Giornali e neofascismo. Con una postilla per l’Unione e i suoi palazzi

20 agosto 2011 10:0318 commentiViews: 19

242Ho passato tre giorni di vacanza e già non riesco a non reagire a ciò che sta accadendo sui giornali sardi e nazionali.
Iniziamo col Corriere della Sera. Ieri una persona del calibro di Sergio Romano ha scritto un editoriale affermando che il problema dell’Italia è dato dai privilegi del ceto politico. Nelle pagine interne, invece, il problema principale dell’Italia veniva focalizzato nella debolezza del Pil: in Italia non si produce più nulla. Dite voi, quale dei due problemi è vitale? Certo, Romano dice che per poter chiedere sacrifici a una nazione un ceto politico deve saper fare sacrifici in prima persona, ma il problema vero è che non c’è un nesso di causa ed effetto tra la riduzione dei privilegi e l’aumento del Pil di cui abbiamo un drammatico bisogno, come pure la riduzione, necessaria e giusta, dei privilegi, non produce quella sensibile diminuzione del debito pubblico di cui abbiamo necessità; come pure non c’è un rapporto di causa ed effetto tra la riduzione dei privilegi e la soluzione del problema posto dal fatto che ridurre il debito pubblico che sostiene il welfare significa mandare sul lastrico milioni di persone. Insomma, l’ordine di importanza degli argomenti dovrebbe essere invertito: prima un’idea di ripresa dello sviluppo e contemporaneamente una grande opera di pulizia. Ma su quest’ultima c’è chi deve fare un minimo di mea culpa. Perchè se il ceto politico si è riempito di tante persone improbabili, ciò è anche dovuto a ciò che è accaduto in Italia col varo del maggioritario, che doveva essere il toccasana contro l’invasione delle istituzioni da parte dei partiti, che doveva ridurre il numero dei partiti, che doveva rendere più trasparente il rapporto tra gli eletti e i cittadini, e invece ha aumentato il potere dei partiti, aumentato il numero dei partiti e portato nelle assemblee parlamentari, spesso, il peggio del parassitismo italico. Ci si indigna perché il parlamento non riduce i compensi degli onorevoli? Ma non ci si dovrebbe indignare almeno altrettanto perché la gran parte degli onorevoli non capiscono una cipolla della manovra finanziaria in corso? E qual è il sistema che porta gli incompetenti in Parlamento? I moralisti milanesi hanno sempre la memoria corta e, soprattutto, hanno le mutande sporche. Perché, come non notare che il Corriere non parla mai dei privilegi del sistema finanziario e industriale del Nord? Faccio esempi: perché noi tutti consumatori dobbiamo pagare gli utili della famiglia Moratti attraverso i certificati verdi che il governo riconosce alle loro imprese per smaltire in Sardegna gli scarti di lavorazione della raffinazione del petrolio? Questo privilegio vale cento volte i privilegi degli onorevoli nazionali, ma il Corriere non lo vede. Come non vede il privilegio vergognoso della concessione in una gara a partecipante unico dato alla Marcegaglia a La Maddalena. Come pure non parla del vergognosissimo privilegio dei contributi all’editoria elargiti dal governo italiano ai grandi quotidiani italiani, privilegio pagato da noi che vale svariate milionetae di euro con cui si pagano gli stipendi non banali di diversi giornalisti. No, di questo privilegio, per il quale io pago le tasse, poi parte di quelle tasse vanno a un giornale, poi io vado in edicola e compro quel giornale, che ho già pagato con le mie tasse, e mi sento anche dire, da quel giornale, che sono un coglione perché eleggo in parlamento deputati e senatori che danno soldi a quel giornale. Potrei continuare con gli esempi della grande immoralità italiana, ma mi fermo qui, per disgusto.

