Equitalia: la casta delle riscossioni e i nuovi fallimenti delle imprese sarde

2 giugno 2012 09:3423 commentiViews: 81

pesciStavo preparando un dossier su Equitalia. Rinuncio al dossier e sintetizzo i risultati perché è urgente una questione che mi preoccupa molto.

Un’organizzazione mastodontica e costosissima

Una premessa: Equitalia Sardegna non ha centri decisori nell’isola. Tutto dipende da Equitalia Centro, una delle tre società in cui è stata organizzata Equitalia (Equitalia Nord, Equitalia Sud, Equitalia Centro che comprende la Sardegna). Qui cominciano i pasticci e i costi che vengono sostenuti con l’aggio al 9%, perché, ovviamente, oltre alle tre società di cui sopra, c’è la Holding Equitalia, quindi le società sono quattro.

La quadruplicazione dei costi

Le tre società, oltre la holding sono dotate di
• Consiglio di amministrazione composto di cinque membri
• Collegio sindacale
• Società di revisione
• Organismo di vigilanza
• Amministratore delegato
• Direttore generale

Ho fatto un po’ di conti: il costo totale di questi organismi è di circa 3,5 milioni di euro. Si pensi che ogni AD costa intorno ai 250.000 euro ed ogni DG circa 200.000. Peraltro risulta che un AD ed un DG siano stati reclutati tra dirigenti in pensione, quindi altri dirigenti sono a spasso. Ulteriormente risulta che numerosi consulenti siano stati reclutati dalle quattro società tra i dipendenti già pensionati per svolgere funzioni già attribuite ai dipendenti.
Ognuna delle tre società operative in fase di start up ha reclutato dall’esterno dirigenti (tra le società che avevano eseguito le revisioni contabili) per l’organizzazione. Tutto ciò per impostare un modello organizzativo similare a quello dell’Agenzia delle Entrate (nelle intenzioni) messo in mano ai consulenti/organizzatori che hanno fornito un modello per la cui definizione e divulgazione sono stati spesi milioni di euro. Ad oggi il modello non somiglia nemmeno da lontano all’Agenzia delle Entrate. E comunque avrebbe potuto e dovuto essere predisposto dalla società controllante in unica versione.
Ogni società, poi, è dotata di servizi generali:
• Informatica (ancorché questa sia stata appaltata a SOGEI)
• Organizzazione
• Personale (paghe e gestione)
• Contabilità
• Acquisti
• sicurezza
• Servizi ispettivi
In totale oltre millecinquecento persone che fanno le stesse cose, spesso con modalità diverse, di carattere generale, al servizio delle restanti 6.500 unità operative. Considerata una media di costo per addetto (e per difetto) di circa 40.000 euro annui si ha una spesa di oltre 60 milioni di euro per soggetti non operativi.
Aggi e costi
Con il Decreto Salva Italia del 6 dicembre 2011 l’aggio propriamente detto è stato sostituito con l’attribuzione a Equitalia, principale agente della ricossione, di un rimborso dei costi fissi risultanti dal bilancio certificato. Si capisce dunque perché ho fatto i conti dei costi e degli sprechi: il nuovo ‘aggio’ è determinato dal costo della struttura e la struttura è un pachiderma burocratico costosissimo in cui si annida, qui sì, una vera casta.
Sultanati e fallimenti
Ognuna delle tre società di Equitalia è autonoma e si comporta come meglio crede. Peraltro ogni società è autoreferenziale poiché esercita il controllo ispettivo su se stessa (roba da pazzi!), non garantendo la necessaria trasparenza.
Si assiste così a comportamenti difformi sul territorio nazionale, con una gestione di Equitalia Centro fortemente indifferente alle situazioni contingenti, in particolare quelle della Sardegna. Infatti solo i contribuenti delle regioni rientranti nel perimetro di Equitalia Centro (come noi sardi) sono stati sommersi da solleciti di pagamento per cartelle notificate nel 2000 recanti tributi e sanzioni risalenti anche al 1994 e ormai prescritte e per importi risibili (anche 4 euro). Al contrario, nelle regioni ricadenti nella competenza di Equitalia Sud i solleciti non retroagiscono oltre il 2006, ed ugualmente si comporta Equitalia Nord (addirittura in Piemonte nemmeno si parla di solleciti). Insomma si va da un estremo all’altro senza omogeneità sul territorio nazionale.
Ed ancora (senza disposizioni interne) vi sono regioni che applicano la normativa sulla cessione volontaria degli immobili ipotecati da Equitalia, ed altre che non la applicano, ovvero ogni regione (se non ogni provincia) applica diversamente (o non applica per niente) le nuove norme sulla riprogrammazione delle rateazioni, per non parlare della confusione operativa su ogni singola procedura, a partire dalle notifiche, gestite in maniera difforme in tutto il territorio nazionale.
C’è più di un motivo per chiedere l’immediata chiusura delle tre società, facendo confluire il coordinamento su un unico soggetto (l’attuale holding) lasciando il governo del territorio alle direzioni regionali e provinciali, così come avviene per INPS ed Agenzia delle Entrate. Tutto ciò deve avvenire entro il 2012, diversamente gli aggi non potranno diminuire come richiesto a gran voce da tutti. Ma c’è di più. C’è una grande minaccia incombente.

