Il Responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza della Regione Sardegna ha aperto una procedura per violazione delle leggi sull’inconferibilità nella nomina dell’Amministratore Unico di Forestas. Se al termine dell’istruttoria dovesse essere confermata l’ipotesi dell’accusa, il responsabile anti-corruzione dovrà sospendere l’intera Giunta per sei mesi dal potere di nomina. C’è da augurarselo.
È un atto mutilo, nella sua versione pubblica, con una pagina e mezzo di Omissis dedicati a controbattere a un parere interno elaborato negli uffici della Presidenza, non firmato, il quale invece difendeva la legittimità della nomina. Ho letto il marchettone presidenziale e mi sono molto divertito. Mi dispiace non poterlo pubblicare perché avrei avuto la possibilità di chiedere alla Todde perché non ha parlato di queste acrobazie giuridiche durante la recente intervista con Grizzly Gruber, quella nella quale ha solennemente dichiarato che la Sardegna sta diventando adulta grazie a lei.
Sì, certo, stiamo abbandonando i pannolini per andare direttamente, grazie a lei, al pannolone.
È evidente che negli uffici regionali comincia a sentirsi puzza di bruciato per le tante forzature (chi prima miagolava remissivo/a, oggi ruggisce. Il coraggio, come è noto, non si compra, ma se il padrone è agli sgoccioli, si può trovare anche la forza di sfancularlo), le quali, ai tempi della Giunta Solinas portavano quasi d’ufficio a procedimenti penali, ora non più, e non solo per l’avvenuta abolizione del reato di abuso di ufficio, ma anche per ragioni di “clima” politico-giudiziario.
A noi la questione dell’Amminsitratore di Forestas, che chiameremo Pinco Pallo perché non ci piace parlare di persone ma di azioni, interessa come specchio del costume politico del Campo Largo, il quale ama cumulare gli incarichi sulle persone fino a produrre redditi mostruosi, considerato che Pinco Pallo, alla luce dei documenti consultabili in rete, costerebbe (pronti a rettificare se abbiamo fatto male i conti) al bilancio complessivo dell’amministrazione regionale, tre stipendi al mese, due come rimborso per due progetti finanziati dalla Regione alla società privata di provenienza per la quale continua a lavorare (85,445,36 +85,445, 36 + 220.000) e uno come Amministratore unico di Forestas, per un totale lordo complessivo di circa 380.000 euro all’anno.
Siamo a Sinistra? Siamo a Sinistra.
Ma lasciamo da parte il denaro che è roba più di chi fa pentole senza coperchi che nostra.
Il caso di Pinco Pallo non è una disputa per specialisti. È una vicenda che ogni cittadino può capire. Riepiloghiamo
La Regione nomina Pinco Pallo amministratore unico di Forestas, ente regionale importante e ben retribuito. Ma al momento della nomina Pallo non arriva dal nulla: è già direttore generale di una società privata che lavora nel settore sanitario e sociosanitario grazie a contratti finanziati dal sistema pubblico regionale. Non solo: dopo la nomina continua a mantenere quell’incarico. E continua anche a essere amministratore unico della Multiservice di Loiri Porto San Paolo.
Dunque la domanda è semplice: si può guidare un ente regionale e, nello stesso tempo, restare ai vertici di soggetti che dipendono da denaro pubblico o da amministrazioni pubbliche?
Secondo la tesi dell’inconferibilità, no.
La società privata da cui proviene Pallo non è un’impresa qualsiasi. Opera in settori delicatissimi, come assistenza, riabilitazione e servizi sociosanitari. Riceve risorse attraverso contratti pubblici con Ares, cioè l’azienda regionale della salute, finanziata dalla Regione e parte del sistema pubblico sardo. Dire che quei soldi non c’entrano con la Regione perché passano da Ares è un formalismo: nella sostanza, siamo sempre dentro lo stesso circuito pubblico regionale.
Qui sta il punto politico e amministrativo della vicenda.
Le norme sull’inconferibilità servono a evitare che chi ha interessi, incarichi o rapporti economici dentro il sistema pubblico possa passare senza soluzione di continuità alla guida di un altro pezzo dello stesso sistema.
Non sono norme decorative.
Sono anticorpi contro i conflitti di interesse.
C’è chi sostiene il contrario: la società privata non sarebbe finanziata direttamente dalla Regione, non sarebbe controllata dalla Regione e quindi non ci sarebbe problema. Ma questa lettura guarda solo alla carta intestata dei pagamenti, non alla realtà.
Se una società vive di contratti con il sistema sanitario regionale, se quei contratti sono pagati con risorse pubbliche, se il suo direttore generale diventa contemporaneamente capo di Forestas, il problema esiste eccome. Non serve essere giuristi per vederlo, il buon senso arriva prima del diritto.
La questione non è dunque colpire una persona, cui auguriamo ogni bene.
La questione è difendere un principio: chi assume un incarico pubblico di vertice deve essere libero da legami che possano creare anche solo il sospetto di una sovrapposizione di interessi.
Nel caso Pinco Pallo, invece, gli incarichi si sommano: Forestas, società privata sociosanitaria, Multiservice comunale.
Troppi ruoli, troppi rapporti, troppi circuiti pubblici che si incrociano. Per questo la tesi dell’inconferibilità appare la più convincente. Perché guarda alla sostanza: non a chi materialmente firma un bonifico, ma a chi finanzia davvero il sistema, a chi nomina i vertici, a chi controlla le politiche pubbliche.