Veniamo alla Sardegna. L’Unione Sarda, giovedì scorso pubblica un’inchiesta, si fa per dire, dalla quale risulta che il Consiglio regionale si è tagliato i costi di 13 milioni di euro rispetto al 2010. Titolo? Il titolo non è sulla somma risparmiata nel 2011, ma sulla somma spesa nel 2010. Il taglio c’è ma non piace all’Unione e allora si fa il titolo sulla somma precedente il taglio. Non solo : il Presidente del Consiglio, unica nella storia dell’istituzione, destina l’80% delle sue spese di rappresentanza ai reparti pediatrici della Sardegna, ma la notizia non merita un titolo, solo tre righe nella cronaca. Non basta. Da giovedì l’Unione martella sull’inutilità del Consiglio, fa parlare gli ingenui che ancora rilasciano interviste a questo giornale e conduce una battaglia di moralizzazione. Il cuore della battaglia è la bassa produttività del Consiglio, sedici leggi all’anno. A parte che la media di una legge al mese, se le leggi fossero fatte bene, non sarebbe una cattiva media, ma il problema che l’Unione nasconde è che in tutti i regimi parlamentari l’iniziativa legislativa è esercitata prevalentemente dal Governo, cioè, in Sardegna, dalla Giunta. L’Unione lo sa bene e sa bene che l’attuale Giunta non brilla per iniziativa legislativa. Ma avendo visto Sardegna 24 attaccare la produttività della Giunta, allora ha reagito attaccando il Consiglio. Perchè l’Unione non attacca la produttività legislativa della Giunta? Perché sta con Cappellacci che sta additando ai sardi il Consiglio come causa dei suoi insuccessi e perché nello scontro tra Cappellacci e la Lombardo, l’Unione sta con Cappellacci, il quale amministra i soldi della Pubblicità istituzionale. Ma c’è un altro motivo per cui l’Unione attacca il Consiglio. È il NO pronunciato dal Consiglio all’acquisto dei palazzi di Zuncheddu. È l’attenzione che il Consiglio sta riservando al sistema informatico regionale, vero pozzo senza fondo; è la legge sulla piccola editoria votata dal Consiglio. Perché se così non fosse, cioè se tutto fosse mosso da spirito di inchiesta, allora i giornalisti dovrebbero aver dato da giugno la notizia che l’Ufficio di presidenza sta lavorando a ridurre gli stipendi dei consiglieri, ma dovrebbe anche raccontare dei privilegi urbani riconosciuti a chi è in grado, grazie al potere che ha, di cambiare anche la viabilità, le destinazioni d’uso, le altezze e quant’altro. Ecco, questo sta dietro la crociata contro il consiglio, dove siedono anche persone improbabili, ma guarda un po’ molto vicine agli ambienti che oggi parlano di moralizzazione. Perché scrivo queste cose? Perché non sopporto la Paura che molti miei colleghi hanno dei giornale e di un giornale in particolare. La precarietà della vita a me ha insegnato a non avere paura dei forti aggressivi; il vero sacrificio che bisogna saper fare è quello di pagare prezzi anche alti pur di non arrendersi. Non ci sono candidature o popolarità che tengano di fronte ai prepotenti: bisogna opporsi. Perché alla fine dietro le campagne contro i parlamenti c’è sempre e solo un calcolo di potere personale mal celato, uno strisciante neofascismo ostile alle discussioni e ai confronti, qualunquista e forcaiolo, come nella migliore tradizione degli autoritarismi europei.

18 Commenti

  • Giuseppe Bellu

    Sul meeting di Rimini. Ragazzi, girano certi video… http://m.youtube.com/#/watch?desktop_uri=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DFJrZA1BoZVs%26feature%3Dplayer_embedded&feature=player_embedded&v=FJrZA1BoZVs&gl=IT

    Vorrei non commentare, certo che mi viene da pensare che spenderli per spenderli questi soldi avrebbero potuto utilizzarli per dare lavoro a ragazzi e ragazze sarde, o no? Non amo il qualunquismo, ma a volte é nelle decisioni e nei comportamenti più banali che si riesce a dare un immagine di trasparenza e di buona amministrazione…

  • Antonello Sassu

    Caro Deprecis, arrivi tardissimo.

    Bastava che leggessi questo

    Ieri il Psd’az per la prima volta non ha partecipato al voto di una delibera di Giunta. Colpevole? Rodolfo Valentino

    191Il premio Rodolfo Valentino, nuovo farmaco inertizzante dei bollori scosciati smeraldini, grande occasione per incontrare in Costa il peggio della politica e della finanza italiana, è stato finanziato dalla Giunta. L’Assessore Carta, si è alzato e non ha partecipato al voto. Assenti: Cappellacci, La Spisa, Corona. Evidentemente si vuole misurare se i sardisti sono convinti di ciò che dicono. Noi lo siamo. Nei prossimi giorni ci occuperemo, per par condicio con questo premio cafonal-annoiato-ricco-coktail-scosciatello, di un Campus finanziato dalla regione e divenuto sessista, il Campus della castità.
    Il link è: https://www.sardegnaeliberta.it/?p=2498

