di Chiara Maestrale
Roberto D’Agostino lo battezzò “CamaleConte” già nel 2019. Mai soprannome fu più profetico.
Conte cambia idea con una disinvoltura ormai collaudata e, ogni volta, riesce a presentare la posizione nuova come se fosse sempre stata la sua.
In questi giorni è toccato alla cultura woke. Ha scoperto che il woke ha prodotto conformismo, intolleranza, eccessi identitari, compressione della libertà di opinione. E racconta, naturalmente, di aver nutrito perplessità già da tempo. Curioso: queste perplessità diventano pubbliche proprio adesso, quando dagli Stati Uniti arriva il segnale che quella stagione culturale potrebbe essere diventata elettoralmente sconveniente.
CamaleConte arriva a cose fatte e si accredita come precursore. Per anni una parte della sinistra italiana ha importato dagli Stati Uniti battaglie, linguaggi e tic culturali con la devozione provinciale di chi scambia l’imitazione per modernità. Poi parla Alexandria Ocasio-Cortez. Proprio lei, l’icona che una parte della sinistra italiana ha scimmiottato per anni, liquida quella stagione con un “Woke one was crazy” e, quasi in tempo reale, anche da noi comincia la ritirata.
È Conte a battere tutti sul tempo, adeguandosi con l’agilità che conosciamo. Ha assunto ogni posizione utile alla propria sopravvivenza politica, riuscendo ogni volta a presentare la nuova come la naturale prosecuzione della precedente. Una copia sbiadita di Fouché: quello cambiava padrone per sopravvivere tanto alle rivoluzioni quanto alle restaurazioni; Conte cambia idea per sopravvivere a un sondaggio.
La conversione anti-woke ha soprattutto una funzione: togliere un altro pezzo di terreno da sotto i piedi a Schlein. Conte si prende lo spazio e lascia alla segretaria del PD il solito dilemma: inseguirlo o farsi scavalcare. I camerieri del campo largo, intanto, hanno già capito dove mettersi.
Ma se davvero considerava da anni certe derive sbagliate, perché non lo ha detto quando denunciarle aveva un costo? Perché non spiegò allora che difendere le minoranze è una cosa e istituire una polizia linguistica un’altra? Che combattere le discriminazioni è civiltà, mentre riscrivere parole, opere e storia secondo il codice morale del presente può diventare fanatismo?
Risposta: perché allora non conveniva. Il woke entra così nel lungo catalogo delle battaglie un tanto al chilo di Conte. Si comprano quando rendono, si abbandonano quando pesano. Senza bilanci, senza autocritica e soprattutto senza dire mai con precisione: qui abbiamo sbagliato. Conte parla infatti di “eccessi”. Parola perfetta: non identifica l’errore, non obbliga a chiedere scusa, non costringe a riconoscere che magari qualcuno, accusato ieri di essere reazionario perché contestava certe follie, aveva visto giusto.
È il pentimento senza peccato. E soprattutto senza responsabilità.
Una forza politica seria sceglie le proprie battaglie perché le trova giuste. E quando ritiene di essersi sbagliata spiega dove, come e perché. Gli altri aspettano semplicemente che cambi il vento.
CamaleConte conferma la sua politica al wok: prende un’idea, la salta e la serve finché conviene e, appena cambia il gusto del pubblico, la butta nell’umido e mette sul fuoco la successiva.

Come non essere d’accordo con questa analisi lucida e reale della Maestrale, L’ologramma camalaConte è il segno del costante degrado delle politica italiana, animata da figure vuote e inutili. dicono tutto e il contrario di tutto senza mai avere vergogna e senza mai giustificarsi per le minchiate che dicono.
Certo, quello che accade nel CSX ( Campo largo minato ) è oltremodo indegno per una sinistra riformista europea .
Ormai viene il disgusto solo a vederli, figuriamoci a sentire il vuoto cosmico : ipocriti, opportunisti, assetati di potere e senza nessuno spessore politico e culturale.
Saranno un bel problema per convincerci ad andare a votare .
CAZZ! Proprio adesso che avevo deciso di chiamare ArchitettA la mia amica e le sue colleghe archiTETTE, Lewis Hamilton pilotO, il signore che guida il CTM autistO e fisioterapistO il professionistO che mi segue all’AIAS.
Adesso che faccio?
striètivi lu culu cu l’ultìca
Mentre noi discutiamo sulla sua denuncia degli eccessi del woke, Conte avanza spedito in direzione… della Mecca
Conte e tutto il M5S sono pericolosi e la gente se ne sta accorgendo e per questo che fanno dichiarazioni ad effetto
@Eddi Irvine
Sul primo punto ti rassicuro: la disamina non nasce da alcun timore per una redistribuzione dei rapporti di forza nella coalizione. Il bersaglio è molto più circoscritto: Conte, che considero un politico profondamente inaffidabile, capace di cambiare posizione seguendo la convenienza del momento e di condizionare sia il proprio elettorato sia un PD che, con questa segreteria, fatica moltissimo a contrastarlo e finisce spesso per inseguirlo.
Sul secondo punto, invece, la tua osservazione è fondata. Il pezzo concentra volutamente il fuoco su Conte, ma il PD non è affatto esente da responsabilità. Dopo essersi abbuffato di woke, averne adottato linguaggi, posture e battaglie con grande zelo, oggi prendere le distanze senza una vera autocritica lo tende altrettanto ipocrita.
