Giornali fatti nel salottino del potere: oggi l’Unione

14 gennaio 2010 07:2710 commentiViews: 19

128Ricominciamo: L’Unione ce l’ha con me perché ho criticato un articolo di fondo del direttore Paolo Figus e, come se non bastasse, un altro articolo di Beniamino Moro. Da quel giorno il mio nome è bandito dalle colonne del giornale, e va bene, passerà. Oggi L’Unione parla, a pag.12 della legge sui prodotti agricoli votata ieri e lo fa solo dopo la conferenza stampa dell’assessore Prato. Che cosa dice e che cosa non dice L’Unione? Riporta molte dichiarazioni dell’Assessore a commento della legge, riporta qualche dichiarazione di miei colleghi, ma non dice la cosa più importante e cioè che la legge è di iniziativa del Consiglio regionale, non della Giunta che vi ha concorso soprattutto nella parte relativa agli agriturismi (cioè la parte contestata per puro puntiglio dall’assessore Sannitu). Non dice il giornalista che segue le conferenze stampa dell’assessore ma non i lavori del Consiglio, che il primo disegno di legge è stato presentato da me e dai consiglieri del Psd’az, il secondo da Giuseppe Cuccu per il Pd e il terzo de Sinistra Ecologia e Libertà. Non dice che l’unanimità è stata costruita in Consiglio dai consiglieri e non dalla Giunta; non racconta la faticosissima seduta del Consiglio di avantieri su cui stendo un velo di pudore. Non dice che il relatore della legge ero io. Non dice che le associazioni di categoria volevano un nuovo carrozzone che è stato bocciato, le stesse organizzazioni che, mentre cercano sempre qualche poltroncina per i loro capi, si oppongono alla stabilizzazione dei lavoratori ARA. In sostanza L’Unione dice ai suoi lettori che l’assessore Prato ha fatto la legge sui prodotti di origine regionale e ripete solo ed esclusivamente ciò che ha sentito proferire nelle auguste stanze della Giunta. Ecco, questi sono i giornali cucinati nei salottini del potere. Gustateveli.

10 Commenti

  • Agronomi&Veterinari

    Come essere inadempienti senza che il PDL se né accorga.

    Il Consiglio Regionale ha, ancora una volta, dimostrato che quando a prevalere è l’interesse generale si possono fare all’unanimità delle buone leggi. La norma per la promozione della qualità e del consumo dei prodotti agricoli della Sardegna è una legge di grande interesse per l’agricoltura.
    Per il comparto agro-zootecnico altrettanto importanti sono le disposizioni approvate all’unanimità con leggi finanziarie in questa e nella precedente legislatura, a ruoli invertiti di maggioranza ed opposizione, che hanno per fine l’obiettivo di garantire a tutti, agricoltori e allevatori, gli stessi diritti nell’accesso ai servizi di assistenza tecnica.
    Al riguardo La L/R n° 3/09 art.2 C. 40 esprime in maniera chiara la Volontà Politica del Consiglio Regionale. Chiari sono anche i tempi e i modi per applicare il provvedimento.
    Cosa possono pensare i cittadini se con la complicità di chi ha il dovere di applicare la legge i potentati e gli interessi clientelari di alcuni portano a disattendere la volontà del Consiglio?
    Possono pensare che in questa Regione le leggi non vengono rispettate se contrarie agli interessi di alcuni singoli.
    Possono pensare che basta uno solo col suo incarico “protempore” a limitare la Volontà politica del Consiglio. La cosa è ancora più preoccupante per il buon funzionamento della cosa pubblica, se al disattendere ai deliberati del consiglio si aggiunge l’assenza di informazione da parte dei media.

    P.S.
    La L/R n° 3/09 art.2 C. 40 come ormai si sa riguarda ARAS-LAORE.

  • Paolo Maninchedda

    Per Falgio. L’Assessore Sannitu, che si è accorto solo alla fine dell’esistenza della legge, ha partecipato al dibattito in Aula e ha potuto constatare che il tetto mensile dei pasti per gli agriturismi è stato coordinato con altre misure fortemente inibitorie della possibilità per essi di fare concorrenza ai ristoranti. Dichiarare ciò che lui ha dichiarato sulla stampa significa vanificare con una battuta il lungo lavoro per rendere la legge inattaccabile dall’Ue. Continuo a pensare che dietro ci sia solo ed esclusivamente una banale questione di puntiglio gestita malissimo. (p.m.)