  • Gent.mo Marco, io non sono affatto coinvolta, ma so cos’è il meeting di Rimini frequentandolo da 20 anni. Su quanto ha speso Prato l’anno scorso ne so quanto te, quello che la Sardegna ha avuto come ritorno lo puo ichiedere direttamente a lui. Sui volontari, ancora una volta, informati, vanno li a loro spese. Visto che ci sei informati anche su tutti gli altri investimenti della regione Sardegna per la promozione turistica, sopratutto sulle cifre spese e sul ritorno (vorrei capire che dati ti aspetti) forse così capiresti che questo attacco è solo ideologico. Ma forse non ti interessa affatto approfondire è più facile criticare ciò che non Si conosce .
    Per Claudia: grazie.

    Saluti da Rimini

  • Beccatevi quest’altro marchettone: con il fantasmagorico premio Rodolfo Lavandino, gli amici del “Figlio dello sceicco” in due anni si sono cuccati 450.000 euri, per farci passare al solito come portatori sani di porcetto e bottariga.
    Verdini chiama babbeo risponde?
    L’unico che ha detto qualcosa contro è stato l’on. Matteo Sanna.
    http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Interrogazioni/Irg0331.asp
    Ma la cosa sublime è la risposta all’interogazione,veramente senza vergogna nella quale una scampagnata a nostre spese diventa educational tour. Esticazzi!
    http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Interrogaz.R.S/RS0331.asp
    **************************************
    DELIBERA
    – di aderire all’iniziativa “Premio Internazionale del Cinema Rodolfo Valentino”, che si terrà a
    Poltu Quatu il 29 agosto 2009;
    – di dare mandato all’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, nell’ambito dell’attività
    promozionale, affinché attivi tutti i procedimenti finalizzati alla realizzazione dell’iniziativa di cui
    al punto precedente;
    – di procedere alla realizzazione dell’iniziativa concorrendo finanziariamente con un importo
    complessivo di euro 150.000, che troverà copertura nel capitolo di spesa SC06.0177 – U.P.B.
    S06.02.002 del Bilancio della Regione 2009.
    Il Direttore Generale Il Presidente
    Gabriella Massidda Ugo Cappellacci
    *********************************
    DELIBERA
    – di aderire all’iniziativa “Premio Internazionale del Cinema Rodolfo Valentino”, che si terrà a
    Porto Cervo il 4 luglio 2010;
    – di dare mandato agli Assessori della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Spettacolo e Sport e
    del Turismo, Artigianato e Commercio, nell’ambito delle attività di loro competenza, affinché
    attivino tutti i procedimenti finalizzati alla realizzazione dell’iniziativa;
    – di concorrere finanziariamente all’organizzazione dell’evento per un importo complessivo di
    euro 300.000, che troverà copertura nei rispettivi stati della Spesa degli Assessorati così
    definiti:
    1. Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Spettacolo e Sport, Euro
    150.000 a valere sul capitolo SC03.0022 UPB S03. 01.003;
    2. Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, Euro 150.000 a valere sul capitolo
    SC.06.0177 UPB S06.02.002.

  • Grazie, Paola, per le precisazioni. quanto mai necessarie per distinguere la verità dall’informazione (veloce, quest’ultima, ma perciò a forte rischio di superficialità e qualunquismo) e per richiamarci al dovere di guardare intorno a 360 gradi prima di formulare convinzioni nella nostra testolina (bombardata).
    Non concordo sul giudizio sprezzante sulla Nuova: non è vero che è buona solo per i necrologi, vi sono interessantissime pubblicità su negozi di bricolage, e ogni tanto qualche foto di qualche bonazzo/a a bicipiti sparati/seni al vento.
    Anche se su quest’ultima offerta anche l’Unione va alla grande.

  • Cara Paola, la sorpresa magari sta nel fatto che quei 3200 ” Volontari come dici tu” li paga la collettività.
    Se la Regione Sardegna Spende 100.000 euro per un meeting che credo non serva a nulla, ti chiederei, visto che pare sia pure tu coinvolta, di farci sapere quanto ha speso la Sardegna l’anno scorso per partecipare al meeting con il super Assessore Prato e quale ritorno abbiamo avuto in merito.
    Non volendo entrare in merito, ma se vuoi possiamo pure farlo, basterebbe moltiplicare i 100 mila euro della Sardegna per tutte le regioni italiane e la somma la si fa da soli o vogliamo mettere che qualche regione amministrata da amici e da amici di amici non abbia messo qualcosina in più.

