Riceviamo e volentieri pubblichiamo dagli OSS idonei nei concorsi Ares. Gli stessi hanno indirizzato invano alle istituzioni regionali questa istanza, corredata dalle loro firme (cosa rara).
Gentile Dott. Maninchedda,
abbiamo letto con interesse i Suoi recenti interventi sui cantieri occupazionali in sanità e desideriamo portare alla Sua attenzione alcuni dati e alcune considerazioni che riguardano direttamente gli idonei del concorso ARES Sardegna.
Siamo parte dei 2.116 idonei inseriti nella graduatoria concorsuale ARES, una graduatoria formata attraverso una procedura pubblica basata sullo studio, sul superamento delle prove e sulla valutazione del merito professionale.
Molti di noi lavorano da anni nel settore privato, spesso con contratti a tempo indeterminato. Siamo madri e padri di famiglia che hanno scelto di investire nella propria formazione e di partecipare a un concorso pubblico nella convinzione che il merito e la competenza dovessero rappresentare la via principale di accesso al sistema sanitario pubblico.
Per questo motivo ci ha colpito leggere e ascoltare le dichiarazioni dell’Assessora Manca che rivendica come un successo la riserva del 60% prevista per gli idonei del concorso ARES all’interno dei cantieri sanitari.
La realtà è stata ben diversa.
A fronte di uno stanziamento di circa 18 milioni di euro e di un progetto che avrebbe dovuto coinvolgere complessivamente circa 800 assunzioni attraverso le graduatorie ASPAL nei tre turni dei cantieri, gli idonei ARES che hanno effettivamente aderito sono stati soltanto un centinaio.
Il motivo è semplice. Per chi possiede un lavoro stabile nel privato era estremamente difficile rinunciare a un contratto a tempo indeterminato per accettare un incarico temporaneo di pochi mesi, senza alcuna garanzia di continuità lavorativa successiva. La cosiddetta riserva del 60%, pur esistente sulla carta, si è rivelata nella pratica una misura scarsamente utilizzabile dagli stessi soggetti che avrebbe dovuto favorire.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che riteniamo meritevole di approfondimento: la graduatoria ASPAL, inizialmente prevista per una durata di dodici mesi, è stata utilizzata anche per il secondo e il terzo turno dei cantieri. Questa scelta ha prodotto l’effetto di prolungare nel tempo un sistema parallelo di reclutamento, riducendo ulteriormente le opportunità di scorrimento della graduatoria concorsuale ARES.
Non riteniamo che si possa parlare di una misura a favore degli idonei quando oltre 2.000 professionisti selezionati tramite concorso pubblico hanno assistito, per quasi due anni, a un forte rallentamento dello scorrimento della propria graduatoria.
Solo negli ultimi mesi si è registrata una parziale ripresa delle assunzioni, legata principalmente all’attivazione delle Case di Comunità e ai nuovi fabbisogni organizzativi del sistema sanitario territoriale.
Non contestiamo la necessità di adottare strumenti di sostegno all’occupazione. Tuttavia riteniamo che, quando si parla di sanità, debba essere salvaguardato il principio secondo cui le graduatorie concorsuali rappresentano il principale strumento per selezionare e reclutare personale qualificato.
Le scriviamo perché crediamo che il dibattito pubblico debba conoscere anche il punto di vista di chi ha scelto la strada del concorso, dello studio e della meritocrazia, e che oggi si trova ancora in attesa nonostante una graduatoria composta da migliaia di professionisti idonei.
La ringraziamo per l’attenzione e restiamo a disposizione qualora desiderasse approfondire la questione attraverso documentazione, dati e testimonianze dirette degli idonei coinvolti.
Cordiali saluti, Gruppo Idonei Concorso ARES

Buongiorno prof che tristezza leggere la lettera degli oss,ma purtroppo chi ha votato più di tutti desy sono proprio la stragrande maggioranza di oss,illusi da false promesse,che se avessero vinto i 5 stelle tutti gli oss sarebbero stati stabilizzati,false promesse,così come quelle dei lavoratori della San Martino illusi da desy che a marzo avrebbe riaperto grazie al suo intervento e bla bla bla,non è stato così purtroppo e,se qualche ex lavoratore si permette di chiedere spiegazioni,lei risponde seccata che non le compete più la questione.Eh già tanto la poltrona ce l’ha comoda .Come ha fatto mi chiedo ad ottenere 8000 voti? Così illudendo e prendendo in giro le persone oneste che volevano avere un futuro lavorativo.
