Generazione di ipocriti. Con una postilla sulla legge finanziaria

23 novembre 2010 08:2815 commentiViews: 10

017Si cantava “generazione di fenomeni”. Ma è meglio parlare di generazione di ipocriti. Mi riferisco all’indignazione a buon mercato sul trasferimento a Badu ‘e Carros di Iovine. Chi protesta indignato contro il governo romano sono le stesse forze politiche che pochi giorni fa hanno votato contro l’ordine del giorno sull’indipendenza. Da una parte si rinuncia unilateralmente e pomposamente ad affermare che la propria sovranità (quella sarda) è originaria e non delegata, dall’altra si protesta per un’azione dello Stato che, nell’ottica dello Stato unitario tradizionale è a dir poco normale. Da una parte la Sinistra, che ci ha votato contro e che, nelle sue fasce estreme, ci contesta di non poter parlare di indipendentismo perché siamo alleati del Pdl in Regione, si comporta esattamente come la Destra nella subordinazione morale alle pessime abitudini stataliste italiane  (confermando l’idea che io ho maturato da tempo, e cioè che il berlusconismo è una malattia culturale che affligge ormai interamente la cultura politica italiana); dall’altra la Destra svela la debolezza del proprio sforzo di aggiornamento culturale, interamente incardinato sull’autonomismo vecchio stampo.
Una postilla sulla finanziaria: ieri Francesca Barracciu ha dichiarato l’indisponibilità del suo partito a procedere nell’esame della finanziaria se prima il governo non chiarisce e conclude la trattativa sulle entrate. Una osservazione: a chi facciamo male se non approviamo la finanziaria? Alla Sardegna e a nessun altro. Seconda domanda: È possibile esaminare la finanziaria e combattere per le Entrate? Sì, è possibile ed è possibile farlo tutti insieme. E allora perché impiccarsi in polemiche inutili quando la gente è in difficoltà? Mistero. Perché farlo proprio mentre io mi sono impegnato per una discussione seria, aperta ad apporti da parte dell’opposizione sul Pil e sul lavoro? Mistero.  Perché farlo mentre sulla finanziaria e sulle riforme Psd’az, Riformatori, Udc, Futuro e Libertà e l’Altra Sardegna si stanno impegnando a creare una nuova geografia politica della Sardegna, più aderente ai bisogni e più efficace nelle scelte? Mistero.

15 Commenti

  • Angelo Piras

    Caro Giovanni, certamente non ti riferisci a me quando ipotizzi che nel corso degli anni nel nostro partito, ci siano stati “personaggi che hanno vissuto il sardismo solo per risolvere i propri problemi economici”. Mi chiedo, ma questa ipotetica epurazione che tu proponi chi dovrebbe gestirla? Per fare cosa? Per raggiungere quali risultati? Ho paura che la strada che indichi, caro Giovanni ci porterebbe all’estinzione per incapacità manifesta a gestire il cambiamento. Penso che in politica le doti più importanti siano: la capacità progettuale, l’onestà intellettuale, la mediazione, la tolleranza e la capacità di saper stare con altri per costruire progetti importanti.Una delle doti più importanti che dovrebbe possedere la nuova classe dirigente è quella di saper leggere la realtà per proporsi nel futuro.
    Giovanni depimus tennere passientia meda.
    Forza paris
    Angelo Piras

  • A proposito di “importazione”…dai mafiosi alla spazzatura campana, un cordiale scambio di opinioni con Vito Biolchini:
    http://www.sanatzione.eu/2010/11/rifiuti-campani-caro-biolchini-si-alla-solidarieta-no-alla-deresponsabilizzazione