    Io riassumendola, deologicamente come dici tu, la vedo così:
    Soldi pubblici regionali per sponsorizzare il meeting di Cristo & Lucro.
    E visto che è sempre successo, come dice l’onorevole, “NON E’ PIU’ TEMPO”

    Saludos

  • Gentilissimo Paolo, oggi grazie ad internet possiamo mettere in discussione le informazioni che ci forniscono i giornali e la TV. Vediamo che sono di parte, possiamo indignarci e parlare anche di neofascismo. Possiamo sostenere che Berlusconi e altri imprenditori-editori siano i nemici peggiori della nostra democrazia.
    Io ho un’idea diversa, che può sembrare assurda: la nostra democrazia non funziona più proprio perché con Internet abbiamo una grandissima libertà d’informazione, incompatibile con la democrazia che abbiamo conosciuto finora. Le moderne democrazie rappresentative sono nate e si sono sviluppate in un legame strettissimo con il diffondersi dei mass media e con il potere di persuasione che con questi mezzi si poteva esercitare. Oggi crollano dove Internet viene utilizzato maggiormente e i mass media perdono potere.
    Diceva Alexis de Tocqueville (1805 -1859): “Quando gli uomini non sono più legati tra loro con legami solidi e permanenti, non si può ottenere che una moltitudine intraprenda un’azione comune, se non persuadendo ognuno di quelli, la cui cooperazione è necessaria, che il suo interesse personale lo obbliga a unire volontariamente i suoi sforzi agli sforzi di tutti gli altri. Questo non si può fare abitualmente e comodamente, senza l’aiuto di un giornale; solo un giornale può arrivare a inculcare in mille teste lo stesso pensiero. Il giornale è un consigliere che non si ha bisogno di andare a cercare ma che si presenta da solo e vi parla tutti i giorni e brevemente degli affari comuni, senza distogliervi dai vostri affari personali. I giornali si fanno, quindi, sempre più necessari a mano a mano che gli uomini diventano più uguali e l’individualismo più temibile” (dal libro “un ventennio a colori” di Peppino Ortoleva)
    La stampa, la pubblicità, il cinema, la radio e la tv hanno offerto ai cittadini un crescendo di informazioni e conoscenze di grandissimo valore. Hanno unito grandi popolazioni, anche di origini diverse, con esperienze ed emozioni collettive, nel linguaggio e nei valori più importanti, creando una coesione sociale mai conosciuta prima. Nei grandi stati moderni, grazie al “sistema dei media”, è stato possibile gestire un confronto democratico basato su un numero limitato di schieramenti politici, in cui tutti i cittadini si sentivano rappresentati. Si è potuto quindi procedere a scelte politiche importanti , coordinando investimenti pubblici e privati (un esempio: la motorizzazione di massa), sempre sostenuti dalla fiducia e spesso dai sacrifici di una collettività unita sui grandi temi e guidata dai mass media anche nei comportamenti quotidiani.
    Abbiamo sempre pensato che la democrazia potesse arricchirsi con la pluralità delle fonti d’informazione e abbiamo temuto le concentrazioni nell’editoria. Ma oggi i fondamenti della nostra vecchia democrazia rappresentativa vengono demoliti proprio dalle straordinarie ed incontrollabili libertà d’espressione offerte da Internet, dalla velocità e le possibilità di confronto e approfondimento dei contenuti, dalla possibilità da parte di tutti di pubblicare informazioni in rete.
    La stampa e la tv perdono progressivamente potere di persuasione e vengono sempre più snobbate dalla nuove generazioni. Propongono i personaggi della vita pubblica sempre con minore autorevolezza. I rappresentanti politici faticano ad rendersi credibili e devono costantemente far fronte ad un sistema informativo privo controllo. La classe politica appare piena di difetti e complessivamente incapace di conquistare la fiducia dei cittadini, delle imprese e dei risparmiatori. Incapace di proporre progetti di grande respiro. Incapace di richiedere, quando occorrono, il contributo e i sacrifici di tutti per grandi obiettivi di bene comune.
    Ecco dunque come si può andare incontro a nuove forme di fascismo: In una situazione sempre più precaria, i governi e i partiti cercano di difendere la vecchia stabilità. Possono farlo inizialmente con politiche di sostegno dell’editoria, proponendo la tv digitale terrestre al posto di Internet, promuovendo la lettura dei giornali nelle scuole. Dopo questo le altre soluzioni sono le riforme che riducono il proliferare degli schieramenti politici, che rafforzano il potere esecutivo … A seguire, possono essere le leggi che limitano l’uso di Internet e inaspriscono le pene per i dissidenti… Infine possono essere regimi totalitari che ci riportano sempre più indietro nei diritti civili…
    Internet ci offre però anche nuove straordinarie opportunità per evitare queste minacce e per inoltrarci in una democrazia decisamente più evoluta. Per esempio: http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/07/14/salaris.shtml

