Governi bugiardi e politici incapaci e indecentemente irresponsabili

4 settembre 2012 07:266 commentiViews: 67

Allora, per essere chiari: Ottana chiude e chiude sia la chimica che la produzione di energia elettrica. L’unico sito sopravvissuto alla Rinascita senza apporti di capitali pubblici, chiude: giovedì ci sarà l’incontro decisivo tra Clivati e Indorama. Chiude per colpa dello Stato italiano non per ragioni di mercato. È lo Stato che consente a terna di comprare l’Energia dove e da chi crede e anche al prezzo doppio rispetto a quello offerto da Ottana Energia. Ovviamente la magistratura in queste cose così complesse non mette il naso. Chiude per colpa di una Giunta regionale sempre in ritardo, sempre debole, sempre distratta da mille altre cose: incapace. Chiude per colpa di organi di informazione che mentono sapendo di mentire, che fanno i titoli per strappare il pianto come Maria de Filippi; che non danno le notizie se la notizia è che un sottosegretario di Stato mente al Parlamento italiano. Il saldo è di 500 posti di lavoro in meno.  Terna sta strozzando Ottana per togliere di mezzo un concorrente di E.On e nel frattempo la Giunta regionale si compiace della fine dell’occupazione della miniera. Non solo: ieri la maggioranza si è riunita, sentite un po’, per parlare del Piano Paesaggistico, ma vi rendete conto? Irresponsabili. Bisogna far arrivare i pulmann da Nuoro per mandare via tutti. Basta. Servono le elezioni. Ma di che cosa ci si compiace? I minatori li pagava prima la Regione e continua a pagarli adesso, ma la Rsu della miniera si offende con i giornali che dicono la verità. Alcoa viene uccisa dalle alchimie di mercato di Enel e Ottana da quelle di Terna. Lo Stato italiano è alleato di questi oligopoli e la Giunta è incapace di affrontare questa situazione perché non riesce a dare contenuto politico unitario alla crisi sarda. La Sardegna deve mettere in campo una profondissima vertenza politica con lo Stato; invece la Giunta si è fatta avviluppare dai tavoli delle singole crisi, si fa portare a spasso dalla piazza, cambia le gerarchie, si inchina soddisfatta ad ogni pacca sulle spalle e poi perde di vista gli obiettivi e convoca la maggioranza sul Piano Paesaggistico. Follia. Io non accetto che si trascorrano questi giorni come se fossero giorni comuni. Come non accetto che alcuni sindacati si sveglino su Ottana con settimane di ritardo e parlino genericamente di “politici”. No. Su Ottana ci sono troppi dormienti che si svegliano sempre in ritardo. Come non accetto il silenzio e la rassegnazione dei sindaci e dei partiti del mio territorio. Lavorerò per interrompere la legislatura e far arrivare in Consiglio una alternativa vera a questa melassa di mediocrità, assistenzialismo, burocratismo e di menzogna (che ha filoni carsici fortissimi nella Destra e nella Sinistra) che sta uccidendo il nostro futuro.

6 Commenti

  • Leggo con molta attenzione la dichiarazione fatta dal sindaco di Ottana, che è necessario prendere in mano l’iniziattiva per una mobilitazione popolare dove a capo ci siano i sindaci con le loro fasce tricolore, pronte ad essere rimesse in mano al Prefetto qualora non ci siano, come non ci sono, risposte da parte del governo nazionale. Mi permetto di dire, che questa iniziativa arriva molto tardi, arriva quando ormai il nostro territorio è diventato un VERO deserto industriale, personalmente lo aspettavo dalla vertenza Legler, dove proprio il comune di Ottana ha pagato il prezzo più alto come occupazione persa. Condivido che la mobilitazione sindacale e la sua azione, che non è mai venuta meno, sia insufficiente, che necessita una grande mobilitazione di TUTTO il territorio… Quindi, ben venga, anche se con troppo ritardo, questa iniziativa, come quella del Sulcis dove quegli amministratori hanno tanto da insegnare …..