Un nuovo incubo

Oltre dieci anni fa l’INPS ha concesso sgravi contributivi a fronte dell’assunzione di personale: si tratta dei celebri contratti di formazione-lavoro (al suo posto, dopo la legge Biasi, entrò in vigore il contratto di inserimento). Cito dal sito dell’Inps: «La Commissione dell’U.E., con decisione del 11/5/1999, ha dichiarato illegittimi i benefici superiori al 25% se non sono destinati a favorire l’occupazione giovanile, il reinserimento lavorativo o a creare nuova occupazione». Per queste aziende, adesso, inizia un incubo simile a quello della legge 44 per le aziende agricole. Infatti «La Commissione Europea ha sancito l’obbligo per lo Stato italiano di adeguarsi alle nuove disposizioni e di provvedere a recuperare gli importi conguagliati dai datori di lavoro secondo i vecchi parametri. Per quanto sopra le aziende che risultano aver fruito di agevolazioni contributive non rispondenti agli orientamenti comunitari per un importo superiore a € 250.000,00 hanno ricevuto di recente apposita lettera di richiesta di pagamento dei contributi conguagliati indebitamente Come per la famigerata 44 regionale, ad un certo punto l’UE determinò che trattavasi di aiuti di stato non consentiti. Di conseguenza ha ordinato all’Italia il recupero».
Che cosa è successo dopo? L’INPS, con qualche ritardo, ha proceduto ai recuperi, generando contenziosi con le imprese che, sententosi prese in giro, quantomeno, hanno chiesto l’abbuono delle sanzioni (o delle somme aggiuntive). I recuperi, peraltro, erano inficiati anche da errori di calcolo, ovvero, in alcuni casi si interveniva sulla quota consentita  de minimis sulla quale, invece, non era necessario né legale intervenire. Nel corso dei contenziosi (e con molto ritardo) l’INPS ha proceduto a recuperi coattivi a mezzo Equitalia, che in ragione dei numerosi contenziosi, ovvero per insussistenza patrimoniale non ha potuto procedere.
bisogna sapere che, comunque e drammaticamente, l’UE pretende che:
1. Il recupero sia eseguito in unica soluzione (quindi nessuna rateazione a fronte di somme ingenti)
2. le imprese insolventi siano eliminate dal sistema produttivo. Ciò significa (in Italia) fallimento (per le imprese soggette a questa procedura)
Ebbene, spaventati dalle sanzioni già irrogate dalla UE all’Italia (si parla già di 30 milioni) e quindi di esserne ritenuti responsabili, i burocrati del ministero delle Finanze e dell’INPS hanno premuto sui vertici di Equitalia affinchè si eseguissero i recuperi e per gli insolventi si dichiarasse fallimento.
Ora, nella situazione delineata, (contenziosi e difficoltà di rientro in unica soluzione) è arrivato il diktat romano di chiedere il fallimento di queste imprese, la maggior parte delle quali ancora attive e con dipendenti. Mentre al Nord e al Sud si ragiona, Equitalia Centro ha proceduto anche ad arrivare alla richiesta del fallimento di alcune imprese sarde.
Manca, evidentemente, la possibilità di poter incidere sul centro decisionale di Roma (a causa del filtro opposto da Equitalia Centro alle Regioni), quindi non solo nessuno ascolta i sardi che peraltro sono muti a livello istituzionale (giacché nessuna istituzione sta seguendo questi eventi, tantomeno la Regione Dormiente), ma addirittura si incentiva  l’azione irresponsabile di Equitalia perché si dà la sensazione di subirla passivamente.
L’unico vero modo di opporsi a questa incoscienza burocratica, dissipatrice e dannosa, non ostacolata in alcun modo da alcuna istituzione, tanto meno da una Regione distratta, inconcludente e incapace, è far girare le informazioni, aumentare la censura morale della vergogna Equitalia, censurare il Governo Monti che difende questa società senza controllarne i comportamenti col dovuto rigore.