  • Sul Meeting di Rimini. Per tutti quelli che sono scandalizzati e si stracciano le vesti. Certo onorevole, anche io avrei dato parere sfavorevole , ma non certo per la spesa. Infatti investire 100 Mila euro per la promozione della nostra isola (che ne ha urgente bisogno, anche questo è far sviluppo) in un evento unico al mondo, frequentato dal target ideale per la nostra offerta, non mi sembra un’azione tanto riprovevole. Ma, dicevo, avrei evitato, per risparmiarci il solito attaccato ideologico di tanti politici che parlano per dare sfogo alla loro ignoranza. Per intenderci il vero problema è proprio il Meeting , chi in questi giorni si è, con grande veemenza, prodigato in definizioni non solo faziose ma totalmente False, nella migliore delle ipotesi non lo ha mai visto, altrimenti si vergognerebbe! Continuo a stupirmi anche della scarsa capacità delle persone di ragionare e di andare oltre le notizie scandalistiche della Nuova Sardegna (che tutti sappiamo di parte e buona solo per pubblicare necrologi). Basta pensare al Fatto che il vero motivo dello scandalo non è lo spreco, ma l’aver creduto come bimbi ingenui, o peggio, l’aver fatto credere che i 100mila euro finivano dritti nelle casse di Cl, (che chiaramente li usa per arricchire i suoi seguaci e spenderli qua e la senza criterio) e non per pagare l’allestimento di uno stand che, usando un po’ di immaginazione, ha bisogno di uomini che ci lavorino e che, ovviamente, vengono pagati ( che scandalo!). Invece il meeting è un vero e proprio avvenimento, che suscita rabbia e invidia invidia soprattutto a chi non riesce più a organizzare neanche la festa dell’unità per mancanza di volontari e non solo. Al Meeting i volontari ci sono, 3200, per l’80 % giovani e giovanissimi, pieni di entusiasmo e veri (come del resto ha constatato pure il Presidente Napolitano). Nessuno parla del fatto che il meeting è un luogo privilegiato di confronto con tutti, in cui ci saranno almeno 115 incontri sulle tematiche più varie: economia, scienza, scuola, innovazione, arte, musica, diritto, sport, enogastronomia e pochissima politica (ma i giornali parlano solo di quella) ecc., 26 spettacoli di altissimo livello, 10 mostre, 11 avvenimenti sportivi, presentazione di libri e, soprattutto, innumerevoli incontri umani tra persone libere!

    Vi invito a documentarvi meglio andando sul sito http://www.meetingrimini.org e seguendo tutti giorni la diretta sul sussidiario.net. Per chi non si ferma ai titoli e al sentito dire, sarà una sorpresa.

  • onore all’Onorevole…

    Grazie della risposta e onore al merito…

    Altro non serve
    saludu

  • Cosa significa fare PIL?
    Produrre e vendere.
    In quale mercato? Dipende dal prodotto e dalla struttura del settore (posto che sia possibile definire un settore…).
    La domanda che mi pongo costantemente (perchè cosi mi hanno insegnato e perchè la condivido) è la seguente: noi (imprese di produzione, ma non solo) cosa sappiamo fare bene?
    In cosa possiamo essere più bravi degli altri?
    Solo se siamo più bravi degli altri, possiamo vendere ciò che produciamo e, quindi, incrementare il Prodotto Interno Lordo.
    L’acronimo mi ricorda un certo Albanese…
    Buone vacanze!

