Gas: chi tocca, muore. Per capire perché costa tanto in Italia, perché il Galsi non si farà mai e chi ha avuto l’incarico delle bonifiche a Porto Torres

18 dicembre 2012 10:2713 commentiViews: 63

L’altro giorno un amico mi dice: “Hai seguito Report?”. Rispondo: “No, ero stanco e  mi sono addormentato sul divano”. “Peccato, avresti capito qualcosa sul problema energetico in Sardegna”. Io sono sensibile alle critiche, perché Socrate non mi è passato sulla pelle invano e Socrate diceva che se dopo un dialogo io non ho un po’ cambiato opinione, il dialogo è stato inutile. Quindi, vado a recuperarmi sui giornali il resoconto della puntata di Report. Niente. Avevo visto sul sito di Repubblica l’annuncio della puntata: sparito l’annuncio e il resoconto. Nessun riferimento nell’home page di Repubblica, Corriere, Il Fatto Quotidiano e il Manifesto. I giornali sardi non se ne occupano neanche di striscio.
Allora vado alla fonte e scarico il resoconto scritto della puntata. Ecco il documento. Fatelo girare, è un documento importantissimo per capire l’Italia di oggi. Emerge con chiarezza che la Destra più della Sinistra, ma anche e convintamente la Sinistra, stanno dietro la scelta strategica dell’Italia di dipendere dalla Russia secondo contratti onerosi che rendono più cara l’energia dell’Italia di un 30% rispetto all’Europa. Dentro questo 30% di costi in più c’è un mare di corruzione che ha il suo epicentro in Italia. Emerge con chiarezza, e il silenzio della stampa lo conferma, che l’Eni ha una forza immane nel controllo dei mezzi di informazione. Emerge con chiarezza che il Governo Monti, con Clini e Passera, hanno scelto di fare della Basilicata l’hub energetico dove sfociano i gasdotti provenienti dai Balcani. Si parla dell’Eni in Algeria, delle tangenti pagate per il gasdotto e della revoca dell’Ad di Saipem. Si capisce chiaramente che il Galsi non si farà, perché non è gas russo. Non solo, si fa chiarezza anche sulle società coinvolte nella bonifica del sito di Porto Torres. Si capisce chiaramente che i consumatori sono gabbati dalle campagne promozionali di benzian e diesel. Si capisce, insomma, la debolezza della politica, dell’informazione, del diritto, della giustizia, di fronte ad accordi dentro i quali è impossibile guardare. Rilancio il documento in rete perché deve rimanere nella memoria di tutti noi il volto vero dell’Italia, non quello di cui si parla in questi giorni di campagna elettorale.

13 Commenti

  • Piuttosto che leggere il documento, direi che è più interessante e istruttivo rivedere la puntata!
    http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-559554ac-2703-4fa1-b41d-e3a6fb6a01a0.html

  • Forse hai ragione sul fatto che l’ENI boicotta il Galsi ma un po ne abbiamo messo anche noi con le manifestazioni contro.
    Inoltre non c’è una battaglia per questo progetto . Solo Soru aveva un pò smosso le acque. Aspettiamo il nuovo governo e vedremo se comanda l’ Eni o la politica. Ma ci dobbiamo credere anche NOI sardi .

  • Fino a quando il numero di telefono della Sardegna sarà o quello del PD o quello del PDL, con quello dell’UDC a fare da ago della bilancia, sarà sempre peggio. A nulla vale, se non a dare soddisfazione all’ego, urlare: io lo avevo detto!
    BISOGNA CAMBIARE NUMERO DI TELEFONO.

  • E’ il risvolto della medaglia immediato per la Sardegna?

    Oggi siamo in una situazione in cui Cagliari, Sassari, Oristano, Nuoro, Olbia, per citare le più grandi ed altri piccoli centri, sono stati “metanizzati” (così si dice ma nel nostro caso sembra proprio una presa per i fondelli!) ed in alcuni casi hanno raggiunto un numero di utenze attive di una certa importanza.
    Cagliari ne ha più di 14.000, Sassari 11.000 ecc.

    Ma quali sono le fonti di approvvigionamento? Dove viene acquistato il GPL dai gestori delle reti?

