Gli emendamenti presentati sulla legge per la Zona Franca. Lavorare e essere definiti ‘uomini di merda’

5 novembre 2013 23:145 commentiViews: 129

normaleSempre per continuare a tenere tutti al corrente di ciò che si sta facendo sulla Zona franca, questi sono gli emendamenti che ho presentato al testo in discussione. Per opportuna informazione, dati i giornali di oggi, preciso che:
1) Ieri, in Consiglio regionale  non si è perso un minuto e si è conclusa la discussione generale;
2) sono stati presentati 13 emendamenti;
3) la protesta è stata di un gruppo di persone che a stento superava il centinaio;
4) a mio avviso c’è in giro, serpeggiante, un sentimento ribellista o rivoluzionario, senza direzione politica, ma animato dalla convinzione che se si impiccasse un consigliere regionale, le cose andrebbero meglio. Lo stesso clima che ho respirato negli anni settanta ai tempi del terrorismo.
Il primo propone la zona franca integrale e ne incardina la gestione sulla Regione.
Il secondo propone per la Regione una potestà tributaria tale da modulare, in forme e modalità da definirsi,  sia la zona franca al consumo che quella alla produzione.
Il terzo dà alla Regione la potestà di accertare e riscuotere i tributi propri e quelli statali.
Oggi, al termine dei lavori, un gruppo dei Comitati per la Zona Franca, all’uscita delle macchine dei consiglieri regionali ha gridato: “Ladri”; “Uomini di merda”. Credo non servano commenti.

5 Commenti

  • @ Francesco

    “On. Manichedda, pubblichi il testo emendamento n 13. per il quale lei non è stato in accordo ma che invece è stato approvato. Grazie”
    La buona creanza esigerebbe la forma seguente “On. Maninchedda, potrebbe cortesemente pubblicare il testo emendamento n. 13 per il quale lei non è stato in accordo ma che invece è stato approvato? Grazie”
    Non per fare il pignolo, Francesco, ma anche la forma ha la sua importanza. O no?

  • On. Manichedda, pubblichi il testo emendamento n 13. per il quale lei non è stato in accordo ma che invece è stato approvato. Grazie

  • Caro On. Maninchedda , generalizzare che tutti i zona franchisti presenti fuori dalla regione dicendo che hanno insultato è sbagliato. Come sempre ci sarà qualcuno che và soprà le righe magari esasperato da certi atteggiamenti poco costruttivi di alcuni dei suoi colleghi. Infatti abbiamo assistito grazie alla diretta con il consiglio a 48 ore di tanti insulti tra di voi (vi siete apostrofati tra di voi Cialtroni,Miopi, Venditori di Tappetti) e non ultimo insulti rivolti ai sardi dei movimenti zona franca, definiti creduloni illusi e peggio ancora PPC (presi per il c….) Questa è la considerazione che riceviamo dai nostri rappresentanti politici per esserci interessati al tema Zona Franca? Ma andiamo al tema principale “la Zona Franca” Avete ribadito tante volte nei vostri interventi in aula che la Zona franca non deve essere decisa da Roma (Governo) ma dalla Sardegna. Allora perche Heinz Zourek, numero uno della Direzione generale fiscalità e unione doganale della Commissione europea, dice “le zone franche sono designate dagli Stati membri” Domanda ; la Sardegna è stato membro della UE? No… quindi educatamente e pacatamente le chiedo ? In attesa di una sua gradita risposta al quesito le auguro buon lavoro.

  • Paolo, molti tuoi colleghi del Consiglio non hanno dato e non danno tuttora una bella immagine di se e purtroppo populismo e demagogia la fanno da padroni.
    Ricordati che in tanti siamo con te per cambiare veramente e cercare di portare la Sardegna al tavolo dell’Europa e quindi del mondo.
    PS: Fai sapere cosa si può fare per la struttura di Cagliari.
    Grazie, Ciao.

  • Gianni Maestrale

    Nella NOSTRA Regione siamo certamente più di un centinaio.
    Tanti, se non tutti, con idee e problemi diversi.
    Il buon politico, che si impegna seriamente, continuamente e fattivamente
    per ottenere concreti risultati per il Suo POPOLO non deve sentirsi mortificato dalla contestazione, anche quando questa degenera in epiteti,
    anzi è da questa che deve trarre stimoli per dimostrare che:
    1° i contestatori violenti, anche solo nel linguaggio, non avranno mai ragione;
    2° i politici “Virtuosi” emergeranno ed avranno consenso mentre TANTI altri, che della contestazione si alimentano, finiranno nell’oblio!
    Per cui i POLITICI VIRTUOSI sappiano riconoscersi e unirsi in un unico percorso di INDIPENDENZA che ci affranchi, quanto prima, da chi ci ha sempre oppresso.
    Noi, i “Silenziosi”, confidando in questo non faremo mancare il nostro sostegno.

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