Fotovoltaico sardista

9 novembre 2010 07:565 commentiViews: 9

365La Giunta ha accolto e fatto proprio, in vista della discussione della legge sui pastori e sul latte che va in discussione stasera in Consiglio,  l’emendamento del Psd’az sulle rinnovabili nelle aziende agricole, con una modifica sulla dotazione finanziaria per il 2010, da 5 a 1 milione di euro per il fondo di garanzia, giaccché siamo a fine anno.  Ecco l’emendamento. La ratio è: applicare la Dia per gli impianti fino a 200Kwatt (e quindi non passare per lungaggini e accentramenti regionali); consentire che essi vengano realizzati su strutture apposite adiacenti ai fabbricati;  agevolare, attraverso un fondo rischi per le garanzie bancarie (attivabile con un consorzio fidi), i prodotti finanziari  necessari per la loro realizzazione.

5 Commenti

  • Evelina Angela Pinna

    Mi chiedo quanto i politici abbiano ponderato la voce di spesa per l’installazione del fotovoltaico nelle aziende agro-pastorali sarde, visti i piccoli volumi energetici a completo carico dei conducenti, vista l’esistenza di un piano energetico regionale (PEARS 2006) più normativo che attuativo, non ancora ben compenetrato nel piano paesaggistico regionale, e senz’altro poco assimilato nella cultura di valorizzazione energetica del territorio. Mi chiedo ancora se si siano valutati i possibili conflitti amministrativi tra regione ed enti locali (laddove altrove sono innumerevoli i casi che adiscono ai tribunali per problemi di competenza circa l’attribuzione delle concessioni e per svalutazione di certi patrimoni aziendali per alterazioni ambientali selvagge!); e ancora se sia stato spiegato ai pastori l’aggravio ICI sui tetti e parchi fotovoltaici (molte aziende agricole sono anche luogo di residenza con problemi di regolarizzazione al catasto) e non ultimo il detrimento dei contributi statali su fotovoltaico ed eolico già a partire dal 2011 (per spingere il nucleare?). Sarebbe bello che il fotovoltaico inaugurasse il new deal verde sardo, se solo la regione recepisse e favorisse, coordinandole e creando lavoro, le misure segnate in agenda dall’UE per l’arco 2009-2014. Le rinnovabili in Sardegna possono funzionare solo orientando collettivamente e non singolarmente ecointerventi europartecipati di crescita sostenibile. Probabilmente il momento giusto è adesso e non è detto che lo sarà in seguito. Poco punta la regione sul beneficio collettivo diffuso, molto rilanciando su egregie possibilità di sviluppo che poichè lasciate alla libera iniziativa o all’intuizione dei singoli, spesso per mentalità o per franca mancanza di denaro, restano purtroppo irrealizzate, isolate o obsolete nel tempo. La gente si attende imprenditorialità da parte della regione! Così le aziende zootecniche potrebbero mutuare parecchio i benefici inizialmente a carico, ad esempio, del turismo diffuso e dei trasporti pubblici, diluendo nel tempo costi iniziali oggi mal tollerabili.

  • Fatti non parole….
    Di questo hanno bisogno le aziende agricole
    é questo hanno avuto da parte del P.S dAZ
    Bravi avanti cosi

  • Antonello Gregorini

    Finalmente Paolo.Complimenti. So che é quasi un anno che stai dietro a questo progetto e che é stato contrastato (non ho mai capito perché) da ampie porzioni del Giunta.
    A me sembra un’ottima cosa.

  • Redazione S&L

    Per visualizzare il link all’emendamento cliccare prima su “Leggi tutto”.

  • L’emendamento non appare. Un intervento strutturale, era ora, e non congiunturale (pro industria, pur comprendendo che se non si eliminano le giacenze è solo gazzosa parlare di aumento del prezzo del latte) che avvia un discorso diverso rispetto a mezzo secolo di pura assistenza finalizzata ad assicurare consenso certo e potere ai due poli.
    Una indicazione. L’adesione ad un Consorzio fidi, condizione necessaria per ottenere la garanzia bancaria, ha un costo non marginale.I Consorzi fidi sono lautamente foraggiati da mamma Regione quindi si contratti la commissione di adesione.Consorzi che sono molto simili alle Banche anche nei costi. Non guasta quindi monitorarli visto che paghiamo tutti noi.Dispongono di sedi sfarzose poco in sintonia con le finalità.

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