Fisco e sovranità: l’intervento al convegno di Sassari

20 marzo 2012 19:195 commentiViews: 3

5 Commenti

  • Mario Carboni

    Bene. Usciti dalle trincee continui la guerra di movimento in Consiglio regionale, complimenti.

  • massimiliano

    Ho seguito tutto l’intervento sarebbe utile pubblicare i dati delle eventuali entrate ed uscite della auspicata Repubblica Sarda per divulgare ed incoraggiare i timorosi e gli indecisi.

  • Complimenti per l’intervento.
    E’ necessario pubblicare i dati che tacitano i detrattori dell’indipendenza.
    E’ necessario procedere collegialmente senza leaderismi esasperati.
    E’ necessario coinvolgere il ceto medio.
    Però avanti guardinghi e con la massima attenzione a non sconfinare.
    E’ indispensabile intessere rapporti con altri Stati vecchi, recenti, in itinere, caratterizzati dalle nostre stesse dimensioni interlocutorie.

  • Mi sembra che far ricorso alle tematiche del fisco e dell’economia sia la chiave giusta per vincere la paura atavica dell’autodeterminazione che abbiamo noi sardi.
    E’ un po’ fare i conti della serva, sollecitare l’emozionalità legata al senso di pienezza (o meglio “vuotezza”) delle proprie tasche, ma in questo periodo non credo che ci si possa permettere finezze stilistiche.
    Abbiamo necessità di creare la convinzione che l’indipendenza non ci ridurrà alla fame più di quanto lo siamo sotto lo stato italiano, anzi. E per sostenere la convinzione occorrono numeri, come quelli che hai citato nel tuo intervento.
    Più numeri abbiamo a disposizione più informazione creiamo.
    In un futuro prossimo occorrerà anche sollecitare l’attenzione sulla subordinazione culturale e linguistica a cui siamo stati sottoposti nell’ultimo secolo e mezzo, non per tornare indietro, al passato, ma per riscoprire/rafforzare la nostra identità e riproporla alle nuove generazioni.
    Sighibìla.

  • Ho seguito tutto l’intervento e mi trovo perfettamente d’accordo con gli orientanenti esposti, non foss’altro perché da tempo ormai e in vari articoli nel nostro spazio sosteniamo gli stessi argomenti. Ma la cosa bizzarra è proprio quella di essere voci minoritarie nell’isola quando qualsiasi analista della stampa economica internazionale rileva che il controllo diretto della fiscalità è motivo di stabilità rispetto alla sua delega completa verso lo Stato centrale (con i suoi problemi). Questo, ripeto, non lo dicono solo i nazionalisti sardi, i sardisti o i vari indipendentisti ormai, ma lo dice il Financial: http://www.sanatzione.eu/2012/03/lagenzia-di-rating-fitch-declassa-la-regione-sardegna-ed-ecco-il-motivo-politico/
    Che ci siano interessi concorrenti a quelli del resto della penisola è un tema vecchio su cui purtroppo i grandi partiti italiani hanno sempre fatto orecchie da mercante.

    C’è da augurarsi che l’ODG del 17 marzo sottoscritto anche da UDC, SEL e IDV costituisca un importante precedente con cui stabilire un percorso unitario destinato a rincontrattare i termini del rapporto Stato-Regione.
    Diversamente, il dialogo col ceto medio sarà molto arduo.

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