  • Per Salvatore

    Non è con l’indipendenza che si risollevano le sorti dell’italia, ma con l’unità. la sicilia e’ un secolo che chiede l’indipendenza, l’hanno accontentata con la truffa dell’autonomia, basta leggere lo statuto siciliano x rendersi conto della pressa x i fondelli, non hanno ottenuto nulla di quanto previsto, anzi si sono serviti di loro x evitare la bancarotta del nord.
    l’ultima beffa sono stati i finanziamenti elargiti: AL NORD 21 MILIARDI DI EURO, AL SUD SOLO 220 MILIONI DI EURO, elemosine. sono i politici delle isole in combutta con i politici continentali che non permettono di far dare fondi concreti alle isole e al sud, ripeto ancora una volta, caro salvatore, IL CENTRO SUD E ISOLE X IL NORD È SOLO UN BANCOMAT E UN UFFICIO DI COLLOGAMENTO, loro non lavorano, fanno lavorare da schiavi a noi, il momento in cui la manodopera del centro sud rientra nelle loro terre, il nord andra’ fallito, mi auguro molto presto.
    bye.. bye, Salvatore, ci vedremo in quel di stintino
    nat

  • Po Renato Orrù or Simonmossa
    Ego no apo dau nessunu cussiju, apo fatu petzi una pregunta. E no mi neghes chi in sos annos 80 l’amus pigada in cuddu logu.

  • Caro Renato io in montagna ci vivo, e di certo non sono un portasfiga, e ti dirò che l’entusiasmo non mi manca. Anche se stà diventando veramente dura: forse non hai capito bene che quello che volevo dire. L’onorevole Maninchedda col suo partito, sono gli unici che, in questo momento da ultima spiaggia, possono veramente rilanciarci.

  • Gianni Maestrale

    Concordo pienamente con la riflessione di Giovanni Piras, sopratutto per quanto scritto nelle ultime due righe.

  • Marco M. Cocco

    La connotazione dell’ideologia di base del nostro partito stride fortemente con le azioni intraprese nell’alleanza con svariati soggetti politici.
    Se, per esempio, a Cagliari volessimo realmente lanciare un segnale diverso agli elettori, dovremmo necessariamente presentare un programma dedicato alle istanze dei cittadini di Cagliari, che in realtà sono cittadini provenienti da tutta la Sardegna, e quindi rappresentativi della moltitudine delle aspettative della poopolazione.
    Sappiamo bene di essere una colonia dell’Italia – l’ultima rimastale in mano – ma sappiamo anche altrettanto bene che la colonizzazione culturale italiana ha tolto alla ragione dei sardi quella indipendenza di cognizione del pensiero che avevamo maturato a metà dell’800.
    Personalmente mi batto per dimostrare pragmaticamente l’inefficacia del sistema italiano in quel di Sardegna ma continuo a cozzare con la politica del servilismo finalizzato all’ottenimento di benefici immediati quanto deleteri.

  • Renato Orrù or Simonmossa

    Forse qualcuno dovrebbe cercarsi una fune e un pezzo di sapone, così gli passa il pessimismo… anche perchè i portasfiga a volte vengono inviati.
    Giuseppe: se pensi che siamo all’ ultima spiaggia, consiglio una gita in montagna. Abbiamo bisogno di entusiasmo, chi non ne ha stia zitto.
    Jubhanne: in cuddu logu la prendiamo se diamo seguito al tuo consiglio… se hai proposte serie bene, altrimenti è solo uno sfogo.
    Concordo invece con Gregorini : sono sempre stato contento di avere un mare che ci circonda e ci difende,condizione che potrebbe essere meglio sfruttata e non vista solo come storica sventura ed isolamento.
    In generale ciò che Paolo e gli altri nostri consiglieri denunciano dovrebbe essere rilanciato , studiato a memoria e rielaborato ed utilizzato da noi tutti contro e per l’ informazione a coloro che , simpatizzanti di altre formazioni politiche spesso non conoscono (e che i loro dirigenti ben si guardano dallo spiegare): quando Vi capita un RM chiedetegli perchè la ZUNK non ha votato a favore della mozione indipendenza. E quando lo chiedete ai PD , e scoprirete che cadono dalle nuvole perchè non capiscono le mosse dei loro consiglieri, vi stupirete dal sentirvi riconoscere che in fondo abbiamo (un pò) di ragione e che la pensano così anche molte frange del cosidetto CDX
    Ricordiamoci che oltre che Sardisti dobbiamo essere d’Azione, tutti i giorni : se non crediamo fortemente in noi stessi e nelle nostre idee e meglio che ci tappiamo la bocca piuttosto che dimostrare che di sardismo abbiamo ben poco.

