Esagerazioni giornalistiche

15 luglio 2013 16:428 commentiViews: 148

Giovedì scorso mi ha chiamato Giorgio Pisano dell’Unione Sarda.
Mi chiede un’intervista: gli dico che sono un po’ perplesso in virtù della delicatezza di rapporti tra me e il Gruppo Unione, che non ne ho voglia e che sto pensando ad altro. Lui mi assicura il massimo rispetto delle mie idee e delle cose che vorrò dire (cosa di cui non dubitavo) e ci lasciamo con l’impegno di risentirci tra ieri e oggi per una decisione definitiva.
Stamattina gli ho comunicato che confermavo la volontà di non fare l’intervista. Ci siamo salutati cordialmente e serenamente.
Passano delle ore e il direttore dell’Unione posta su facebook questa frase:
“C’è un politico sardo, che aspira anche a posizioni preminenti, che ha rifiutato di farsi intervistare da Giorgio Pisano, storico inviato de L’Unione Sarda. Presto saprete chi è e quali sono le domande alle quali ha evitato di rispondere”.
Prima questione: ma in un mondo in cui tutti sgomitano per apparire, ci si può irritare per un banalissimo diniego? C’è bisogno di annunciarlo col ‘presto saprete chi è’, come se si trattasse di chissà quale notizia? Qualche giorno prima un altro giornalista dell’Unione mi aveva chiesto una dichiarazione e io ho risposto che non volevo fare dichiarazioni, lui ha insistito e alla fine ho detto due parole. Oggi è uscita una mia breve intervista sulla Nuova sul tema dell’energia e della mia guerra personale e politica con Terna. Due battute due, ma non sui temi di politica generale.   Da tempo non vado più in tv, nei talk show, ma non ce l’ho con nessuno, solo vivo meglio così. Diciamo che in generale il mondo dei media ha caratteristiche sempre più incompatibili con i miei tempi di riflessione e quindi cerco di comunicare con loro e attraverso loro in modo parco. Ogni giorno do conto di ciò che faccio attraverso questo blog.
Seconda questione: che cosa c’entra il mio rifiuto con le domande che Giorgio Pisano mi avrebbe rivolto se avessi accettato l’intervista? Io non conoscevo e non conosco le domande e di domande non si è parlato. Ho sempre risposto a tutto ciò che mi è stato domandato e dato conto ogni giorno di ciò che ho fatto. Ho risposto a domande di giornalisti, di politici, di magistrati, di cittadini. Sempre. Non ho paura di nulla; nulla della vita incerta che viviamo mi spaventa, a parte le malattie che invece mi terrorizzano. Che cosa avrei dovuto temere dalle domande di Pisano, che peraltro mi aveva già intervistato con una lealtà magistrale? Perché dunque sollevare questo argomento? Sto antipatico a qualcuno al punto da costruire il quadretto inesistente del politco che si sottrae alle domande? E sia pure così, c’è spazio per tutti a questo mondo, non c’è motivo di imbastire tutto questo casino per un no.
Forse è il caso di recuperare un po’ di calma e di serenità.

8 Commenti

  • Più che altro l’Unione sarda è il giornale di un certo Zuncheddu, al quale il nostro Paolo non ha risparmiato in passato espressioni di critica anche aspra.
    Quando dice che i giornalisti sono indipendenti è come quando si dice che domani farò l’amore, o che staserà vincerò al grattaevinci, e cioè: può anche succedere, ma….
    L’uso di facebook o twitter per un giornalista che dispone di spazi per editoriali e quant’altro mi ricorda di un mio professore delle medie, che in classe spiegava e parlava tutto serio e compunto, poi usciti da scuola ci faceva le “ficche” e gli sberleffi, e se ne rideva, che tanto nessuno gli diceva niente

  • L’Unione Sarda è una fonte informativa di basso livello con un direttore scadente.

    Mi sembra ci sia poco altro da commentare.

  • C’è un giornalista sardo, che grazie alla sua accondiscendenza è assurto anche a posizioni preminenti, che crede di poter cambiare il mondo con una finta informazione. Non c’è bisogno di nomi. Lo squallore fa scintille anche su Facebook. Credo che Giorgio Pisano non c’entri nulla.

  • Dirà che non era riferito a Maninchedda.

  • Slealtà di stato, di regione e d’informazione.

  • Mario Corrias

    Di questi tempi essere “diversi” insospettisce. Lo sa bene il direttore Muroni. In un primo tempo sembrava fosse arrivato una nuova età per l’Unione: giovane, attento ai vari movimenti, ai nuovi umori. E invece? Peccato, sembrava un uomo di alto spessore, davvero.
    Ieri ho letto su facebook quel suo post. E mi son detto? Ma se è vero che è un diritto rifiutare un’intervista (come sostiene lo stesso direttore) perchè sta creando tutto questo sospetto, questo intorbidimento? Non solo ha creato un’aspettativa con i suoi lettori, ma ha lanciato un’illazione.
    Signor Maninchedda non sono della sua partita. Non sono nemmeno un patito della politica. Ma questa cosa di ieri mi ha dato da pensare. Atteggiamento infantile da parte di Muroni o piano che cova sotto le parole? L’ennesimo? Dopo Soru l’altro nemico è lei?
    Ripeto, peccato! Abbiamo bisogno tutti di una buona informazione. Forse i direttori quando sono davvero seri dovrebbero passare più tempo a fare inchieste, aiutare davvero i lettori sardi a capire cosa succede nella nostra regione invece che scrivere sproloqui su piattaforme web, cose che fomentano solo odio e non senso critico.
    buon lavoro
    Mario

    post scriptum: comunque alla fine il suo nome non l’ha fatto, forse il corretto Pisano gli ha fatto una ramanzina

  • L’onestà rende liberi, niente altro permette all’essere umano di conseguire tale immenso valore prerogativa di pochi.

  • Cristian Caddeo

    Credo che il fulcro di tutto il ragionamento debba essere individuato in questa frase:

    “Ogni giorno do conto di ciò che faccio attraverso questo blog”

    che ad una prima lettura può apparire poco importante ma secondo me non lo è, ma ho l’impressione che sia proprio questo concetto che irriti il direttore. Si può informare senza passare per forza di cosa per i giornali, che hanno sempre una loro importanza ma non sono indispensabili.
    Benvenuti nell’era di internet cari vecchi giornali (e rivolto all’Unione Sarda, vista la sua storia agli albori del web, ha un non so che di paradossale).

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