più la condizione di un Buon Governo perché questa confusione è profondamente contraria al Pubblico Interesse che è l’opposto dell’interesse di pochi. E nel caso della necropoli deve essersi rifugiato in qualche sepolcro, magari in uno dei mille e più negati da un ex Sovrintendente benché quelle sepolture fossero certificate proprio dai suoi uffici. Il progetto edificatorio ha di fatto impedito che oggi l’intero colle non sia integralmente vincolato e protetto anziché costruito. Il progetto, e non i suoi oppositori, impedisce che il luogo venga visitato, ammirato e praticato. L’ha chiesto per vent’anni quel sovversivo di Lilliu. Non sarebbe stato questo l’unico modo di tutelare l’Interesse Pubblico? Il valore della necropoli non è calcolabile e non è solo materiale, ovvio, ma il progetto che insidia Tuvixeddu è concentrato su calcoli materiali e sul valore di molti mattoni. La Costituzione sancisce che i valori del Paesaggio precedono quelli dell’impresa. Il colle sarebbe stato un formidabile attrattore culturale mentre è certo che le centinaia di appartamenti che vi si vuole edificare non attrarranno turisti per fotografarli. Un capitombolo del Pubblico Interesse. Ma il Genio dei Luoghi di Tuvixeddu è dispettoso e troppe gliene hanno combinato. Un’impresa “regala” al Comune un’area, quella del Parco, priva di qualsiasi valore edificatorio perché c’è un vincolo assoluto. Il Genio si è sentito deriso. Ha sopportato progetti strampalati, architetti di cattivo umore, uffici che dichiarano come il progetto di Tuvixeddu sia coerente con il paesaggio urbano circostante, ossia con la periferia che lo asfissia. Il mondo a testa in giù. Amministrazioni che promuovono strade, tunnel, parcheggi, rotatorie a pochi metri dal sito unico al mondo. Uno stravagante parco con fioriere sopra i sepolcri e, nello stesso tempo, archeologi che spiegano come il colle non sia ancora tutto studiato. No, non si vede nessuna traccia del Pubblico Interesse. Perso di vista, forse scomparso. E il Genio ha perso la pazienza. Ora, come una maledizione del Faraone, il Genio cerca le sue rivincite con chi ha turbato la pace dei morti e la bellezza dei luoghi. Rimescola i fatti dai quali, come sempre accade quando li si rimesta, viene fuori di tutto. E le vicende assomigliano sempre di più ad un torbido noir che raffigura con precisione la città.

  • Sì, è una buona cronistoria, quella dell’Urban Center, mancano alcuni passaggi significativi, di contorno, ma è apprezzabile.
    Di seguito invece la rilettura di Caterina Pes, che dimostra il sonno della ragione (e della memoria).

    TUVIXEDDU: PES (PD), DIETRO IL CASO UNA TRAMA DI MALAFFARE
    (AGI) – Cagliari, 10 feb. – “Come se non fosse stato gia’ abbastanza chiaro in passato, sono arrivate ora le intercettazioni pubblicate sui giornali, la sentenza del Consiglio di Stato e gli atti depositati dal procuratore della Repubblica di Cagliari Daniele Caria a svelare dietro il caso Tuvixeddu l’imponente trama di malaffare tessuta da imprenditori, politici, funzionari di Stato con pochi scrupoli mirata a mettere le mani sulla citta’”. Lo ha dichiarato il deputato del Pd Caterina Pes sottolinendo che si trattava di “una trama che non tollerava ostacoli. Non tollerava, ad esempio, che l’allora Governatore della Regione Sardegna Renato Soru si potesse mettere di traverso a un affare colossale che avrebbe riversato una colata di 150.000 metri cubi di cemento su una necropoli punica di enorme pregio archeologico. Da qui – ha affermato – la guerra a Soru e alla sua ferma politica di tutela del paesaggio. Da qui le imboscate, da qui le lotte che mai sono state riservate a un Presidente della Regione, da qui il brindisi spudorato dell’imprenditore Gualtiero Cualbu, il costruttore che avrebbe tenuto a battesimo Tuvixeddu, fianco a fianco al neopresidente Ugo Cappellacci il giorno della sua vittoria, come se non fosse stato chiaro da che parte stavano i poteri forti”. “La sentenza del Consiglio di Stato, – prosegue la parlamentare- riformando il pronunciamento del Tar Sardegna, da’ di fatto ragione alla Giunta Soru nella sua strenua opposizione al cemento su Tuvixeddu, e lo stesso dicono gli atti del pm Caria, che prosciolgono l’ex governatore e i componenti del suo esecutivo citati in giudizio nientemeno che da Cualbu. Ma sono le intercettazioni a rivelare di piu’ di quanto non si possa leggere tra le righe – gia’ abbastanza eloquenti – degli atti giudiziari. Se questi ultimi raccontano la disinvoltura con cui la legge e’ stata aggirata o piegata per portare a compimento un affare milionario, sono i dialoghi degli attori, noti ed occulti, di questa vicenda a rivelare i nomi e i cognomi di chi ha teso lo sgambetto a Soru, di chi ha mosso i fili di questo teatrino e di chi, probabilmente, continua a muoverli”.

