L’Assessora della cultura della Regione Sardegna non è espressione del fascio, ma di Sinistra Futura, una formazione politica che ambisce ad essere correttissima, equigender, socialista, filopalestinese, movimentista, trasparentissima, giustissima e impeccabile (ma nel frattempo si fa commissariare sul dimensionamento scolastico, è subordinatissima al proconsole ministeriale Feliziani, non procede alla nomina del direttore dell’Ersu di Cagliari perché la proposta avanzata dal Cda, evidentemente, non è in linea con il giustissimo e santissimo suo partito ecc. ecc.)..
E cosa ti fa l’Assessora de sinistra che più de sinistra non se pò?
Ti fa una delibera, questa sì dall’acutissimo profumo autoritario, che determina criteri per l’attribuzione dei contributi alle Tv locali, ma non dice quanto peserà ciascun criterio, riservandosi così di fare correttissimamente, movimentisticamente e con geometrica ortodossia rossa, il cazzo che gli pare.
Mi spiego.
Il 31 dicembre la Junta ha approvato questa delibera, che rinvia a questo allegato per l’indicazione dei criteri che determineranno l’ammontare dei contributi a ciascuna Tv sarda. Tuttavia, come ha ben fatto notare il Corecom, non si chiarisce quanto pesa ciascun criterio, configurando così una delibera di concessione politica del contributo, nel senso di un peso attribuito arbitrariamente ai criteri e in modo da impedire qualsiasi ricorso (come si può ricorrere contro una graduatoria prodotta da criteri con pesi ignoti?), una ipostasi dell’intangibilità del potere. A voi!
Ma c’è di più, c’è l’attacco diretto a Videolina e a Telesardegna. Tra i criteri non c’è l’audience, ma solo la forza del segnale (quindi la popolazione raggiunta) e la quantità dei contenuti prodotti. Avrei potuto capire che si scegliesse un paniere misto, quantitativo e qualitativo, ma obliterare interamente l’audience significa livellare verso il basso, secondo la più antica tradizione comunista, e non incentivare l’incontro tra offerta e domanda.
Viva la Junta de todos caballeros (de izquierda)!
Pero nosotros creemos que los caballeros no nacen, se hacen.

Gentile Mm,
prendo atto della sua replica e la ringrazio.
Ho semplicemente colto l’occasione per fare una precisazione in proposito, perché in Italia soprattutto sentiamo questi accostamenti molto forzati tra i Sovrani e i comportamenti autoritari. Niente di più sbagliato! Lo tocchiamo con mano anche oggi. Putin, gli ayatollah iraniani, ed altri attori protagonisti di vicende belliche. Sono tutte repubbliche e neppure una Monarchia. Anche questo va analizzato con obiettività. Che i Re non rispondano a nessuno, è parzialmente esatto. Hanno anche loro degli obblighi da osservare. Non sono espressione dei partiti, a differenza dei presidenti della repubblica. E questo ne fa degli autentici “super partes”. Di questo avremmo necessità enorme, anche qui in Italia. La quasi totalità dei presidenti si è dimostrata molto poco imparziale, Mattarella compreso. Anche recenti esternazioni del Quirinale sulla precaria sicurezza percepita dai ns. Connazionali (“irrazionali fobie” le ha definite) hanno suscitato parecchie perplessità. I costi, poi. Il Quirinale coi Re costava, in cifre attuali, 3 volte meno di oggi. Ma la notizia e le cifre vengono insabbiate. Questo è quanto.
@antonio ninchi Non volevo certo asserire quanto lei asserisce. I re non vengono eletti e il loro potere dura, a meno di rivoluzioni, tutta la vita. Non rispondono a nessuno. La reiterabilita’ delle cariche ha creato piccoli re, che pensano di poter fare qualsiasi cosa. Quando volevano il ns voto erano gentili, al potere arroganti. Se si trovano davanti qualcuno che li guarda negli occhi da pari a pari hanno paura. Cercano di intimidirli.
Tra me e lei. Rispetto molto alcuni re e regine della storia mondiale
Ma no… ma no…
Come tutti i sinistroidi di oggi, ( quelli puri, correttissimi, giustissimi, ) soffre di tunnel carpale , con conseguente perdita di sensibilità della mano.
