Fondi europei: i gravi errori della Regione e il furto con destrezza del governo Berlusconi

6 dicembre 2010 07:414 commentiViews: 26

0031) Il 30 luglio 2010 il CIPE ha adottato una delibera (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 26 novembre 2010) con la quale viene fatta una ricognizione delle risorse regionali relative al periodo di programmazione 2000-2006; si tratta delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) e dei fondi strutturali europei(POR) fino a questo momento nella piena disponibilità della Regione.

Con questa delibera, il CIPE ha bloccato e avocato la programmazione delle risorse FAS e le risorse europee e ha previsto che di riprogrammarle con propria delibera entro il 30 settembre 2010.

2) La finalità di questa operazione è chiara ed è contenuta nella stessa delibera che precisa: “considerato che il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica impone che le risorse pubbliche, segnatamente quelle destinate a investimenti, siano utilizzate in modo ancora più efficiente ed efficace e che conseguentemente sia svolta una più capillare attività di controllo per evitare immobilizzazioni improduttive” e che “per il consolidarsi della ripresa economica, e ancora più necessario puntare alla ottimizzazione degli investimenti pubblici, garantendo che gli stessi: siano concentrati per massimizzare l’impatto, rispondono a una strategia di crescita dei territori; siano destinati a …. Ridurre i divari delle aree in ritardo di sviluppo”.

Si tratta di un vero e proprio rastrellamento delle risorse già in capo alle regioni e che queste ultime non hanno programmato e impegnato fino a questo momento; lo scopo è quello (lo dico agli autonomisti oltranzisti) di poterne centralizzare la programmazione e la gestione su base nazionale-romana.

3) Di quante risorse stiamo parlando per la regione Sardegna ?

a) RISORSE FAS 2000-2006 assegnate alla Regione durante il periodo di programmazione 2000-2006 che ammontano (tra risorse non programmate, risorse disponibili “certe”, risorse con avanzamenti inferiori al 10% e disimpegni automatici) a 1.144.600 milioni di euro;

b) RISORSE POR 2000-2006, si tratta delle cosiddette RISORSE LIBERATE ossia risorse del POR REGIONALE 2000-2006 che attraverso il meccanismo della rendicontazione dei progetti coerenti (ossia interventi già finanziati e realizzati con risorse regionali e statali, non europee) ha consentito di non perdere le risorse ed ha avuto come effetto quello di “liberare” risorse europee pari a 1.374 milioni di euro (risorse che noi non avevamo saputo utilizzare, al punto da dover rendicontare i progetti finanziati con fondi regionali che appunto fossero coerenti con la Programamzione europea). L’UE ha posto come termine ultimo per la rendicontazione delle risorse liberate POR 2000-2006 il 30/04/2012. Il meccanismo dei progetti coerenti è stato utilizzato in larga misura dalla Regione Sardegna, infatti, circa il 45 % del POR 2000-2006 è stato rendicontato con questo meccanismo. Le risorse (al netto di 207 milioni di euro già programmati dalla Regione) che il Governo sta bloccando alla Sardegna sono 1.167 milioni di euro.

4) Per il periodo di programmazione 2007-2013, il CIPE con la delibera del 21 dicembre 2007 ha ripartito le risorse FAS (circa 63 miliardi) tra le regioni (15% regioni del nord, 85% mezzogiorno); alla regione Sardegna è stata applicata la chiave di riparto pari 12,61% delle risorse FAS Mezzogiorno per una quota FAS regionale di 2.278.538 milioni di euro. La Sardegna ha poi predisposto il programma attuativo (il cosiddetto PAR FAS) ma non è mai intervenuta la “presa d’atto” del CIPE con il conseguente congelamento dei fondi FAS regionali 2007-2013. (Nelle sedute del 6 marzo 2009 il CIPE ha preso atto del PAR di Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano, e nella seduta del 31 luglio 2009 ha preso atto del PAR della Regione Sicilia).
Nel corso del 2008-2009, con vari provvedimenti, il CIPE ha in parte ridimensionato i fondi FAS 2007-2013 e la quota della regione Sardegna è stata rideterminata in 2.162,486 milioni di euro.
In base alla delibera CIPE 166 del 21.12.2007 il FAS 2007-2013 è costituito anche da una dotazione di risorse statali (FAS statale) da utilizzare per progetti a regia ministeriale (istruzione, ricerca e competitività, mobilità) a favore delle Regioni. Anche queste risorse sono bloccate, la quantificazione non è definita.

C’è, infine, sulla programmazione FAS 2007-2013, una premialità di 370 milioni per la Regione Sardegna legata al raggiungimento dei cosiddetti “obiettivi di servizio” nei settori dell’istruzione, servizi di cura alla persona, gestione dei rifiuti, gestione acque, che saranno erogati alla regione al raggiungimento di target prestabiliti nel corso del settennio.