  • Allora per essere chiari (mi rifaccio all’esordio dell’articolo!!!) il polo industriale di Ottana oramai è in crisi già da tempo, già centinaia di operai sono stati mandati a casa!!!
    Cosa fa scalpore oggi? I 500 posti messi a rischio dal direttore di Ottana Energia?
    Ebbene ancor prima di loro, al subentro del Gruppo Clivati, gli operai delle aziende esterne che hanno operato per anni e anni sono state tagliati fuori dal polo chimico.
    Quale spiegazione? Quale giustificazione? Nessuna… Non si è ben accetti!!!
    Il direttore di Ottana Energia parla di accordi stipulati con Terna e non rispettati, di management di società di stato che non rispondono alla politica e che, normale conseguenza ,il sistema industriale va a rotoli.
    Si, è vero, il sistema industriale va a rotoli, in un contesto dove tutti gli accordi, dove i cosidetti “patti fra gentil uomini”, compresi quelli che lui stesso aveva siglato con le aziende esterne non vengono rispettati,
    Il saldo è stato conteggiato tempo fa: qualche centinaio di operai delle ditte esterne sono stati mandati a casa, chi in cassa integrazione, chi addirittura licenziato, senza nessuna prospettiva per il futuro!
    La giunta regionale e comunale non ha risposto alle molteplici esigenze e alle richieste di aiuto di questa classe operaia ed inesorabilmente non si può far altro che gridare la rabbia e la delusione di vedere crollare un sistema industriale che, negli anni ’70, ha fiorito nel centro Sardegna.
    Il polo industriale di Ottana, è ormai avviato al fallimento; il programma di riconversione che il direttore di Ottana Energia VOLEVA presentare avrebbe comunque compreso le ditte esterne? Per quest’ultime il piano di chiusura è già in corso e ora come ora non ci resta che attendere quello del direttore. Polo industriale di Ottana non equivale solo ad Ottana Energia, ricordiamolo bene…
    Quando si lotta, lo si deve fare tutti, la mobilitazione dev’essere generale e serve per 100 per 50 ma anche solo per 5 operai! La mobilitazione da Ottana doveva partire già tempo fa, quando le aziende hanno chiesto il supporto della Giunta Comunale.. Chissà che ora non sia troppo tardi
    La nostra Costituzione recita chiaramente all’art. 1 che “la Repubblica è fondata sul lavoro” e all’art. 4 che “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro”
    A nessuno deve essere data la possibilità di togliercelo, sia al grande gruppo industriale, sia al piccolo imprenditore.
    Non si accetta il silenzio dei sindaci, non si accetta il “svegliarsi” in ritardo dei sinadcati…
    Sperando che la rabbia, la frustrazione, la delusione e la disperazione di qualche centinaio di operai venga presa in considerazione come quella dei “500” del Gruppo Clivati, rimaniamo in attesa di sviluppi concreti e positivi per TUTTI.

  • Caro Paolo. non credo che i tuoi colleghi rinunciano ai lauti e immeritati guadagni per dire no al governo regionale. La maggior parte di loro non saranno rieletti perciò nessun voto di sfiducia avrà la maggioranza richiesta.Io ho sempre pensato che il consiglio regionale sardo merita quello che fecero gli estoni a Tallin contro il regime alle dipendenze dei soviet. Comunque invito i lettori di questo blog a documentarsi sui tre referendum per l’indipendenza che i portoricani hanno svolto dal 49 a oggi. A proposito di Portorico voglio sottolineare che l’isola è estesa per meno della metà della Sardegna, conta quai 4 milioni di abitanti, ha 47 centri universitari e 21 aeroporti.

  • Gian Paolo Marras

    Condivido in pieno il tuo ragionamento e la tua indignazione, ora che tutte le considerazioni sono state fatte, ora che ogni particolare lo abbiamo conosciuto e sviscerato grazie a te e a qualche altro temerario, ora tocca a tutti noi dare una dimostrazione di unità del territorio che non può più dormire per pigrizia. Non lasciamo che violenti o stelle a cinque punte terrorizzino istituzioni e imprenditori, tocca a noi prendere in mano la situazione e sostenere la tua iniziativa, penso ad una mobilitazione del territorio che parta proprio da Ottana e coinvolga tutti i sindaci del circondario in primis e tutta la cittadinanza del nuorese. Non penso ad una battaglia sindacale che partirebbe debole in partenza, ma una mobilitazione POPOLARE. Non aspetto adesioni, le cercherò io perché sono sicuro che nessuno troverà motivazioni per dire NO e per dare il contributo per fare qualcosa.
    Grazie Paolo

  • L’accanimento terapeutico aumenta il dolore e la sofferenza, non cura la malattia. Perchè far soffrire Cappellacci, Giorgio Oppi e Fantola?
    Bisogna però attrezzarsi perchè anche la rianimazione bocca a bocca di Silvio Lai, Giampaolo Diana etc. etc. non sia coronata da successo pieno. La soluzione sta nel voltare pagina determinando un fatto politico nuovo con numeri tali da far allertare le antenne.
    Già, i numeri! Quelli attuali fanno abbaiare ma a mordere saranno altri. E’ utile aprire confronti con le oligarchie dei partiti così detti indipendentisti (IRS-Rossomori-Sardigna Natzione) che a vario titolo gravitano nell’orbita di Sardegna Democratica? Ozu peldidu! Così come lo è una defatigante discussione a destra o a sinistra.
    Il dialogo, il confronto deve essere aperto con i cittadini su un progetto serio che affronti l’emergenza (cioè la povertà di massa) e dia prospettiva. Capace insomma di suscitare emozioni collettive.
    Il Piano Paesaggistico emoziona gli affaristi.

Invia un commento