    I fornitori in Sardegna sono sostanzialmente solo 2 (duopolio, oligopolio chiamatelo come volete, sempre pochi sono) uno nel nord Sardegna con deposito costiero ed uno al sud legato alla raffineria.
    Io vengo dall’industria fallimentare, quella dei finanziamenti pubblici che hanno finanziato solo il “biscazziere” di turno, e per una volta che vedo dei finanziamenti, quelli del Ministero dello Sviluppo Economico che riescono a dare il servizio del gas nelle case dei sardi, che funziona e raggiunge numeri importanti mi chiedo:
    La Regione Sardegna ha fatto un bilancio tra i consumi delle reti a GPL e le reali capacità degli stoccaggi dei fornitori della materia prima? Ci si è mai chiesti, se il GALSI non fosse arrivato nei tempi previsti, come si sarebbero approvvigionate le reti pubbliche date in concessione, le mini reti collegate hai bomboloni ed i privati?
    Era banale, così banale che nessuno ci ha pensato! Come si fa ha non pensarci? Buttiamo via di nuovo quel poco che, anche con l’utilizzo di soldi pubblici, inizia a funzionare? Il gas dei fornitori non basta più? O invece sparisce dal mercato quando serve solo per pura speculazione dei “molto pochi” fornitori?
    Avendo così pochi grossisti del gas ed avendo dei prezzi su cui l’Antitrust ha già indagato e sanzionato, come pensate si possano ancora gestire tali reti se non si mette mano a livello Regionale al problema delle forniture della materia prima.

    Io continuo ad avere un’idea personale, se non provvediamo a livello Regionale, con Politici, Tecnici, Uomini, Sardi a fare un VERO piano programmatico sull’energia, ma anche sul ciclo dei rifiuti, sui servizi e sul territorio, come pensiamo di uscire da una situazione destinata a diventare sempre più grave?

    Il nostro futuro dipende da noi, nasce dentro questa meravigliosa isola che dovrebbe fare della sua Insularità il suo punto di forza, e non come sempre ci hanno fatto credere, il suo punto di debolezza insormontabile.
    Decidiamo noi del nostro futuro, smettiamola di aspettare uno stato italiano che è capace di far fallire anche l’unico progetto che poteva metanizzare l’UNICA regione che non può accedere a costi dell’energia un po’ più accettabili.

  • Ci mancherebbe Rosella, nulla contro Report, a volte mi capita di seguirlo, è una bella trasmissione. Ma son cose che in mezza Europa e in mezzo mondo si sanno da sempre, in Italia si vengono a sapere sempre a posteriori, quando il danno è già incancrenito. E mi chiedo quanto abbia influito il libro paga dell’ENI (in cui ci sarebbero diversi giornalisti) in rapporto alla bassa qualità dell’informazione italiana.

    Mi preoccupa il lassismo della nostra classe politica, non so se sia peggio la parte ignorante o quella collusa….E badi che non sono tra quelli che mettono i politici tutti sullo stesso piano.

  • Rosella Soliani

    giusto per chi si addormenta sul divano di domenica sera ;)

  • Rosella Soliani

    Sig. Bomboi, ha ben detto che “bisogna seguire anche la stampa europea”, ma è altrettanto vero che non tutti lo fanno. Vuole mettere la capacità divulgativa esercitata da una giornalista freelance in un programma televisivo di inchieste giornalistiche, mandato in prima serata, nelle domeniche d’inverno? Significa ascolto 3.240.000, share 12,96% (dati della puntata del 16 c.m.). Ovviamente, senza nulla togliere all’eccellente blog che Lei amministra!! Aggiungo, che sarebbe cosa giusta programmare una replica infrasettimanale ….. scherzo ;)

  • Giusto Salcan, il problema principale però è quello della classe politica Sarda. Mentre altrove decidono il futuro del nostro mercato, quì ben pochi si accorgono o si interessano per informarsi e per contrastare con gli strumenti adeguati quello che passa sopra le loro e le nostre teste.

  • Mi correggo: due anni fa.

  • A Report scoprono l’acqua calda, l’abbiamo scritto il primo dicembre 2010 (un anno fa) e ancora il 13 luglio di quest’anno:

    http://www.sanatzione.eu/2010/12/gasdotto-in-bilico-i-gonzi-esultano-ma-non-chiedete-a-bruxelles-chiedete-a-roma/

    http://www.sanatzione.eu/2012/07/contro-il-galsi-in-campo-i-potentati-politico-economici-sonatrach-indotta-a-desistere/

    E’ chiaro da oltre un anno che ENI ha precisi accordi internazionali e se ne fotte di tutto il resto (non è solo in Italia e in Sardegna che esercita azioni di lobbyng, basta seguire la stampa europea).

  • c’è da aggiungere che la puntata era stata programmata per la settimana precedente, ma era stata sostituita dopo essere stata annunciata più volte.
    evidentemente ci sono state molte pressioni per non farla andare in onda, ma la gabanelli non ne ha parlato, come invece aveva parlato delle pressioni subite dai commissari liquidatori di alitalia.

    ho notato che la puntata, diversamente dal solito, non è stata molto graffiante, e non sono stati toccati alcuni argomenti importanti:

    1) si è accennato che alcuni politici hanno cointeressenze con eni o con le sue partecipate, ma nomi non ne sono stati fatti,

    2) è stato sottolineato più volte come scaroni fa il bello ed il cattivo tempo, ma non si è detto chi avrebbe dovuto controllarlo ed a chi scaroni presenta i conti;

    3) non è stato fatto il nome degli azionisti di eni.

    ritengo che il tutto verrà messo a tacere alla svelta

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