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23 Commenti

  • Ecco la brillante, quanto inefficace proposta di legge dell’On. Cicu ai fini della sovranità del popolo sardo.

    Da Radio Press

    Articolo

    (Riduzione dei costi e concentrazione dell’attività di riscossione. Riduzione degli oneri a carico dei contribuenti connessi alle cartelle esattoriali)

    1. Al fine di ridurre gli oneri di riscossione e ridurre gli aggi a carico dei contribuenti, decorrere dal 1° gennaio 2013, le funzioni relative alla riscossione nazionale attribuite ad Equitalia spa dall’articolo 3 del decreto legge 30 settembre 2005, n.203, convertito con modificazione dalla legge 2 dicembre 2005, n.248, sono trasferite all’Agenzia delle entrate, di cui all’articolo 57 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che le esercita mediante l’istituzione di una propria Direzione generale interna e mediante le articolazioni previste dall’articolo 13 del suo Statuto. Dalla medesima data sono sciolte Equitalia spa e le società pubbliche ad essa collegate in rapporto funzionale o dipendente. Il relativo capitale è versato all’entrata dello Stato.
    2. Sono soppressi i commi 1, 2 e 3 dell’articolo 3 del decreto legge 30 settembre 2005, n.203, convertito con modificazione dalla legge 2 dicembre 2005, n.248. Le funzioni affidate ad Equitalia spa ed alle sue articolazioni sono affidate alla Direzione generale riscossione dell’Agenzia delle entrate, che subentra integralmente nei diritti e negli oneri.
    3. Dal 1° gennaio 2013, i dipendenti della società Equitalia spa e delle società ad essa collegate ai sensi del comma 2, in servizio alla data del 31 dicembre 2012 con contratto di lavoro a tempo indeterminato, sono trasferiti alla. Direzione generale riscossione dell’Agenzia delle entrate di cui al comma 1, sulla base della valutazione delle esigenze operative di quest’ultima, senza soluzione di continuità nel rapporto di lavoro e con garanzia della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata alla data di entrata in vigore del presente decreto, fatta salva la mobilità necessaria per il personale non direttamente impegnato nell’attività di riscossione.
    4. Le strutture amministrative e di servizio di Equitalia spa e delle società collegate sono sciolte e i relativi dipendenti sono utilizzati prioritariamente nell’attività di riscossione secondo modalità da stabilire con decreto del Ministro dell’economia e delle finanza da emanare entro 2 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge.
    5. In considerazione della necessità di utilizzare il personale di cui al comma 4, sono soppresse, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, tutte le procedure concorsuali non ancora definite o per i quali i vincitori non abbiano ancora maturato il diritto all’assunzione. In particolare è soppresso il comma 4-bis dell’articolo 1 del decreto legge 29 dicembre 2011, n.216, convertito con modificazioni dalla legge 24 febbraio 2012, n.14.
    6. In ottemperanza ai princìpi di buon andamento ed economicità della pubblica amministrazione, l’Agenzia delle dogane, l’Agenzia del territorio e l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, in funzione delle finalità di potenziamento dell’azione di contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, prima di reclutare nuovo personale di qualsiasi qualifica, attingono, fino alla loro completa utilizzazione, al personale in soprannumero, a seguito dell’applicazione dei commi 1 e 2, e successivamente dalle graduatorie regionali dei candidati che hanno riportato un punteggio utile per accedere al tirocinio, nel rispetto dei vincoli di assunzione previsti dalla legislazione vigente.
    7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge gli interessi, le more, gli aggi, e le sanzioni per ritardato pagamento, connessi alle cartelle esattoriali, non possono complessivamente superare il limite del tasso di usura previsto dalla legge 7 marzo 1996, n. 108.

