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Giustizia e politica: tira aria pesante in Italia e in Sardegna

Posted on 6 Agosto 20256 Agosto 2025 By Paolo Maninchedda 5 commenti su Giustizia e politica: tira aria pesante in Italia e in Sardegna

Muscoli, soldi  e bombe Stiamo vivendo un momento cupo, conflittuale e dagli esiti molto incerti sul piano globale. È difficile orientarsi. Prendiamo il caso Gaza, spinosissimo, per il quale è facile finire alla gogna. Una domanda sorge spontanea: quale è il ruolo reale del Qatar? Quanto è in gioco la libertà e lo sviluppo dei due popoli e due Stati e quanto, invece, la rivalità tra Sauditi e Qatarioti? Quanta disponibilità reale hanno i finti Stati della regione di procedere a una reale ridefinizione dei confini in modo che la Cisgiordania abbia un accesso al mare e si liberi dall’essere circondata, fisicamente e amministrativamente, da Israele? Che cosa è oggi la Siria sotto protettorato Turco e che cosa significa la triplice frontiera tra Siria, Iran e Turchia, con il Golan sempre più strategico per la difesa di Israele? Certo, questo è un modo di ragionare per “rapporti di forza”, come direbbe Gramsci, ma non credo sia sbagliato, per cercare di capire. E il punto torna: che ruolo ha il principale finanziatore di Hamas in tutto questo?

Politica e Giustizia Ma la politica internazionale, che pure incombe e moltissimo, si pone sullo sfondo nell’acceso scontro tra magistratura e Governo che sta scuotendo alle fondamenta la Repubblica italiana. Chi dovesse pensare che le inchieste della Procura di Milano sull’urbanistica e quelle di Roma sul caso Almasri siano da considerarsi separatamente e non come fattori di un contesto, si sbaglierebbe di molto. L’elemento strutturale della politica italiana di queste settimane è la riforma della Giustizia, con annessa separazione delle carriere. Lo scontro è durissimo. Le parti in causa sono da un lato la magistratura che si autointerpreta corporativamente, che si sente depositaria di un potere di garanzia per tutti sebbene i fatti dimostrino che si tratta di un potere di privilegio per sé; dall’altra il Governo che comprende come una parte rilevante della sua credibilità passi ormai per la chiusura definitiva della riforma e per la battaglia referendaria che ne scaturirà (col l’opposizione che tenterà di fare come con Renzi. cioè di non discutere del merito ma di fare un plebiscito pro o contro la Meloni, e con la Meloni che cercherà di stare al merito delle cose). Nel mezzo si svolgono battaglie politiche ammantate di diritto che col diritto non hanno nulla a che fare.

Il Capo di Gabinetto del Ministro e la Sardegna Si pensi all’attacco sferrato ieri dal presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati al Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia. Il tentativo del Presidente dell’Anm è stato chiaro: spingere a ritenere che chi abbia avuto un ruolo politico nella vicenda Almasri debba patire inevitabilmente conseguenze giudiziarie. Ma, c’è da chiedersi, perché colpire il Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia? Per rispondere è utile un caso sardo.

Pochi ricordano l’interrogazione Pittalis sul caso della revoca, tentata e solo parzialmente riuscita del prof. Fercia come difensore del Collegio di Garanzia elettorale della Sardegna.
La storia di questa richiesta, meriterebbe un’indagine a se stante che io non posso svolgere, ma che sta perfettamente dentro il quadro di scontro di poteri che sto cercando di rappresentare.
Un’interrogazione parlamentare accende una procedura, che viene svolta proprio dal Gabinetto del Ministro, dove siedono magistrati in distacco.
Anche in questi procedimenti, lo scontro tra le tante anime politiche delle toghe italiche si accende.
Ovviamente saranno stati chiesti chiarimenti agli Uffici coinvolti, ma tant’è che alle scartoffie ordinarie si è sovrapposto un esposto, presentato da uno dei soggetti in causa, che ha richiesto ulteriori accertamenti, in particolare su un verbale non redatto e su uno redatto con espressioni rivolte da un magistrato a un altro soggetto che quest’ultimo non ha avvertito come cortesi.
Nelle more, è stata emessa la sentenza di primo grado sulla decadenza Todde.
Si va all’appello, che si svolgerà in un quadro di durissimo confronto politico, con collegi giudicanti che potrebbero risultare anche monocolori quanto a appartenenza politica alle diverse correnti politiche della magistratura.
Chi vincerà in appello, il diritto o il potere, la giustizia o l’accomodamento?
Il Capo di Gabinetto del Ministro è, anche in questa vicenda, in prima linea, perché le ispezioni passano da lei e che a Cagliari qualcosa non abbia funzionato nelle procedure di rendicontazione e di accertamento delle spese elettorali è confermato anche dalla violazione, ad oggi ad opera di ignoti – fatto in sé gravissimo, perché se la violazione è avvenuta da personale interno, lo scenario è devastante – dell’archivio e del computer del Collegio di Garanzia elettorale. A Cagliari è accaduto che nell’occorrenza del più grave pasticcio di rendicontazione mai combinato da un presidente della Regione e da un senatore della Repubblica, sia anche accaduto che ci sia stata una violazione dell’archivio del Collegio elettorale, non sia stato redatto un verbale, in un altro verbale risulti che Tizio sarebbe stato ‘strapazzato ‘ da Caio, e infine che si sia tentato di rimuovere il difensore del Collegio di Garanzia Elettorale. Normale? Ovviamente no, sono gli effetti di un durissimo scontro di potere dove il diritto stenta ad essere affermato. La possibilità che la Sardegna vada a elezioni per sentenza e non per dimissioni è un fatto notevole nel clima da guerra civile che si sta accendendo nella Repubblica Italiana e dunque non sarà lasciato al solo evolversi naturale  e legittimo degli eventi.

