Governo Letta: la giustizia e la militanza

29 aprile 2013 07:174 commentiViews: 7

L’attuale Presidente del Consiglio fu, ai tempi del governo Prodi, il grande negoziatore dell’accordo sulle Entrate concordato dal Governo italiano con la Giunta Soru e poi inserito nella finanziaria 2007 come modifica dell’art. 8 dello Statuto.
La Sardegna ha dunque a che fare con una persona che non ha bisogno di dossier ministeriali per conoscere la nostra vicenda che attualmente consiste nell’adeguare il tetto del Patto di stabilità (e quindi la capacità di spesa) ai volumi delle nuove entrate.
Inoltre, uno dei parlamentari più stimati da Letta è Francesco Sanna, il deputato del Sulcis che conosce perfettamente le vicende finanziarie e fiscali dell’Isola.
Insomma, un quadro potenzialmente confortante.
Si può obiettare che al governo c’è anche il Pdl, ma è un’obiezione debole: i governi sono del partito che esprime il premier, gli altri manco si vedono.
Il problema per il Pd è il seguente. Sarebbe giusto che un presidente del Consiglio così competente e così inserito nell’agone politico sardo (sono noti i suoi legami con la vecchia corrente di Base democristiana e appunto con il gruppo di Sanna e del deputato Marco Meloni) sblocchi la vertenza, elevi il tetto del Patto di stabilità e faccia respirare la Sardegna. Ma il Pd in Sardegna è all’opposizione e dall’opposizione denuncia continuamente (e con molte ragioni) l’incapacità della Giunta regionale sarda. In buona sostanza, il Pd potrebbe considerare rischioso elettoralmente che la virtù del governo nazionale mascheri, col proprio operato, l’insuccesso del governo regionale e agevoli così il Pdl alle prossime regionali. Vedremo.
Una cosa, però, il Pd può farla da subito: trasferire alla Regione al più presto i fondi necessari a coprire la cassa integrazione e la mobilità.

4 Commenti

  • Troppo ottimista caro Paolo. Sono più che sicura che per la Sardegna niente cambierà,almeno sino a che non ci saranno politici sardi competenti e in grado di lavorare nell’interessa della propria nazione( la Sardegna appunto).Purtroppo politici preparati ne abbiamo pochi e quelli che abbiamo vengono isolati perchè disturbano( questa è l’impressione che ho avuto in questo ultimo periodo).

  • Uno che se ne intendeva soleva dire che i giovani comunisti sono mediamente più preparati dei giovani democristiani, questi ultimi però sono molto più smaliziati e furbi. Risultato: vincono i democristiani. Corsi e ricorsi!
    E c’è chi si arrabbatta ancora a discutere di destra e sinistra.
    Per quanto ci riguarda? Troppe le fottiture subite.

  • Miskinu e poveru s’anzone k’irbetat late dae su marzane…

  • Troppo ottimismo Paolo, buona parte di quel governo non sà un tubo di Sardegna e il PD regionale è quello che è, forse prima non hanno mai avuto occasioni di rimostranza a Roma? E basta la pressione di un solo gruppo? Chissà se con Letta cambierà qualcosa, mah.

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