  • Paolo, se lo farai avrai il mio plauso, non che tu lo cerchi ovviamente, ma lo avrai, come tutti coloro che si renderanno disponibili a fare lo stesso. Non credere che mi sia perso qualcosa, forse credi, ma non crederlo, seguo tutto e tutti, seguo tutte le finanziarie – quel poco che fate trapelare, sinceramente – e tutti i bilanci Regionali da anni e li analizzo, e purtroppo devo dire che c’è poco da sorridere anche in virtù del fatto che la Corte dei Conti sono anni che vi avvisa che cosi non va, che cosi si fallisce. Ho letto anche il tuo libro, strano eh? Ma ancora più strano è pure che l’ho letto talmente bene che ti ho anche segnalato quello che ho interpretato come un errore tempo fa, mi pare a pag 22, in cui nella tabella è invertita spesa con entrata (sanità). Io non faccio ” solo io”, ci mancherebbe, sicuramente, vista la situazione in cui ci troviamo, non c’è neppure tutto questo gran da fare, insomma, non vedo corse, anche se la situazione dovrebbe vederci tutti presenti in una gara a chi fa di più per i nostri sardi. Equitalia è dello stato italiano, noi possiamo risolvere tutto applicando questa legge, e non per me, per i sardi, lasciando da parte personalismi od altro, conta farlo non chi è, per il bene di tutto il popolo sardo, inutile sentirsi “schiacciati dallo stivale”, capisci il riferimento? Non sono da nessuna parte, credo tu lo sappia, io collaboro con Franciscu perchè lo ritengo una delle migliori menti che abbiamo in Sardegna, come persona, come politico e come visione totale del sistema Sardegna, lo conosci anche tu dopotutto, l’unico rimprovero che gli muovo in continuazione è che dovrebbe avere un po di sano desiderio di essere li dove si decide, un po di sfrontatezza. Personalmente non collaboro ne appartengo ad alcun partito proprio perché gli schemi di partito mi stanno stretti, troppi condizionamenti. Preferisco collaborare con persone di cui sono certo dell’integrità morale, per cercare nuove strade, nuove mete a cui poter arrivare, e ce ne sono tante, dal sistema bancario a quello dei trasporti, da quello industriale a quello agropastorale, da quello dell’istruzione a quello sociale. Tutti temi in cui dobbiamo spostare l’asticella fin dove ci serve, fin dove è possibile spostarla, ed anche oltre impegnandoci di più, già da oggi. Ho la sensazione che non si sia capito che la gente oggi è stanca di promesse, di ponti faraonici e di autostrade a dieci corsie, oggi vuole concretezza, realismo, vuole capire realmente come e cosa si muove per capirlo meglio, vuole sapere dove si va per decidere insieme come andarci. Ma soprattutto, Paolo, vuole determinarsi, sempre più. Chiedi direttamente che assegnino la pratica alla tua commissione, non aspettare ancora, ogni giorno ci sono sardi che entrano negli artigli di quel rapace. Dopo aver messo a segno questo passaggio importantissimo per la nostra economia avremo ben altre elaborazioni da condividere con tutti coloro che hanno come unico interesse quello dei sardi, tutte analizzate e finalizzate ad una soluzione.

  • Egregio Giulio, io farò di tutto per discutere quanto prima la legge portata all’attenzione del Consiglio, sempre che la Presidenza la assegni alla mia Commissione (perché così le cose sarebebro più semplici). Nel frattempo, cerco di contrastare l’azione di Equitalia. Prova a pensare che la buona fede e l’impegno non siano solo tuoi. Quanto all’agire per la sovranità della Sardegna, forse ti sei perso qualcosa. Quanto a costi, valori e gettiti, io ho scritto l’unico libro in circolazione. Vedi un po’ tu. Sono indaffarato in affari che tu non conosci, ma siccome non li notifico a te e tu vedi solo gli affari di cui sei a conoscenza o di cui ti occupi in prima persona o solo con i tuoi amici, non vedi quello che fanno gli altri e, peggio, pensi che siano tutti impegnati a negare e a non valorizzare il lavoro altrui. Hai sbagliato persona e giudizio.

  • Io non capisco Paolo, ti prego aiutami a capire. Tutto questo gran parlare ed impegno su una questione che secondo me ruba solo tempo da dedicare a questioni più importanti. Non che il problema delle riscossioni ecc non sia importante, ma solo perchè la soluzione è li, già in mano al governo sardo, ci sono ben 25 mila firma della proposta di legge che caccerà via e definitivamente Equitalia dalla Sardegna, unici ad aver le riscossioni totali in loco da una propria agenzia. Non capisco perchè tu Paolo continui a parlare di altro mettendo tutti questi discorsi badando bene a evitare di parlare dell’iniziativa che è stata portata avanti per volere popolare. L’unica motivazione che trovo in questo comportamento è poco dignitoso. Hai la possibilità di dare atto dentro le istituzioni di un momento di alta determinazione della volontà del popolo sardo che ha dichiarato, l’88%, di voler la sovranità fiscale come obiettivo principale. Volete ancora raccontare di quanto è cattivo lo stato italiano ai sardi? Non di quanto Voi non agite almeno in ciò che vi è stato messo su un piatto d’argento da parte di cittadini che non prendono nulla per averlo fatto? Scusa Paolo se ti scrivo questo ma continuo a non capirti, da un lato parli di sovranità ma dall’altro non fai nulla di coerente sul tema. Avere i nostri tributi riscossi da noi, per voi, sarà un grande impegno, non sarà questo il motivo per cui cercate di svincolare? Per Noi sardi invece è importante, molto importante sapere di sicuro a quanto ammontano i nostri tributi, a quanto possiamo risparmiare avendo potere di contrattazione nei beni e servizi alle PA grazie al pagamento immediato, a quanto possiamo e come possiamo investire nel nostro futuro. Non parliamo poi di tutto ciò che cambierebbe sia nella riscossione, agi e rapporto con i cittadini. E’ assurdo che siate cosi “indaffarati” in altri affari.