Quando si governa la cosa pubblica non basta dire: formalmente è tutto a posto. Bisogna poter dire: sostanzialmente non c’è conflitto.
E qui, questa certezza non c’è.
C’è infine una cosetta da precisare: perché questo bubbone è esploso e non è stato coperto dall’omertà burocratico-giudiziaria che impera in questa legislatura?
Perché Pinco Pallo si è scontrato malamente con una forza interna, una vecchia forza interna che non vuole mollare l’osso e che ha tanti rapporti, tantissimi rapporti, tanti fratelli, e tantissimi confratelli. Il problema è che quando si vuole insegnare il decoro e si vuole fare pulizia, la prima regola è essere inattaccabili, essere molto diversi da ciò che si vuole rimuovere. Quando si è simili, lo scontro è in perdita.

Che siano protetti non ci sono più dubbi Solinas è ha processo per aver fatto nomine che per il PM sono poche chiare mentre le fa i l M5S -PD sono in buona fede e vedrete che finirà a tarallucci e vino
La questione è politica, e non morale. La questione morale la pongono i 5 stelle (inseguita per primo a sinistra dal PCI che fu però il più grande ricettore di tangenti della storia repubblicana), e fa capolino ogniqualvolta si parla di onestà (per gli altri) come presupposto a strategie politiche. E dov’è, dunque, questa loro onesta se per prima la Presidente non riesce a farci sapere dove sono finiti 16 trasferimenti di danaro (Corte dixit) in quota alla rendicontazione elettorale? Oggi si riuniscono ad Oristano (i 5 stelle), vi sarà lì qualcuno che dirà fialmente: siamo peggio (molto) degli altri! Vorrei ricordare ai lettori quel meraviglioso film che è stato “nell’anno del Signore”. Uno dei carbonari a processo (il dott. MONTANARI) sbotta davanti al giudice:”ci hanno preso per briganti!” “Peggio figliolo – ribatte il giudice – peggio; perchè almeno i briganti hanno l’attenuante che sono dei morti di fame!”
Loiri Porto San Paolo capitale di mondo! Caspita, 4000 abitanti, multiservice milionaria, un assessore regionale che è pure vice presidente della giunta e fino a qualche mese fa presidente del PD e segretario mancato per un soffio, investimenti multimilionari di fondi esteri e ora arriva da lì Pinco Pallo con un cv molto variegato, talmente variegato che passa dalla sanità all’ente Forestas (ma sarà un esperto di salute delle piante forse, così si spiega l’affinità) che riceve a vario titolo 380 mila euro all’anno? Per avere qualche termine di paragone: un giudice della corte costituzionale ha quello stipendio; un magistrato la metà; un dirigente di prima fascia in presidenza del consiglio 100 mila euro in meno… Non so se sia bravo. Anzi, lo è sicuramente. Così come gli avrà fatto bene passare la Loiri Porto San Paolo, una specie di Lourdes dove basta respirare l’aria o bere l’acqua e qualcosa di buono ti succede. Tutti lì in pellegrinaggio!!!
Allora, facciamo chiarezza. All’atto di una nomina regionale il prescelto deve sottoscrivere sia la dichiarazione di incompatibilità che quella di inconferibilita’. I fac simile dei moduli sono addirittura inviati dalla Ras. I casi di incompatibilità e di inconferibilita’ sono noti a tutti i direttori generali. Il Ci sono ben pochi margini di interpretazione perché le norme sono chiare. La questione nel merito è fondata. Si va a casa stavolta. Passando poi al folklore Pinco Pallo risulta essere stato ai vertici di aziende sanitarie senza nessun titolo specifico in materia sanitaria. Finita l’esperienza gli uffici di direzione da cui era uscito narrano che lo hanno visto tornare un minuto dopo con fatture di società private che avevano contratti con l’azienda in cui era al vertice. Mica roba da poco, trasformazione da collega a fornitore con disinvoltura.
Quindi la struttura regionale ha impiegato ben 2 anni per terminare il procedimento di verifica dei requisiti nonché delle dichiarazioni rese in materia di conflitto di interessi???
Siamo sicuri sia una questione esclusivamente politica?
Se si scelgono incompetenti si ottengono questi risultati. Anche peggio quando si hanno persone sugli scranni da troppo tempo, che il potere ha fatto arroganti. Quando sanno che rischiano di vedere esposti i loro abusi, quelli che prima parevano loro miagolii risuonano nelle loro orecchie come ruggiti. Li salveranno coloro che li hanno appoggiati e che hanno lautamente ripagato? Non si sa.
Questa che ci governa ha passato due anni a lamentarsi delle macerie fatte dalla giunta Solinas. Oggi bisogna fare solo complimenti. La giunta Todde nettamente in testa. Ha realizzato l’impossibile.
E tutti in silenzio zitti facciamo finta che non sia capitato nulla, anzi cerchiamo argomenti per poter sviare al meglio la notizia. Emilio Fede ci ripresterà la famosa frase “Che figura di Me..a!!!”. Ma il PD, tutti i partiti che partecipano alla coalizione del campo largo, che in campagna elettorale hanno auspicato e pianificato trasparenza dove stanno? Hanno criticato Solinas all’infinito nella scorsa legislatura e oggi riescono anche a farcelo rimpiangere.