  • Paola Appeddu

    Paolo, finalmente te ne sei accorto. Per la verità anche il servizio su Videolinea e Rai3, del giorno prima, non vi citava affatto. Credo però che ci sia anche una tua responsabilità, visto i precedenti, perché non hai fatto tu, giocando sul tempo, una conferenza stampa, magari invitando tutte le parti? Muoviti per tempo anche per le altre cose che stai facendo altrimenti i cappelli aumenteranno.Sai bene che sulla comunicazione non bisogna mai abbassare la guardia. L’altra possibilità, invece che fondare un vostro giornale, è quella di sfruttare di più questo sito, come? Fai un investimento sponsorizzandolo, vedrai che effetto soprattutto fra i giovani.

  • L’Assessore Prato non perde occasione per andare davanti ad una telecamera o ad un microfono.
    Lo ha fatto in altre occasioni e continuerà a farlo essendo questa l’unica vera “politica” da lui messa in campo sino a questo momento. Programmi,progetti e proposte no,ma conferenze stampa e annunci mirabolanti a iosa.
    Purtroppo per lui l’amara situazione dell’agricoltura in Sardegna e la disastrosa situazione dell’Assesorato a lui affidato,non gli permetteranno, speriamo, di andare avanti così ancora per molto.
    Per fortuna, invece, che c’è ancora qualcuno, sia nella maggioranza che nell’opposizione, che ha la voglia, il coraggio e la possibilità, almeno ogni tanto, di rendere il giusto merito a chi di dovere e mettere al porpio posto chi dal non fare niente cerca di ricavare gloria e prestigio. Magari in vista di una futura candidatura. Mah

  • propongo un esproprio

  • Massimiliano

    Il giornale si può fare bastano 6.500 euro per avere 100.000 copie un formato di otto pagine e la pagina è grande come quella della nuova sardegna, ho già fatto il preventivo. La distribuzione a cura del psdaz, federazioni e sezioni etc. dove? nei locali
    anche un uscita ogni 3 mesi.

  • Walter Falgio

    L’asssessore regionale del Turismo, Sebastiano Sannitu, puntualizza: “Non si tratta né di contestare la legge né di puntiglio”. Sannitu, come dichiarato pubblicamente, esprime un giudizio sostanzialmente positivo sulla legge per la promozione dei prodotti agro-alimentari di qualità appena approvata dal Consiglio regionale. “E’ uno strumento che favorisce le produzioni locali e va incontro a un settore primario oggi in difficoltà, inoltre garantisce un maggiore controllo dell’attività e una definizione del ruolo delle strutture agrituristiche”. L’osservazione sollevata dall’assessore sull’articolo che modifica la legge regionale 18 del 23 giugno 1998, relativamente al calcolo del numero dei coperti consentiti agli agriturismo che è variato da 80 giornalieri a 1800 mensili, è mirata alla tutela di tutti gli operatori alberghieri e della ristorazione. Secondo Sannitu in tale variazione si ravvisa la possibilità che si inneschino meccanismi distorsivi della concorrenza nei riguardi
    delle strutture della ristorazione tradizionali.

  • Dobbiamo dotarci di megafono, radio, giornali.
    Avviamo una sottoscrizione per recuperare i fondi necessari,sarò il primo a versare la mia parte.

    Ma siete voi che dovete lanciarla tramite il partito, con un programma e un preventivo dichiarato in anticipo.

    Le idee migliori, come i progetti le fregano sempre e le fanno loro quelli che non valgono, perchè Prato avrebbe dovuto enunciare, prima di parlare, come è nata la legge e chi ha lavorata per promuoverla.
    Se fosse stato un gentleman!

  • Condivido pienamente le considerazioni fatte da Paolo, aggiungo : scorrettissima la conferenza stampa dell’assessore Prato!
    Per questo abbiamo diffuso insieme al collega Giuseppe Cuccu il seguente comunicato stampa.