  • Vi propongo una rilettura quanto più oggettiva della vicenda Tuvixeddu, pubblicata dal sito dell’Urban Center

    http://urbancenter.eu/?p=1658

  • Per Anna: non tutti i magistrati sono giudici. E guarda che la mia non è banale pignoleria. Quella di Paolo è naturalmente una vista, ma anche una cattiva semplificazione. In un porcedimento il pm è una parte e svolge -a rigor di diritto- considerazioni di parte. Ma meno male, essendo questa una democrazia, che alla fine non decide lui se sei colpevole o innocente. Decide un giudice, una persona terza. Ecco bisognerebbe cominciare a prestare attenzione a questi piccoli particolari, anche su Tuvisceddu. Dove abbiamo dei giudici, quelli del TAR e del Consiglio di Stato che basandosi un contraddittorio emettono dei provvedimenti, delle sentenze, poi abbiamo dei pm, che fanno delle inchieste, senza contraddittorio, e presentano le loro risultanze ad un giudice. Mi pare che le due cose dovrebbero avere un valore diverso.

  • Antonio C. Macomer

    Caro Paolo,
    a questa sinistra non va proprio a genio che ci sia qualcuno che dice semplicemente la verità, nient’altro che la verità.
    Se si è onesti, se si lavora per la chiarezza delle cose difendendo gli interessi della collettività e non i propri, si avrà magari la cosiddetta “sinistra” contro, ma la maggioranza della gente al proprio fianco. Continua così e ancora tanti complimenti.

  • Anna Puligheddu

    Per Max.
    Giudice nel senso di magistrato… per il popolino come me.
    Il Pubblico Ministero è il magistrato che riveste, nell’ambito del procedimento penale, la parte pubblica, in quanto agisce nell’interesse dello Stato per un fine di diritto pubblico.

  • Forza Paolo ricorda sempre che l’onestà premia e vai avanti per la tua strada facendo sempre valere i tuoi diritti e difendendoti da coloro che di te hanno paura! E sai perchè? Perchè non hai paura di dire la VERITA’ anche se fa male. FORZA, siamo in tanti a credere in te e a sostenerti

  • Vivo a Cagliari da sempre; da ragazzo, con i miei amici, ero solito fare scorribande a Tuvixeddu, nella cava romana, nei meandri sotto la cementeria, al colle di San Michele (sopra e nei sotterranei) e in tanti altri splendidi posti che un ragazzo di 15 anni può trova estremamente affascinanti.
    Nessuno si è mai occupato seriamente di Tuvixeddu.
    Il sito è stato lasciato, dalle amministrazioni cagliaritane, in uno stato di totale abbandono fino ai giorni nostri.
    Un imprenditore – che fa ovviamente i propri interessi – finalmente riesce a metterci le mani sopra.
    Apriti cielo: i bradipi divengono gazzelle e non esitano a trasformarsi in archeologi – naturalisti.
    In molti, però, solo per una questione demagogica.
    Gli stessi a cui non frega niente di Tuvixeddu ma si adirano quando uno di Macomer (Nuoro!) ficca il naso nelle faccende che loro ritenevano propria prerogativa di “cagliaritani”.
    Uno che fa le cose che avrebbero dovuto fare loro: mediare fattivamente per giungere ad una conclusione soddisfacente per la collettività.
    Vedi, Paolo, con questa faccenda – volente o nolente – hai dimostrato di essere più cagliaritano di tanti nati e residenti a Cagliari.
    E quando ti dico che Cagliari è un crogiuolo di genti della Sardegna intera, dimostro di avere ragione: io, cagliaritano nato a Carbonia, da padre sinnaese e madre parmense, che conosco meglio la città di tanti cagliaritani da generazioni! Sicuramente non conosco bene la “cremina” che detiene il potere, ma noto che sempre più è in difficoltà.
    Paolo, continua a lavorare su Cagliari e vedrai che troverai il bandolo della matassa dei problemi del più profondo del nuorese.

  • Non sono soltanto sinistri-sinistrini e l’Unione, secondo me, che usano le intercettazioni per infangare. I destri e i destrini non sono da meno. A quando il grande partito dei sardi? Io lo chiamerei Forum.

  • Attenzione a non fare confusione: trattasi di un pm, non di un giudice. Differenza sostanziale. Concordo: anche io sono convinto che il pm abbia “una conoscenza dello scontro in atto a Cagliari più profonda di quello che emerge dagli atti”. Per questo è utile che vengano divulgate le fatidiche 25 pagine contenenti le motivazioni della richiesta di archiviazione del pm. E sai perchè ? Non per capire che cosa ha tralasciato il pm, semmai per capire che cosa hanno tralasciato di riportare i mezzi di informazione – e non mi riferisco solo all’Unione – quando ai primi di febbaio ne hanno dato notizia.

  • Come disse qualcuno, “resistere, resistere, resistere”.
    Certo che l’uomo è una bestia strana, fino a pochi anni fa Tuvixeddu era un luogo abbandonato, un immondezzaio, ed ora che finalmente qualcuno ci mette le mani e “regala”, si fa per dire, un parco alla città, tutti si ricordano di questa splendida necropoli punica unica per la sua estensione, urlando per la tutela del monte della pace che non esiste più da anni divorato dalla cava di via is maglias, come accertato dai giudici del tar nel corso di un sopralluogo, cosa che pochissimi hanno fatto.
    Ho infatti la sensazione che poche persone abbiano visto il progetto di intervento.
    Sono assolutamente d’accordo che una transazione sia assolutamente necessaria ed improcastinabile, altrimenti “ci perdeusu latti e cardaxiu”.
    A proposito di comportamenti ondivaghi, qualcuno ricorda in che condizioni era anni fa la Grotta della Vipera, o in che stato era ridotto il nostro bellissimo Orto Botanico (viale Fra Ignazio)?
    L’uomo è proprio una bestia strana

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