Fughe? Potremmo liberarci da questa sensazione di pesantezza che opprime le nostre meritate ferie? Sì, certo, la lettura aiuta (io sto leggendo questo saggio di Piersandro Scanu Microphysical entities and “tables, chairs, beer mugs: The Challenge of Defining Reality, in Physics and Philosophy , che, tra l’altro, mi piacerebbe veder discusso dai colleghi dell’Università di Cagliari (Busacchi, Mulargia etc) che si occupano di realismo, di ermeneutica, di Peirce) però, perché non dirlo, l’anima soffre a stare in mezzo a un contesto dove la gravità del momento non viene colta, anzi viene rimossa e sostituita con notizie inutili o manipolate.

Vogliamo parlare di incendi? Dovremmo parlarne seriamente (scelte strategiche di preparazione della campagna, bandi fatti in ritardo, poca fiducia e investimento nelle forze a terra e tanta in quelle aeree, gestione dell’Ente Foreste ecc. ecc.), e invece allo scoppio di un incendio si fanno vagonate di comunicati stampa per l’imminente assunzione di personale (tre assessori  se ne sono indegnamente vantati. Facebook è un incentivo all’onanismo politico che comincia a nausearmi).

Vogliamo parlare di capacità?
Iniziamo dall’ordine del Giorno della riunione odierna della Giunta regionale: al n. 70 ecco l’istituzione dell’ennesima Unità di Progetto, destinata questa volta all’abbattimento delle liste d’attesa.
Il Governo della Regione è arrivato, in meno di due anni, a quel capolinea cognitivo che porta a pensare di risolvere i problemi con le task force piuttosto che con le riforme di sistema. È un classico, è il “ci penso io” muscolare e inutile cui addiviene chi non ha spesso senso dello Stato e coscienza dello Stato. Le task force servono dinanzi a emergenze impreviste, ben perimetrate concettualmente, circoscrivibili nel rapporto tra azione e effetto, con un orizzonte temporale limitato, con poteri chiari e non oscillanti e con possibilità di reazione e sanzione verso chi si oppone al loro operato legittimo. Invece questa è l’ennesima risposta burocratica di un sistema che è intossicato da primariati inefficienti, da calcoli politici errati, da nomine di controllo del potere piuttosto che del suo esercizio efficiente. Se il re ha paura dei marchesi o, peggio, li recluta, il re è morto, non governa più, riceve favori ma non modifica la realtà. La sanità sarda è feudalizzata e un feudo in più o in meno non cambierà certo la realtà.

P.S. In questo mese di agosto scriverò poco per la mia e la vostra salute mentale. Servono momenti di silenzio.

Decadenza Todde, Giustizia, Politica, Vetrina

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Comments (5) on “Giustizia e politica: tira aria pesante in Italia e in Sardegna”

  1. Parmenide Pilloni ha detto:
    6 Agosto 2025 alle 15:27

    Caro Professore, ci mancherà molto, in questo mese di agosto, il suo controcanto alle banalità ammannite quotidianamente da uffici stampa, portavoce e quotidiani regionali buoni, ormai, giusto per avvolgere le uova (se ancora si facesse……)
    Non ci mancheranno, invece, alcuni commenti di benemeriti “centrodestristi” che, orfani dei loro campioni del Circo Solinas, leggono con passione e pelosa soddisfazione le sue, sacrosante, critiche alla Todde e al sistema che la circonda.
    Purtroppo, invece di prendere coscienza dell’esistenza di una crisi complessiva della società sarda, di cui Solinas e Todde non sono altro che le due maschere della stessa tragedia, si crogiolano nel ripetere le gag del trio nazionale Meloni, Salvini, Tajani (i complotti comunisti, le invasioni di migranti, i ponti di Messina, le sanatorie per gli evasori, etc) in ansiosa attesa del riaffacciarsi sul proscenio regionale dei loro Janni Cash, Valery Satta, Todde (nessuno lo ricorda, ma è stato assessore dei Trasporti per 3 anni) e varia compagnia di contorno.
    Ecco, questi, propio non ci mancheranno.
    Attendiamo, un po’ annoiati e accaldati, che riprenda il suo brillante controcanto.
    Grazie