Di conseguenza come alza il braccio per fare il pugno chiuso ( simbolo di lotta, solidarietà, inclusivita’, resistenza e sfida contro i soprusi ), la mano le si apre di scatto , e il corpo si irrigidisce…..con conseguente goffaggine nei movimenti… non scherziamo…
Lady Masainas non conta nulla, mentre lei gira come una trottola per inaugurare sagre e farsi selfie, Dettori comanda, spartisce e porta avanti i progetti del capo
Tzicheddu la signora Orru è quella che OMISSIS ad una struttura privata di assumere solo persone residenti ad Elmas alla faccia delle leggi
Ho l’impressione che tanto l’assessora quanto la consigliera regionale di AVS possano essere entrambe aspiranti emule della famigerata Imelda Marcos.
Nell’eleggerli non abbiamo offerto loro una corona? Il solito, da decenni, clamoroso errore/orrore che si commette quando si associano corone ad autoritarismi. I Re sono immensamente più democratici e vicini alla gente di certi personaggi della sinistra, che addirittura si pulivano le mani (D’Alema) se stringevano la mano di un operaio!
Lo snobismo a sinistra è sempre stato presente, fin dall’epoca del distaccato Togliatti, che pretendeva gli si desse sempre del “lei”, altro che “compagno Palmiro”! Ed altri numerosi esempi si potrebbero citare. Vicini alla gente semplice? Solo sulla carta, ma pochissimo nella realtà. Se i Re erano amati dalla gente comune anche dopo il 1946, ci sarà un motivo…
Il silenzio, i movimenti sotto traccia aiutano i sistemi autoritari a sopravvivere. Forse bisognerebbe ricordare a qualcuno che nell’ eleggerli non abbiamo offerto loro una corona. La vera natura di una persona la scopri quando avendo potere lo usa per il tornaconto proprio e dei propri amici. W la libertà, contro chi impone la museruola al garbato dissenso
Io li definisco sinistri fascisti. Decisionisti come pochi, arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti (cit. Frankie NRG-MC), sprezzanti delle regole, chirurgici nella gestione del potere e delle prebende, vendicativi con chi osa mettersi contro… sono tutti così, uguali alle destre, con unica differenza la kefiah al collo.
Credo che una rappresentante di punta di questa generazione di fenomeni sia la pasionaria del pueblo On. Maria Laura Orru di AVS – Alleanza Verdi e Sinistra, che nella sua scheda biografica pubblicata sul sito del Consiglio Regionale (https://www.consregsardegna.it/xvii-legislatura/consiglieri/schede-biografiche/orru-maria-laura/) dichiara candidamente di ricoprire i seguenti incarichi.
1. Consigliera Regionale (da 2 legislature)
2. Presidente del Gruppo consiliare di AVS in Consiglio Regionale
3. membro della IV Commissione Consiliare permanente
4. membro della Commissione consiliare speciale sulla legge statutaria e sulle norme di attuazione dello Statuto speciale
5. Sindaca del comune di Elmas
6. Componente della Conferenza Metropolitana della Città Metropolitana di Cagliari
7. Ingegnere edile/Architetto.
In un paese normale, una persona seria che si impegna in politica, anche solo per fare la sindaca di una cittadina di 10 mila abitanti, si occupa a tempo pieno dell’Amministrazione, e a volte non basta per fare il meglio. Non a caso, gli stipendi dei sindaci sono stati aumentati e il testo unico degli enti locali prevede il diritto all’aspettativa, utilizzato da molti sindaci sardi che per svolgere efficacemente l’incarico non riescono a occuparsi di altre cose, nemmeno del proprio lavoro (se non ci credete chiedete ai sindaci di comuni anche molto più piccoli).
Ma la pasionaria del pueblo no, nonostante abbia tanti problemi politici comunali (https://www.cagliaritoday.it/politica/elmas-crisi-maggioranza-sindaca-maria-laura-orru-pd.html), come accade normalmente a chi amministra, continua a sedere anche su un sacco di calde poltrone regionali e della Città metropolitana, oltre a continuare a svolgere la propria attività professionale, come dichiara nel suo curriculum.
Le cose sono due: o siamo di fronte alla Cristiana Ronalda della politica sarda, o questi sono ingordi di potere come pochi. Hasta la victoria siempre!
… però che izquierda!!!
Faghet rima cun berda (itl. ciccioli, chi fossis est serbidu a fàghere una Cicciolina)
e faghet rima cun àtera …erda.
La trasparenza di questa maggioranza oramai non stupisce più nessuno, ma l’opposizione che non riesce a fare un interrogazione consiliare su queste cose evidenzia l’immobilismo dei partiti.