Politica

Francesco Pigliaru chiama il Mandrolisai: le Barbagie rispondono

Simbolo-Partito-dei-Sardi-40X40cm-TONDOE’ stata una bellissima sorpresa per tutti e un segno importantissimo per uno dei territori a più forte rischio spopolamento della Sardegna. I duecento barbaricini accorsi a Meana da tutto il Mandrolisai per discutere dei problemi e delle soluzioni per il territorio nonostante l’annunciata assenza del candidato Francesco Pigliaru non si aspettavano che lo stesso Pigliaru avrebbe di lì a poco chiamato il cellulare di Franciscu Sedda, organizzatore e animatore della serata in veste di candidato nel collegio di Nuoro oltre che come segretario del Partito dei Sardi, per colloquiare a distanza con i presenti.

Dal cellulare, debitamente amplificato, la voce del candidato presidente della coalizione di centrosinistra e sovranista è uscita potente, ricca come sempre di contenuti, proposte, impegni. Francesco Pigliaru, ancora provato dall’influenza ma determinatissimo nel portare avanti il programma per far ripartire la Sardegna, ha sottolineato l’impegno a “costruire una Sardegna in cui tutti, siano nati nel centro Sardegna o nelle grandi città, siano messi in condizioni di pari opportunità nel formarsi, nel curarsi, nel lavorare”.

Il candidato presidente ha sottolineato l’esigenza di garantire nelle zone interne servizi scolastici e ospedalieri di qualità, così come infrastrutture capaci di collegare i paesi dell’interno fra di loro e con il resto della Sardegna.

Francesco Pigliaru ha inoltre sottolineato l’esigenza di rilanciare la cooperazione fra le comunità dell’interno “in modo che possano far sentire sempre più forte la loro voce, le loro esigenze, le loro idee”. E ha inoltre garantito che “come si farà per il Sulcis bisogna pensare per territori come il Mandrolisai una fiscalità di vantaggio che consenta a questi territori di ricominciare a produrre ricchezza”.

Dialogando al telefono con Franciscu Sedda e con i presenti, che non hanno lesinato applausi di affetto e sostegno al Presidente, Pigliaru ha ribadito che tutto ciò si potrà fare recuperando le risorse dei sardi che oggi lo Stato trattiene slealmente, “attivando l’Agenzia Sarda delle Entrate, incassando noi la nostra ricchezza e girando noi la quota parte che dobbiamo allo Stato”.

In tal senso, ha detto Piglairu, è importante la visione di sovranità che alcuni partiti hanno portato dentro la coalizione, così come è fondamentale capire che le identità dei nostri territori, la loro cultura, le loro tradizioni, le loro produzioni sono le prime ricchezze da valorizzare.

“E’ stato davvero emozionante – sottolinea Franciscu Sedda – ricevere la telefonata di Francesco Pigliaru, vedere la sala ascoltare nel massimo silenzio, percepire un sentimento di unità e di impegno comune fra sardi. E’ stato emozionante percepire la voglia di costruire una Sardegna in cui nessuno rimane indietro, dovunque sia nato e dovunque viva. La telefonata di Francesco Pigliaru è stato il segno tangibile di un presidente che sa quanto è importante unire la Sardegna, tutta la Sardegna, attorno ad un progetto collettivo ambizioso e concreto al contempo. Ed è stato fantastico vedere che alla fine Francesco non voleva più chiudere!”.

(red)