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Favori di Regione

Posted on 4 Aprile 20264 Aprile 2026 By Paolo Maninchedda 8 commenti su Favori di Regione

C’è una società pubblica in Sardegna che racconta, meglio di molti saggi politici, come il potere reale si muove quando le regole iniziano a pesare. Si chiama Abbanoa S.p.A. ed è formalmente una società in house che quindi, per definizione, dovrebbe vivere dentro un sistema di controlli stringenti.

Abbanoa ha progressivamente indebolito il proprio capitale e il rapporto tra capitalizzazione e indebitamento. Una scelta che, letta in controluce, appare meno tecnica e più politica: restare dentro il perimetro dell’in house, ma evitando la prova del mercato, sottraendosi alla disciplina della gara. Perché partecipare a una gara significa esporsi. Significa dimostrare efficienza, solidità, capacità industriale. Significa, soprattutto, accettare diversi livelli di controllo. E qui il punto diventa sensibile: nella governance attuale, il controllo non è gradito. È tollerato quando è formale, diventa un problema quando è sostanziale.

Eppure il diritto, ogni tanto, torna a bussare. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha recentemente confermato la validità del regolamento della Commissione del Controllo Analogo, espressione dei Comuni, ricordando una verità semplice e scomoda: una società in house non può vivere fuori, o al di sopra, dei controlli legittimi. Non è una concessione politica, è una condizione giuridica di esistenza. Fin qui, sembrerebbe una vicenda amministrativa. Ma è da questo punto che la storia cambia tono e diventa altro: un romanzo gotico di potere, con le sue ombre, le sue stanze chiuse, i suoi passaggi silenziosi.

Nel collegio sindacale di Abbanoa siede — sedeva — un uomo, il dott. Francesco Salaris, che ha fatto qualcosa di raro: ha preso sul serio il proprio ruolo. Ha contestato diverse scelte del Consiglio di amministrazione perché le ha rienute dannose per la soceità. Ha messo in discussione la decapitalizzazione. Ha sollevato dubbi sull’internalizzazione di centinaia di dipendenti provenienti dalle società che gestivano gli impianti di depurazione, impianti che oggi si trovano, non sorprendentemente, al di sotto degli standard minimi di efficienza.

Non si è fermato lì. Ha chiesto alla Commissione del Controllo Analogo gli atti dell’avvenuto controllo su alcune delibere del Cda relative ad affidamenti più o meno diretti e/o a consulenze. Una richiesta lineare, quasi banale. Ma nelle architetture del potere, le richieste lineari sono spesso le più destabilizzanti, perché la Commissione non ha risposto con un atto, ha risposto con un vuoto.

Non ha tremato per ciò che aveva fatto. Ha tremato per ciò che non aveva fatto. Non aveva esaminato. Non aveva controllato. Aveva omesso. E in quell’omissione si è aperta una crepa: non solo la possibile illegittimità di singoli atti del CdA, ma l’assenza stessa del controllo che dovrebbe legittimare l’intero sistema in house. A quel punto, la vicenda rischiava di uscire dai corridoi e diventare un caso.

Ed è qui che entra in scena il potere, quello vero, che non alza la voce e non lascia tracce evidenti.
Interviene la Presidenza della Regione.
Non è chiaro come, non è chiaro attraverso chi. Nei racconti di questo tipo, le modalità restano sempre sfumate. Ma l’effetto è chiarissimo. A Francesco Salaris viene offerta una nuova posizione: un incarico nel Co.Ra.N., Comitato per la rappresentanza negoziale della regione sarda, ruolo ben remunerato. Non una sanzione, non un conflitto aperto, ma una soluzione win win.

Salaris accetta e nello stesso momento si dimette dal collegio sindacale di Abbanoa. Essendo decaduto dalla carica, non deve più ricevere alcun documento. La sequenza è perfetta, lineare, pulita. Il controllore che chiede controlli esce di scena. La Commissione che non ha controllato non deve più rispondere a chi lo chiedeva.
Il sistema torna in equilibrio.

