Garibaldini e riformisti

30 giugno 2013 09:561 commentoViews: 9

Oggi i giornali capiscono bene che sulle province si è fatto un gran pasticcio. Alla buon’ora.
La verità è che l’informazione non ha in Sardegna un sapere critico capace di capire che cosa sta accadendo. I giornalisti chiedono ai politici di spiegare loro che cosa sta accadendo; poi fanno la tara delle dichiarazioni ricevute e infine scelgono da che parte stare. Il risultato di questa assenza di sapere critico è che i giornali non informano, ripetono.
Se voi oggi chiedeste a un giornalista se ha letto gli atti istruttori sulla riforma delle province, vi direbbe di no. E si vede. Ma non è l’unico caso.
Sulla Zona Franca, si è passati, con la facilità con cui si cambia canale in Tv, da un dibattito serio su un tema strategico a un romanzo epico-mitologico. Non si è stati minimamente capaci di impedire con un atteggiamento critico severo che questo argomento divenisse uno sdrucito e pericoloso strumento di propaganda.
Il risultato è un pericolosissimo impoverimento del sistema politico al solo schema dei gagliardetti contrapposti e della gara personale e leaderistica ai ruoli apicali.
Manca la formazione degli uomini politici sui problemi reali, manca la conoscenza profonda dei problemi che è stata sostituita con le formule, col solo titolo del problema e non con la sua soluzione. La politica è prima di tutto risolvere problemi: la gran parte degli uomini politici sardi non conosce né i problemi né studia per le soluzioni. Siamo avvolti in un mare di mediocrità e superficialità che ci rende ciechi.
Non si ha minimamente la percezione della gravità della situazione sarda e dell’urgenza di governarla con persone prima di tutto competenti  e autorevoli. Non si può più mandare gli sconosciuti e gli incapaci al tavolo della Conferenza Stato-Regioni; non si può più sotovalutare il rilievo della Commissione paritetica Stato- Regione; non si può più dipendere da anonimi funzionari nei rapproti con l’UE: occorrono figure decise, riconosciute come autorevoli e competenti sia sul piano politico (indispensabile) che amministrativo.
Nella prossima legislatura bisognerà realizzare nei primi mesi un processo di riforma che inevitabilmente dovrà andare a colpire abitudini, consuetudini, diritti considerati acquisiti, certezze. Chi governerà dovrà reggere le resistenze e le proteste inevitabili dinanzi a un cambiamento profondo.  La Sardegna non può sopravvivere con la logica de su connotu, e dietro la logica de su connotu ci sono ampi settori sia della Sinistra che della Destra, c’è il reticolo del consenso politico di tutti gli schieramenti e che condizionerà tutti. Per questo motivo occorrono persone serie, disposte al sacrificio, disposte al dialogo ma ferme nel conseguire gli obiettivi. Ci sono? Sì, ci sono, ma non sono pronte al combattimento inevitabile prima durante e dopo le elezioni.  Questo è il risultato dell’impoverimento di cui parlavo: il ritiro dei capaci, la discesa in campo degli allenati allo scontro ma non al governo delle istituzioni. In campo i garibaldini (vecchi e nuovi), a casa i riformisti.

1 Commento

  • renato orrù orsimomossa

    … Dopo i giornali, adesso cominciano a capirlo anche i cittadini: qualcuno, con i referendum ha preso in giro la gente suonando la grancassa del TUTTICONTROLACASTA… con la CASTA che dava i tempi del ritornello: bel concerti no. Adesso i cittadini si stanno rendendo conto che SI, si è buttata giù la vecchia casa delle Province, ma non si sà dove andare a dormire nelle prossime notti (mesi), perchè prima non si è costruito nulla, neanche una roulotte provvisoria per passarci l’ inverno … giusto un paio di tendine-commissariali da comprare ai saldi in via Roma. Idem Zona franca e via con tutto il resto…. Nella prossima legislatura, cosi come dico da tempo, a meno di un miracolo politico-culturale che non può venire SOLO dal buono che c’è in ogni partito ma, SOPRATUTTO dai cittadini,specie da quelli che non vanno a votare e/o che NON VOGLIONO PRENDERSI RESPONSABILITA’ pur avendo forti competenze, ne verrà fuori uno spettacolo desolante (al quale parteciperò cercando pure di fare del mio meglio): sarà la peggiore legislatura della storia Autonomistica Sarda tutta lanciata all’ accaparramento dei pochi posti disponibili in CR ( oltre la metà hanno già il nome), con lotte fratricide fra ter-quater-penta-rieletti ex-amici di partito, per sedersi negli strapuntini sparsi in Regione ( compresi coloro che sacrificati nelle province vorranno la loro adeguata fetta di rimborso) e che solo un Governo Larghe Tresche filo Romano tra i due maggiori partiti PD+-L che facesse fuori l’ intera galassia dei propri satelliti di sx e dx, potrebbe sfamare ( ciaociao RM SEL IDV e RFS e sarei poco tranquillo anche in UDC) …
    e SI !.. sarà proprio un bello spettacolo. E a NOI Sardisti non resta che fare quadrato, rinforzandosi al max con figure di spicco tecnico culturale oltre che di voti e prepariamoci per le prossime Politiche Nazionali Sarde …a fra qualche anno: queste saranno sopratutto un massacro !

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