Fare polvere per confondere il colore delle vacche e farle tutte grigie. Una proposta per le aste Equitalia

8 ottobre 2011 07:308 commentiViews: 22

114Ieri, negli Stati Uniti e un po’ anche a Milano, la protesta della gente ha cominciato a focalizzare gli obiettivi veri. Per mesi Obama è stato additato come responsabile della crisi americana, nonostante non c’entrasse un bel niente con la crisi delle banche da cui tutto è partito. Ieri a Milano e negli States per la prima volta il sistema finanziario è entrato nel mirino. Per la prima volta l’irresponsabilità dei gestori delle banche, dei Fondi e di quant’altro è stata messa in discussione. Finalmente si comincia a dire che il gestore di un fondo d’investimento non può pensare solo al rendimento del suo fondo e, magari, per far questo, rovinare uno stato. Per la prima volta sono entrati nel mirino i miei colleghi universitari che per un deccennio hanno esaltato la globalizzazione come si può esaltare un’opportunità. Per la prima volta si è messo in discussione il sistema di rating, questo grande business della valutazione che decide senza appello di tutto e di tutti. Bene. Lo si è fatto però ovunque fuorché in Sardegna.
In Sardegna non si deve parlare di banche, di finanza, di chi la usa con disinvoltura e fa finta di non saperne niente, di chi usa i risparmi delle persone non per la produzione ma per la speculazione finanziaria. In Sardegna no. Sarà perché la Sardegna è conservatrice nell’animo o perché il sistema finanziario è fortemente interrelato col centrodestra e col centrosinistra? Perché il Pd e il Pdl hanno così tanta reticenza a parlare di banche e di finanza?
Forse una ragione c’è: alzare polvere, indicare obiettivi fasulli (come quello del numero dei consiglieri regionali, usato per non parlare delle indennità in pubblico), confondere le acque. Forse una ragione c’è: confondere, fare tutte le vacche grigie, impedire che emergano nuove ed inedite alleanze (quanto sta girando le palle il dialogo sulal sovranità tra SeL e il Psd’az ad alcuni ambienti del Pd……) . Ma a proposito di vedere bene anche quando c’è chi fa polvere, faccio un esempio: il dramma delle confische e delle aste di Equitalia viene gestito dai media non in modo da indurre alla ribellione fiscale la Sardegna (ribellione che ha un senso e che avrebbe un grande significato di ribellione di sovranità) ma in modo da indurre Equitalia e lo Stato a far la grazia delle ratine. A questo proposito faccio una proposta sovranista. Quando nella scorsa legislatura (era presidente Soru) si accertò che lo Stato doveva alla Sardegna 500 milioni di Iva non versata (si badi alal cifra, 500 milioni, non 300 euro!), si accettò (contro il mio parere) che lo Stato ce li restituisse in comode rate ventennali di 25 milioni l’anno senza interessi.  Bene: propongo che la stessa rateizzazione che lo Stato ha applicato a se stesso venga applicata ai creditori sardi del fisco italico.

8 Commenti

  • @ colpo grosso. Tottu cosas nas e ripitias kentu vortas puru in custu situ, ma si carkunu keret a si documentare bene, b’est tottu sa pelea fatta dae su biadu de A Caria, cando fit presidente de sa RAS Mariolino Floris. Ke sun colados prus de vint’annos dae sa pubblicatzione de su rapportu FIAT supra sas intradas e torradas de sos tributos in Sardinna. IN bonora.

  • ho sistemato il vs link per cui si accede leggendo il post al mio blog.
    http://www.maralai.ilcannocchiale.it
    mn

  • Carlo Deidda

    Avrei tanto da commentare sull’operato dei finanzieri a ogni livello visto che la materia mi affascina da sempre. Vi lascio solo questo commento del nostro conterraneo Francesco Cossiga su un personaggio molto in voga in questo momento. Chi ha orecchie per intendere intenda

    http://www.youtube.com/watch?v=fKaO4BiAwOQ

    Buona domenica

  • Ho capito, Noli: se tu pontifichi, noi dobbiamo dire “amen”. Se io rispondo e non confermo, sono arrogante. Perfetto stile democratico!