Se quelle battaglie erano giuste, sarebbe utile spiegare perché oggi vengono ridimensionate; se erano sbagliate, bisognerebbe spiegare perché sono state sostenute così a lungo.
Quindi sì: su questo secondo “neo” ti concedo parecchio. Sul primo, invece, credo che attribuire all’articolo una preoccupazione per poltrone e redistribuzioni significhi leggerci dentro un’intenzione che non c’era e non c’è.
Ma quindi ora verrà messo da parte lo schwa e non si vedrà più tutt*?
Il sedicente avvocato del popolo propone le sue opinioni/proposte in base alla sua convenienza (non del popolo) tanto per raccattare qualche voto), salvo poi smentirle a seconda della opportunità che di volta in volta si presenta. L’immagine di presentazione dell’articolo mi ha indotto in un grande interrogativo,🤔: il CamaleConte sta dicendo qualche cosa nell’orecchio della assessora oppure ha avuto un attacco di strabismo? 🤣🤣🤣🤣🤣
Ottima disamina, che ha giusto due impercettibili nei:
1) è mossa, come sempre, dal timore di una redistribuzione dei rapporti di forza all’interno della coalizione, in termini di capacità di dettare l’agenda politica, di capitalizzare voti, e in ultima istanza di poltrone imbottite di soldi da accaparrarsi, che sono l’unica musa ispiratrice di questi articoli
2) sposta il focus su Conte, omettendo la delirante sbronza woke del pd, che in fatto di scimmiottare servilmente tutto quello che proviene dagli USA non è secondo a nessuno, a cominciare dal nome e dai meccanismi di scelta dei propri leader che si è dato.
Come disse Best di Beckham, “Non sa calciare col piede sinistro, non sa colpire di testa, non sa contrastare e non segna molto. A parte questo, è un buon giocatore”.
Ecco, a parte i due minuscoli dettagli di cui sopra, è un buon articolo.
È La presa di distanza dalla filosofia woke che sta producendo i danni più gravi alla convivenza sociale e no viceversa.
Adesso è diventato giusto condannare tutto ciò che le battaglie per i diritti civili hanno combattuto per un mondo più equo.
speriamo che questa vicenda non diventi l’argomento di distrazione del mese entrante come nel recente passato la casa nel bosco ed altro. scuola, lavoro, sanità ed equa imposizione tributaria sono tutti argomenti che sopravanzano il problema woke e non sono i soli..
😂🤣👎Giova’, nel frattempo potresti farli tu i commenti!
Come non concordare! soprattutto per chi è stato vittima di questo fanatismo che talvolta è diventato fascismo, anzi fascism#.
Il classico atteggiamento di certi politici, o almeno di alcuni partiti: accusano gli altri, ma poi fanno esattamente lo stesso, cambiando posizione a seconda delle circostanze e della convenienza.
Ci adi ghettau s’ogu Contixeddu 🤭
Conte non l’ho votato e non lo voterò; si sta scavando la fossa da solo. Ritengo immorale vivere continuamente da “Masaniello” redivivo; farà la stessa fine!! Sotto tutti gli aspetti la Elly vale di più dell’avvocato del popolo; purtroppo per la Elly non la voterò perché lontanissima dalla mia ideologia politica.
Mah! mi ero riproposto di non intervenire piu’ e leggere quotidianamente la rivista ma, questo articolo della Maestrale, mi ha fatto cambiare idea. Un infortunio, .. ecco.
A me pare che Il limite invalicabile del saggio di Chiara Maestrale risiede nella natura stessa dell’oggetto di cui ha scelto di farsi carico perche’ di fronte a un fenomeno come il Movimento 5 Stelle, infatti, qualunque discorso — compreso questo mio commento che si ostina a parlarne — è strutturalmente debole, sterile e destinato a franare.
Siamo dentro il paradosso perfetto del simulacro pubblicitario: l’opposizione e la critica non lo distruggono, ma ne costituiscono il carburante biologico; Il “Camaleonte” non nasconde una verità dietro la maschera ma esso coincide interamente con la fluidità delle sue maschere.
Pretendere di applicare a questo vuoto assoluto le categorie novecentesche della “coerenza”, della “responsabilità” o della “serietà delle battaglie” è un’ingenuità teoretica perche’ significa scambiare un algoritmo di posizionamento d’opinione per un soggetto politico reale, conferendogli uno statuto di realtà che non possiede.
E che NON ha mai posseduto! .. questo e’ il punto!
Più l’intelletto colto si indigna per le sue giravolte sul woke o sui sondaggi, più ne certifica l’esistenza, alimentando la presenza di ciò che si vorrebbe svelare come nudo.
L’unica postura ..autenticamente critica, l’unico atto teoretico limpido di fronte al nulla, sarebbe l’assenza totale. .Il silenzio assoluto dello sguardo.
Sia BUIO di questo “oggetto” .
Degno di essere a capo dei M5S. Sono nati con 1000 idee e stanno morendo pensando esattamente del contrario.
Analisi precisa ed oculata
Aspetto i commenti alla foto ..,
Conte approccia la politica esattamente come tanti troppi: opportunismo e convenienza personale esattamente come il suo compare Salvini