Fregature ‘estere’ al formaggio: soldi sardi, lavorazioni cremonesi

19 aprile 2012 07:259 commentiViews: 54

caneL’Appalto Agea per il Pecorino Romano Dop prevedeva che 5320 quintali di pecorino, fornito dai caseifici sardi, fossero confezionati dal Consorzio Latte di Macomer entro il 2 maggio 2012. Ha vinto il bando la società TUO (un nome, una certezza, nel senso che ‘io prendo, il resto è tuo’). Rispetto ai tempi previsti, si e’ avuto un ritardo nelle consegne da parte di TUO, il quale ha cominciato a portare il formaggio in lavorazione a marzo anziché a febbraio. Perché? Non si sa, ma è lecito pensare che magari TUO abbia aspettato un po’ cercando di far ababssare il prezzo del formaggio. Ora per poter terminare nel tempo previsto, il gruppo TUO, ha prima chiesto una proroga all’Agea, che gliel’ha negata, quindi ha deciso di trasferire la lavorazione di 1600 quintali in un centro del Nord Italia, Valex Cremona. Ciò vuol dire meno lavoro a Macomer e più Cassa integrazione. Non solo. Il gruppo TUO starebbe ora cercando disperatamente formaggio, ma non trova chi glielo dà senza una solida fideiussione di pagamento. Il gruppo TUO non è sardo. Ha vinto la gara perché i sardi, che hanno il formaggio e gli impianti, non si sono associati per partecipare alla gara.
Ieri ho chiamato i sindacati per avvertirli e ho denunciato la questione in Commissione Agricoltura, alla presenza dell’Assessore Oscar Cherchi, il quale si è impegnato ad intervenire su Agea perché venga data la proroga. Ho usato toni severi. Ovviamente ad oggi i 1600 quintali viaggiano spediti dalla Sardegna a Cremona. Perché? Perché i sardi non sanno difendere la loro ricchezza, non sanno rispettarsi reciprocamente, non sanno stringersi solidarmente nei momenti di difficoltà. Io voglio continuare a lavorare per la cooperazione dei sardi per aumentare la ricchezza della Sardegna, ma bisogna isolare i sardi egoisti e, spesso, ignoranti, e combattere insieme le scorribande esterne sugli appalti. La si finisca di portare l’osso ai padroni improvvisati.

9 Commenti

  • Vedrete che a furia di prendere calci nei denti e anche in altre parti meno arieggiate ci accorgeremo di come si dovrebbe vivere…

  • Ben detto, Paolo.
    Per questo, possiamo lavorare insieme, ciascuno per il ruolo e le competenze che ha, ma penso che dobbiamo lavorare molto, ed instancabilmente. Io ci sto.
    Buon lavoro, Pippo.

  • Franco Cappai

    Questo purtroppo è un male endemico che ci relega a quelle regioni che non hanno nell’animo la cooperazione, ma l’egoismo che limita ogni buona iniziativa. Ci vorrebbe un inversione di tendenza….., che ci faccia vedere il socio come tale e non come un avversario da eliminare, rovinando così il buono che si è riusciti con tanti sacrifici a creare. Non è a caso che quando si citano dei proverbi che alludono all’invidia dei sardi, si fa riferimento al dato che è preferibile non fare niente, danneggiando se stessi, piuttosto che favorire il proprio vicino che ne trarrebbe vantaggio. Solo così si spiega perchè i sardi non si associano per partecipare alle gare, questo non ci fa sicuramente onore ma è un dato di fatto.
    Buon lavoro a tutti.
    Fortza Paris

  • Gian piero Zolo

    A parte la follia di ucciderci l’un l’altro per motivi irrilevanti, eravamo felici.
    Le piane e le paludi erano fertili, i monti ricchi di pascolo e fonti. Il cibo non mancava neppure negli anni di carestia. Facevamo un vino colore del sangue, dolce al palato e portatore di sogni allegri.
    Nel settimo giorno del mese del vento che piega le querce incontravamo tutte le genti attorno alla fonte sacra e per sette giorni e sette notti mangiavamo, bevevamo, cantavamo e danzavamo in onore di Is.
    Cantare, suonare, danzare, coltivare, raccogliere, mungere, intagliare, fondere, uccidere, morire, cantare, suonare, danzare era la nostra vita.
    Eravamo felici, a parte la follia di ucciderci l’un l’altro per motivi irrilevanti…..