  • Paolo Maninchedda

    Per Marco P.: io non avrei fatto richiesta del contributo e comunque non lo avrei erogato, ma non, forse, per le ragioni ideologiche che mi pare stiano dietro la sua domanda. Per ragioni pratiche, di buona economia, per le quali taglierei le sponsorizzaizoni al Cagliari, la pubblicità istituzionale ai quotidiani, i contributi alle feste di paese. Non è tempo.

  • Un pomeriggio di qualche anno fa (non più di due) partecipai con amici ad un convegno organizzato dagli ex parlamentari europei.
    Tema dell’incontro (non proprio testuale): l’Europa e gli aiuti comunitari devoluti alla Sardegna. Partecipanti: Ligios, Raggio, Segni, Prof. Fois dell’Università di Sassari, coordinatore Soddu.
    Dopo il primo giro di valzer sulle origini dell’Europa, con ampi riferimenti ai fondatori, citatissimo Altiero Spinelli mai Camillo Bellieni (forse anche per ignoranza che non excusat) che venti anni prima di Spinelli (senza nulla togliere) parlava da Sardista di Stati Uniti dei Popoli Europei, gli Augusti On.li (all’ombra di doppi, tripli vitalizi maturati a Cagliari, Roma, Bruxelles, escluso il prof. Fois) si ponevano la domanda: che fine ha fatto, quale il risultato di una montagna di risorse (popolanamente frusci)spese in Sardegna? Ci poniamo la domanda, dicevano gli Augusti, perchè la Sardegna era ed è rimasta al palo. E cercavano nei nostri sguardi, attoniti, la risposta che noi aspettavamo da loro. In un baleno si materializzò fra noi partecipanti, tutti di diversa estrazione politica, una indignazione urlata dagli occhi. Se vi fosse stato l’On. Maninchedda penso di potermi sbilanciare nel dire che sarebbe stato dei nostri. Tralascio gli incisivi e particolareggiati commenti del dopo. Questa è la nostra classe politica! Che ovviamente conosce il perchè del nessun risultato della spendita di tante risorse finanziarie. Ed eccolo il perchè: meticolosa applicazione della teoria del “bisogno sospeso”. Vi sono eccezioni? Certamente si, ma questo non basta ad impedire ai cittadini di brandire i forconi. In un momento in cui tutto è più complicato per via del venir meno della materia prima (i soldi) che ha alimentato la teoria del bisogno sospeso.Può apparire cinico ma è un bene che ci si trovi in un “cul de sac” perchè, forse, è l’unico modo per scoprire l’inganno e voltare pagina. Per concludere: vi è un nesso di causa ed effetto tra mancato aumento del PIL e teoria del bisogno sospeso?

    P.S. Anche io non resisto dal gridare tutto lo sdegno possibile per aver messo a disposizione del meeting di Rimini 100.000 euro da un portafoglio che gronda, questo si, sangue.

  • Onorevole, una Semplice domanda:
    di questo cosa ne pensa??

    Delibera N. 32/23 DEL 26.7.2011 ha scritto:

    DELIBERA
    – di aderire al Meeting di Rimini edizione 2011, con uno stanziamento di euro 100.000,00= più
    I.V.A. -per il tramite di Evidentia Communication srl di Rimini, soggetto organizzatore unico -,che si terrà dal 21 al 27 agosto;
    – di dare mandato all’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, nell’ambito dell’attività promozionale, affinché attivi tutti i procedimenti finalizzati alla realizzazione dell’iniziativa inargomento;
    – di procedere alla realizzazione dell’iniziativa concorrendo finanziariamente con un importo di € 100.000,00= che troverà copertura nel capitolo di spesa SC06.0177 – UPB S06.02.002 del Bilancio regionale 2011.