    Le riforme non si fanno con le “prime donne”

    Cagliari, 14 gennaio 2010 – “Martedì il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una legge che detta norme per la promozione della qualità e del consumo dei prodotti agricoli della Sardegna e l’Assessore Prato, con un tempismo che non gli si riconosce nell’aggredire i problemi dell’agricoltura sarda, non ha perso tempo per metterci il cappello”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del PD Giuseppe Cuccu e Franco Sabatini con riferimento alla conferenza stampa con la quale l’Assessore accompagnato dal presidente di Unioncamere Sardegna ha illustrato la legge appena licenziata dall’Aula di via Roma.
    “Nell’approvazione del testo, frutto dell’unificazione di tre distinte proposte di legge, una del PD primo firmatario Giuseppe Cuccu, un’altra dal P.S.D’AZ. e la terza dai gruppi Comunista-La Sinistra-Rossomori e I.D.V, è stato messo in campo da tutte le forze politiche quel clima unitario evocato per le riforme dai Presidenti Lombardo e Cappellacci, dicono i consiglieri del PD”.
    “Le riforme hanno bisogno che il Consiglio e le forze politiche continuino su questa strada – continuano Cuccu e Sabatini – il modo migliore per non farle è dare spazio ai protagonismi personali e agli esibizionisti”. “Oltretutto, incalzano Cuccu e Sabatini, chi parla dovrebbe avere anche titolo per farlo, l’Assessore Prato, che ha messo in forte imbarazzo la sua maggioranza visto che la stragrande maggioranza dei sui emendamenti sono stati ritirati per evitare che venissero bocciati in quanto incongruenti con lo spirito della norma o intrusi come il tentativo sventato di istituire l’Osservatorio dell’agroalimentare che avrebbe avuto come unica finalità la distribuzione di gettoni di presenza, ha cercato di ricondurre la legge ad una semplice modifica della norma sugli agriturismo mentre lo scopo vero è quello di promuovere e sostenere l’agricoltura sarda favorendo, anche sulla base di adeguati programmi di promozione, la commercializzazione e il consumo di prodotti agricoli regionali”.
    La legge mira a dotare la nostra isola di norme tese a favorire il consumo e la commercializzazione di prodotti cosìdetti “a chilometri zero”. Il prodotto, in altri termini, percorre meno strada, non inquina e di conseguenza costa meno.
    “Per evitare che la stagione delle riforme si interrompa sul nascere – concludono Giuseppe Cuccu e Franco Sabatini – facciamo appello al Presidente Cappellacci perche tenga a bada l’esuberanza e la voglia di strafare di qualche suo assessore. Le riforme se sono condivise sono di tutti e non ci sono primogeniture, in questo caso addirittura saremmo nella fattispecie dell’appropriazione indebita visto che la legge nasce tutta in Consiglio”.

  • Paolo Maninchedda si lamenta per l’ostracismo della stampa (scritta in particolare) nei suoni confronti e nei confronti del PSD’AZ. E fa bene a segnalare il comportamento scandaloso da parte di chi (autodefinitosi quarto potere) è deputato ad informare correttamente il cittadino. La notizia va data comunque sia o no gradita al giornalista.
    Non enfatizzerei però più di tanto il ruolo della stampa. E vediamo un po’ quale può essere il peso.
    I due “giornali sardi” stampano 120.000 copie, ad essere benevoli ne vendono 90.000 con picchi per uno al centro sud, per l’altro al centro nord della Sardegna.Proviamo ad immaginare chi possono essere gli acquirenti.
    Io li distribuirei così:
    – 15/20% tra politici ed entourage consiglieri comunali, provinciali, regionali, parlamentari, intellettuali).Tutta gente che ha già un suo orientamento ben definito, che legge le notizie della politica al solo scopo di informarsi e non per formarsi una opinione;
    – 80% tra persone normali di cui un 5%, ad esagerare, con un qualche interesse agli avvenimenti politici per formarsi un’idea. Il resto bada alla cronaca nera e rosa (fanno cassa entrambe). Non trascurabile l’interesse alle necrologie sia per un senso di pietas che per esorcizzarle.
    Questo l’impatto (verosimile) della stampa. Dormirei sonni tranquilli.
    Piuttosto si organizzi il PSD’AZ per stare tra la gente, per ascoltarne i problemi, per proporre e portare a compimento le soluzioni, per essere effettivamente al servizio di chi ha bisogno e non solo. La legge sui prodotti sardi, le altre iniziative del Partito, vanno illustrata a voce, guardando in faccia gli interlocutori. Si organizzino congressi itineranti in tutta la Sardegna,ci si impegni per una mobilitazione straordinaria fuori dal palazzo con la gente e per la gente.
    La risposta non mancherà.

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