Oggi a Macomer viene presentata Sardex, la moneta complementare della Sardegna

28 maggio 2012 22:1810 commentiViews: 171

sardexOggi a Macomer, alle ore 18.30, alle Caserme Mura, via Gramsci 1/3, viene presentata Sardex, la moneta complementare della Sardegna. Nel Comune percentualmente più indipendentista della Sardegna questo evento ha un grande significato. Di seguito la presentazione di Sardex tratta dal sito www.sardex.net. Se potete, venite numerosi. Sta crescendo qualcosa di importante.
L’idea parte nel 2009 ad opera di quattro studenti, Gabriele Littera, studente di marketing e comunicazione all’università di Teramo, Giuseppe Littera e Piero Sanna, studenti di lingue a Leeds e Carlo Mancosu, studente di lettere all’Università di Cagliari. L’economia sarda soffriva allora gli stessi mali di oggi basata su una micro imprenditoria, un tessuto produttivo frammentato, accesso al credito difficoltoso. Una crisi che ben presto da finanziaria diventa produttiva, occupazionale e infine sociale. Era necessario allora mantenere abbastanza liquidità in circolazione, sostenere gli investimenti. Ricompattare il tessuto imprenditoriale locale, aiutare la cooperazione offrire uno strumento concreto per far fronte alla mancanza di liquidità. Dopo aver approfonditamente studiato gli esempi sulle così dette complementary currency e i circuiti di credito reciproco di altre nazioni danno vita al progetto Sardex.
Riescono in breve tempo a formare una rete di imprese disposte a utilizzare negli scambi una moneta complementare fondata sulla fiducia. A gennaio del 2011 le aziende erano già 200. Oggi Sardex.net coinvolge oltre 450 aziende e un volume transato di gran lunga superiore al milione di euro in valore con un ritmo di crescita annuo del 370%. Ogni mese decine di nuove imprese scelgono di aderire al progetto e la rete continua a rafforzarsi di giorno in giorno.
Attraverso Sardex.net le aziende si finanziano reciprocamente e a tasso zero, la ricchezza rimane nell’isola all’interno del circuito e vengono preferite le produzioni locali. Si limita il turismo delle merci e si incentivano modelli di sviluppo sostenibili
Nel circuito gli acquisti e le vendite tra iscritti non avvengono in moneta corrente, ma in crediti commerciali Sardex (un Credito Sardex vale un euro). Il Sardex non è una vera e propria moneta; è intangibile, è un bit, è un’informazione e, in quanto tale, nessuno può possederla fisicamente. Il Sardex è solo una semplice unità di conto, utile a misurare debiti e crediti all’interno del circuito. Una ‘moneta’ che nasce dalle imprese per le imprese. Una ‘moneta’ il cui valore non è imposto per legge o garantito da titoli o metalli pregiati, ma è garantito dalla fiducia delle imprese che scelgono di accettarlo e dalla loro capacità produttiva.
Una ‘moneta’ che nasce dalle imprese per le imprese. Una ‘moneta’ il cui valore non è imposto per legge o garantito da titoli o metalli pregiati, ma è garantito dalla fiducia delle imprese che scelgono di accettarlo e dalla loro capacità produttiva. Il funzionamento è semplice. Ogni azienda dichiara all’atto dell’iscrizione la disponibilità di beni e servizi che è disposta a mettere in gioco nell’arco di un anno all’interno del circuito e parallelamente le viene assegnato un massimale di spesa commisurato alla sua dimensione e alla disponibilità e richiesta dei beni offerti. Attraverso il massimale le aziende hanno la possibilità di acquistare ancor prima di vendere. Dopodiché avrà 365 giorni per ripagare quanto acquistato vendendo i propri beni agli iscritti al circuito. Un modo per far fronte alla mancanza di liquidità, risparmiare euro e al contempo aumentare il proprio fatturato e la propria rete di relazioni. Il fatturato sviluppato attraverso il circuito infatti non va mai a sottrarsi a quello in moneta corrente ma va piuttosto a sommarsi aumentando l’efficienza e la solidità dell’impresa. Ogni iscritto ha tutti gli strumenti per gestire il proprio mercato complementare: una o più carte Sardex per effettuare i suoi acquisti personali o di impresa direttamente presso i punti vendita, un conto online consultabile 24 ore su 24 e una vetrina virtuale dove conoscere le offerte e i profili degli altri iscritti e naturalmente una guida per la gestione della fiscalità (tutte le vendite effettuate all’interno del circuito devono essere accompagnate da regolare fattura e su ognuna di esse vanno pagate le imposte di legge). Ma il successo dell’iniziativa a detta dei fondatori non sono i sistemi informatici, che di certo aiutano, ma il sistema di relazioni che il circuito va a generare. A detta dei fondatori infatti, sono le relazioni e la collaborazione con gli iscritti e tra gli iscritti il vero motore dell’iniziativa. Sardex.net non è un algoritmo, ma il lavoro quotidiano dello staff e delle aziende. Uno staff che le assiste in ogni fase, consigliando e supportandole nella scelta dei fornitori, nel reperimento dei preventivi, nella promozione, nel facilitare la reciproca conoscenza e relazioni fiduciarie tra imprese iscritte.