    Il Direttore Generale Il Presidente
    Gabriella Massidda Ugo Cappellacci

  • Giuseppe Bellu

    Il vero problema non sono certo la casta ed i suoi privilegi, ma ai media pilotati (ed evidentemente ai loro piloti) fa comodo sviare l’attenzione. Una classe politica competente e capace meriterebbe di essere remunerata anche meglio, se portasse risultati. Il vero problema all’origine della crisi é la perdita di sovranità dello stato, dovuta al sistema economico in cui ci siamo infilati: la moneta che utilizziamo non é una vera moneta ma denaro prodotto da un monopolista (BCE) a costo zero: fiat money, nessuna copertura o convertibilità in valore. Un denaro che genera un debito infinitamente ed esponenzialmente crescente a carico di tutta la società: il debito costituisce ulteriore bisogno-domanda del bene prodotto dal monopolista, quindi aumenta il valore di questo bene rispetto a tutti gli altri beni, ne rende più pressante il bisogno, e quindi la gente, le imprese, gli stati, sono sempre più dipendenti, oramai anche per la sopravvivenza quotidiana, dal monopolio monetario-creditizio, e fanno, danno, subiscono e promettono oramai qualsiasi cosa pur di ottenerlo.
    Ciò posto, e ritenuto di doverci rimanere (in questo sistema), pare ovvio che se la Germania dovrà farsi carico di garantire per noi, diventeremo sempre meno padroni, succubi, diciamo una mezza provincia tedesca!
    Quello che è successo in Islanda (ma anche in Ecuador e Argentina), con il rifiuto di pagare il debito e la sua rinegoziazione, per me sarebbe l’unica via percorribile, e ci dovrebbe far riflettere. Nello specifico Onorevole, credo che il popolo Islandese che si ribella e prende letteralmente in mano il proprio destino debba essere un esempio ed una fonte di speranza per il popolo sardo. Forza Paris!
    P.S.
    Mi piacerebbe conoscere una sua opinione sul progetto di Fantola, Grazie e buon lavoro.

  • Paolo Maninchedda

    Gentilissimo Andrea Nonne, pensi che io sono perché un consigliere regionale percepisca lo stipendio che prendeva prima dell’elezione! Resto però dell’idea che il problema principale oggi sia aumentare il Pil e che non esista alcun legame tra l’evasione fiscale e i privilegi dei politici. Esiste invece una correlazione evidente tra i privilegi sociali (pensi ai notai) ed economici (pensi ai certificati verdi, ai contributi in editoria, ai conti in sofferenza delle banche prodotti dalle aziende che sono anche proprietarie dei giornali, alle pensioni a cinquant’anni, ecc.) e la mancanza di sviluppo. Ma il ritornello sulla casta ha oggi accecato tutti, tutti guardano al numero delle province e non alla fuga dall’Italia di tutto il settore manifatturiero. Qualche giorno fa l’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida ha detto apertamente a Piero Ostellino che dietro la crociata del Corriere contro la casta c’è tanta voglia di presidenzialismo all’americana.

  • On. Maninchedda

    Da diversi anni vado sostenendo che i privilegi dei rappresentanti politici sono fortemente correlati all’evasione fiscale (e quindi al PIl) e allo spreco di risorse pubbliche. Il ragionamento è che una classe politica percepita come “casta” crea sfiducia nelle istituzini e alimenta una pericolosa giustificazione morale all’evasione e agli sprechi (se sono i politici i primi a spremere le casse per mettersi in tasca stipendi doppi rispetto ai colleghi europei perchè non dovrebbe farlo il cittadino si sente dire ovunque). Portate le entrate complessive mensili di un consigliere a 5000 euro e vedrete che tutto sarà molto, molto più semplice. Credo sia la miglior risposta da dare alla pericolosa anti-politica e ai gruppi editoriali vari ed eventuali.
    Ho affrontato questi temi nel sito http://www.lavoltabuona.it quando frequentavo ancora il Psd’Az.
    Cordialmente

  • Vedi Paolo quello che dici è la pura verità, ma io penso che fra non molto in sardegna scoppierà qualche rivoluzione.
    E tutti adesso stanno diventando moralisti, Dadea che vuole un partito federato indipendente, Fantola che vuol fare una specie di partito dei responsabili, Mauro Pili non ricordo neanche cosa vuol fare.
    Renato Soru dovrebbe essere il salvatore della patria, “anzi dell’isola Sarda”, Mario Bruno che si frega le mani già pregusta odore di nuove poltrone.
    Se Cappellacci prova, come sta facendo ha contrariare il governo nazionale, lo accusano che sta facendo demagogia.
    Comunque caro Paolo da che mondo è mondo è più facile, criticare, sparlare, scrivere.
    Perche quello che fanno gli altri, e non solo in politica, non va mai bene, va solo bene quello che critica e rompe le palle, che poi quel tipo di gente non fanno mai un CAZZO.
    Quello che voglio dirti è che è più semplice dire che fare, ma tu questo lo sai già
    FREGATENE!

Invia un commento