Fratelli diversi d’Italia: il Veneto ce l’ha più grande

22 marzo 2011 08:096 commentiViews: 11

103Un amico sardo che lavora in una delle regioni interessate (e che legge questo sito), mi fornisce la notizia e la documentazone di un fatto interessante che vorrei segnalare a Napolitano, perché riesca a commuoversi per la realtà dell’Unità d’Italia. Il Ministro della Sanità ha inviato il 27 gennaio 2011  alle regioni interessate la proposta di riparto di 20 milioni di euro, stanziati da una delibera Cipe del 2008 (il tempismo non appartiene all’Unità, perché Tremonti, avendo imparato a centellinare i soldi col patto di stabilità, ha insegnato a tutti a vivere tre anni aspettando la prima annualità) per gli Istituti Zooprofilattici d’Italia.
Gli Istituti sono 10: Liguria e Val d’Aosta; Emilia Romagna e Lombardi; Tre Venezie; Marche Umbria; Lazio Toscana; Abruzzo Molise; Campania Calabria; Sicilia; Sardegna.
Le regioni devono dare l’intesa. La riunione è giovedì prossimo.
Qual è la proposta del ministro? Molto semplice: 10 milioni all’Istituto delle Tre Venezie (di cui 4,5 milioni per la sede di Verona) e gli altri divisi in parti più o meno uguali tra gli altri nove.
Napolitano, commosso per tanto buon cuore, piange.  La Sardegna?

6 Commenti

  • Mario Moro

    Gentile Maninchedda, la ringrazio per la cortese e simpatica risposta.
    Vorrei precisare che comunque non Le ho dato del paraculo e non ho detto di essere esente da paraculismo. Ma, veda, per mia fortuna non devo fare il paraculo per tattica o difesa di posizioni. Casomai, paraculo lo sarei “nature”. In quanto a Lei, ho detto che corre il rischio solo di apparirlo. Perché sono sicuro che tutti o quasi Le riconoscano un certo coraggio di idee e parole. Ma si potrebbe anche sostenere che le piace il gesto atletico della sforbiciata anche quando sa che il pallone andrà in tribuna. Ci siamo capiti, credo. Meglio Lei, sicuramente, dei suoi colleghi. Ma siccome in molti sanno che Lei ha anche l’istinto del gol, non si limiti all’estetica. Non facciamo nomi, ma il quadro è desolante e marcio qui e ora. Più che mai. Altro che Fitto, Napolitano e Tremonti…
    Suo paraculo,
    Mario Moro

  • Colpo Grosso

    Con l’ex esponente dei Rossomori, Claudia Zuncheddu, l’Irs lancia il terzo polo per le prossime elezioni amministrative di Cagliari.
    http://www.rosarossaonline.org/art/2011/03/02/elezioni-cagliari-irs-candida-claudia-zuncheddu-a-sindaco_12566

    Che ne pensate?

  • Che governo paraculo!
    La moratoria di un anno sul nucleare permetterà di riaffrontare il tema a freddo, dopo le elezioni, e tentare per l’ennesima volta di costruire in Sardegna centrali e siti di stoccaggio (beh, lo dice anche la brava Margherita Hack!).
    Noi? Beh, nel frattempo metteremo a Cagliari un Sindaco nuovo, un uomo che ha sempre dato prova tangibile di grande sensibilità per i temi di indipendenza ed affrancamento della Sardegna dai colonialisti italiani…

  • Paolo Maninchedda

    Egregio signor Moro, la ringrazio per il paraculante post, ma paraculando per paraculare vorrei rispiegare a lei e a tutti i docenti di paraculismo che io sono stato l’unico in Consiglio regionale circa un anno fa a dire che bisognava andare a nuove elezioni con un nuovo scenario, cioè con una alleanza indipendentista. Gli esenti, ai suoi occhi, dal paraculismo addebitatomi, sono stati paracularmente zitti, perché vede, tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione non voglione le elezioni anticipate. Ora, Lei, esente da paraculismo e animato da forte e cristallina e radicale e pura e santa volontà di cambiare, vorrà cortesemente ammettere che si è più paraculi a non guardare la realtà in faccia e a trinciare giudizia sugli altri piuttosto che a faticare per cambiarla, a lavorare cioè per costruire l’alleanza dei sardi con cui andare alle elezioni. Per far vincere le idee migliori bisogna imparare a disporre bene le pedine in campo, diversamente si perde sempre. Paracularmente suo
    Paolo

  • Mario Moro

    Scusi Maninchedda, io la stimo, ma le pare che l’obiettivo della critica sia Napolitano?
    In attesa dell’auspicata indipendenza, intanto si dia da fare per far funzionare il minimo che si può con le leggi attuali e gli strumenti attuali.
    Tra cui quello di chiamare in causa gli alleati attuali.
    Altrimenti si potrebbe supporre che con la scusa dell’indipendenza si sta al calduccio facendo finta che ci sia freddo.
    Io intanto parlerei con chi ha un concetto almeno pratico dell’autonomia.
    Invece preferite blandire chi è addirittura sottomesso e senza attributi.
    Ho votato IRS perché sentivo il centrosinistra non troppo coraggioso su certi temi, ma la vostra coalizione, francamente, fa apparire dei giganti gli amministratori precedenti.
    Troppa tattica, onorevole. Dove è il cuore? Rischia di passare per paraculo.
    Mario

  • Condivido la poesia domenicale, non mi piace l’etichetta di imbecille affibbiata all’italiano/a, al sardo/a medio che divorzia per la scoperta di un menage plurimo (una volta o più? E basta di volta in volta fare mea culpa?); per converso è ammirabile chi mediano/a non è perchè in possesso della “virtù” che si declina con l’appellativo di rassegnazione bovina. Io direi che de gustibus non “sputandum” est.
    Dopo la poesia domenicale puntuale però arriva la prosa di inizio settimana per rammentarci di essere sulla terra alle prese con la soddisfazione dei bisogni primari. E quì servono li dinà. Che gli Italiani “alti” dirottano su altri ma non sulla Sardegna rispettando un criterio di pari dignità. Ecco quindi emergere la debolezza politica della Sardegna, superabile se a volerlo è il popolo. È il caso di dire: Nord-Africa docet. Gli interlocutori allora non sono i Pili, Soru, Murgia, Cabras, Delogu, Scanu, Capellacci, Dadea, Diana, Sabatini ma ben altri.

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