È tutto legittimo? Forse sì, sul piano formale.
È tutto lineare? Apparentemente.
È tutto spiegabile? Non del tutto.

Perché qui non si tratta solo di una società pubblica o di una procedura amministrativa. Si tratta di un meccanismo più profondo: come il potere gestisce le proprie contraddizioni quando emergono. Non le nega, le dissimula e le copre, con una ferita mortale a quello che un tempo, quando la magistratura non faceva politica di fazione, si chiamava Stato di diritto.

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Comments (8) on “Favori di Regione”

  1. Marco Razzoli ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 17:58

    Con una classe politica che è presente solo quando si devono insabbiare magagne o quando si devono bloccare “rompiscatole” come questo Salaris, vediamo troppo bene il buio che sta avanzando. E questo, da utenti, porta al peggioramento di ciò a cui assistiamo da tempo: aziende regionali che offrono un servizio sempre più scadente, ma continuando ad aumentare le tariffe! Temo che solo una rivoluzione potrà un dì cambiare questo ormai insostenibile sporco andazzo. Buona Pasqua.

  2. Antonio ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 15:10

    intanto a Piazza Repubblica dormono tranquilli intanto oggi l’unione pubblica l’aumento delle tariffe

  3. Enrico ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 12:49

    Sputtanamento pubblico!
    Ovvero chiedere, con evidenza mediatica, pubblico conto alla Todde di quanto esposto nell’articolo. Certo non abbiamo organi di stampa e neppure liberi per cui è difficile. Finché queste osservazioni rimarranno a livello di blog (per quanto autorevole) non desteranno preoccupazioni al Manovratore…

  4. Mike ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 10:17

    La richiesta dettagliata da parte del Collegio Sindacale di Abbanoa, nella persona del dottor Francesco Salaris, in quanto registrata agli atti non dovrebbe essere disattesa; chiunque subentri dovrebbe tenerne conto. Uso il condizionale perché, con tutte le contorsioni applicate fino a questo momento non si ha certezza di cosa potrà succedere. (A parti invertite forse…..) Dove sono le torme urlanti onestàhhhh onestàhhhhh onestàhhhhh??? Puccigatz.

  5. Alessandro ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 10:16

    Interessante che questa ricostruzione compaia a poche ore da un’altra riguardante il bando per l’Elisoccorso regionale, dove si intuisce la presenza della stessa longa mano.

  6. Marco Casu ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 09:25

    Mah, mi permetto di fare notare ( ed è ben inteso un complimento) che questo articolo NON è ” più ” propriamente tale ma una eccedenza in un Saggio Politico.
    Perché lo scrivo? Ma perché l’episodio ripete non altro che un dettaglio, facente parte di un più ampio piano di fenomeno, figlio della stessa ..identica, Crisi di Origine.
    Traduco: la Pratica è vistosamente tradita e si dispiega in Abbanoa come nella riorganizzazione di vertice Sanitario come nella politica dei trasporti nella gestione Continuità e governo aeroportuale come nelle opere pubbliche COME ..nelle proprie disavventure con collegi e corti d’appello e drammaticamente in tantissimo altro.

    Chi guarda, non solo apprende ma sarà il futuro naturale prosecutore “dell’esperimento “. Si fa così perché ho vinto le elezioni! Ecco..

  7. A ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 07:59

    Mica scemi dalla presidenza della regione, il metodo “promoveatur ut removeatur” si rivela ancora una volta infallibile.
    Quando finiranno queste malefatte? È davvero possibile che non esista un magistrato con in minimo di onestà intellettuale e professionale che non abbia il coraggio di perseguire questa gentaglia?

  8. Paolo ha detto:
    4 Aprile 2026 alle 07:42

    Buongiorno, se fosse tutto vero quello che riassume ( e noi ci crediamo), gli uffici preposti di Abbanoa, una volta che hanno ricevuto un accesso agli atti o un integrazione documenti, o una sollecitazione, qualsiasi cosa sia, sono obbligati a rispondere alla persona che verrà al posto del dottor Salaris o agli uffici preposti. Solo in Italia potrebbero succedere determinate cose.

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