Quando L’Unione Sarda dedica mezza pagina non a intervistare il presidente del Tribunale di Sorveglianza, non a illustrare un documento ufficiale aperto e consultabile, ma a raccogliere, in una forma assolutamente inconsueta le riflessioni dell’alto magistrato sull’organico dei magistrati disponibili nel suo ufficio, è lecito chiedersi che cosa bolla realmente in pentola.
Il magistrato si lamenta della nuova assegnazione di due soli magistrati rispetto al fabbisogno dell’istituzione e addebita alla carenza di organico tutte le inefficienze.
Il magistrato ha guidato il Comitato per il No in Sardegna.
Il problema è la presunzione di stupidità a carico dei lettori.
Tutti sanno a Cagliari che una lettera-saggio-esposto-documento proprio sulle efficienze e inefficienze del Tribunale di sorveglianza è stata vergata, firmata e ufficialmente inoltrata agli organi competenti (o meglio, lo sanno tutti meno i deputati e i senatori della Repubblica, che fanno accessi agli atti e interrogazioni su tutto, anche sulla mia dermatite atopica, e si girano dall’altra parte quando l’oggetto delle loro attenzioni potrebbe rivolgersi verso un potente, anzi, un potentissimo della terra).
Come pure tutti sanno che il documento, segretissimo e indisponibile, sorprende il Presidente del Tribunale di sorveglianza proprio mentre è in corso il suo rinnovo nella carica ed è altamente probabile la sua candidatura al Csm dopo la brillante vittoria al referendum.
In sintesi, il documento secretato è stato inoltrato in un momento non politicamente neutro al punto da avere il netto sapore di un attacco diretto e personale al magistrato, ma al tempo stesso è anche una forma di reazione a un aggregato politico dentro la magistratura che a Cagliari sta diventando asfissiante, come dimostra la subordinazione ad esso del principale quotidiano sardo: anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano.
Ora, un giornale che si rispetti, non pubblica la “reazione”, tutta giocata sul filo “è colpa di Nordio”, senza dar conto dell'”azione” che l’ha generata, perché la conclusione è che il povero lettore non capisce nulla ed è per l’ennesima volta manipolato.
Vergo queste parole consapevole dei rischi ritorsivi che vado a correre e annuncio pubblicamente che non me ne importa un fico secco, perché ho un conto in sospeso apertissimo con magistratura e polizia giudiziaria che mi hanno indagato per tre anni, dedicato quattro procedimenti (di cui due archiviati e due dimenticati in attesa di tempi migliori, come si fa con i nemici) nonché rovinato l’esistenza ai miei amici e modificato sensibilmente la mia interiorità, aumentando a dismisura la naturale tendenza a vivere lontano da loro e da chi li lusinga e compiace. Vorrei ricordare che la mia famiglia ha origini maddalenine e corse e che mio nonno, antifascista schiaffeggiato e ricinato nella piazza del Comune di La Maddalena su istigazione dei cognati fascistissimi, che si alzava in piedi al nome di Garibaldi, preferì la fame al ginocchio piegato; siamo abituati a resistere anche in miseria.

Chiunque in cotali situazioni opera OMISSIS, ha sicuramente la percezione della esecrabilità della propria azione e del proprio comportamento, ma anche la percezione del OMISSIS delle persone comuni che assistono impotenti ad un tale spettacolo OMISSIS.
OMISSIS.
Spettacolo triste, per non dire altro.
Molti magistrati che hanno appoggio il NO al referendum pare si siano pentiti forse c’è anche il magistrato in questione
Purtroppo il potere ha tante facce 🤨: in psicologia si chiama “ sindrome da divisa “. Prof. Carpiniello insegnava che può essere qualsiasi tipo di divisa, anche figurativa ( dal carabiniere al prete, dall’infermiere al magistrato e così via ). Quindi c’è chi ha la struttura sociosanitaria, ovvero lo status culturale e psicologico per indossare una “divisa “ senza fare danni, chi invece no. Ovviamente la gravità del danno dipende dal potere che ti viene attribuito.
Buongiorno
è così che si è guadagnato la mia stima e quella di chi non teme l’arroganza del potere, qualunque volto esso abbia.