Fasi finali della campagna elettorale, volano le balle. In calce, notizie culturali.

4 febbraio 2013 07:074 commentiViews: 7

Adesso la balla dell’Imu, ma nei prossimi giorni anche la redistribuzione ai pensionati delle vincite del Lotto, gli incentivi per la rottamazione delle dentiere e degli elettrodomestici, l’esenzione per il Viagra, il contributo per la pausa cappuccino e, solo per i sardi, pilu per tutti, donne e uomini, unicuique suum.
Niente di nuovo sotto il sole.
È una campagna elettorale calibrata sull’ignoranza diffusa e condizionata dalla superbia della presunta vittoria che ogni parte, chi più chi meno, attribuice a se stessa.
Come si reagisce? Come sempre: lavorando, studiando, mantenendo gli impegni. La solidità culturale e morale delle persone non si misura sul consenso o sulla vittoria, ma sulla ragionevolezza delle sue posizioni e sulla direzione costante delle sue azioni.
Notizie culturali: come da impegni presi, nel prossimo numero del Bollettino di Studi Sardi (5/2012), la rivista diretta da me e Giovanni Lupinu, verrà pubblicato il saggio di Raimondo Zucca sulla scrittura nuragica per il quale ci eravamo impegnati l’anno scorso. Si tratta di un’erudita e completa disamina dei reperti e della bibliografia disponibile su questo tema. Mi auguro possa essere letta con attenzione, dibattuta dalla comunità scientifica e conosciuta dagli insegnati delle scuole superiori sarde.

 

4 Commenti

  • A Sassari 10.000 persone che si sentono dire di Zona Franca, Servitù Militari e argomenti sardisti, e noi abbiamo perso un congresso per le foie dei soliti noti che hanno decretato la morte del Psd’Az e l’isolamento del miglior gruppo dirigente degli ultimi 30 anni.
    Ce lo meritiamo Grillo…
    Ciao…è stato pure bello..ma da domani non sarà più lo stesso!

  • Che disperazione…
    E noi speriamo che, elezioni o no, non si finisca nel diventare il “Partito Tardo d’Azione” con tante brebeis che brucano nel prato, come si divertano a pubblicare quelli di “Intanto a Viale Trento”!
    Ohi Ohi…..Bellieni, Lussu e Puggioni…salvateci voi!

  • Caro onorevole,
    è oggettivamente molto difficile battere il “malefico nano” sul terreno della propaganda. Egli ha una profonda conoscenza del marketing della comunicazione e come quei pubblicitari senza scrupoli, vende sogni, perché come scrisse il grande pubblicitario Jaques Seguela “Holliwood lava più bianco”.
    Senza remore morali e spudoratamente, egli applica l’iperbole pubblicitaria alla propaganda elettorale e non deve sorprendere se raccoglie consensi, così come non sorprende che ci siano casalinghe pronte a giurare che Dash è il detersivo migliore sul mercato o uomini che acquistano il flacone della schiuma da barba perché ha una forma “ergonomica” cioè quella forma li… insomma ci siamo capiti.
    La solidità morale, lo studio, il mantenere gli impegni sono le basi su cui si regge l’alternativa che noi possiamo offrire contro una politica corrotta, ma forse è ora di ripensare alle metodologie di comunicazione che usiamo noialtri.
    Gli americani sono maestri in questo, lo staff di Obama non si è fatto scrupoli ad usare gli stessi mezzi che usava Romney, la differenza la fa la sostanza; la differenza arriva quando levati tutti gli orpelli, tu hai davvero qualcosa da dire che tocca direttamente il cuore di chi ascolta, quando davvero hai un programma concreto da proporre, quando davvero proponi soluzioni concrete e percorribili ai problemi reali.
    È molto difficile coi pochi mezzi che abbiamo arrivare ad occupare i mezzi che occupano i grandi partiti, difficile, ma non impossibile e non dimentichiamoci gli altri mezzi, come la rete ed infine i rapporti umani, quelli veri, quelli del quotidiano, come parlare di politica fra gli scaffali del supermercato.
    Si può fare.
    Infine per ciò che riguarda la scrittura nuragica, aspettiamo con ansia il saggio sulla scrittura nuragica, ci siamo stufati di sentirci dire che i sardi non possedevano una scrittura e tutto ciò che sapevano fare era tracciare simboli magici su pietre o scodelle di terracotta.
    Possibile che un popolo che costruiva castelli con torri talmente belle da dare il proprio nome al mare che circondava l’isola, perdevano il loro tempo a fare i maghetti anziché trasmettere conoscenza attraverso la scrittura?
    Saluti
    Lidia

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