  • La cosa non mi meraviglia, lo Stato ha sempre fatto porcate simili.
    La maggior parte degli enti pare che esistano per poter piazzare gli amichetti e i furbetti di turno, prima si pensa a quanta gente piazzare poi si crea l’ente di turno fatto su misura, tutto alla fine cade sulle spalle di chi lavora, di chi non dorme la notte perche i problemi sono talmente grandi da togliere il sonno.
    lo stesso è per Equitalia, prima si è pensato a quanta gente sistemare poi si e’ creato il pachiderma e ancora piu assurdo è il fatto che si assumano dirigenti in pensione, perche? forse i giovani non sono all’altezza?
    sono un artigiano e fin dall’inizio ho avuto una repulsione a pagare quanto mi chiedevano, trovavo assurdo pagare quelle cifre stramaggiorate, non mi spiegavo il perche di questo furto nei confronti di onesti cittadini, ora tutti lo sanno.
    Per quanto chiedono, tra aggi, interessi, sanzioni e altre porcate varie è lecito chiamare Equitalia “truffa legalizzata”.
    È normale che per mantenere tutta quella gente, a qualcuno debbano pur estorcere i soldi, ed ecco il risultato.
    Sono un artigiano e grazie a Equitalia e allo stato parassita che abbiamo ho dovuto mandare a casa tutti i dipendenti e chiudere l’attività, non pago, rischio la casa fatta con mille sacrifici, scelgo tra il vivere e il pagare , la repulsione a pagare e’ tale che preferisco vivere.
    Non mi fanno paura, sono convinto che cambierà questa cosa, non può ancora rovinarci la vita, spero di non essere troppo ottimista.

  • Franco Sardi

    Piccola, ma doverosa precisazione.
    Almeno qualche regionale si è ricordato di puntare la sveglia ogni mattina.
    Come tante altre Amministrazioni sarde e italiane, stiamo costruendo anche noi un’alternativa ad Equitalia, semplicemente attuando i commi 23 e 24 dell’articolo 3 della finanziaria 2012 che dopo dieci anni, finalmente, consente alla Regione di escogitare soluzioni per il recupero dei crediti rispettose della società e delle imprese. Non siamo riusciti ad essere velocissimi, perché abbiamo dovuto studiare modalità che non creassero disagi economici agli interessati, dopo che un infausto passaggio consiliare ha impedito l’approvazione di un ultimo comma, che avrebbe liberato cittadini e imprese da ogni gravame. Ma tant’è.
    Resto, infatti, convinto che i crediti vanno recuperati, ma con civiltà e civiltà per me significa chiedere ed ottenere il giusto, senza indurre nessuno alla disperazione. Solo in questo modo, forse (ma nel mio intimo ne sono convinto), si centrerà anche l’obiettivo di recuperare il possibile, in un momento così duro, unendo civiltà di relazione tra cittadini e pubblica amministrazione ad un miglioramento dei conti pubblici, riprendendo un percorso così ben tracciato da un antesignano Consiglio Regionale con le prime leggi in Italia sul rapporto cittadini – PA e poi tristemente smarrito da chi avrebbe dovuto incarnarlo.
    Grazie per l’attenzione, Franco

  • Rosa Maria

    Per carità, Marcello, senza falsa modestia: anni luce dal sentirmi iscritta nelle liste delle avanguardie intellettuali, quei posti sono occupati da ben altre autorità! Molto sensibile, però, ai temi e alle informazioni di cui, con costanza, generosità e spirito di condivisione e sacrificio (vedi il caso di sopra: ce ne vuole di pazienza!) il nostro caro prof. ci porta a conoscenza.
    Saluti