In sintesi, le risorse della Sardegna “certe” che in questo momento il Governo ha bloccato con la delibera del 30 luglio 2010 sono:

1.144,6 milioni di euro – RISORSE FAS 2000-2006

1.167 milioni di euro – RISORSE LIBERATE POR 2000-2006

2.162,486 milioni di euro RISORSE FAS REGIONALE 2007-2013
Le risorse ripartite con la delibera CIPE del 21 dicembre 2007 (poi rideterminate con delibera CIPE del 6.3.2009) ma mai trasferite alla Regione.

TOTALE 4 MILIARDI 474 MILIONI E 686MILA EURO; QUASI UNA FINANZIARIA REGIONALE DA NOI NON SPESA E CONFISCATA DAL GOVERNO BERLUSCONI.

È chiaro che si tratta delle risorse che il Governo ha utilizzato  per finanziare il Piano per il Sud, all’interno del quale la Sardegna ha perso il suo denaro: furto con destrezza in nome dell’Unità d’Italia. Forse adesso qualcuno capisce quale grande occasione politica si sia persa quando non si è votato la mozione sull’indipendenza.

4 Commenti

  • Una provocazione per Maninchedda: Invece di sciacquarsi la bocca con idee indipendentiste, getti la maschera, faccia cadere questo governo e si presenti candidato alle prime consultazioni regionali disponibili con lo slogan ” SE VINCERO’ANDRO’ DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER INFORMARLA DELL’ INDIPENDENZA DELLA SARDEGNA STATO LIBERO DEL POPOLO SARDO “

  • Monaco legge ma non sa leggere. Il problema è suo.

  • Monaco Vincenzo Carlo

    I cittadini sardi non sono robot che hanno bisogno di amorevoli e quotidiane manutenzioni, ma intellienti persone abituate alla poltronite da 60 anni di ingenua fiducia in istituzioni politiche centralistiche che nella sottaciuta realtà hanno permesso strategie spacciate per risolutorie per il popolo sardo. La conta della serva che Paolo ci ha fatto sul destino di fondi comunitari a cavallo tra due settenni di programmazione comunitaria, conferma il metodo ai quali i sardi non riescono ancora a prestre attenzione per non essere derubati, derisi ed offesi. A cosa sono serviti e servono i cosiddetti parlamentari italiani eletti in Sardegna? Quali interessi tutelano? Sentono il peso della loro responsabilità in tutto quello che e stato permesso sulla pelle e sulla vita dei sardi in questi decenni? Non sarebbe più onesto dimettersi immediatamente tutti e tornare a riflettere in Sardegna degli errori fatti per farne tesoro con le nuove generazioni di dirigenti che dovranno necessariamente sostituirli in breve tempo? E la classe politica regionale e i dirigenti degli organismi di confronto e controllo che operano in Sardegna dentro qualsiasi sigla od organismo, non ritengono di dover condividere le responsabilità politiche di errori, distrazioni e prese in giro mascherate da questo e quel poter a volte “amico” ma sopprattutto di interessi opposti a quelli del popolo sardo? A quando la resa dei conti dentro la Sardegna senza aggressività e maleducazione, ma con coraggio e determinazione responsabile, decisionismo e si audacia ma non spericolata. Quelli si che sono i metodi usati da chi ci ha sempre ingannati. Non bisogna attuare la legge del taglione ma la capacità di una lucida capacità politica di autodeterminazione rispettosa ma non ambigua e dleteria. E se un ripensamento sulla possibile Indipendenza della Sardegna ci può essere, ritorniamo nel Parlamento Sardo e facciamola valere anche con una azione di ritorno, che annulli il primo tentativo andato a male ma che dia ai Sardi una nuova opportunità di Libertà e di Onesta prospettiva basata sule proprie forze e responsabilità. Sono convinto che i Sardi, tolta la benda, sono in grado di governarsi e costituire il modello virtuoso di società che al mondo può servire da esempio.
    Fortza Paris

  • Il tutto è il frutto di una debolezza numerica e politica della Sardegna. Irrisolvibile la prima, risolvibile la seconda. Con l’avvento al governo della Sardegna di una forza politica con cuore e testa in Sardegna. Questo è il solo fatto politico capace di rovesciare la debolezza numerica. Allo stato attuale,senza modifiche istituzionali.I timorosi dell’Indipendenza se la troverebbero addosso senza accorgersene al verificarsi della prima condizione.Non avrebbero più il tempo di esternare dubbi e perplessità, verificherebbero di persona che le pensioni continuano ad essere pagate con buona pace dell’on. castellanese (che legislatore!).
    La forza politica in grado di perseguire e raggiungere l’obiettivo esiste? Io dico di si. Il Partito Sardo d’Azione. A patto che sia audace, spericolato, aggressivo, maleducato con il governo romano e cagliaritano, che si preoccupi e si occupi della manutenzione quotidiana e amorevole dei cittadini.

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