  2. Antonio ha detto:
    6 Agosto 2025 alle 14:44

    Troppo potere alla Magistratura dopo tangentopoli adesso emerge il vero obiettivo la magistratura vuole Governare con la complicità della Sinistra buone vacanze

  3. Ginick ha detto:
    6 Agosto 2025 alle 14:32

    Egr Prof,
    Così Lei con il suo P..S.,in totale antitesi con quanto scritto prima, pensa di giustificarsi agli occhi dei suoi lettori ponendo a barriera del suo “terroristico “(per il mio sistema nervoso) commento il fatto che nel mese di agosto scriverà poco pensando alla Sua e alla nostra
    ( com’.è buono Lei) salute mentale!
    Secondo me quanto scritto oggi è sufficiente, ed avanza perfino, per tutto il mese!!
    Andiamo con ordine. Lei inizia con affrontare un problemino così insignificante la cui soluzione definitiva ,secondo me, la si troverà solo il giorno del giudizio universale! A meno che non si vada a spolverare la storia e si ritorni al famoso detto catoniano: Cartago delenda!! Dove per la città punica lascio a voi la scelta tra Israele e Palestina! Perché finché una vorrà la scomparsa dell’ altra, sarà una perenne ricerca di pause belligeranti in attesa di trovare il momento più opportuno per aggredirsi a vicenda! Una con metodi bruschi ( vedi 7 ottobre), l’ altra più soft
    ( nuovi territori da annettersi grazie ai kibbutz e a guerre di reazione,giustificate ai loro occhi, ad azioni terroristiche). E così si procederà per chissà quanto tempo ancora, date le connessioni col resto del mondo che questo conflitto comporta e da Lei evidenziate in modo esaustivo per capire in quale caos il problema è immerso! Sul secondo punto: finché il governo non concluderà questa giusta separazione delle carriere, attuandone le modifiche e dimostrando che non si tratta di un problema politico ma di un tentativo di equiparare il modo di gestire la giustizia così che ciascun magistrato segua ben definite progressioni e non equivoche commistioni inquinate, peraltro, da assai sospette interpretazioni politiche! Vedi l’ odierna evoluzione del caso Almasri o il macroscopico caso isolano sulla defenestrazione della nostra miracolata dal voto disgiunto dove la magistratura ,con tutti i ritardi procedurali cerca di agevolare la politica, la quale ,cmq, si avvantaggia giustificando i suoi non adempimenti in attesa delle sentenze giudiziarie. Classico es. del cane che si morde la coda!
    Lei Prof, parla di incendi. Ma lo fa per brevità, altrimenti non sono analoghe le difficoltà sula siccità, sulla sanità, sui trasporti, sulla agri-zotecnia ecc..?
    In merito alle Unità di Progetto che dire? Se si continua così sarà necessaria un’ Unità di Progetto per presiedere alla gestione delle innumerevoli …Unità di Progettò costituite!
    Un domani forse arriveremo ad eleggere i componenti delle UdP, in sostituzione di divenuti inutili raggruppamenti politici. E magari ne guadagneremo tutti in efficienza,produttività e conseguenti risultati!!
    Ed ora è proprio l’ ora di augurarLe le più salutari: Buone vacanze!!!
    P.S. La prego per tutto agosto e ai primi di settembre non sia subito … traumatico!! Ne va della salute di tutti i suoi lettori e anche Sua!!

  4. G.F ha detto:
    6 Agosto 2025 alle 13:38

    Il silenzio è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell’amore (anche nei momenti dolci), dell’ira, della meraviglia, del timore …

    Giacomo Leopardi, Zibaldone.

  5. Stefano Locci ha detto:
    6 Agosto 2025 alle 10:15

    Egregio, quello che sta accadendo in questo sciagurato Paese è un redde rationem tra una democrazia (imperfetta fin che si vuole ma tale è per dettato costituzionale) ed una autocrazia stile Iran (non mancherà molto che vedremo le ronde pentafarlocche modello Polizia Morale). La motivazione ufficiale è la corruzione che attraversa ampi settori statali e non. La vera meta è il potere assoluto di un apparato il cui Capo (i cui moniti urbi et orbi ci fracassano gli zebedei quotidianamente) non una sola volta è intervenuto per richiamare al rispetto della Costituzione (eh quanto mi manca Zio Francesco ….). Il risultato sono processi come quello a Salvini, una chiara ed evidente interdizione alle politiche anti immigrazione ma anche giudizi extra giudiziari quali sono quelli espressi nella indagine di Milano, Ricordo quando da giovane emerse il fenomeno dei pretori d’assalto in contiguita’ con una certa filosofia comunista secondo cui il potere doveva conquistarsi partendo dalle aule dei tribunali.
    Il PCI non esiste più da svariati decenni ma il disegno si è realizzato. Ma non per favorire il proletariato ma per creare una nuova casta.
    Forse sarebbe meglio emigrare. Saluti.

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