  • Egregio Giorgio, quando insegnavo nelle scuole superiori, la prima lezione riguardava il singolare e il plurale. E spiegavo che in Italia, nelle case di tanti, il singolare, con la sua carica di responsabilità, è sempre meno usato del plurale, in particolare della seconda persona plurale, quel ‘voi’ che aggiusta tutto, che affida sempre la responsabilità agli altri, che semplifica tutto, che annichilisce tutto e lascia come ultima e unica possibilità il ‘tutti a casa che arrivo io’. Bene, caro Giorgio, ho riletto il Mussolini dei primi tempi: diceva le stesse cose ed era volutamente sprezzante verso ogni proposta. Io a te non devo portare proprio un bel niente; solo l’idea che tu pretenda che ti porti qualcosa la dice lunga su come concepisci il tuo impegno civile. Io devo dar conto del mio operato ed è lì sotto gli occhi di tutti, con atti firmati, con battaglie fatte in solitudine (tu certamente non c’eri, perché io non frequento anonimi un po’ vigliacchini per la paura di essere giudicati non da due parole scritte ma da una vita spesa). Potrei fare un lungo elenco, forse l’unico esibibile da chiunque nelle ultime due legislature. Solo un ignorante può addebitare a me e iscrivermi genericamente nella responsabilità della ‘politica’ la costituzione di Equitalia: io di certo non ho votato neanche uno dei deputati e senatori sardi che avrebbero potuto bloccare Equitalia. Forse tu sì. Io non ho mai detto che la moneta complementare è la panacea di tutti i mali e se tu fossi venuto a Macomer avresti sentito analisi prudenti, inviti a gestire lo strumento entro il 20% del fatturato. È uno degli strumenti: le altre risposte le ho proposte nel tempo: 1) impresa: gli strumenti dell’Accordo di Programma di Tossilo (oggi copiati in Veneto e in Europa; firma dell’Accordo a settembre 2010, prime erogazioni a marzo 2012); 2) impresa: legislazione sulle aree di crisi; 3) impresa: continuità territoriale delle merci, primi e unici stanziamenti nella storia cinquantennale della Regione; 4) finanza pubblica; Entrate: lotta (persa) contro lo Stato su Patto di Stabilità, compartecipazioni e tasse (ma tu non c’eri, sicuramente); spesa: lotta (persa) contro lo sperpero della Sanità, contro il meccanismo dei residui, contro le leggi di incentivazione invecchiate; lotta (vinta nella legge, ancora inapplicata) per ridurre lo sperpero delel risorse nei servizi telematici della Regione; 5) welfare: cantieri comunali, integrazione al reddito dei cassintegrati e loro riutilizzo negli enti locali; norma per il riutilizzo dei precari nella scuola; 6) università: incremento del 100% degli stanziamenti a favore delle due università, in modo da impedire l’aumento delle rette; 7) ambiente: legge 1 del 2010 sui prodotti di origine regionale, sugli agriturismi e sulla vendita diretta; 8) energia: estensione del decreto grandi isole al centro Sardegna; 9) ambiente: cantieri verdi (decine di migliaia di alberi sono stati messi a dimora in aree ambientalmente deboli) ecc. ecc. Adesso, di grazia, anche in sedicesimo rispetto a me che sono un eletto e quindi devo fare quello che faccio, dimmi che cosa fai tu per gli altri, per la società, oltre che lamentarti e sferzare.

  • Onorevole, mi perdoni,non si senta sempre vittima di una constatazione. Siamo al giro di boa.
    Sferza e clamore nascono dalla vostra palese immobilità.Come posso pensare e credere che questo mostro fiscale “EQUITALIA” creato dalle mani della politica, venga da lei stessa distrutto. La sferza nasce dal fatto che la politica mi propone e sponsorizza, in piena crisi economica, una moneta parallela(Sardex)a quella ufficiale. Lei sa benissimo che queste alternative in altre realtà economiche mondiali sono state sperimentate, studiate e archiviate.
    Lei, caro Onorevole, è una persona colta e come tale deve portarmi proposte concrete con fondamenta solide e durature. Copio e incollo
    “il grande uomo politico si distingue dal politicante nell’assumere provvedimenti lungimiranti quando la crisi ispira decisioni miopi”
    Saluti
    Giorgio

  • Marcello Simula

    Per Rosa Maria:mi fa piacere che tu ribadisca il rifiuto della tecnica eristica,che sappiamo bene entrambi che ha il solo scopo di confutare l’avversario (dialetticamente),a prescindere dalla ragionevolezza o veridicità delle dichiarazioni iniziali.Forse è vero che questi “sardi” di cui riempiamo i nostri interventi non sono ancora abbastanza affamati e quindi consapevoli della loro/nostra miseranda condizione attuale.Il futuro marca pioggia,ma la mia vera paura è che io,tu,noi tutti si stia su questo blog(tempo e impegni permettendo),a giocare a fare le elites e le avanguardie intellettuali mentre la nave affonda per davvero.In ogni caso restano valide ed interessantissime le notizie che ci dà il nostro admin,perlomeno ci troviamo un pò di pappa pronta.A noi spetta,semmai,approfondire per capire meglio.Saluti.