  • Giovanni Piras

    Per Angelo Piras.
    Caro Angelo tu mi trovi d’accordo quando sostieni che il sardismo non è di destra e tantomeno di sinistra, ma non capisco cosa tu voglia dire quando affermi “sia giunta l’ora di pensare ad altri progetti politici”, quali: costruire, forse, un nuovo soggetto politico? Credo che nessun sardista di fede sia in linea con tale propposta, ad iniziare dai cosidetti vertici, la cosa più sensata sarebbe dare spazio a chi ha voglia, intelligenza e capacità di fare dentro il partito, eliminare, mettere da parte, chi ha vissuto il sardismo solo per risolvere i propri problemi economici, senza avere soluzioni per quelli che sono i veri problemi della Sardegna, avendo come fine solo quello di salvarsi il culo ogni volta che si presentano elezioni.
    Basta con i vecchi tromboni, nullafacenti, vacui e preocupati solo di perdere il potere.
    Es tempus de truncare sas catenas, liberos in su partitu, liberos in Sardigna.
    Forza Paris

  • Angelo Piras

    Considerato che è oramai fuorviante e dannoso proseguire con il dualismo destra e sinistra, cari amici sardisti, penso sia giunta l’ora di pensare ad altri progetti politici. L’ipocrisia dei rappresentanti dei partiti maggiori che ostentano a parole la volontà di perseguire l’autodeterminazione, governo dei sardi ecc. ecc. e nei fatti dimostrano il loro vero volto (ordine del giorno sull’indipendenza) di asservimento totale al dirigismo romano.
    Ma possiamo continuare in questo modo, non sarà arrivata l’ora di pensare seriamente ad un’altra sardegna sardista?
    Saludos
    Angelo Piras

  • Il fatto che il cognome Maninchedda rieccheggia tra i mass media è sinonimo che la coerenza paga a tal punto di non guardare in faccia nessuno. Capacità tipicamente Sarda. Paolo sei tu il vero picconatore.
    Paolo presidente del terzo polo.

  • Perchè allarmarsi?
    Da circa 2000 anni, nel mondo occidentale, è costume trasferire nelle colonie o nei prottetorati le persone ritenute pericolose per la società civile.
    Antonio Gavo

  • Annos 80 su bentu sardista, a sa rejone cun sos de manca, sos consigeris atzetan totu (connoschimos sa chistione) e la pigan in cuddu logu.
    2010 sardistas a sa rejone cun sos de dereta, sa mozione indipendentista iscrocorigada. Sardistas!!!! poite abarrades galu in su guvernu rejonale? la cherides pigare torra in cuddu logu?

  • Il paese dove non va bene niente: le carceri sono un’esclusiva per detenuti sardi, come se fosse la prima volta che a badu e carros arriva un mafioso, un camorrista ecc.ecc. La Barracciu e “company” che non vogliono votare la finanziaria. I pastori che firmano un documento poi dicono che Prato e Cappellacci non hanno mantenuto la promessa. Mettiamoci dentro anche il moralista dell’Italia Saviano, ed il carico e belle fatto. L’onorevole Maninchedda sta lottando da solo contro i mulini a vento, perche non c’è piu’ sordo di un sardo: ci aggiungo puro “cieco”, anzi coi “paraocchi”. Tutti i politici che vengono in Sardegna, dico “tutti” ci riempiono di false promesse, e noi vai- berlusca è così, Bersani è cosà, Fini sembra il nuovo dio della politica, e via dicendo. Spero che l’onorevole Maninchedda non si stanchi di questa lotta, forse questa è l’ultima spiaggia, anzi lo e già.

  • Antonello Gregorini

    Mentre ieri sera ascoltavo Saviano (devo dire un po’ annoiato) pensavo che a noi ci salva il mare.
    Se non ci fosse il mare di mezzo, e i costi fossero pertanto elevati, ci avrebbero sommerso di rifiuti.

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