  • Alessandro Noli

    La speculazione finanziaria è divampata soprattutto in paesi che hanno attuato una deregulation della regolamentazione bancaria. Questa deregolamentazione ha preso piede per via della pressione di potenti lobbies finanziarie a cui nè Clinton ne Bush hanno saputo dire di no. Oggi Obama è debole perchè i suoi ministri economici sono essi stessi parte del sistema bancario in quanto provengono dalle varie Goldman Sachs e Morgan Stanley. In Europa diverse banche hanno seguito le orme di quelle americane affidandosi all’uso della leva, a ciò le banche italiane sono state più alla larga. In Sardegna la rivolta contro Equitalia può anche essere giusta ma il problema è che noi in Sardegna non abbiamo potere di contrattazione con il Governo come lo hanno certe regioni tipo la Sicilia. Quando vediamo le cartine sulle grandi opere e infrastrutture si evidenziano sempre tutte le regioni tranne la nostra. La classe dirigente-politica sarda anzichè compattarsi nell’interesse comune della propria regione continua a dividersi per lotte di potere sterili interne. Dobbiamo chiedere ai politici sardi di stemperare la loro arroganza, che trapela anche su questo sito nel modo con cui rispondono piccati alle obiezioni dei lettori.

  • Caro on.le Maninchedda, quasi quasi ci siamo con il suo (questa volta pregevole articolo) che parla di cose concrete, di proposte concrete, di disperazioni concrete e vere che tutte insieme attengono alla vita della comunità sarda ed anche di quella nazionale(nel senso dei “continentali”). La sua proposta è da sostenere e la “rilancerò” (col suo consenso) nel mio blog e che invierò nei blog amici come quello di Paolo Guzzanti e Nicola Porro, che già oggi ho messo in risalto la questione del condono fiscale. Che, come puntualmente accade, la sinistra lo contrasta e si adopera con molto impegno di suggestionare in negativo il governo. La sinistra vuole la patrimoniale e così ci sistema tutti per le feste! La sinistra non vuole il condono (detto da Bersani proprio per i sardi)ma propone la moratoria del debito; ossia respirate un pò che poi tra qualche mese vi arriva la mazzata rinvigorita da ulteriori interessi a tassi usurai. Il governo è a sua volta diviso al suo interno, con Tremonti che lo contrasta e il premier Berlusconi che lo caldeggia(il condono fiscale). Credo che la sua proposta sia da sostenere soprattutto in un quadro di decisioni governative che riguarda la considerazione del condono fiscale per i tassi usurai, la moltiplicazione dei “diritti” tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, per quelle richieste del fisco che hanno già ucciso e continuano ad uccidere aziende, attività varie, bilanci familiari e prospettiva di ripresa dell’economia sarda. Le manifestazioni all’inno evocativo ma sperando soltanto metaforico dei “forconi in piazza” come quelle arrabbiate che si sono svolte a Cagliari, ne sono drammatica testimonianza. Morale della questione e sintetizzando le proposte: condono fiscale subito sui tassi usurai e rateizzazione senza interessi (come lo Stato con l’Isola)di quanto dovuto al Fisco. Un modo concreto per consentire alla Sardegna e ai sardi di riprendere fiato, di riarmonizzare lo spirito. Individuale e collettivo..
    mario nanni

  • A supporto di quanto sostiene Lei (come vede non rompo solo le scatole) segnalo questo: http://www.asca.it/news-CRISI__LUTTWAK__ITALIA_RISCHIA_DI_AFFONDARE_ECONOMIA_PLANETARIA-1055873-ORA-.html
    Luttwak, quello dei cablogrammi impietosi contro l’Italia, afferma che il debito pubblico italiano rischia di affossare l’economia mondiale. In cima ai loro pensieri ci sono le banche, non la vita delle persone..

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