  • Per Giorgio. Infatti, l’indirizzo politico dato al relatore per la legge di riordino degli enti locali è di ridurre gli enti intermedi da 44 a 8. E pensi che questo indirizzo, votato all’unanimità dalla commissione, è stato dato senza la sua sferza e senza clamori. Viceversa è certo che senza studiare il sistema Equitalia non lo si può sconfiggere. Quanto all’emorragia di soldi pubblici, io l’ho descritta con un libro e combattuta per due anni e mezzo in perfetta solitudine: lei dov’era allora? Quanto all’uscire dalla maggioranza, io ho fatto di più: ho detto, un anno fa, che occorreva andare a elezioni. Come vede, senza la sua sferza che risolve tutto con l’indignazione ma non risolve niente di concreto, sono comunque riuscito a prendere posizioni più avanzate di quelle che lei richiede.

  • On. Maninchedda, mi congratulo con Lei per il tempo speso nella disperata ed approfondita ricerca sulla Holding Equitalia. Ok, complimenti per la cavalcata populista, e allora? Scoperte le scatole cinesi che compongono Equitalia riusciamo a controllare il salasso?
    Le ricordo,invece, vista la commissione che presiede, che i consigli di amministrazione e le dirigenze politiche, imperversano all’interno dei venti e piu’ enti regionali, dei 16 consorzi industriali etc.
    Provi, con lo stesso impegno, a far si che si interrompa questa enorme emorragia di soldi pubblici. Stacchi la spina, questo sistema non puo’ piu’ funzionare.
    Portate via il vostro assessore, lasciate le commissioni e uscite dalla maggioranza.
    Giorgio

  • Rosa Maria

    Gentile Marcello
    Certo che sono d’accordo con te sulla necessità di agire, e io non sono certo la persona più paziente del mondo davanti all’urgenza di organizzarsi nell’interesse del popolo, che ormai si trova nella posizione del più debole. Io pazienza di fronte a certe cose non è ho proprio. Ma so che la mia è anche una debolezza, perché per certe cose ci vuole tempo, e soprattutto c’è bisogno di unione. Non sono, infatti, invece d’accordo sulla tua convinzione che i sardi abbiano coscienza collettiva fino in fondo della gravità dei soprusi e delle sperequazioni che regolarmente subiscono. E’ su questo che insistevo, ed è su questo che sono d’accordo con Paolo e con Quinto Moro: sul bisogno di far circolare le informazioni, perché si sveglino le coscienze,e con esse il senso di orgoglio e di dignità dei sardi, perché agisca sugli enti e le istituzioni, che dal favore (politico) della gente traggono la loro linfa vitale.
    P.S. Io fuggo le posizioni eristiche, non mi interessano. Se poi si volesse discutere sul filo rigoroso della logica (aristotelica) allora ci sarebbe anche da divertirsi.

  • Marcello Simula

    Se la morale è libera,non sorge dal nulla se non dalla consapevolezza dell’essere in quanto tale:cogito ergo sum.La nostra morale è stata offesa indiscutibilmente,per cui trova una sua forma di difesa.Questa facoltà di difesa costituisce il carattere delnostro diritto a ribellarci.La coscienza e la consapevolezza del diritto e della lesione dello stesso credo che noi Sardi lo si abbia già raggiunto.E allora? Sei d’accordo con me o continuiamo a fare filosofia mentre le aziende falliscono?

  • Rosa Maria

    Per giungere ad “individuare altre forme di lotta” bisogna raggiungere una coscienza e consapevolezza collettiva del diritto e della lesione dello stesso. Il diritto nasce nell’istante in cui la morale viene offesa indiscutibilmente, e deve trovare una forma di difesa. E’ questa facoltà di difesa che costituisce il carattere del diritto. Il diritto, quindi, presuppone sempre la morale; senza la morale esso cessa, non ha ne scopo ne senso. Ma la morale è libera, sorge dalla volontà, dal giudizio, dalle idee; se non è libera non è morale. Ecco perché ha ragione Paolo: solo pervenendo ad una condivisione e coscienza profonda della lesione del diritto, quindi dalla censura morale, si possono ottenere gli effetti travolgenti che può assumere la democrazia.

  • Fabio Sipolino

    Tutto vero

  • Quinto moro

    “Se le rivoluzioni hanno bisogno delle masse, le rivolte morali hanno bisogno delle coscienze ” (anonimo).
    Forza Paolo, vedrai che continuando ad informarci come solo tu riesci a fare, prima o poi qualcosa succederà.

