I documenti negati ai consiglieri regionali ricompaiono: ecco i pareri richiesti sulle Entrate dal futuro e sempre negati. Ai tempi dell’Impero i consiglieri regionali non dovevano sapere

5 maggio 2010 07:477 commentiViews: 4

267Era la primavera del 2007. Il Governo Prodi aveva da poco approvato la Finanziaria con il nuovo regime delle entrate per la Regione Sardegna. La Giunta regionale, dal canto suo, presentava la finanziaria 2007, che prevedeva 500 milioni dal futuro (dal 2010) per gli investimenti (art.1, comma 1 del disegno di legge) e 1 miliardo e 500 milioni (art. 1 comma 2) sempre dal futuro (anni 2013, 2014, 2015)  per la copertura del disavanzo 2005. Il disegno di legge della Giunta arriva prima in Commissione e poi in Aula. Molti di noi eccepirono la illegittimità delle norme sulle entrate dal futuro. Si diffuse la notizia dell’esistenza di due pareri richiesti dal Consiglio: uno espresso dal funzionario della Terza Commissione, il Dottor Loi, l’altro di un docente universitario. I due pareri non vennero mai messi a disposizione del Consiglio. L’allora Presidente del Consiglio non tenne conto dei due pareri e ammise le norme, nonostante avrebbe potuto espungerle dalla discussione. Oggi i pareri sono agli atti della Presidenza del Consiglio. Eccoli, uno dietro l’altro. Li ripropongo perché sia chiaro in quale clima maturarono le norme che poi portarono la Corte dei Conti a non ratificare il consuntivo. Li ripropongo perché sia chiaro qual è l’esito del rafforzamento dei poteri dell’esecutivo che in molti oggi richiedono a gran voce. L’esito è la fine del potere di controllo del Consiglio, l’alterazione delle procedure, la prevalenza della volontà dell’esecutivo, la fine della trasparenza finanziaria.

7 Commenti

  • Salvatore Angelo Firinu noto Gallante

    Riportando le parole di Massimu pare che la filosofia di certa parte dirigenziale sia tutt’altra. Fare accordi pure con la destra nazifascista di un corrotto e condannato come Francesco Storace, pur di arrivare ad ottenere il cadreghino di sindaco di Sassari barattandolo col suo seggio in Consiglio regionale dovrebbe far riflettere molto e non poco noi sardisti. Certamente la dignità non va mai messa sotto i tacchi,questo è pane quotidiano di Berluschiana cultura che nulla ha da spartire con noi, alla pari degli ex ex ex compagni. Altrettanto vero è che non c’è fesso che rinunci alle laute prebende. Si arriva alle elezioni sempre di corsa e sempre all’ultimo minuto in coda agli altri anzichè essere noi stessi attori principe per far da calamita ed attrarre consenso condizionando gli altri e non rimanendo condizionati.
    Fortza Paris comente sempere.
    Salvatore Angelo Firinu ” Gallante “

  • Concordo con Doktor e aggiungo: anziché pensare allo scranno bisogna metterci la faccia, assumendosi le responsabilità e tutelando i cittadini.
    Ogni nanosecondo che un consigliere vive è pagato dal contribuente.
    Quindi se serve, BEN VENGA LA MOZIONE DI SFIDUCIA. Per chi ha la coerenza delle idee, il buon senso civico e la coscienza pulita.
    Io resto del parere che si debba correre soli, meglio soli che male accompagnati. Sempre.

  • E’ bene ricordare che il coraggio di usare la mozione di sfiducia si scontra con il coraggio di rinunciare alla pensione di consigliere regionale che matura dopo tre anni di legislatura, e questo il governatore lo sapeva bene tanto che per il primo periodo ha imperversato ricattando il consiglio con la minaccia delle sue dimissioni, il che significava tutti a casa.
    Se ricordiamo bene, nell’ultimo periodo il rapporto col consiglio era molto cambiato, perchè la minaccia di dimissioni non sortiva più l’effetto di prima.
    Poi Soru si è dimesso lo stesso, ma giusto in tempo per potersi ricandidare prima che la magistratura avesse il tempo di iscriverlo tra gli indagati, come di fatto avvenne.

  • È tutto vero. I consiglieri però quella finanziaria l’hanno votata ed in tal modo si sono assunti la responsabilità della sua emanazione. Penso che chi è eletto debba avere onori e oneri tra i quali quello di votare le leggi senza la necessità di pareri. Diciamoci poi la verità. Che il Dott. Loi abbia avuto un durissimo scontro verbale sull’argomento col Presidente Soru è fatto notorio, tanto che si diceva che si fosse anche sentito male. In sostanza senza nulla togliere al fatto che la legge sia stata proposta dalla giunta e che la reponsabilità primaria sia di quest’ultima è altrettanto vero che il consiglio e i consiglieri l’hanno votata. Bastava non farlo o sfiduciare il governatore. La mozione di sfiducia è proprio uno dei contrappesi per evitare lo strapotere dell’esecutivo. Bisogna avere il coraggio di usarla

  • Purtroppo abbiamo la memoria corta, ma se ci riflettiamo era il meno che Giacomo spissu potesse fare per Renato Soru che lo aveva aiutato non poco a vincere la gara per l’elezione a presidente del consiglio a discapito del suo compagno di partito Renato Cugini.
    Dunque niente di nuovo sotto il sole, film già visto, scambio di favori eccetera, per limitarci alle definizioni “pulite”.
    In queste cose il nostro partito ed i nostri rappresentati DEVONO distinguersi dagli altri, se vogliono mantenere il rapporto con l’elettorato e far crescere il partito, che ne ha tanto bisogno.
    Ho appena sentito la BUONISSIMA notizia che in provincia di Cagliari la lista del Partito Sardo d’Azione è stata estratta per prima.
    FORZA PARIS

  • Ma i provvedimenti di legge chi li approva?

  • Non fa una piega. Purtroppo. Una conferma che deve far riflettere, semmai ce ne fosse bisogno. Direi però che emerge una responsabilità piena del Presidente del Consiglio Regionale che avrebbe “speso” (se non ho capito male), seppure in maniera frettolosa la potestà del Consiglio stesso, nel decidere di non assumere i pareri. Offrendo peraltro all’esecutivo la possibilità di dimostrare di aver investito del provvedimento il Consiglio stesso. Geniale ed elusivo.

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