Io spero che questo gruppo di lavoratori disponga di un adeguato team di supporto legale (vogliate perdonare l’uso della parola “team”). In difetto, mi rendo disponibile ad offrire adeguato supporto, anche mediante colleghi ben più competenti rispetto a me. Non è normale che vi sia un simile stravolgimento del principio costituzionale dell’accesso all’impiego pubblico mediante concorso (art. 97 cost.) e, più in generale, del valore del merito; per di più, uno stravolgimento perpetrato da parte di chi ha sempre rivendicato nelle piazze il ruolo di custode della costituzione violata. Come direbbe il Gastone di Petrolini, “è tutto finito”.
Sarebbe opportuno istituire una graduatoria per oss professionale anziché attingere da quelle concorsuali
Comunque occhio che va dritta dritta in Parlamento. E lì una bella legge sul pizzica o sulla tarantella non ce la leva nessuno. Oppure sui cantieri veterinari. O su quelli balneari!
Bisogna denunciare alla magistratura e una cosa illegale, quotatevi siete in tanti e rivolgetevi ad un avvocato libero da inciuci
La preferenza per gli scorrimenti è addirittura prevista in ben due leggi regionali:
– Art. 7 comma 6 della L.R. n. 1/2023 (Legge di stabilità del 2023);
– Art. 5 della L.R. n. 37/2016.
Ma tant’è: la Regione Sardegna adotta le regole che poi sceglie di NON applicare!!!
Occorre metter mani al borsellino e chiedere al TAR di ripristinare la legalità.
Lo scandalo fu denunciato da Bartolazzi e non gli e l’hanno perdonato e quando fu fatto fuori dichiaro che il M5S pensavano solo alle poltrone ed ai loro interessi
Il comportamento della Manca è al di fuori di ogni sano ragionamento. Anziché favorire l’occupazione, crea lavoro a tempo. Cambi rotta
Suggerisco Professore di aggiustare il tiro.
Per questa misura furono stanziati 18 milioni di €, 9 milioni per il 2024, 4,5 milioni per il 2025 e 4,5 milioni per il 2026. L’ultimo riparto ( 2025-2026) è stato approvato in Giunta (in extremis e per correggere quello già approvato nel novembre 2025) a dicembre 2025 e, per mantenere lo stesso numero di lavoratori che le aziende sanitarie hanno largamente usato ( e mi dicono abusato), è necessario spendere l’intera dotazione del biennio nel solo 2026.
Posto che la misura andrà in esaurimento nei prossimi mesi (ragionevolmente entro settembre 2026, anche se alcune aziende sanitarie termineranno la dotazione finanziaria tra luglio e agosto di quest’anno) la battaglia dovrebbe essere non già per ritirarla, ma perché NON venga rifinanziata.
Traduzione: graduatorie ufficiali ARES “sottomesse” a quelle inventate dall’assessora. Insomma, la regione con il piu alto PIL pro capite sanitario a livello nazionale (la Saradegna, dati ISTAT) trova ulteriori risorse attraverso il bilancio regionale mediante la “sollecitazione” dell’assessora tutta “chiacchere e distintivo”: è cosi? Dottore, conferma? Queste risorse ulteriori non vengono trasfuse all’interno del sistema regionale sanitario ma gestite dall’assessora con new graduatorie autonome parallele a quelle vere ARES. E dunque si crea così un doppio binario, un traffico consestionato di OS gestiti da ARES e dall’assessora, che però hanno la stessa dignità (e ti pareva).
Ma è quell’assessora che ha nel suo staff una senza arte ne parte a 190000 annui? È lei?
Al peggio non c’è fine. Spetterà ad Aspal occuparsi dell’avviso pubblico e dell’istruttoria per le graduatorie dei bonus sanitari. L’ennesima intromissione di dancing queen in un settore che non è il suo e che mette d’accordo maggioranza e opposizione. La Sanità non può essere affidata a chi ha la bulimia della visibilità, ama esibire la sua pietà per i malati gravi (mettendo in scena il proprio ego), e per pura coincidenza ha dei parenti in graduatorie blindate che prima o poi scorreranno.
Rivolgetevi alla magistratura. Denunciate.
Solo questo cambierà le cose.