  • Purtroppo caro onorevole siamo in ritardo, credo che a questo punto l’assessore Cherchi non possa fare più nulla.
    Mi risulta da fonti certe che una parte dei 1600 ql. sono già a Cremona, la partita è persa.
    Pare che il formaggio sia stato fornito da una coop del nord Sardegna, solo dopo aver ottenuto rassicurazioni in merito al pagamento del dovuto, si vocifera che se TUO non paga alla spedizione, ( almeno 5,20 euro) il formaggio non parta. Tutti sanno che invece la Coop di riferimento, oggi del gruppo TUO e ieri di VIP Catering ( sempre loro sono)Sia La Coop di Nurri e il suo Presidente, che pure di svuotare i magazzini ha svenduto il Pecorino Romano. Ora non ne hanno più, speriamo per loro che vengano pagati.
    Fatte queste poche considerazioni da lavoratore del settore, se posso, le propongo una riflessione.
    A breve AGEA deve bandire un’altra gara per altri 7 milioni di euro di pecorino romano, questi sono i soldi che ha messo la regione Sardegna con la legge 15, ricordiamocelo.
    Ora si che bisogna puntare i piedi e chiedere che nel bando sia inserito chiaramente che i prodotti devono essere dei caseifici sardi e devono essere lavorati porzionati e imbustati in Sardegna.
    Lo dica all’assessore Cherchi.
    Saluti

  • Quel simpaticone di Borghezio ha proposto di vendere la Sardegna a qualche paese disposto a comprarla.
    Marcello Fois si incazza e lo insulta, io non sarei cosi drastico, probabilmente è l’unica idea buona che sia mai venuta al leghista.
    Facciamo i conti, sicuramente lo stato italiano ci deve aggiungere molto e abbiamo chiuso la vicenda.
    Un solo piccolo particolare, a quel punto dobbiamo davvero iniziare a gestirci le nostre cose che sono tante:
    – formaggio
    – trasporti
    – infrastrutture
    – energia, vento, sole, petrolchimiche, miniere, galsi
    – turismo, arabi, russi, coste e miniere
    – basi militari
    – fisco
    – università
    – costi della politica
    ecc.ecc.
    Comunque queste cose possiamo iniziare ad affrontarle e nel mentre si chiude la trattativa.
    Francesco

  • Lo dico sempre, i Sardi saranno anche capaci di amare, ma nel frattempo ci accoltelliamo…
    L’indipendentismo è il primo esempio di questo andazzo: predicare bene e razzolare male.

  • Condivido le considerazioni di Marco m.c., l’unica perplessità è sull’esistenza di istanze dei rossomori e comunque niente a che vedere con quelle del P.S.D’Az. In ogni caso è più che mai opportuna la convergenza delle forze realmente indimpendentiste almeno su alcuni punti che ribadiscano la necessità che il popolo sardo sia sovrano nelle scelte fondamentali per lo sviluppo socio-economco della Sardegna.

  • marco m. c.

    Paolo, tu hai perfettamente ragione.
    Ieri mi sono letto gli statuti di IRS e ProgReS: praticamente identici!
    E non è tutto: i RossoMori, pur essendo fautori delle medesime istanze del PSdAz, militano in altra area per il solo fatto di essere “di sinistra” (ma quale? Boh!).
    Temo che tanta energia finisca ancora una volta per aumentare l’energia disordinata dell’Universo anzichè incanalaarsi in un solido fronte indipendentista, con il beneplacito di quella borghesia grassottella, fatta di cagliaritani, nuoresi e sassaresi griffati e convinti di fare parte ed essere protagonisti di un sistema italiano.
    Personalmente scalpito dalla voglia di fare qualcosa di concreto, ma invero non riesco a trovare la breccia per potere lavorare: mah, faro’ un salto nella nuova TzdA Kàralis di IRS, a Quartu S.E. anche se sono (da buon sardo) diffidente nei confronti di questa gioventù multimediale..

Invia un commento