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10 Commenti

  • Enrico Cadeddu

    Da settembre, dove potrò, pagherò in Sardex!

  • Antonello Loriga

    Chiedo scusa per l’intrusione in un campo a me sconosciuto ma il tema mi ha condotto ad un concetto a me molto caro che è la “GLOCALIZZAZIONE” introdotto,come certo saprete, dal sociologo Zygmunt Bauman. Leggendo alcuni passaggi del significato di “glocalizzazione” semplicemente presi da Wikipedia penso che l’idea Sardex sia compatibile o forse addirittura complementare.
    La glocalizzazione pone al centro della propria filosofia l’individuo, la persona umana, il patrimonio locale materiale ed immateriale.
    La glocalizzazione ritiene che il fondamento della società di ogni epoca è stata ed è la comunità locale, l’interazione degli individui, organizzati in gruppi sempre più allargati, presenti sul territorio.
    L’organizzazione di questi gruppi costituisce certamente un insieme di “sistemi” che diventano sottosiatemi se relazionati ad organizzazioni più complesse. Ad esempio la famiglia è un sottosistema del sistema quartiere ma il quartiere è un sottosistema del sistema città e così via.”ThinK global, act local”, sintesi tra il pensiero globale, che tiene conto delle dinamiche planetarie di interrelazione fra i popoli, le loro culture ed i loro mercati e l’agire locale, che tiene conto delle peculiarità e delle particolarità storiche dell’ambito in cui si vuole operare. Ciò consente di entrare anche nel mercato globale con una propria identità e non con un codice a barre.
    Buon lavoro a tutti.

  • Continuare a parlarne per capire credo non guasti.
    Per mero errore, di cui faccio ammenda, l’art. del c.c. non è il 1522 ma il 1552 che è poi la base legale del contratto (permuta) che disciplina lo scambio di beni. Gli artt. successivi disciplinano eventuali patologie inerenti, appunto, il contratto di permuta e, per quanto ne so, in diritto vale tutto ed il contrario di tutto.
    A domanda: Bankitalia che dice? Gabriele Littera, Presidente CDA e responsabile marketing Sardex, risponde:”Bankitalia non entra nella partita perchè sono le imprese a farsi credito tra loro”.
    Sono curioso e devoto di San Tommaso, spero di esserci a Macomer.

  • Nino, il sistema funziona; è vigilato da Bankitalia e per come è organizzato non è aggredibile dal tuo caso. Vieni a Macomer e ascolta, vedrai che te ne andrai convinto.

  • La moneta complementare è uno strumento eccezionale per l’interscambio di beni e servizi in economie non di scala. Quando però la parte fiscale è rappresentata dal valore monetario reale si ha a che fare con un aspetto contraddittorio del valore di scambio. Ai ragazzi di Sardex ho sempre detto che pazientemente devono, partendo dal basso, prepararsi a fare banca. E visto che le banche in Sardegna ci sono per fare raccolta e non per investire nei territori che facciano loro la parte che compete alle banche commerciali. Non è ora, lo dico soprattutto a te Paolo, che i conti e i fondi della RAS vengano sottratti alle banche italiane in favore delle banche di credito cooperativo locali?

  • Colpisce l’avvio della spiegazione di Sardex con il coronamento di un sogno: le vacanze in albergo (un lusso) del valore di 500 Sardex, impossibile senza la moneta complementare per mancanza di liquidità. Forse perchè necessario ritemprare lo spirito al fine di affrontare meglio le difficoltà della crisi. Dal credito dell’albergatore parte quindi il circuito che via via si allarga. E se la catena si interrompre si ritorna al codice civile, artt. 1522 e seguenti? Che imporranno il ristoro per l’evizione, il risarcimento del danno e le conseguenti spese in euro veri? Sono interrogativi finalizzati a prevenire, nei limiti del possibile, i rovesci della medaglia e nulla più.

  • Per una sardista: tutt’altro. L’impresa ne ha vantaggio sia che sia in salute che anche non lo sia. Il vantaggio è poi generale perché circcolano beni e servvizi in circuiti extrabancari a zero interessi.

  • Già, Nicol, ma l’hanno fatto meglio visto che li stanno chiamando in tutto il mondo.

  • Una sardista

    Attendo di acquisire informazioni piu’ dettagliate il giorno in cui si svolgera’ la presentazione della moneta collaterale sardex. La prima impressione e’ legata all’aspetto intangibile del sistema, ragione per cui un’impresa che ha una situazione economico-finanziaria tranquilla sembra possa trarre meno vantaggi rispetto ad una impresa con problemi.
    Saluti.

  • Interessante, seppur non hanno inventanto niente che non ci sia già in altre parti d’Italia e nel mondo.

    eccolo!

    http://www.monetacomplementare.org/

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