  • Marcello Simula

    Sono d’accordo con Rosa Maria,e come potrebbe essere altrimenti?Dissento solo su un punto,e credo che sia importante su questo argomento sentire quanti più pareri possibili:la censura morale,di per sè nobilissimo sentimento nonchè apprezzabile esternazione,non ha mai prodotto alcun risultato pratico,come la storia ci insegna.Maria Antonietta,sebbene sottoposta a furibonda censura morale,consigliò al popolo affamato di mangiare brioches al posto dell’introvabile pane.Finì alla ghigliottina.Pietro II,dopo i fastosi ricevimenti a corte,finì con tutta la famiglia come sappiamo (1917).Potrei continuare all’infinito,come storico appassionato avrei mille e più esempi.Al di là quindi delle nostre valutazioni,credo che la censura morale non sia l’unico modo per opporci alla garrota fiscale di equitalia,ma dobbiamo individuare altre forme di lotta (democratiche e civili)per IMPORRE,non per elemosinare,a questa sciagurata classe politica un sistema alternativo ad equitalia,soprattutto meno disumano e vessatorio.Concludo con la triste considerazione che,se in Italia la pena di morte è stata abolita per le persone,essa è stata lentamente ma inesorabilmente reintrodotta per le aziende,ed è pienamente operativa,con sentenze emesse ad opera di equitalia,senza possibilità di appello per il condannato.Questo si che si chiama pena di morte fiscale!!Saluti a tutti come sempre,forse stavolta un pò meno ottimisti.

  • Rosa Maria

    Lo scenario è inquietante, per le imprese e per le famiglie.
    E’ anche paradossale visto che spesso i drammi dei cittadini e degli imprenditori sono conseguenza della crisi o dei ritardi nei pagamenti da parte delle Amministrazioni e, ciononostante, vessati da Equitalia; quando non subentrano affari sospetti di curatori e consulenti nell’ambito delle procedure fallimentari. L’Agenzia delle Entrate, però, moralmente non si comporta sempre molto meglio di Equitalia. Si conosco casi in cui la sua condotta non è stata esattamente improntata secondo il principio di buona fede. Sui cittadini pesa tutto un insieme di situazioni vessatorie.
    Il problema di Equitalia è gravissimo, perché si tratta di una macchina costosissima posta a carico dei contribuenti, di cui, con un buon funzionamento degli enti pubblici si potrebbe fare sicuramente a meno.
    Sono d’accordo: l’unico modo di opporsi a questa incoscienza burocratica è aumentare la censura morale verso lo scandalo Equitalia, di modo che per le istituzioni e gli enti diventi sempre più impopolare servirsene.

  • Egregio Sandro, io la spina l’ho sempre tenuta staccata, perché ho sempre costruito le mie posizioni sulle cose. Io da anni faccio parte per me stesso e per questo non sono gradito ai due grandi partitoni italiani, ma evidentemente neanche a Lei. Quanto a Lei, riesce a ragionare sul merito delle cose e non solo in termini generici su logiche di schieramento in cui io ufficialmente non mi sono mai iscritto? Nel caso specifico: cosa cambierebbe in Equitalia se si andasse a elezioni anticipate come io auspico? Niente. Al contrario, cambierebbero molte cose se quest’articolo su Equitalia girasse molto e arrivasse a intaccare la cupola di silenzio che avvolge la struttura di Equitalia, circcondata da chiacchiere protestatarie spesso inutili. Quanto al fatto che si tratti di cose risapute, beh, io ho letto molto in questi mesi su Equitalia e una valutazione di questo genere sulla struttura, i costi, gli aggi, l’incoerenza dei comportamneti non l’ho letta.

  • Marcello Simula

    Gent.mo On. Maninchedda, cito testualmente:”… Regione dormiente..”, “… azione irresponsabile di Equitalia… “, “nessuno ascolta i Sardi…”, “…facciamo girare le informazioni..”. A questo punto che ne direbbe di un bell’incontro a Nuoro, in tempi brevi, per far sentire a chi non vuol sentire che comunque qualcuno, obtorto collo, dovrà ascoltarci?
    A presto e saluti ottimisti come sempre.

  • P.S.: buona festa della Repubblica, Italiana

  • Giustissimo quanto dice su Equitalia e fa bene a denunciarlo (? dsono cose abbastanza risapute) con forza. La regione distratta però è governata da una maggioranza di cui lei e altri fanno parte. Se non la si ritiene capace di difendere i nostri interessi, non la si appoggi o si stacchi la spina. Non basta più denunciare, bisogna anche essere conseguenti

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